Georges Simenon: “Il defunto signor Gallet”

Un commesso viaggiatore viene raggiunto allo stesso tempo da un colpo di rivoltella sparato da sei metri e da una coltellata sferrata a distanza ravvicinata. Il delitto da stanza (semi)chiusa costringe Maigret a trasferirsi in un albergo sulla Loira in quel di Sancerre, ma, più di tutto, consente a Simenon uno di quegli esercizi di pessimismo sulla natura umana che gli riescono così bene.
Nella terza investigazione del commissario parigino non ce n’è per nessuno, visto che il defunto si rivela essere un piccolo truffatore, ma alla lunga tutti gli altri finiscono per dimostrarsi pure peggiori, tra piccola nobiltà decaduta, i consueti borghesi contraddistinti da ipocrisia e avidità, la gente del popolo interessata comunque al puro guadagno a partire dall’untuoso albergatore: i numerosi personaggi sono caratterizzati con pochi tratti che, sottolineati con perizia, li rendono subito riconoscibili anche quando secondari, come i due poliziotti locali.
L’antipatia che prova Maigret è in maniera evidente quella del suo autore e l’ombra grigia non risparmia neppure le ambientazioni, tanto che è difficile dire se è peggio il triste e quasi disabitato inizio di lottizzazione in cui vivono i Gallet o la villeggiatura a poco prezzo sulle rive del grande fiume. Continua la lettura di Georges Simenon: “Il defunto signor Gallet”

Piacenza-Viterbese 0-1

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 16 ottobre 2017 – Serie C, Girone A, 9^ giornata.

Il Piacenza inciampa un’altra volta e riesce a farsi male (parecchio) da solo: al netto degli episodi e delle circostanze sfavorevoli fra le quali si può includere un arbitraggio tutto meno che casalingo, gli equivoci tattici si sommano agli errori individuali portando a una sconfitta che, per assurdo, pare diventare rimediable proprio nel momento più difficile.
L’avvio è promettente: dopo l’ennesimo errore su corner (sullo spiovente da destra Celiento colpisce tranquillo di testa, ma la conclusione un po’ centrale esalta i riflessi di Fumagalli), i biancorossi chiudono per un quarto d’ora l’avversario nella sua trequarti rendendosi pericolosi con Romero dalla distanza prima che Pergeffi entri in area spostato e sinistra e, sul bell’invito di Pederzoli, spari alle stelle complice una deviazione difensiva. Funziona soprattutto la corsia mancina, dove Masciangelo e Scaccabarozzi combinano spesso consentendo a quest’ultimo di provare il tiro in diagonale, ma Iannarilli è bravo a intercettare in tuffo una conclusione che difetta però di potenza.
Il portiere ospite si oppone ancora al centrocampista che prova a girare dall’area piccola dopo una mischia in area, ma poi è lo stesso numero ventisei di Franzini ad avviare l’azione del vantaggio ospite: il tocco all’indietro sulla propria trequarti è intercettato da Razzitti che si accentra osservato a distanza da Silva per un colpo dalla lunetta che si infila nell’angolo basso alla destra di Fumagalli. Continua la lettura di Piacenza-Viterbese 0-1

Il Piacenza ci mette il cuore ma la Viterbese espugna il Garilli con un gol dell’ex Razzitti (www.sportpiacenza.it)

