Piacenza in riserva, ma vince 3-2 con il Thermal (www.sportpiacenza.it)

Bicchiere pieno in casa Piacenza, nonostante i biancorossi si siano notevolmente complicati una partita che dopo 45′ di gioco avevano saldamento in mano. Complici forse il doppio impegno ravvicinato e un’eccessiva confidenza gli emiliani, avanti con i gol di Volpe e Bertazzoli, nella ripresa rimettono in carreggiata il Thermal Abano che fa sudare le proverbiali sette camice alla squadra di De Paola. I veneti accorciano, sfiorano il pareggio e solamente nel finale, dopo il gol di Mauri, lo stadio Garilli può tirare un sospiro di sollievo; e anche qui comunque non è finita perché all’ultimo secondo Bolchi infila la rete del 3-2. Tre punti che valgono l’aggancio al terzo posto in classifica (l’Este ha pareggiato a Fidenza) e domenica il Piacenza va in casa della seconda della classe, la Correggese, oggi sconfitta a Castelfranco (4-1). L’unica nota stonata del pomeriggio sono gli infortuni a Ruffini e Di Maio: per il primo ci sono ottime speranze di recupero mentre per il secondo si dovranno attendere i risultati degli esami strumentali ma si sospetta un lieve stiramento. Continua la lettura di Piacenza in riserva, ma vince 3-2 con il Thermal (www.sportpiacenza.it)

Rimini-Piacenza 1-0, tante botte e poco spettacolo (www.sportpiacenza.it)

Una punizione di Tedesco ferma la corsa del Piacenza e consegna la vittoria al Rimini di Cari, ormai lanciato verso la Lega Pro. A contorno dell’unico episodio ci sono stati tanti falli, da una parte e dall’altra, e pochissimo gioco. I biancorossi hanno affrontato la gara come se fosse una guerra, alla quale il Rimini non si è sottratto, però di fatto hanno fatto bene solo per metà: solo un tiro concesso, peraltro da calcio piazzato, a una squadra tecnicamente più forte, ma zero assoluto in avanti dove semplicemente Volpe e compagni hanno rinunciato a qualsiasi sogno di gloria. La squadra di casa ha fatto poco di più, questo va detto, beneficiando dell’espulsione ingiusta di Colicchio (incomprensibile il primo giallo, dubbio il secondo per un fallo che pareva non esserci). Ironia del destino, il gol che ha deciso la gara è nato proprio dalla punizione che è costata il cartellino rosso al centrale del Piacenza. Continua la lettura di Rimini-Piacenza 1-0, tante botte e poco spettacolo (www.sportpiacenza.it)

Ippolito Nievo: “Le confessioni di un Italiano”

Guarda 'Le confessioni di un Italiano' su aNobii Se il suo autore lo avesse risciacquato in Arno appena un po’ (tanto per togliere le meno potabili fra le espressioni arcaiche o dialettali) e si fosse ricordato che anche la punteggiatura è importante evitando di tralasciare qualche virgola di troppo, questo monumentale romanzo, invece di finire quasi dimenticato, avrebbe il posto che si merita nella storia della letteratura italiana. Perché nel suo scorrere torrenziale ci sono la passione (amorosa e politica) e il tradimento, la meschinità e il coraggio, l’opportunismo e il disinteresse, la guerra e la quotidianità: si potrebbe andare avanti ancora elencando e aggiungere pure la marea di personaggi delineati con cura tra pregi e difetti, ma soprattutto ci sono il passato e il futuro.
Carlo (non ancora) Altoviti cresce nella sonnacchiosa campagna friulana della seconda metà del Settecento: il suo destino di servo di piccoli nobilotti di provincia parrebbe immutabile come la società che lo circonda, dominata dagli stanchi riti del bel mondo in una cadente Repubblica di Venezia. Invece il vento delle rivoluzioni prende a soffiare, facendo crollare le istituzioni ormai marce e ribaltando anche la vita del protagonista che, fra alte speranze e cocenti disillusioni, attraversa tutte le fasi politiche a cavallo dei due secoli finendo per fare anche una sorta di giro d’Italia della ribellione regolarmente soffocata più una quasi inevitabile esperienza di esule a Londra. Qui si sublima il suo rapporto con la Pisana, figlia dei suoi castellani per la quale prova un sentimento (ricambiato) che si può etichettare come ‘amore della sua vita’, ma che, pur nato in pratica nella culla, per un motivo o per l’altro non giunge a compiersi mai: il percorso capriccioso di lei e la mancanza di coraggio di lui sono concause di una tensione che accompagna l’intera loro esistenza. Continua la lettura di Ippolito Nievo: “Le confessioni di un Italiano”

