Piacenza-Parma 0-0

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 21 naggio 2017 – Lega Pro, play-off, andata ottavi di finale.

Brutta è stata brutta, con punte di totale inguardabilità sparse per tutto il primo tempo: la tattica è stata assoluta padrona e la prospettiva dei centottanta minuti ha aggravato la situazione.
Franzini imposta la partita come aveva già fatto contro squadre più forti, esempio massimo la Cremonese: avvio con iniziativa lasciata in mano all’avversario che viene pazientemente atteso sulla propria trequarti per poi cominciare a ripartire con sempre maggiore frequenza. Il Parma però non ha fretta, visto che la parità lo favorisce per il miglior piazzamento in campionato: gli ospiti fanno girar palla al ritmo compassato che si confà a una squadra in maggioranza di ultratrentenni, ma si guarda bene dallo scoprirsi più del dovuto.
Un atteggiamento che nasce in parte dall’esigenza di proteggere una difesa abbastanza lenta guidata dalle quaranta primavere di Lucarelli dolorante a un polpaccio, sebbene poco giustificabili siano gli errori a volte marchiani commessi da una squadra con simili nomi in rosa: si registrano diversi cross sballati e almeno un appoggio impreciso direttamente da rimessa laterale.
Il Piacenza si fa vedere in conclusione di tempo Continua la lettura di Piacenza-Parma 0-0

Piacenza e Parma non si fanno male (0-0) ma ora i biancorossi dovranno sbancare il Tardini (www.sportpiacenza.it)

Termina come da pronostico: pareggio a reti inviolate e tutto rimandato a mercoledì sera, al Tardini, quando il Piacenza dovrà osare di più per staccare il pass dei quarti di finale perché costretto a vincere. Che fosse una partita da valutare sui 180’ era noto – e farlo ora sarebbe azzardato – uscire dal campo con un filo di rammarico no. Il Piacenza butta via il primo tempo dove sceglie di contenere un Parma che davanti è davvero poca roba, nella ripresa la squadra di Franzini aumenta i giri, mette a nudo le difficoltà del Parma, crea quattro nitide occasioni con Romero, Taugourdeau (palo esterno su punizione) e Cazzamalli (due volte, mastodontica la sua prova insieme a quella di Saber) traballando solamente nel finale.
In sostanza il Piacenza osando qualcosa di più poteva mettersi in condizione di forza, ora invece dovrà sbancare il Tardini; ma forse questo è anche il tema tattico preparato da Franzini. Non prenderle per non dover rimontare due reti, meglio chiudere l’andata con la porta inviolata e giocarsi tutto nella gara di ritorno. In ogni caso la serata ha regalato una certezza: il Piacenza ha i mezzi per provarci e già non è poco.
Si parte dalla gradinata, esaurita in ogni ordine di posto vendibile e i decibel del tifo si alzano subito nella zona rossa del contagiri. Franzini conferma la formazione anti Como con Abbate, Silva e Pergreffi a protezione di Miori, Cazzamalli a centrocampo con Taugourdeau e Saber, Masullo e Sciacca sono gli esterni, davanti Nobile a supporto di Romero. D’Aversa idem, non cambia una virgola del suo 4-3-3 dove Baraye, Nocciolini e Calaiò sono in terminali offensivi. Continua la lettura di Piacenza e Parma non si fanno male (0-0) ma ora i biancorossi dovranno sbancare il Tardini (www.sportpiacenza.it)

John Doe: “The westerner”

(Pledge Music 2016)

Magari è solo l’ennesima declinazione dell’adagio che si nasce incendiari e si muore pompieri, ma è innegabile che ci sia una nutrita pattuglia di musicisti che hanno brillato sotto le bandiere del punk che si sono avvicinati a una musica più tradizionale o, comunque delle radici. Il fenomeno è a dire il vero soprattutto statunitense e può avvenire con gradi diversi di intensità: nel caso di John Doe la traccia è segnata fin dal titolo e, soprattutto, dallo scoprire che il disco è stato coprodotto da Howe Gelb.
Ne esce un album che è contrassegnato da una fusione di country, rock e blues che pare ispirata da questo e quel luogo sui bordi di una zona desertica del Sud-Ovest, magari in quell’Arizona cantata in una delle tante ballate che caratterizzano il lavoro e intitolata per l’appunto Alone In Arizona. I momenti più rallentati lasciano immaginare un viaggio verso il tramonto o un falò sotto le stelle e si possono ascrivere fra i passaggi più affascinanti: Continua la lettura di John Doe: “The westerner”

