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Piacenza, così è troppo poco. Vince la Fortis (1-0) (www.sportpiacenza.it)

Finisce come peggio non poteva la trasferta toscana del Piacenza. Arriva la prima sconfitta stagionale, per 1-0, al cospetto di una Fortis Juventus che si è difesa per tutta la gara e alla fine, dopo la consueta marea di occasioni sciupate dai biancorossi, trova il gol con Sanni, pescato in area da Serotti con un lancio di trenta metri che ha trovato impreparata la difesa piacentina. La delusione è palpabile, soprattutto perché non è la prima volta che i biancorossi lasciano per strada punti dopo aver dominato per ampi tratti. A rincarare la dose di rammarico, arriva pure il gol annullato a tempo scaduto sugli sviluppi di una punizione di Zanardo. Ruffini, che ha corretto in rete il tiro-cross, parte da dietro ma il guardalinee vede un fuorigioco che, probabilmente, non c’è. La Fortis quindi vince, scavalca i biancorossi in classifica e mette a nudo il principale difetto di fabbrica del Piacenza: la mancanza di concretezza sotto porta. Continue reading Piacenza, così è troppo poco. Vince la Fortis (1-0) (www.sportpiacenza.it)

La preda perfetta

(A walk among the tombstones, USA 2014)

Abbandonate la polizia di New York e la bottiglia dopo che la combinazione delle due ha causato un danno collaterale, Matt Scudder si è riciclato come detective privato, per dipiù senza licenza. E’ questo il motivo per cui si rivolge a lui un trafficante di droga al quale hanno fatto a pezzi la moglie anche se ha pagato il riscatto: di fronte all’efferatezza del delitto, l’investigatore mette da parte i dubbi e inizia l’indagine che lo porta, ovviamente, a scovare gli assassini (che lo spettatore conosce quasi da subito).
Tratto dal decimo romanzo dedicato a Scudder da Lawrence Block, il film – scritto dal regista Scott Frank – si rivela un buon thriller che tutto sommato tiene avvinghiato lo spettatore e sarà apprezzato dagli amanti del genere, ma va anche sottolineato che il risultato è molto lontano dalle migliori pellicole della categoria. La carta vincente è certamente l’interpretazione di Neeson, che impersona con efficacia un uomo segnato dalla vita e dalla solitudine grazie a una faccia stropicciata e a una faticosa e dondolante andatura (lo si definirebbe un cavaliere solitario se il nostro non fosse un infaticabile camminatore). Non è da meno, però, l’accurata ambientazione in una New York periferica dove piove spesso e i colori sono sempre spenti, ad eccezione della scena iniziale e nei brevi flash che raccontano i rapimenti delle vittime (la fotografia e del rumeno Mihai Malaimare Jr.): un po’ ovunque è diffusa un’atmosfera da anni Settanta anche se la storia è ambientata alla fine del secolo scorso, con tanto di timore per il millenium bug. Continue reading La preda perfetta

Dum Dum Girls: “Too true”

(Sub pop 2014)

Il terzo album di questo gruppo di quattro ragazze californiane (formazione variabile attorno alla leader Dee Dee Penny che tiene per sè voce, chitarra e penna) mette in mostra una grande passione per la prima metà degli anni Ottanta e una propensione a smussare gli angoli prediligendo gli accenti pop rispetto alle ruvidezze garagistiche di quando la fama era più sotterranea.
Lo pseudonimo scelto dalla cantante e chitarrista (che in realtà si chiama Kristin Welchez) nonché l’omaggio a Iggy Pop ammiccante nel nome della band predispongono positivamente l’ascoltatore, ma la musica che esce da questi svelti dieci brani (che tutti insieme durano mezzora) si piazza in territori diversi in modo significativo: Continue reading Dum Dum Girls: “Too true”

Piacenza ok col Mezzolara (2-1), ma quanta fatica (www.sportpiacenza.it)

Risultato da salvare, ma per il resto il Piacenza dovrà ancora lavorare molto. La domenica contro il Mezzolara inizia bene, prosegue malissimo e si chiude con Ruffini che regala ai biancorossi i tre punti ed evita una settimana di polemiche quando all’orizzonte stava sorgendo il terzo pareggio consecutivo. La squadra c’è e conferma di aver un buon impianto di gioco, tuttavia non si può faticare così tanto per vincere in casa, soprattutto si evidenziano sempre i soliti problemi: sbagliare quattro palle gol a tempo alla lunga è dannoso e si fatica a mantenere il risultato. Il Mezzolara di contro fa la sua onesta partita, trova il pareggio con un gol capolavoro di Ponce su punizione, rischia di vincere nella ripresa ma alla fine è il testone di Ruffini ad evitare di cadere nella brace, mentre il Piacenza deve iniziare a ragionare sulla quantità industriale di occasioni gettate al vento nel primo tempo. Continue reading Piacenza ok col Mezzolara (2-1), ma quanta fatica (www.sportpiacenza.it)