Piacenza-Ribelle: 2-0, decidono Ruffini e Volpe (www.sportpiacenza.it)

Quinta vittoria consecutiva per il Piacenza di Luciano De Paola, che blinda la porta (zero gol subiti in altrettanti turni e due da quando c’è lui al timone) anche contro la Ribelle e grazie a una rete per tempo di Ruffini e Volpe liquida la Ribelle col minimo sforzo. Non è stato un partitone quello dei biancorossi, farraginosi e privi di idee per buona parte del match, ma quello che contava era il risultato ed è arrivato. Il Piacenza parte bene spingendo forte fino al gol del difensore poi, complice un atteggiamento forse di eccessiva superiorità, gli emiliani si spengono rischiando in un paio di occasioni di subire il pareggio. Ci pensa il capitano Francesco Volpe a chiudere i giochi al 75′ finalizzando un bellissimo scambio veloce con Bertazzoli e Saber, giocata che De Paola ha provato tutta settimana in allenamento. Ora ci si può davvero concentrare per la prossima trasferta in casa del super Rimini (ha vinto anche oggi a Castelfranco) per una partita che non vale più per la testa della classifica ma che dirà molto sulla quadratura di questo Piacenza. Continua la lettura di Piacenza-Ribelle: 2-0, decidono Ruffini e Volpe (www.sportpiacenza.it)

Dr. John: “Ske-Dat-De-Dat: the spirit of Satch”

(Proper 2014)

Passati con abbondanza i settanta e con una fama consolidata di eccellente musicista che è giunta ben lontano dal New Orleans, Dr. John sa di non dovere dimostrare ormai nulla a nessuno e può con ragione dedicarsi a ciò che più gli sta a cuore: i risultati saranno comunque rimarchevoli anche se rivolti soprattutto agli appassionati di lunga data. Ciò accade anche per questa rilettura di Louis Armstrong arrangiata e prodotta assieme alla trombonista Sarah Morrow: non sarà un disco indispensabile o innovativo, ma è innegabile che sia un lavoro di gran classe che assicura un ascolto assai piacevole.
Come gli capita abbastanza spesso, il buon Mac si fa accompagnare da una pletora di ospiti – fra i quali, pare ovvio, spicca una agguerrita pattuglia di trombettisti – e trasporta la musica di Satchmo nei suoi territori preferiti, quelli di una black music con le radici immerse nella sua città natale e/o delle paludi che la circondano. La resa swingante di ‘What a wonderful world’ posta all’inizio è in parte fuorviante, anche se i controtempi sostenuti dalle voci dei Blind Boys of Alabama ne spezzano le rotondità pop: in ogni caso, evidente è il contrasto con l’unione di funky e jazz che scurisce ‘Mack the knife’ già prima dell’inserto rap affidato a Mike Ladd (che però finisce per entrarci come i cavoli a merenda).
L’idea di base si dimostra migliore del risultato finale – lo stesso succede per la caraibica ‘Tight like this’ malgrado l’apporto di Arturo Sandoval – ma il tentativo sa farsi apprezzare. Assai più classico il duetto carico di blues con Bonnie Raitt di ‘I’ve got the world on a string’ Continua la lettura di Dr. John: “Ske-Dat-De-Dat: the spirit of Satch”

Stephen King: “Doctor Sleep”