Dai Piacenza: andiamo a comandare. Como battuto e ora agli ottavi c’è il Parma (www.sportpiacenza.it)

La resa dei conti va al Piacenza, che batte il Como sul campo per la terza volta in stagione al termine di una partita tesa, esasperatamente tatticamente, con le due formazioni aggrappate alla tensione e che nel finale vive il suo culmine quando Chinellato spaventa gli emiliani timbrando il pareggio e Le Noci rischia di fermare i 3mila cuori piacentini a 1’ dalla fine. Il resto è la rete di Franchi (al Piacenza bastava anche il pareggio) che libera d’incanto l’urlo dei piacentini e lancia la squadra di Franzini negli ottavi di finale. Al Garilli arriva il Parma per l’ennesima edizione del derby del Ducato, ma qui stavolta si gioca su andata e ritorno, e saranno 10 giorni dolcissimi per i tifosi e per una squadra che, dopo i quattro derby, sta provando a scrivere pagine bellissime della nostra storia pallonara. Da quanto sembra col Parma si giocherà sabato 20 maggio, ma data o orario ufficiale si sapranno solamente lunedì quindi la notizia è da prendere con le dovute precauzioni. Continua la lettura di Dai Piacenza: andiamo a comandare. Como battuto e ora agli ottavi c’è il Parma (www.sportpiacenza.it)

Thomas Mann: “La montagna incantata”

La montagna incantata Doveva essere un romanzo breve che raccontasse in chiave sottilmente umoristica la vita nei sanatori montani contro la tubercolosi, di cui l’autore aveva fatto esperienza accompagnandovi la moglie. Ben presto, però, il libro ha forzato la mano, come ricordato dallo stesso Mann, diventando opera richiedente lunghi anni di lavoro sino a trasformarsi nel poderoso (e ponderoso) ritratto di un mondo al tramonto, ovvero la società borghese che uscirà modificata nel profondo dal primo conflitto mondiale.
I tratti originari si notano ancora soprattutto nei primi capitoli, con l’arrivo del giovane ingegnere amburghese Hans Castorp per una visita di tre settimane al cugino Joachim e la sua introduzione ai riti quotidiani e alla varia umanità del lussuoso luogo di cura. Come quella che doveva essere una veloce parentesi nell’esistenza del protagonista muta in un lunghissimo soggiorno di sette anni, la natura del libro cambia: il sorriso dello scrittore è riservato quasi in esclusiva agli inciampi del suo personaggio mentre ne viene descritta la vicenda in un romanzo di formazione spirituale – quanto di tedesco c’è in questo… – staccato in buona parte dalla comune quotidianità. Continua la lettura di Thomas Mann: “La montagna incantata”

Il Piacenza batte il Prato in rimonta e si guadagna i playoff al Garilli contro il Como (www.sportpiacenza.it)

Sarà Piacenza-Como, o sabato 14 o domenica 15 maggio (orario e data di deciderà lunedì in Lega, gli emiliani puntano a domenica ore 18) il playoff in gara secca al Garilli, con la squadra di Franzini che potrà usufruire di due risultati su tre (vittoria e pareggio) al 90’ mentre quella di Gallo dovrà gioco forza vincere. Una gara carica di tensione dopo quanto successo all’andata e soprattutto al ritorno con il “caso” delle magliette dimenticate dal Piacenza. I biancorossi inizieranno a pensarci da martedì anche se Franzini, al termine della gara contro il Prato, ha subito parlato alla squadra – «Lo faccio molto raramente» dirà nel dopo partita.
Al Garilli si è ripartiti dal minuto 41’ del primo tempo giocato sabato e cristallizzato dalla bomba d’acqua che ha costretto al rinvio della gara. Fino al 20’ la partita era stata vibrante, bene il Prato in vantaggio con Moncini e buona la reazione del Piacenza con il pareggio di Silva. Nei restanti 20’, invece, la partita era stata un lento trascinarsi di “palle lunghe e pedalare” con l’unico brivido – per gli emiliani – causato da Moncini che di testa ha chiamato Miori alla paratona. Ventiquattro ore dopo l’arbitro dà l’avvio per disputare gli ultimi 4’ e decretare la fine del primo tempo (durato una manciata di minuti). La partita vera infatti inizia nella ripresa. Continua la lettura di Il Piacenza batte il Prato in rimonta e si guadagna i playoff al Garilli contro il Como (www.sportpiacenza.it)