Serata da dimenticare per il Piacenza che magari ci mette sì il cuore nella ripresa, quando sotto di uomo e in svantaggio produce un significativo sforzo per tentare di prendersi il pareggio – e ci riesce anche perché la rete annullata a Scaccabarozzi per fuorigioco è regolare – ma alla fine il solo cuore non sempre può bastare. Decide la rete dell’ex Razzitti arrivato al Garilli carico a pallettoni – in estate non si è lasciato bene con la dirigenza di via Gorra -, la complica Bertoncini commettendo un fallo che costa l’espulsione, la tengono in vita Fumagalli che para il rigore di Tortori e più in generale l’imprecisione di una Viterbese (ottima squadra) che rischia davvero tanto divorandosi almeno tre palle gol. E il Piacenza? Sbaglia il secondo esame dopo Pontedera e con nove giornate disputate si può tracciare un primo bilancio: i biancorossi hanno dei problemi evidenti a centrocampo, Scaccabarozzi continua a essere un equivoco tattico, manca il dinamismo (Cenciarelli ha portato a spasso il centrocampo piacentino per 90’), raramente si vede personalità, davanti Romero fatica, di più Zecca e dalla panchina arriva poco o nulla mentre la difesa sbanda tutte le volte che viene presa per vie centrali. A completare il quadro l’espulsione rimediata da Silva al 93’ che costringerà Franzini a reinventare la difesa nella sfida contro il Pisa. Cosa salvare? La prestazione in dieci uomini dimostra che questa squadra rimane troppo vittima degli errori dei singoli, tuttavia ha il carattere per uscire dai momenti difficili, sta a Franzini trovare le soluzioni. Continua la lettura di Il Piacenza ci mette il cuore ma la Viterbese espugna il Garilli con un gol dell’ex Razzitti (www.sportpiacenza.it)

Saxon: “Strong arm of the law”

(Carrère 1980)

Inseriti nella New Wave of British Heavy Metal che ha caratterizzato gli anni a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, i Saxon suonano in qualche modo più eterogenei della media della categoria, almeno alle orecchie di un non adepto come il sottoscritto. Ho frequentato parecchio simili sonorità nella prima adolescenza per poi abbandonarle in blocco: il nuovo incontro, casuale e un po’ nostalgico, mi dà la sensazione che il gruppo fosse meno allineato e coperto di molti suoi pari (Iron Maiden in primis) e perciò più disponibile a contaminarsi con influenze esterne, seppur confinanti.
Insomma, l’impressione è che i cinque non si prendessero troppo sul serio (a partire dal candido cappellino che copriva la pelata del chitarrista Paul Quinn) facendo propria una certa attitudine da pub-rock (Sixth Form Girls lo è fin dal titolo) mischiata con feroci eccessi di velocità che fanno pensare subito ai Mötoröhead Continua la lettura di Saxon: “Strong arm of the law”

Marcello Fois: “Luce perfetta”

Luce perfetta La terza e conclusiva puntata della saga con protagonista la famiglia Chironi prosegue lo scivolamento dall’epica alla cronaca già profilatosi all’orizzonte durante l’episodio centrale e, pur rimanendo una lettura che sa appassionare, dà l’impressione di un finale in calando.
La scrittura dell’autore, nella quale le metafore giocano un ruolo fondamentale, avvolge come di consueto restituendo appieno l’ambiente vorace a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, ma l’unurbamento in una Nuoro che ha ormai completato il passaggio da paesone a città finisce per comprimere la componente naturale di una Sardegna selvaggia che riesce a farsi largo soltanto a tratti sopravvivendo in particolare nelle condizioni atmosferiche che si intrecciano con il percorso dei personaggi. Continua la lettura di Marcello Fois: “Luce perfetta”

I biancorossi gettano via il primo tempo e il Pontedera nella ripresa ne fa tre (www.sportpiacenza.it)

Un passivo di tre gol fa impressione e a chi non ha visto la partita questo Pontedera-Piacenza potrebbe sembrare un match a senso unico. Ma la rete di Corsinelli è arrivata proprio nel momento migliore dei biancorossi e i gol di Risaliti e Mastrilli nel finale sono frutto di disattenzioni, avvenute quando il Piacenza stava premendo per raddrizzare la situazione. I toscani hanno fatto la gara che dovevano fare, capitalizzando al massimo ciò che è stato loro concesso. Franzini, invece, a fine partita se ne va negli spogliatoi con aria assorta, e chissà che tra i suoi pensieri non covi il rammarico per un primo tempo troppo compassato, troppo prudente, al cospetto di un avversario che aveva iniziato la partita con il mantra del prima non prenderle. Continua la lettura di I biancorossi gettano via il primo tempo e il Pontedera nella ripresa ne fa tre (www.sportpiacenza.it)

In concerto – Alberto Fortis

30 settembre 2017 – Monticelli d’Ongina, cortile di Palazzo Archieri.

Se si eccettua l’indifendibile neologismo ‘Festivaglio’, è innegabile che la fiera ottobrina di quest’anno abbia messo in mostra un’imprevista vivacità della quale la presenza di Alberto Fortis è forse la più inattesa testimonianza. La vivacità suddetta risulta pure troppa – l’assurda contemporaneità costringe a rinunciare al punk celtico delle Mosche di Velluto Grigio in Piazza della Rocca – ma il nome in ballo e il recupero del bello spazio offerto dal cortile di Palazzo Archieri costituiscono un’occasione da cogliere e infatti il pubblico accorre in discreto numero per un evento di questo tipo.
Il luogo affascina sia il cantautore, sia il Quartetto Bazzini che funge da introduzione. L’ensemble guidato dal violoncellista cremonese Fausto Solci che si affianca ai violini di Lino Megni e Daniela Sangalli nonché alla viola di Marta Pizio – tutti musicisti bresciani – accantona il consueto repertorio classico, con la parziale eccezione della mozartiana Eine Kleine Nachtmusik, per proporre un breve excursus fatto di colonne sonore, da John Williams (‘Guerre stellari’) a Nicola Piovani (‘La vita è bella’) per finire con Jóhann Jóhannsson (‘La teoria del tutto’) offrendo una quarantina di minuti ben suonati e di facile ascolto.
L’attrazione principale sale sulla scena con mirabile puntualità alle dieci di sera: Continua la lettura di In concerto – Alberto Fortis

Il Piacenza liquida con tre reti il Gavorrano e rimane agganciato al treno di vetta (www.sportpiacenza.it)

Un Piacenza che pigia tre volte sul minimo dell’acceleratore e arriva la quarta vittoria consecutiva davanti a un Gavorrano che onestamente è davvero pochissima cosa. Ai toscani non riescono nemmeno le barricate perché il Piacenza è bravo a girare attorno alla preda senza azzannarla subito – correndo dunque il rischio di esaltarla – ma con pazienza sblocca la partita al primo affondo e nella ripresa blinda il risultato spendendo il minimo indispensabile.
Due le note liete: Pederzoli finalmente ha illuminato il gioco con un delizioso assist di testa in occasione del gol di Zecca e nella ripresa ha firmato una gran rete a chiudere un’azione altrettanto bella e da lui avviata. La seconda nota di giornata è Zecca che si è sbloccato ed entra nel tabellino dei marcatori. Bene infine l’ingresso di Cristian Mora, match winner a Lucca anche contro i toscani si è dimostrato essere una valida alternativa a Di Cecco, la difesa che non subisce reti con quattro giovani in campo e soprattutto i tre punti che mantengono il Piacenza agganciato al treno di vetta. Continua la lettura di Il Piacenza liquida con tre reti il Gavorrano e rimane agganciato al treno di vetta (www.sportpiacenza.it)

Un Piacenza cinico doma la Lucchese con un gol di Mora e si rilancia in classifica. (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza delle prime volte sbanca il campo della Lucchese e si rilancia in classifica agganciando la sesta posizione in vista delle prossime sfide di mercoledì al Garilli contro il fanalino di coda Gavorrano e domenica prossima a Pontedera.
Per i biancorossi è la prima vittoria in trasferta nel campionato, è la prima volta che non incassano una rete e, soprattutto, vincono in casa dei toscani dopo 63 anni (l’ultimo successo risale alla stagione ’53/’54). Lo fanno al termine di una gara brutta e sporca, decisa dall’unica conclusione in porta del Piacenza con il neoentrato Mora e grazie a un Fumagalli come sempre monumentale ma si sa, a questa squadra non bisogna chiedere il fioretto e così in attesa di tempi migliori per il gioco – se mai arriveranno – la banda di Franzini si prende i tre punti, che poi sono l’unica cosa che conta. Continua la lettura di Un Piacenza cinico doma la Lucchese con un gol di Mora e si rilancia in classifica. (www.sportpiacenza.it)

Hunger

(Hunger, Gbr 2008)

Il primo lungometraggio dell’inglese McQueen è uscito in Italia con quasi un lustro di ritardo, sull’onda del riconoscimento internazionale raggiunto con ‘Shame’ e appena prima del successo di ’12 anni schiavo’, nonché grazie alla crescente aura carismatica di Fassbender. Eppure a Cannes il film è stato adeguatamente premiato (nella sezione ‘Un certain régard’) e mette in mostra un talento genuino che sfrutta l’abilità di narrare con uno sguardo, derivatagli dal mondo pubblicitario da cui proviene, riuscendone comunque a evitare la superficialità e la ricerca del semplice effetto.
Il rischio ci sarebbe, con la messa in scena della violenza e quella dell’inedia passibili di scadere in un certo voyeurismo: invece la rappresentazione che ne scaturisce è forte, brutale e, proprio per questo, di una bellezza che lascia il segno. McQueen rievoca la morte per fame di Bobby Sands e dei suoi otto compari nel terribile carcere di Maze all’inizio degli anni Ottanta, ma, nello stesso tempo, offre una lucida disamina del potere e della sua capacità di schiacciare l’individuo. Continua la lettura di Hunger

Il Piacenza batte l’Arzachena (2-1) facendo il pieno di punti e fiducia (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza massimizza che meglio non poteva il doppio turno in casa, batte anche l’Arzachena e si ritrova a 7 punti – uno in più della passata stagione dopo la quinta giornata – vedendo svanire di colpo (quasi) tutte le problematiche mostrate nelle prime due domeniche. E’ corretto dire che l’impressione è quella di una squadra che ancora fatica in mediana, tuttavia è altrettanto doveroso dire che i tre di centrocampo questa volta hanno fatto vedere molte giocate interessanti. Della Latta ha fornito la sua miglior prestazione da quando è in biancorosso – ma ci sono ancora troppi palloni persi – anche Scaccabarozzi (assist per la seconda rete) pian piano sta mollando gli ormeggi, mentre Morosini, Masciangelo e Di Cecco sono ormai tre garanzie. Davanti si registra la seconda rete consecutiva di Romero e dietro, sebbene i tre centrali a volte rischiano di prendere delle imbarcate, Fumagalli è quasi spettatore non pagante (molto è dovuto all’imprecisione degli ospiti).
Insomma il Piacenza migliora di settimana in settimana, ora però è atteso dal primo esame di maturità domenica prossima in casa della Lucchese per capire quanto questa squadra sia in grado di crescere. Continua la lettura di Il Piacenza batte l’Arzachena (2-1) facendo il pieno di punti e fiducia (www.sportpiacenza.it)

Jorge Luis Borges: “Finzioni”

Finzioni Penetrare nell’universo di Borges è allo stesso tempo affascinante e complicato, benché non sia una scusante per aver atteso così tanto. La profonda cultura che lo scrittore argentino riversa nella sua scrittura richiede un supplemento di attenzione per cercare di cogliere il maggior numero si sfumature (di tutte non se ne parla neppure), ma al contempo ci si abbandona con estremo piacere alla dimensione fantastica che si va costruendo riga dopo riga.
Il libro è l’unione di due raccolte di scritti brevi uscite in precedenza riunendo lavori pubblicati perlopiù su riviste: entrambe sono precedute da un prologo dell’autore che si incarica di suggerire alcune chiavi di lettura. La prima, intitolata ‘Il giardino dei sentieri che si biforcano’, mette in mostra una componente immaginaria più spiccata che è di notevole importanza pure nel brano a struttura più classica, quel ‘Le rovine circolari’ che pare ispirarsi alla spiritualità orientale nel narrare il potere del sogno e la capacità dell’uomo di ricrearsi fisicamente durante il medesimo. Continua la lettura di Jorge Luis Borges: “Finzioni”

Il Piacenza accende i motori e supera l’Arezzo: prima vittoria (2-1) in campionato (www.sportpiacenza.it)

Nella vittoria, faticata e sudata fino all’ultima goccia, del Piacenza contro l’Arezzo ci sarebbero almeno tre o quattro considerazioni da fare; la più importante però è quella relativa al risultato. Parliamo di risultato perché al Garilli si è visto un Piacenza ancora convalescente, che mostra lacune sia in costruzione sia in finalizzazione e dunque la strada da fare è tanta; tuttavia è di vitale importanza percorrerla con questa vittoria alle spalle. La squadra potrà lavorare più serenamente ora che sono arrivati i gol delle punte (Romero), quelli di fortuna (Scaccabarozzi) e i benedetti tre punti che rappresentano sempre la medicina migliore per chi tenta di guarire.
Insomma, se ad Olbia si era ritrovata una certa predisposizione alla sofferenza, contro l’Arezzo è arrivato anche il resto: ora mancano alcuni – molti a dir la verità – meccanismi di gioco perché il Piacenza concede troppo in difesa e ci sono tratti di partita in cui fatica tremendamente nei fondamentali, possesso palla e costruzione.
Franzini si prende questi tre punti – e in classifica i biancorossi sono linea con la passata stagione – consapevole che i motori si sono finalmente accesi ma domenica, contro l’Arzachena, ci sarà un altro banco di prova importante che servirà a confermare i progressi visti fin qui. Continua la lettura di Il Piacenza accende i motori e supera l’Arezzo: prima vittoria (2-1) in campionato (www.sportpiacenza.it)

In concerto – Cisco il dinosauro con la formidabile orchestra jurassica

L’esser bianchi per antico pelo porta, tra le altre seccature, un atteggiamento nostalgico per i bei tempi andati. Fatta la tara agli occhiali rosa, il confronto fra lo spettacolo offerto e quello dei Modena City Ramblers che fece tremare il Fillmore nella primavera do oltre vent’anni fa è comunque abbastanza impietoso, peraltro in sintonia con la traiettoria discendente della discografia della band prima e del suo più conosciuto membro poi.
Forse avrebbe aiutato che fossero presenti anche gli altri ‘dinosauri’ del disco uscito l’anno passato, ovvero gli ex MCR Alberto Cottica e Giovanni Rubbiani, oltre che ad Arcangelo ‘Kaba’ Cavazzuti dietro i tamburi: fatto sta che l’insieme si rivela ben suonato e divertente, ma incapace di far scattare l’interruttore che regala vere emozioni. Ciò non toglie che fa davvero piacere vedere gli ‘Amici del Po’ così affollati da un pubblico pagante – l’evento è aperto ai non soci con un lieve e sovrapprezzo sul biglietto d’ingresso – che dimostra di apprezzare più del sottoscritto accorrendo a saltare sotto al palco almeno negli ultimi quattro o cinque brani. Continua la lettura di In concerto – Cisco il dinosauro con la formidabile orchestra jurassica

Stephen King. “Chi perde paga”

Chi perde paga (Bill Hodges Trilogy, #2) Fingendo di ignorare lo sconclusionato titolo italiano – che c’era di male a tradurre ‘chi trova, tiene’ come l’originale (Finders keepers)? – la seconda puntata dedicata al detective in pensione Bill Hodges regala impressioni ambivalenti.
Ciò che colpisce subito è lo sviluppo di temi cari allo scrittore che si danno il cambio a lungo prima di fondersi: il racconto di ambiente carcerario, l’adolescente costretto a vivere l’età di transizione in una famiglia zoppicante nonché, soprattutto, il rapporto tra autore e lettore che apre il romanzo e conduce il buono e il cattivo su traiettorie più somiglianti di quanto il primo desidererebbe. Simili basi potrebbero indurre a temere una rimasticatura, ma l’indiscutibile capacità di raccontare vivacizza la narrazione parallela delle vicende con protagonisti il galeotto Morris e il giovane Pete in una metà iniziale che procede con un passo compassato che non è certo una novità per King.
Quando i due filoni giungono a contatto, entra in scena l’investigatore – sempre spalleggiato da Holly e Jerome – e il ritmo accelera mentre la struttura cambia evolvendo in un montaggio alternato che si fa via via più serrato Continua la lettura di Stephen King. “Chi perde paga”

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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