Guarda 'Doctor Sleep' su aNobii Innanzitutto, va detto che, a differenza di quanto strombazza la pubblicità, questo non si può definire il seguito di ‘Shining’: è un libro in cui incontriamo di nuovo alcuni personaggi di quel capolavoro – agli effetti pratici, il solo Dan Torrance ormai diventato adulto – che si ritrovano a vivere un’avventura assai diversa per atmosfera, sviluppo e persino tono narrativo.
Il fatto in sé non è nè positivo, né negativo, anche se magari qualche lettore, visto lo strillo suddetto, potrebbe risentirsene: l’importante è che la storia costruita attorno alla ‘luccicanza’ del protagonista (dei protagonisti) funzioni. Purtroppo non sempre è così e forse sta anche qui la spiegazione del ritardo dell’uscita statunitense dovuta a un severo editing (ammesso dall’autore nella postfazione): il libro finisce per procedere a strappi, con alcune sezioni riuscite e parecchio inquietanti a cui si alternano pagine in cui la tensione cala in modo sensibile.
Al posto della claustrofobica compattezza del romanzo originario, in cui un orrore senza forma prende lentamente vita impadronendosi di un Jack Torrance che ci mette del suo, qui si gioca a carte scoperte sin dall’inizio grazie a quel Vero Nodo che è, con ogni probabilità, uno dei gruppi di ‘cattivi’ più sgangherati messi insieme dall’autore del Maine: dopo un feroce inizio, i capitoli meno interessanti risultano essere quasi tutti quelli loro dedicati perché, presuntuosi e disorganizzati, sembrano far di tutto per farsi spazzar via dalla faccia della Terra (e la loro paura di volare finisce con il tornar troppo comoda a chi li combatte). Sarà forse per questo che i ‘buoni’ possono portare tutti quanti a casa la pelle, compresi coloro che danno l’impressione di essere destinati alla dipartita come l’anziano Billy: una scelta un po’ controcorrente rispetto alla tradizione che priva il romanzo di ulteriori elementi di tensione. Continua la lettura di Stephen King: “Doctor Sleep”

Corrida Montemurlo, ma il Piacenza la doma (0-1) (www.sportpiacenza.it)

E sono quattro vittorie consecutive. Nella corrida di Montemurlo, il Piacenza fa sua la posta con una prodezza di Stafano Mauri su punizione. È l’unico lampo di calcio in una partita brutta, nervosa e spezzettata da continui falli. Non poteva essere diversamente su un campo sintetico di prima generazione dove la palla, peraltro sferzata da un vento fastidioso, rimbalzava in modo poco naturale. Lo spettacolo vero è stato in tribuna, dove si è sfiorata una scazzottata da film western. A far scattare la scintilla è stato il gol di Mauri – al 33′ del primo tempo – quando il pubblico locale si è lasciato andare in qualche parola di troppo all’indirizzo dell’autore del gol e i piacentini presenti hanno risposto alle provocazioni dando il via a un parapiglia. Continua la lettura di Corrida Montemurlo, ma il Piacenza la doma (0-1) (www.sportpiacenza.it)

Vizio di forma

(Inherent vice, USA 2014)