Viva la libertà

(Ita 2013)

Come il successivo ‘Le confessioni’, questo è un film precisamente politico, ma con la differenza che evita la trappola dell’algida costruzione ideologica attraverso l’azzeccata umanità e la funzionale dinamica dei suoi personaggi. Tanto che, alla fine, laddove il messaggio riguardante i potenti potrebbe essere tacciato di semplicità se non di semplicismo (la casta lontana dalla gente i cui bisogni possono essere compresi da chi li guarda con animo diciamo così innocente, le lotte intestine con tanto di simil-D’Alema visibile in filigrana dietro al De Bellis di Andrea Renzi, il buonismo un po’ veltroniano che spunta qua e là), la storia che vi ruota attorno coinvolge e appassiona preferendo i toni della commedia – sia pur amara – confezionata in maniera mirabile: il risultato è che, benché ne siano successe di ogni nei quattro anni passati dalla prima uscita in sala, l’opera risulta ancora attuale.
Per raggiungere lo scopo, Andò prende spunto dal suo romanzo ‘Il trono vuoto’ e, assieme ad Angelo Pasquini, sfrutta al meglio il vecchio espediente del doppio. Enrico è il segretario disincantato di un grande partito d’opposizione – le citazioni più sopra non sono casuali – che decide di interrompere il traccheggiamento del potere facendo perdere le proprie tracce: per uscire dall’impasse, lo si sostituisce con il gemello Giovanni, professore che non ha tutti i giovedì a posto, ma sa unire a una notevole empatia le parole giuste per farsi ascoltare dall’uomo della strada. Continua la lettura di Viva la libertà

Georges Simenon: “Il cavallante della ‘Providence’”

Il cavallante della «Providence» Alla sua seconda uscita, sempre risalente al 1930, Simenon spedisce subito il suo Maigret in provincia per risolvere il mistero della morte di una bella e ricca signora trovata assassinata sotto un mucchio di paglia in una stalla lungo un canale laterale della Marna, tra Dizy e Vitry-le-François. L’interesse del commissario presto si appunta su due imbarcazioni, un piccolo ma lussuoso yacht al comando di un inglese alcolizzato marito della donna e una chiatta da trasporto trascinata dai cavalli accuditi dall’uomo del titolo.
La storia gialla è, seppur non trascendentale, ben costruita con l’autore che si preoccupa di sviare l’attenzione con falsi indizi per poi incanalare la narrazione verso la soluzione più ovvia: ciò che si rivela di maggior fascino è però la ricostruzione del piccolo mondo in cui si svolgono gli avvenimenti, mondo peraltro conosciuto dallo scrittore che visse per qualche tempo su un’imbarcazione ormeggiata in un canale. Continua la lettura di Georges Simenon: “Il cavallante della ‘Providence’”

Il Piacenza spara a salve a Pontedera (1-1) e ora il Como fa paura (www.sportpiacenza.it)