Stephen Gunn: “Vendetta per vendetta – Morire a Kowloon”

Guarda 'Vendetta per vendetta - Morire a Kowloon' su aNobii Chance Renard è il protagonista di una serie di romanzi tra spionaggio, thriller ed avventura scritti dall’italianissimo Stefano Di Marino che, per entrare nel mercato della letteratura di genere, ha dovuto inventarsi lo pseudonimo anglofono.
Il belga Renard, soprannominato il Professionista, è una sorta di freelance della trama spionistica, il che consente al suo autore di spostarlo qui e là per il mondo senza troppi lacciuoli logistici: si tratta di una sorta di James Bond aggiornato che agisce con spietatezza, ma anche senso di giustizia in un mondo di intrighi e barbe finte che ha però accolto anche la lezione di Le Carrè, attribuendo al protagonista e a molti comprimari una ben visibile vena di amarezza e disincanto. Tra capitoli d’azione (con quantità industriale di morti) e qualche scena di sesso (francamente inutile) con la bellona di turno, si sbrogliano i dubbi costruiti per mezzo di una trama multistrato in cui il doppio gioco si spreca, lasciando però sempre uno spiraglio aperto su cui costruire la successiva avventura. Continue reading Stephen Gunn: “Vendetta per vendetta – Morire a Kowloon”

Il Piacenza pareggia a Castelfranco, finisce 1 a 1 (www.sportpiacenza.it)

Cerchiamo di guardare il bicchiere ancora un volta mezzo pieno, nel senso che tre partite sono troppo poche per esprimere i primi giudizi anche se il Piacenza visto a Castelfranco (1-1, al gol di Negri risponde nel finale Minasola) ha palesato gli stessi identici difetti visti domenica scorsa contro l’Abano. La squadra gioca, crea e spreca una quantità industriale di gol, inoltre Mauri e Readelli spesso sembrano in affanno a supportare la batteria dei trequartisti. Ne esce un Piacenza dai due volti, bruttino nel primo tempo nonostante sia in grado di costruire due nitide palle gol, e decisamente migliore nella ripresa. Perché il bicchiere mezzo pieno? Sulle mani si contano ancora una volta almeno sei-sette occasioni colossali e il Castelfranco è vero che fa la sua onesta partita ma, gol e colpo di testa di Meregalli a parte, non si rende mai pericoloso dalle parti di Ferrari. Insomma la sensazione è che la squadra al completo, con Marrazzo e Zanardo a pieno regime, abbia tutte le carte in regole per rimanere nei quartieri alti. Continue reading Il Piacenza pareggia a Castelfranco, finisce 1 a 1 (www.sportpiacenza.it)

Doug Paisley: “Strong feelings”

(No quarter 2014)

Non si può dire che abbondino le novità e le sorprese in questo che è il terzo album del baffuto cantautore di Toronto, ma nelle dieci canzoni che ne compongono la breve durata (meno di quaranta minuti complessivi) si sentono la cura e la passione così che il disco finisce per lasciare il segno più di quanto non farebbe pensare il primo ascolto.
Paisley scrive e canta una musica delle radici di stampo classico che ha come protagonista principale il country al quale vengono mescolati ora il folk ora (con molto giudizio) il rock: qui non ci sono la scarnificazione sonora e gli spettri sullo sfondo che si possono trovare in un Bonnie Prince Billy, bensì suoni caldi e pastosi – seppur discreti – e la malinconia è lasciata quasi solo alle storie che vengono raccontate. Riassume il tutto già il primo brano in scaletta: ‘Radio girl’ canta di un amore rievocato da una canzone che esce all’improvviso dall’autoradio in una ballata da anni Settanta dove si intrecciano chitarra e tastiere per una facilità di ascolto che riporta alla mente gli Eagles migliori.
Caratteristiche che si ritrovano anche nel sottofinale di ‘Where the light takes you’ rallegrata in chiusura da una bella scossa elettrica, mentre meno immediate sono le altre due ballate che seguono quella iniziale: ‘Song my love can sing’ ha caratteristiche più spiccatamente country ed è assai fascinosa grazie all’organo che la domina e al bel ritornello, mentre ‘It’s not too late (To say goodbye)’ è più chitarristica e veloce oltre a essere ravvivata dai cori di Tamara Lindeman. Continue reading Doug Paisley: “Strong feelings”

Piacenza sprecone, l’Abano acchiappa l’1-1 (www.sportpiacenza.it)

Un Piacenza decisamente sciupone e con le polveri bagnate impatta subito contro la dura realtà di questo campionato, per nulla scontato, soprattutto quando squadre neopromosse come l’Abano arrivano al Garilli senza alcun timore reverenziale, giocano la propria partita e dimostrano un impianto di gioco piacevole in tutte le zone del campo. I veneti pungono davanti e reggono in difesa, vanno sotto sulla sfuriata iniziale del Piacenza ma poi prendono le misure. Dall’altra parte la squadra di Monaco ha costruito almeno quattro palle gol, tutte sbagliate, senza contare che sul finire del primo tempo Volpe spreca un rigore calciandolo sul palo. Insomma alla fine la prestazione c’è stata, le occasioni sono state create, ma queste partite in casa vanno vinte perché permettono di raccogliere punti che nel corso della stagione si riveleranno preziosi. Buone le indicazioni che arrivano da Volpe e Lisi, bene anche Battistotti e Adiansi (quest’ultimo soprattutto in fase offensiva) mentre Mauri e Redaelli faticano a supportare il reparto avanzato. Valutazione a parte merita l’attacco, con fuori i due titolari Zanardo e Marrazzo, là davanti si gettano al vento troppe palle gol; si balla invece in difesa e qui il tecnico dovrà intervenire. Continue reading Piacenza sprecone, l’Abano acchiappa l’1-1 (www.sportpiacenza.it)

Richard Ford: “Canada”

Guarda 'Canada' su aNobii Non si può dire che l’ultimo romanzo dello scrittore di Jackson, Mississippi, prenda il lettore per la collottola e lo trascini fra le sue pagine.
Innanzitutto perché è costruito come l’unione di due lunghi racconti, tenuti insieme dal protagonista e da una assai più breve sezione finale. Poi a causa del ritmo lentissimo utilizzato dall’autore, che si lascia andare a dilungate descrizioni dei fatti, delle ambientazioni e, in maggior misura, degli stati d’animo: a ben vedere nel libro succede ben poco, anche se ci sono una rapina e due morti ammazzati (il tutto, peraltro, già anticipato nel primo capoverso), perché sono l’analisi e l’introspezione a prevalere di gran lunga sull’azione. Eppure, specie su chi non va di fretta, questa sorta di noir al rallentatore finisce per esercitare una sorta di fascino magnetico che scaturisce dalla voce affascinante che lo scrittore è capace di dare al suo personaggio – e il merito va attribuito anche al traduttore Vincenzo Mantovani – che riesce a coinvolgere anche narrando i minimi spostamenti di prospettiva.
A tenere insieme il tutto, c’è la storia di formazione della voce narrante Dell, quindicenne figlio di una coppia piccolo borghese (padre in aeronautica, madre insegnante) che, assieme alla gemella Berner, si trova la vita stravolta dalla sgangherata rapina in banca architettata dai genitori per porre rimedio a un debito. Continue reading Richard Ford: “Canada”

Piacenza fuori dalla coppa, vince l’Aurora 2 a 0 (www.sportpiacenza.it)

Piacenza fuori dalla Coppa Italia al secondo turno, al Garilli vince un Aurora Seriate (0-2) sicuramente più motivato e imbottito di ragazzini. Decidono una rete per tempo di Zanga e Baldrighi e anche se il bicchiere non va visto mezzo vuoto – è troppo presto – qualche campanello di allarme deve già suonare, almeno ora che è ancora possibile intervenire sul mercato. Al momento i problemi del Piacenza sono due: non c’è un’alternativa a Mauri, se manca lui tutto il gioco fatica a decollare, e il rendimento degli under è troppo altalenante. Se al primo problema si può ovviare con la crescita di Tarantino, i dolori arrivano proprio sul capitolo giovani. Battistotti alterna prestazioni buone a meno buone, oggi in particolare ha sofferto terribilmente – tanto da farsi espellere – Mattia Nardi, mentre Adiansi non ha mai accompagnato la manovra fino in fondo. Lo stesso discorso vale per Minasola: questi ragazzi mancano di continuità. Continue reading Piacenza fuori dalla coppa, vince l’Aurora 2 a 0 (www.sportpiacenza.it)

Black Joe Lewis: “Electric slave”

(Vagrant 2013)

Si vacilla, eccome se si vacilla. Oppure si salta in piedi sul tavolo, fate un po’ voi, ma un’accoppiata iniziale con l’assalto hard di ‘Skulldiggin” (chitarra ronzante e piano isterico) e il trascinante punk ‘n’ roll (o punkabilly che dir si voglia) che si intitola ‘Young girls’ potrebbe lasciare insensibile solo un sordo. Black Joe Lewis (da Austin, Texas) spiega la voce più che può mentre gli Honeybears macinano alle sue spalle senza un attimo di respiro: solo così un rhythm ‘n’ blues di grande impatto e temperatura altissima come ‘Dar Es Salaam’ può risultare un momento per tirare il fiato.
Dietro al ritmo dettato dalla sei corde, cominciano a spuntare i fiati, mentre il nostro dà fondo a una vocalità che deve parecchio a James Brown: eh sì, perchè l’uomo ha la pelle scura (come ribadito nel nome che parrebbe anche messo lì per ricordarlo al gentile pubblico). Già, perchè, se non fosse per i fiati, l’effetto creato dalla voce filtrata e la massiccia ritmica, per non parlare degli stacchi chitarristici, di ‘ My blood ain’t runnin’ right’ finirebbero per riportare alla mente nientepopodimeno che gli Stooges più di quanto già non facciano e, quando il brano finisce, si fatica a non rimetterlo da capo: meglio continuare, però, perchè ‘Guilty’ porta al parossismo la New York urbana dei Contortions, con tanto di cantato irregolare e un assolo distorto di sassofono. Continue reading Black Joe Lewis: “Electric slave”

Il Piacenza sbanca Bellaria con Volpe e Mei (www.sportpiacenza.it)

Buona la prima per il Piacenza che nell’esordio stagionale a Bellaria piega i padroni di casa grazie a un primo tempo fatto di intensità, idee, corsa e gioco. Molto bene anche nella ripresa, i biancorossi però devono migliorare nella gestione della partita, nel secondo tempo le occasioni per chiudere il match ci sono e sprecarle può significare, come è successo con la rete di Bernacci, tenere in vita gli avversari fino in ultimo. Questo forse l’unico lato negativo della giornata perché, per il resto, davanti a circa duecento tifosi giunti da Piacenza, la squadra di Monaco parte come meglio non poteva. Gli emiliani devono rinunciare a Zanardo, per il resto sono in formazione tipo con Ferrari tra i pali, linea di difesa formata da Adiansi, Mei, Ruffini e Battistotti. In cabina di regia c’è la sapiente regia di Mauri e il dinamismo di Redaelli, davanti si sprigiona tutta la forza offensiva con Volpe e Lisi sugli esterni, Minasola al centro e Marrazzo punta avanzata. Dopo una prima fase di studio in cui succede ben poco è il Piacenza a rompere il risultato con una bella azione di Marrazzo che serve Volpe e, dopo il gol al Fiorenzuola, si ripete anche all’esordio in campionato firmando il vantaggio. Continue reading Il Piacenza sbanca Bellaria con Volpe e Mei (www.sportpiacenza.it)

Colpa delle stelle

(The fault in our stars, USA 2014)

Per essere una storia che racconta di adolescenti – per di più malati di cancro – e che è indirizzata con chiarezza alle fasce più giovani di pubblico, ‘Colpa delle stelle’ riesce a ridurre i rischi insiti in entrambi i suoi aspetti peculiari trovando il modo di diventare qualcosa di più della banale trasposizione del romanzo di John Green.
Grazie a una sceneggiatura che schiaccia a lungo il pedale del freno sul lato della commozione prima di perdersi nei sentimentalismi conclusivi e a dei personaggi che trasmettono empatia anche grazie a quella che appare essere una sentita partecipazione da parte di tutto il cast, il film si mantiene su di un livello più che dignitoso e riesce a non far troppo pesare il suo essere un dispensatore di ansie lungo due ore. E questo anche se a ben vedere le caratteristiche immancabili del genere (dei generi) ci sono tutte.
Per il filone adolescenziale, ecco la coppia centrale tanto carina e sfortunata, l’eroismo per amore (Gus santo subito), l’amico spalla comica, i sogni della giovinezza che si infrangono sulla realtà per non parlare della colonna sonora che è una compilation di ballate venate di opportuna malinconia per accompagnare ogni momento saliente (un po’ invadente, ma nel complesso non male con la presenza di gente come Jake Bugg, Tom Odell, Sun Kil Moon oltre al buon Vivaldi che fa figo e non impegna). In riferimento all’ambiente ospedaliero, non mancano i ricoveri d’urgenza, i cigli inumiditi dalle lacrime e un paio di scene madri: insomma, va dato merito a Scott Neustadter e Michael Weber di essersi mantenuti in miracoloso equilibrio su molti aspetti insidiosi e al semiesordiente Josh Boone di aver diretto il tutto seguendo la stessa idea di fondo. Continue reading Colpa delle stelle

Joe R. Lansdale: “La foresta”

Guarda 'La foresta' su aNobii Il prolifico Lansdale scrive, con ‘La foresta’, un romanzo di formazione – non è un caso che uno dei personaggi legga con insistenza Mark Twain – riprendendo un tema per lui non certo nuovo, ma il libro si fa ricordare in particolar modo per il suo essere un western.
Si tratta di una storia di frontiera di certo crepuscolare, perché vi circolano ormai le automobili come ne ‘La ballata di Cable Hogue’, ma anche assai brutta, sporca e cattiva nonché lontanissima dall’iconografia tradizionale. Nulla di nuovo, per carità, ma la narrazione è ravvivata da una grande abilità di scrittura: le esplosioni di violenza da McCarthy incattivito si alternano agli spunti sorridenti o addirittura comici in un mondo in cui la sporcizia domina (qui non si lava mai nessuno e si può solo immaginare la situazione igienica dei personaggi alla fine della vicenda) mentre con le pesanti pistole in dotazione nessuno riesce mai a colpire nessun altro a meno che la distanza sia minima o intervenga il caso. Il tutto ambientato in un Texas raccontato come un postaccio: se all’est si assommano vaiolo e delinquenza, al nord non vivrebbe nessuno sano di mente (anche perché vi circolano dei Comanches da far impallidire Tarantino) e nel centro vi sono paesi che sono il buco del culo del mondo. Continue reading Joe R. Lansdale: “La foresta”

Coppa D – Il Piacenza supera il Fiorenzuola nel derby (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza inizia bene la sua stagione, lo fa vincendo la prima sfida ufficiale di Coppa Italia contro il Fiorenzuola e guadagnandosi l’accesso al secondo turno grazie a un rigore conquistato da Minasola e trasformato da Volpe. Un dato interessante a sette giorni dall’esordio in campionato (7 settembre a Bellaria), perché in campo si vede un Piacenza che, seppur privo di tre titolari e senza attaccanti di ruolo, ha un’idea di gioco chiara, ritmo e qualità nei punti nevralgici. Mei e Ruffini danno sempre la sensazione di sicurezza, Redaelli si lancia negli spazi, Volpe e Lisi accendono le fasce, Adiansi e Minasola si confermano giovani di livello. Davanti un Fiorenzuola ottimamente messo in campo da Mantelli (che si conferma uno dei migliori tecnici in circolazione), privo di Lucci ma con un Guglieri reattivo, Franchi che fa sempre Franchi, e un Piccolo un po’ spento che si sobbarca però la solita grande mole di lavoro oscuro e tattico. Decide la partita un rigore di Volpe, ma c’è di più nei 90′ biancorossi che avrebbero potuto segnare anche la seconda rete e comunque, a tratti, hanno mostrato un gioco che da queste parti non si vedeva da un pezzo.Piacenza che in campo si presente senza tre titolari: Marrazzo, Zanardo e Nichele. Il primo è fermo per una squalifica, il secondo sta guarendo dopo la rottura dello scafoide del piede sinistro, mentre il terzo ha tenuto banco tutta la settimana. Il giocatore ha lasciato la città per motivi extracalcistici e di comune accordo con la società si è allontanato per un paio di giorni, il suo caso verrà discusso nei prossimi giorni tuttavia da indiscrezioni che filtrano sembra che il centrocampista si sia accordato con il Padova. La società al momento è orientata a cedere il giocatore solamente con un prestito oneroso, altrimenti torna in via Gorra, in ogni caso questa è una grana che andrà risolta nel più breve tempo possibile. Continue reading Coppa D – Il Piacenza supera il Fiorenzuola nel derby (www.sportpiacenza.it)