Lasciate ogni logica, voi ch’intrate. Sommando la tendenza a non raccontare proprio tutto tipica del regista con il procedere labirintico dei romanzi di Thomas Pynchon (seppure quello alla base del film sia il più ‘lineare’ tra mille virgolette) c’era da aver paura di perdersi in questa pellicola oltretutto ascrivibile a un genere che adora i doppifondi come il noir. Invece Anderson ha in qualche modo riscritto il libro, ottenendone comunque l’imprimatur dall’autore: ha così fatto davvero sua la storia che, pur restando fondamentalmente pynchoniana, finisce per discostarsi dalla banale illustrazione dell’originale.
Per farlo, è stato necessario sfrondare parecchio, anche perché altrimenti ci sarebbero volute dieci ore invece delle comunque corpose due e mezza: a farne le spese soprattutto la scena musicale – lo scoppiatissimo gruppo surf dall’assai instabile formazione e l’esilarante band inglese in visita – la deviazione a Las Vegas e alcuni passaggi più surreali, come la chiacchierata del protagonista con un’effigie di Thomas Jefferson. Inoltre, l’atmosfera d’insieme risulta meno paranoica di quella creata da Pynchon, che ha nella paranoia una sorta di un marchio di fabbrica, ma sull’altro piatto della bilancia il regista getta la scelta di inserire le parole dello scrittore attraverso la maggiore importanza attribuita al ruolo di Sortilége (Joanna Newsom) che diventa qui quasi una cantastorie delle vicende di Doc Sportello.
Interpretato da uno strepitoso Joaquin Phoenix in una nuova prova camaleontica, il detective privato si muove su input di una sua ex fiamma che teme per il destino del proprio attuale, ricco amante. Come un sasso in uno stagno, l’indagine che parte da una poco eccitante questione di corna inizia ad allargarsi tra speculazione edilizia, traffico di droga e una holding criminale che, ricordando vagamente la Spectre, sembra allungare i suoi tentacoli ovunque: tra colpi di fortuna e abilità investigativa, Doc trova in qualche modo il bandolo, dimostrando come, malgrado il suo essere sballato per gran parte del tempo, la sua etica sia presa di preso da quella di Marlowe e a spingerlo sia l’amore mai sopito per Shasta Fay (un incantevole Katherine Waterston). Continua la lettura di Vizio di forma

Il Piacenza supera il Porto Tolle (1-0), decide Lisi (www.sportpiacenza.it)

Finalmente il Piacenza sfata il tabù Garilli (ancora inviolato nel 2015) e in un colpo solo lava via anche gli ultimi dubbi rimasti. La squadra di De Paola con la vittoria sul Porto Tolle sale al quarto posto in classifica e dimostra di avere le potenzialità per puntare alla terza o alla seconda piazza in chiave playoff. Tre punti meritatissimi quelli dagli emiliani, che nel primo tempo rischiano poco o nulla mentre nella ripresa annichiliscono gli avversari schiacciandoli nella propria trequarti campo. A decidere il match è una magia di Tiboni, che serve con un tocco delizioso la profondità di Lisi, l’esterno sinistro segna il gol vittoria e suggella una prestazione monstre fatta di accelerazioni, dribbling e assist. Nel finale Tiboni si divora il raddoppio, ma oggi va bene così, era importante vincere per passare i veneti in classifica e agganciare la quarta posizione, soprattutto era fondamentale fare la voce grossa in uno scontro diretto. Continua la lettura di Il Piacenza supera il Porto Tolle (1-0), decide Lisi (www.sportpiacenza.it)

Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza

(En duva satt på en gren och funderade på tillvaron, Swe/Ger/Nor/Fra 2014)

Spettatori all’interno di un cinema: perplessi. La citazione del film di Alexander Kluge è con molta probabilità più pertinente riguardo all’ermetico procedere di entrambe le pellicole – premiate a Venezia a distanza di quarantasei anni – che nei confronti del pubblico presente. Il quale, numeroso in maniera sorprendente, è sembrato tutt’altro che dubbioso nel proprio giudizio: chi dopo un’ora si è alzato e se ne è andato, chi ha tirato un rumoroso sospiro di sollievo ai titoli di coda, chi si è lasciato andare a giudizi poco lusinghieri (eufemismo) in modo che tutti sentissero.
Reazioni senza dubbio eccessive, ma comprensibili nel loro rifiutare un’opera estremamente concettuale e complessa che fa di tutto per prendere contropelo chi guarda: eccessivo, però, pare anche il Leone d’Oro assegnato a un lavoro di grande, quasi ipnotico rigore formale, ma che nell’ultimo terzo perde qualche colpo per voler troppo aggiungere o forse troppo insistere. Insomma, un classico film da festival che, grazie al premio, anche i comuni spettatori hanno potuto vedere: minacciosi fin dal titolo – i titoli troppo lunghi (questo ispirato a un quadro di Bruegel) sono spesso segnale di difficoltà in arrivo – questi circa cento minuti partono da una riflessione sulla banalità dell’esistenza e la sviluppano in un modo che si avvicina assai all’astrazione.
Eppure, attenzione: benché il tema e soprattutto il suo svolgimento siano quanto mai ardui e scostanti, per oltre un’ora Andersson riesce a farsi seguire senza che si avverta lo scorrere del tempo. Visto che si tratta di un film in cui, tanto per dirne una, non c’è un movimento di macchina, la capacità di mantenere l’attenzione sulla ripetitività del vivere quotidiano testimonia della qualità del lavoro del regista e sceneggiatore svedese. Continua la lettura di Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza

Damien Jurado: “Brothers and sisters of the eternal sun”

(Secretly Canadian 2014)

Nei trentacinque minuti scarsi del suo undicesimo lavoro in studio, Damien Jurado infilza un numero davvero notevole di spunti e sensazioni, tanto che solo i ripetuti passaggi consentono di cogliere molte sfumature. Del resto, l’ambizione non è poca: terzo tassello di una trilogia iniziata nel 2010, sempre con a fianco il produttore Richard Swift, e legato strettamente al precedente ‘Maraqopa’, il disco sviluppo il tema dell’uomo che si chiude la porta alle spalle per non tornare mai più immergendolo in un’atmosfera in cui la fede cristiana è fondamentale. Il risultato è un concept-album che risciacqua lo spirito folk del suo autore in un’attitudine progressive confermata, oltre che dall’idea di base e da molta della musica, anche da una copertina vagamente pinkfloyfiana, con il suo omino in piedi immobile davanti a una cupola di vetrocemento circondata dall’acqua.
Raccontata così e magari aggiungendo che Jurado ha fatto in pratica tutto da solo, la faccenda potrebbe anche preoccupare e invece il musicista originario di Seattle riesce a fondere i vari elementi mantenendo un profilo basso che gli fa evitare quasi del tutto il rischio di risultare tronfio o pretenzioso: l’unica scivolata in materia sono le campane che gonfiano in modo innaturale la già di suo innodica ‘Jericho toad’. Continua la lettura di Damien Jurado: “Brothers and sisters of the eternal sun”

Il Piacenza vince col Romagna Centro, decide Orlandi (www.sportpiacenza.it)

Un Piacenza corsaro se ne va con i tre punti dallo stadio Dino Manuzzi di Cesena. Basta un gol di Orlandi per conquistare il quinto successo esterno consecutivo, il quarto da quando c’è mister De Paola in panchina. I biancorossi hanno giocato bene nonostante le tante assenze, dimostrando di essere una squadra vera, a tratti piacevole, e capace di soffrire come la categoria richiede. Poco importa poi se il colpo di testa di Ridolfi si è stampato sulla traversa e il tiro di Lombardini ha scheggiato il palo alla sinistra di Tarolli, perché la fortuna bisogna essere bravi a farla fruttare. E in questo senso il Piacenza avrebbe potuto segnare altri gol a un Romagna Centro tutto fuorché arrendevole. Adesso, in vista della bella sfida di domenica prossima contro il Delta Porto Tolle, rimane solo il tabù del Garilli da sfatare, con l’opportunità di accorciare ulteriormente sulle prime posizioni. Da Correggio intanto arriva la notizia della vittoria dell’Abano sulla Correggese (2-3). Per il Piacenza, quindi, è ora di abbattere un totem negativo e ricorrente negli ultimi anni: la mancanza di continuità. Continua la lettura di Il Piacenza vince col Romagna Centro, decide Orlandi (www.sportpiacenza.it)

Birdman

(Birdman, USA 2014)