Alla fine ha vinto la paura di perdere di entrambe le squadre. Il Piacenza è partito forte nel primo tempo ed è riuscito a trovare il vantaggio con il gol di Dossena, poi nella ripresa ha subito il ritorno dei padroni di casa che dopo 9 minuti hanno trovato il pari con un’iniziativa personale di Kabashi. Il Pontedera ha reclamato un calcio di rigore per un presunto contatto Santini-Lanzano, ma l’arbitro Zufferli di Udine, appostato lì a due passi, ha lasciato correre. Uno spavento per i biancorossi, i quali da questo punto hanno badato più che altro a non prenderle. Il finale è stato un lungo torello, con le due formazioni che si sono accontentate: il Pontedera con questo punto è salvo, mentre il Piacenza dovrà giocarsi il sesto posto sabato prossimo al Garilli contro il Prato. Il Como, infatti, ha battuto il Renate in trasferta (0-2) e agganciato a quota 58 la squadra di Arnaldo Franzini. Il Piacenza, tuttavia, è padrone del proprio destino: se batte i toscani, a prescindere dal risultato dei comaschi – impegnati in casa contro la Viterbese – conserverà in ogni caso la sesta piazza in virtù dal bilancio favorevole negli scontri diretti. Attenzione, però, perché non è l’unica combinazione possibile: la Giana Erminio (60) ha perso contro il Prato e affronterà una Lucchese in salute, per cui le due lombarde e gli emiliani, in base ai risultati dell’ultima giornata, potrebbero finire al quinto, sesto o settimo posto. Insomma, un ultimo turno tutto da vivere nel quale si giocheranno solo partite vere. Continua la lettura di Il Piacenza spara a salve a Pontedera (1-1) e ora il Como fa paura (www.sportpiacenza.it)

Il maledetto United

(The damned United, Gbr 2009)

Di norma, al cinema gli sport faticano a funzionare e, fra di essi, il calcio è uno di quelli più difficili da maneggiare. Aggiungendo che il bel libro di David Peace da cui è tratto, con i suoi salti temporali e le variazioni del punto di vista narrativo, non è certo immediato da trasporre sullo schermo, il rischio che questo film fosse un glorioso fallimento non era da sottovalutare: l’abile penna di Peter Morgan è però riuscita a evitare tutti i trabocchetti, raccontando in maniera viva ed emozionante una storia del calcio che fu.
Come nel romanzo, il fulcro è nel passaggio dell’emergente allenatore Brian Clough (Michael Sheen) dal Derby County – portato dai bassifondi della Seconda Divisione al titolo di campione d’Inghilterra in una lunga serie di flashback – all’odiatissimo Leeds United appena lasciato dall’arcirivale Don Revie (Colm Meaney) per la panchina dei Tre Leoni: il suo sogno è portare la sua idea di calcio pulito in un ambiente abituato a qualsiasi bassezza pur di ottenere il risultato, ma l’unico frutto di una tal semina è venire inesorabilmente respinto. Continua la lettura di Il maledetto United

Norman Spinrad. “La civiltà dei solari”

La civiltà dei solari Il romanzo d’esordio di un venticinquenne a metà degli anni Sessanta: si spiegano in questa maniera con facilità le ingenuità nella costruzione della storia e gli sbandamenti idealistici che caratterizzano un libro che offre comunque un discreto intrattenimento contraddistinto da alcuni spunti brillanti.
La Confederazione dei mondi abitati dagli umani sta combattendo un conflitto secolare e perdente contro i feroci Duglaari riponendo l’unica speranza nel sistema solare originario (cioè il nostro) che si è da un paio di secoli come estraniato dall’alleanza (nonché dalla lotta). Quando una piccola nave terrestre compare sostenendo di avere la chiave per la vittoria, sorgono spontanei i sospetti, ma allo striminzito equipaggio di sei persone viene concesso di provare un abboccamento col nemico. Continua la lettura di Norman Spinrad. “La civiltà dei solari”

Piacenza-Livorno 0-0

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 22 aprile 2017 – LegaPro, Girone A, 36^ giornata.

Dire che è andata bene è addirittura riduttivo: il Piacenza è per un’ora in balia di un Livorno tonico e ispirato che ha il solo torto di perdersi una volta arrivato dalle parti di Miori. Sotto un bel sole primaverile e malgrado la continua apologia di fascismo degli ultras biancorossi – che quasi si dimenticano di tifare impegnati come sono nelle scaramucce di appartenenza politica con gli ospiti – la partita un buon campionario di emozioni, peccato solo che i brividi siano a senso unico.
La squadra di Franzini appare lenta e sfilacciata e il ritorno al 4-3-3 le fa solo male: il centrocampo ospite è forte e prende senza incertezze il pallino in mano per poi andare a cercare in profondità i due attaccanti. Dopo pochi minuti, Venturato si ritrova solo sul dischetto dove raccoglie una corta respinta su cross da sinistra di Giandonato: la conclusione infila il varco fra le numerose gambe, ma non supera Miori piazzato sulla linea. Subito dopo, sempre a sinistra Venitucci lancia Lambrughi, il cui cross attraversa tutta l’area di porta senza che nessuno lo tocchi.
Lo spavento sembra regalare un sussulto al Piacenza, ma Mazzoni va a togliere dall’angolo basso alla propria sinistra una conclusione di Saber dai trenta metri, dopo di che i toscani possono riprendere lo scialo. Continua la lettura di Piacenza-Livorno 0-0

Il Livorno crea e spreca, il Piacenza regge l’urto e prova a vincerla. Finisce con un punto a testa (www.sportpiacenza.it)

Buon punto a conti fatti per un Piacenza che prima regge l’urto di un Livorno a trazione anteriore, capace di collezionare tiri in doppia cifra e sfiorare il vantaggio in almeno quattro occasioni (tra cui la traversa di Venitucci), e a metà della ripresa di prendere in mano il gioco per tentare di vincerla. Ai punti meriterebbe qualcosa di più la squadra di Foscarini, tuttavia alcune delle occasioni sbagliate sono state imbarazzanti e si capisce perché questo Livorno non sia lì davanti a giocarsi la promozione: talento e classe ci sono, ma rimane una squadra che va a sprazzi e spreca troppo.
Il Piacenza invece incassa un punto che fa classifica e mantiene il Como a due lunghezze di distanza (ha vinto in rimonta con la Lupa Roma) in attesa di vedere cosa farà la Viterbese nel posticipo di domenica a Siena; i laziali in caso di vittoria si porterebbero a -2 dal Piacenza rendendo gli ultimi 180’ davvero interessanti nella volata per il sesto posto.
Prima del fischio d’inizio il Piacenza ha premiato il direttore generale del Livorno, Paolo Armenia, biancorosso doc che ha lavorato per oltre 20 anni nella sede di via Gorra. Continua la lettura di Il Livorno crea e spreca, il Piacenza regge l’urto e prova a vincerla. Finisce con un punto a testa (www.sportpiacenza.it)

Johan Wolfgang von Goethe: “Le affinità elettive”

Le affinità elettive Solo a un tedesco poteva venire in mente di applicare la chimica ai sentimenti umani in un romanzo che ha lo stesso titolo di un trattato scientifico riuscendo nel contempo così bene nel suo intento da farne un pilastro della letteratura di ogni tempo: Goethe credeva talmente tanto nel progetto da sciverne l’ossatura e la prima parte di getto per poi tornarvi sopra limando e integrando fino a dare all’opera la sua forma definitiva.
Il libro è figlio dell’età matura del suo autore, lontano dagli ardori, ma anche dalla feroce critica sociale del Werther: quest’ulltima non manca, ma è più sottotraccia nella descrizione di un piccolo notabilato di provincia che non ha nulla di meglio da fare che contemplarsi l’ombelico.
L’attenzione è comunque tutta dedicata ai personaggi e alle relazioni che vanno sviluppandosi fra gli stessi: Continua la lettura di Johan Wolfgang von Goethe: “Le affinità elettive”

Julia Holter: “Have you in my wilderness”

(Domino 2015)

Al primo passaggio, magari distratto, ci si chiede se si tratti davvero un disco di Julia Holter: le note accattivanti del pop che sprigiona dall’iniziale Feel You sembrano diffondersi su tutto l’album, regalando un sorriso e una leggerezza inattesi.
Il passare degli ascolti si incarica di mettere in risalto la presenza di non isolati angoli bui già dalla terza traccia, una How Long? spettrale che sarebbe piaciuta a Nico anche per il gusto mitteleuropeo dato dal patetismo degli archi, e qua e là i suoni si prendono le conosciute libertà, come nella lunga e tormentata Vasquez che precede il folk orrorifico di una title track non distante da certe sonorità delle Unthanks e posta proprio in coda, ma nel complesso l’impressione è che Holter abbia voluto questa volta affrontare le comunque infide acque della forma canzone. Continua la lettura di Julia Holter: “Have you in my wilderness”

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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