Il piano sequenza (quasi) unico con i diversi momenti temporali che sfumano uno nell’altro, i movimenti degli attori coreografati in maniera maniacale per riprese lunghissime, il realismo magico, i versi di Shakespeare in chiaro aggiunti alle eco di Macbeth in filigrana nonché un diluvio di citazioni accompagnate da virtuosistici movimenti di macchina: decidendo di riunire tutto questo in un solo lavoro, Iñárritu si espone a un coefficiente di difficoltà altissimo che porta l’esercizio a moltiplicare i rischi di sfracellarsi al suolo.
Invece, il regista di origine messicana conclude l’evoluzione in piedi, anche se l’impegno per riuscirci gli fa perdere di vista alcuni particolari, come i personaggi che di punto in bianco spariscono (anche uno importante come Mike) o un finale senza dubbio debole, ben al disotto del livello complessivo. Però è indubbio che si tratti di una scommessa vinta, anche se chi va al cinema solo per farsi raccontare una solida storia magari scapperà a gambe levate: il film cattura gli occhi a partire dalle perfette sequenze iniziali per poi proseguire unendo la sempre affascinante parte visiva con una maiuscola prova di attori complessiva.
Inevitabile che la parte del leone la faccia Michael Keaton nei panni di Riggan, un passato da star grazie al ruolo di supereroe (di cui al titolo) ma al presente impegnato a rifarsi una dignità d’interprete con un dramma teatrale che lui stesso ha tratto da Raymond Carver. Un egocentrico che non vede a una spanna dal proprio naso Continua la lettura di Birdman

Alan D. Altieri: “Sniper extreme – Victoria Cross”

Guarda 'Sniper Extreme: Victoria Cross' su aNobii ‘Segretissimo’ manda in edicola una nuova edizione della terza e, al momento, definitiva avventura dell’uomo d’acciaio Russell Brendan Kane in una veste riveduta e corretta – da parte dell’autore che la definisce ‘director’s cut’: qualcuno aveva messo mano al ‘montaggio’ delle precedenti versioni? – nonché integrata con nuove scene ed episodi.
‘Definitiva’ è un aggettivo che si attaglia a questa storia e non pare un caso che, pur girandoci in qualche modo attorno accennandone qua e là, Altieri non sia riuscito a darvi un seguito anche se l’uscita originaria risale ormai a oltre dieci anni fa: il libro chiude un ciclo percorrendo tutta la discesa senza speranza nell’orrore umano per giungere a un fosco (e bellissimo) finale di fuoco, acqua e metallo dal quale sarebbe molto difficile ripartire evitando stucchevoli ripetizioni.
L’intreccio è tipico dell’autore milanese: dietro alla follia e al fanatismo delle masse si muovono potenti burattinai che, spinti da interessi economici, non si fermano neppure davanti agli ettolitri di sangue per perseguire i propri interessi. A sbrogliare la matassa della violenza vengono spediti Kane e gli uomini del SAS (tra i quali il principe ereditario) con una spedizione dall’esito tragico che richiederà una tremenda vendetta. Il protagonista la persegue dopo aver riconsegnato il distintativo in un ingenuo tentativo di tornare alla vita normale che (per non farsi mancar nulla) lo costringe a un confronto con il proprio passato: nella lontana isola di Katawan, da qualche parte tra le Filippine e il Mar di Sulu, i morti si contano a decine di migliaia, ma anche la Scozia finisce per pagare un pesante tributo. Continua la lettura di Alan D. Altieri: “Sniper extreme – Victoria Cross”

Il Piacenza dilaga a Padova, 4-0 al San Paolo (www.sportpiacenza.it)

Tutto facile all’Euganeo di Padova. La squadra di De Paola, sempre più formato trasferta, asfalta il San Paolo per 4-0 e confeziona il terzo successo consecutivo in trasferta. I gol portano la firma di Lisi (doppietta e palma di migliore in campo), Montanari e Girometta. Praticamente mai in partita i padroni di casa che subiscono i biancorossi per 90 minuti e concedono due errori grossolani – con Zanetti e Masiero – in occasione del primo e terzo gol. È piaciuto il modulo 4-2-3-1, con Mauri avanzato a trequartista e un Girometta, da unica punta, che pressava a tutto campo l’incerta retroguardia di casa. Super anche Corso, due assist, ma è difficile trovare un biancorosso che abbia giocato male. Peccato solo per l’infortunio di Mauri – dolori alla schiena ma non sembra niente di grave – e per l’espulsione ingenua, per doppio giallo, di Tarantino avvenuta nel finale (86′) di una gara con più niente da dire. Continua la lettura di Il Piacenza dilaga a Padova, 4-0 al San Paolo (www.sportpiacenza.it)

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …