Beffa Piacenza, si fa rimontare due reti dallo Scandicci (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza si mangia le mani. Dopo un primo tempo dominato, la squadra di De Paola si perde sullo 0-2, dopo i gol di Ruffini e Volpe, permettendo allo Scandicci di rimontare con una doppietta di Cubillos nella ripresa. Poteva perfino andare peggio considerato che al 70’, appena 19 minuti dopo il suo ingresso in campo, Orlandi si è fatto espellere per doppia ammonizione con la squadra in apnea e per di più sotto shock per essere passata da 0-2 a 2-2 nel giro di poche battute. Il centrocampista biancorosso, forse per un eccesso di foga, soprattutto in occasione del secondo giallo ha compiuto davvero una grossa ingenuità.
A conti fatti è davvero un peccato, anche al netto delle varie assenze, perché con i tre punti il Piacenza avrebbe superato in classifica la Correggese issandosi al secondo posto e invece ora è scivolato in quarta posizione, seppure in coabitazione con l’Este – vittoriosa contro il San Paolo Padova – che ha però dalla sua la vittoria nello scontro diretto. Continua la lettura di Beffa Piacenza, si fa rimontare due reti dallo Scandicci (www.sportpiacenza.it)

La famiglia Bélier

(La famille Bélier, Fra/Bel 2014)

I film come questo corrono sovente su di un crinale sottile che separa la fregatura (dell’ignaro pagante) per insipienza o per grana grossa dalla commedia gentile che non inventa nulla, ma sa intrattenere.
‘La famiglia Bélier’ appartiene alla seconda categoria raccontando una storia simpatica che va esattamente come deve andare, lasciando lo spettatore con l’animo sollevato dai buoni sentimenti combinati a un susseguirsi di momenti divertenti anche grazie a un discreto numero di batture riuscite. Va perciò riconosciuta al regista e alla squadra di sceneggiatori la capacità di assemblare una serie di elementi abbastanza standard – la menomazione fisica, i turbamenti adolescenziali, il rapporto tra genitori e figli in un’età difficile, il racconto di autoaffermazione e anche la corruzione politica – costruendo un film per famiglie meno banale degli ingredienti che lo compongono e opportunamente non volgare anche se di momenti a rischio scivolata ce ne sono, visto che l’argomento sesso fa capolino spesso e volentieri.
I Bélier sono una famiglia di intraprendenti sordomuti che conducono una fattoria producendo formaggi che poi vendono al mesrcato: madre, padre e figlio minore (Luca Gelberg, l’unico davvero sordomuto) non sentono e non parlano, mentre la primogenita Paula non ha problemi e funge da interprete con il resto del mondo. A un certo momento, il maestro di canto della scuola riconosce in lei una voce dotata (Louane Emera esce da un contest d’Oltralpe e interpreta in prima persona brani dello chansonnier Michel Sardou) e l’invita a iscriversi a un concorso a Parigi, il che scatena quanto ci si può attendere: la famiglia si mette di traverso, il belloccio della scuola va e viene, il maestro di canto è in cerca di affermazione per interposta persona, tutto pare crollare e poi ogni tessera va magicamente al suo posto in una conclusione che gronda opportuno pathos. Il lieto fine è generale, inclusa la stramba iniziativa di papà Bélier di correre per il posto di sindaco che serve a rimpolpare il racconto e strappare qualche sorriso in più: il risultato è un lavoro che non cambierà la (e neppure resterà nella) storia del cinema, ma ha comunque la capacità di rallegrare la giornata. Continua la lettura di La famiglia Bélier

William Chester Jordan: “Nell’anno del Signore”

Guarda 'Nell’anno del Signore' su aNobii Il sottotitolo di questa edizione è ‘L’Europa dall’anno Mille alla fine del Medioevo’ e si avvicina assai di più al titolo originale ‘Europe in the High Middle Ages’ di quanto non faccia quello italiano, che sembra gli sia stato affibbiato da qualcuno che ha letto solo la prima facciata, in cui si parla dei futuri riformatori della Chiesa all’inizio dell’Undicesimo secolo.
Ovviamente, Papi e clero svolgono un ruolo importante in molte di queste pagine, ma non è questo il centro dell’attenzione dello storico statunitense, bensì l’analisi di tre secoli che segnarono una sorta di prima rinascita della società e della cultura europea dopo la svolta del primo millennio. Un mondo in crescita economica costante, con un notevole aumento della popolazione e un sensibile miglioramento delle condizioni di vita in tutto il continente anche se le strutture sociali differivano a volte in modo notevole: un mondo la cui fioritura è rappresentata visivamente dallo stile gotico che prese piede ovunque anche grazie a nuove scoperte tecniche che consentivano costruzioni sempre più ardite.
Il bello è che si tratta di trasformazioni che avvennero in uno stato di guerra o guerriglia permanente: Continua la lettura di William Chester Jordan: “Nell’anno del Signore”

Autori vari: “Jack White presents the best of Third Man Records”

(Mojo 2014)

Si fa ascoltare con molto piacere questa raccolta dedicata agli artisti dell’etichetta di Jack White che lo stesso artista e produttore ha curato in occasione della lunga intervista con relativa copertina sul nummero 249 (agosto 2014).
Si tratta di un bel viaggio che mischia le radici del rock con il rock medesimo in una serie di brani che preferiscono immediatezza e spigoli, specialmente se immersi in atmosfere male illuminate: queste ultime si annunciano fin dal grasso organo che introduce l’iniziale ‘Brain’ che, però, stilisticamente finisce per risultare la mosca bianca della raccolta essendo opera dell’artista hip-hop Black Milk. Subito dopo, ecco invece la cura della tradizione attraverso lo scarno blues rurale di ‘Gonna lay down my old guitar’ ripescata dal duo Jonh & Tom e, poco oltre, la bella ‘Central time’ con cui Pokey LaFarge rivisita la tradizione country.
Da lì in poi le spine vengono attaccate e ci restano fino in chiusura dove vengono di nuovo riproposti i suoni di un folk più vicino alla tradizione da The Haden Triplets – le tre figlie di Charlie Haden che ricordano un po’ le Unthanks ripescando da Nashville ‘Slowly’ – e Frank Fairfield che ripropone una semplice versione del traditional ‘Duncan & Brady’ grazie a una voce perfetta per cantare accanto ai falò.
All’estremo opposto dello spettro, stanno i momenti più rumorosi Continua la lettura di Autori vari: “Jack White presents the best of Third Man Records”

Piacenza-Formigine: 5-1, biancorossi a valanga (www.sportpiacenza.it)

Gongola Luciano De Paola. Le cinque reti rifilate al Formigine valgono la decima vittoria nel girone di ritorno (2.3 la media punti a partita) e una Pasqua che più sorridente non si può. Quella contro i modenesi era una partita temuta alla vigilia, complice il primo caldo, soprattutto era il quarto impegno nel giro di dieci giorni, ma il Piacenza conferma di aver trovato un’anima ancora prima di una quadratura e archivia la pratica in meno di mezzora di gioco. Adesso i biancorossi vedono il secondo posto a un solo punto – la Correggese ha pareggiato con la Fortis – ma quello che lascia ben sperare è che la squadra, oggi, ha finalmente trovato una sua identità. Volpe e Lisi aiutano la manovra, Tarantino e Colicchio formano una cerniera insuperabile, Mauri è il metronomo e Saber è la variabile impazzita con la sua qualità e i suoi inserimenti. Tutto questo si traduce in punti: 32 in 13 gare fin qui disputate. Continua la lettura di Piacenza-Formigine: 5-1, biancorossi a valanga (www.sportpiacenza.it)

Correggese-Piacenza: 0-1. Giro-gol, poi è trincea (www.sportpiacenza.it)

Siamo ormai fuori stagione, ma il passamontagna dona molto al Piacenza di mister De Paola. In casa della Correggese, infatti, i biancorossi sono in balia degli avversari per tutto il primo tempo ma piazzano la zampata con Girometta nella ripresa e amministrano poi il vantaggio, in trincea, fino all’ultimo dei quattro minuti di recupero concessi dall’arbitro Marchetti. A dirla tutta, il Piacenza avrebbe anche realizzato il gol del raddoppio con Bertazzoli – decisivo il suo ingresso in campo – ma il guardalinee alza la bandierina per un fuorigioco che probabilmente non c’era. A fine gara Francesco Grandolfo, giustiziere dei biancorossi all’andata, dirà con velo di stizza che «Il Piacenza non ha avuto particolari meriti ed è stato favorito da un episodio», ma rimane che la squadra di mister Bagatti deve fare il mea culpa per le tante chance sprecate proprio con Grandolfo, Chiurato e Lari. Adesso la corazzata bis di questo girone di serie D dista solamente tre lunghezze dai guerrieri del colonnello De Paola, che ora sono terzi da soli e giocheranno quanto meno per conservare l’attuale posizione di classifica. Continua la lettura di Correggese-Piacenza: 0-1. Giro-gol, poi è trincea (www.sportpiacenza.it)

Piacenza in riserva, ma vince 3-2 con il Thermal (www.sportpiacenza.it)

Bicchiere pieno in casa Piacenza, nonostante i biancorossi si siano notevolmente complicati una partita che dopo 45′ di gioco avevano saldamento in mano. Complici forse il doppio impegno ravvicinato e un’eccessiva confidenza gli emiliani, avanti con i gol di Volpe e Bertazzoli, nella ripresa rimettono in carreggiata il Thermal Abano che fa sudare le proverbiali sette camice alla squadra di De Paola. I veneti accorciano, sfiorano il pareggio e solamente nel finale, dopo il gol di Mauri, lo stadio Garilli può tirare un sospiro di sollievo; e anche qui comunque non è finita perché all’ultimo secondo Bolchi infila la rete del 3-2. Tre punti che valgono l’aggancio al terzo posto in classifica (l’Este ha pareggiato a Fidenza) e domenica il Piacenza va in casa della seconda della classe, la Correggese, oggi sconfitta a Castelfranco (4-1). L’unica nota stonata del pomeriggio sono gli infortuni a Ruffini e Di Maio: per il primo ci sono ottime speranze di recupero mentre per il secondo si dovranno attendere i risultati degli esami strumentali ma si sospetta un lieve stiramento. Continua la lettura di Piacenza in riserva, ma vince 3-2 con il Thermal (www.sportpiacenza.it)

Rimini-Piacenza 1-0, tante botte e poco spettacolo (www.sportpiacenza.it)

Una punizione di Tedesco ferma la corsa del Piacenza e consegna la vittoria al Rimini di Cari, ormai lanciato verso la Lega Pro. A contorno dell’unico episodio ci sono stati tanti falli, da una parte e dall’altra, e pochissimo gioco. I biancorossi hanno affrontato la gara come se fosse una guerra, alla quale il Rimini non si è sottratto, però di fatto hanno fatto bene solo per metà: solo un tiro concesso, peraltro da calcio piazzato, a una squadra tecnicamente più forte, ma zero assoluto in avanti dove semplicemente Volpe e compagni hanno rinunciato a qualsiasi sogno di gloria. La squadra di casa ha fatto poco di più, questo va detto, beneficiando dell’espulsione ingiusta di Colicchio (incomprensibile il primo giallo, dubbio il secondo per un fallo che pareva non esserci). Ironia del destino, il gol che ha deciso la gara è nato proprio dalla punizione che è costata il cartellino rosso al centrale del Piacenza. Continua la lettura di Rimini-Piacenza 1-0, tante botte e poco spettacolo (www.sportpiacenza.it)

Ippolito Nievo: “Le confessioni di un Italiano”

Guarda 'Le confessioni di un Italiano' su aNobii Se il suo autore lo avesse risciacquato in Arno appena un po’ (tanto per togliere le meno potabili fra le espressioni arcaiche o dialettali) e si fosse ricordato che anche la punteggiatura è importante evitando di tralasciare qualche virgola di troppo, questo monumentale romanzo, invece di finire quasi dimenticato, avrebbe il posto che si merita nella storia della letteratura italiana. Perché nel suo scorrere torrenziale ci sono la passione (amorosa e politica) e il tradimento, la meschinità e il coraggio, l’opportunismo e il disinteresse, la guerra e la quotidianità: si potrebbe andare avanti ancora elencando e aggiungere pure la marea di personaggi delineati con cura tra pregi e difetti, ma soprattutto ci sono il passato e il futuro.
Carlo (non ancora) Altoviti cresce nella sonnacchiosa campagna friulana della seconda metà del Settecento: il suo destino di servo di piccoli nobilotti di provincia parrebbe immutabile come la società che lo circonda, dominata dagli stanchi riti del bel mondo in una cadente Repubblica di Venezia. Invece il vento delle rivoluzioni prende a soffiare, facendo crollare le istituzioni ormai marce e ribaltando anche la vita del protagonista che, fra alte speranze e cocenti disillusioni, attraversa tutte le fasi politiche a cavallo dei due secoli finendo per fare anche una sorta di giro d’Italia della ribellione regolarmente soffocata più una quasi inevitabile esperienza di esule a Londra. Qui si sublima il suo rapporto con la Pisana, figlia dei suoi castellani per la quale prova un sentimento (ricambiato) che si può etichettare come ‘amore della sua vita’, ma che, pur nato in pratica nella culla, per un motivo o per l’altro non giunge a compiersi mai: il percorso capriccioso di lei e la mancanza di coraggio di lui sono concause di una tensione che accompagna l’intera loro esistenza. Continua la lettura di Ippolito Nievo: “Le confessioni di un Italiano”

Piacenza-Ribelle: 2-0, decidono Ruffini e Volpe (www.sportpiacenza.it)

Quinta vittoria consecutiva per il Piacenza di Luciano De Paola, che blinda la porta (zero gol subiti in altrettanti turni e due da quando c’è lui al timone) anche contro la Ribelle e grazie a una rete per tempo di Ruffini e Volpe liquida la Ribelle col minimo sforzo. Non è stato un partitone quello dei biancorossi, farraginosi e privi di idee per buona parte del match, ma quello che contava era il risultato ed è arrivato. Il Piacenza parte bene spingendo forte fino al gol del difensore poi, complice un atteggiamento forse di eccessiva superiorità, gli emiliani si spengono rischiando in un paio di occasioni di subire il pareggio. Ci pensa il capitano Francesco Volpe a chiudere i giochi al 75′ finalizzando un bellissimo scambio veloce con Bertazzoli e Saber, giocata che De Paola ha provato tutta settimana in allenamento. Ora ci si può davvero concentrare per la prossima trasferta in casa del super Rimini (ha vinto anche oggi a Castelfranco) per una partita che non vale più per la testa della classifica ma che dirà molto sulla quadratura di questo Piacenza. Continua la lettura di Piacenza-Ribelle: 2-0, decidono Ruffini e Volpe (www.sportpiacenza.it)

Dr. John: “Ske-Dat-De-Dat: the spirit of Satch”

(Proper 2014)

Passati con abbondanza i settanta e con una fama consolidata di eccellente musicista che è giunta ben lontano dal New Orleans, Dr. John sa di non dovere dimostrare ormai nulla a nessuno e può con ragione dedicarsi a ciò che più gli sta a cuore: i risultati saranno comunque rimarchevoli anche se rivolti soprattutto agli appassionati di lunga data. Ciò accade anche per questa rilettura di Louis Armstrong arrangiata e prodotta assieme alla trombonista Sarah Morrow: non sarà un disco indispensabile o innovativo, ma è innegabile che sia un lavoro di gran classe che assicura un ascolto assai piacevole.
Come gli capita abbastanza spesso, il buon Mac si fa accompagnare da una pletora di ospiti – fra i quali, pare ovvio, spicca una agguerrita pattuglia di trombettisti – e trasporta la musica di Satchmo nei suoi territori preferiti, quelli di una black music con le radici immerse nella sua città natale e/o delle paludi che la circondano. La resa swingante di ‘What a wonderful world’ posta all’inizio è in parte fuorviante, anche se i controtempi sostenuti dalle voci dei Blind Boys of Alabama ne spezzano le rotondità pop: in ogni caso, evidente è il contrasto con l’unione di funky e jazz che scurisce ‘Mack the knife’ già prima dell’inserto rap affidato a Mike Ladd (che però finisce per entrarci come i cavoli a merenda).
L’idea di base si dimostra migliore del risultato finale – lo stesso succede per la caraibica ‘Tight like this’ malgrado l’apporto di Arturo Sandoval – ma il tentativo sa farsi apprezzare. Assai più classico il duetto carico di blues con Bonnie Raitt di ‘I’ve got the world on a string’ Continua la lettura di Dr. John: “Ske-Dat-De-Dat: the spirit of Satch”

Stephen King: “Doctor Sleep”

Guarda 'Doctor Sleep' su aNobii Innanzitutto, va detto che, a differenza di quanto strombazza la pubblicità, questo non si può definire il seguito di ‘Shining’: è un libro in cui incontriamo di nuovo alcuni personaggi di quel capolavoro – agli effetti pratici, il solo Dan Torrance ormai diventato adulto – che si ritrovano a vivere un’avventura assai diversa per atmosfera, sviluppo e persino tono narrativo.
Il fatto in sé non è nè positivo, né negativo, anche se magari qualche lettore, visto lo strillo suddetto, potrebbe risentirsene: l’importante è che la storia costruita attorno alla ‘luccicanza’ del protagonista (dei protagonisti) funzioni. Purtroppo non sempre è così e forse sta anche qui la spiegazione del ritardo dell’uscita statunitense dovuta a un severo editing (ammesso dall’autore nella postfazione): il libro finisce per procedere a strappi, con alcune sezioni riuscite e parecchio inquietanti a cui si alternano pagine in cui la tensione cala in modo sensibile.
Al posto della claustrofobica compattezza del romanzo originario, in cui un orrore senza forma prende lentamente vita impadronendosi di un Jack Torrance che ci mette del suo, qui si gioca a carte scoperte sin dall’inizio grazie a quel Vero Nodo che è, con ogni probabilità, uno dei gruppi di ‘cattivi’ più sgangherati messi insieme dall’autore del Maine: dopo un feroce inizio, i capitoli meno interessanti risultano essere quasi tutti quelli loro dedicati perché, presuntuosi e disorganizzati, sembrano far di tutto per farsi spazzar via dalla faccia della Terra (e la loro paura di volare finisce con il tornar troppo comoda a chi li combatte). Sarà forse per questo che i ‘buoni’ possono portare tutti quanti a casa la pelle, compresi coloro che danno l’impressione di essere destinati alla dipartita come l’anziano Billy: una scelta un po’ controcorrente rispetto alla tradizione che priva il romanzo di ulteriori elementi di tensione. Continua la lettura di Stephen King: “Doctor Sleep”

Corrida Montemurlo, ma il Piacenza la doma (0-1) (www.sportpiacenza.it)

E sono quattro vittorie consecutive. Nella corrida di Montemurlo, il Piacenza fa sua la posta con una prodezza di Stafano Mauri su punizione. È l’unico lampo di calcio in una partita brutta, nervosa e spezzettata da continui falli. Non poteva essere diversamente su un campo sintetico di prima generazione dove la palla, peraltro sferzata da un vento fastidioso, rimbalzava in modo poco naturale. Lo spettacolo vero è stato in tribuna, dove si è sfiorata una scazzottata da film western. A far scattare la scintilla è stato il gol di Mauri – al 33′ del primo tempo – quando il pubblico locale si è lasciato andare in qualche parola di troppo all’indirizzo dell’autore del gol e i piacentini presenti hanno risposto alle provocazioni dando il via a un parapiglia. Continua la lettura di Corrida Montemurlo, ma il Piacenza la doma (0-1) (www.sportpiacenza.it)

Vizio di forma

(Inherent vice, USA 2014)

Lasciate ogni logica, voi ch’intrate. Sommando la tendenza a non raccontare proprio tutto tipica del regista con il procedere labirintico dei romanzi di Thomas Pynchon (seppure quello alla base del film sia il più ‘lineare’ tra mille virgolette) c’era da aver paura di perdersi in questa pellicola oltretutto ascrivibile a un genere che adora i doppifondi come il noir. Invece Anderson ha in qualche modo riscritto il libro, ottenendone comunque l’imprimatur dall’autore: ha così fatto davvero sua la storia che, pur restando fondamentalmente pynchoniana, finisce per discostarsi dalla banale illustrazione dell’originale.
Per farlo, è stato necessario sfrondare parecchio, anche perché altrimenti ci sarebbero volute dieci ore invece delle comunque corpose due e mezza: a farne le spese soprattutto la scena musicale – lo scoppiatissimo gruppo surf dall’assai instabile formazione e l’esilarante band inglese in visita – la deviazione a Las Vegas e alcuni passaggi più surreali, come la chiacchierata del protagonista con un’effigie di Thomas Jefferson. Inoltre, l’atmosfera d’insieme risulta meno paranoica di quella creata da Pynchon, che ha nella paranoia una sorta di un marchio di fabbrica, ma sull’altro piatto della bilancia il regista getta la scelta di inserire le parole dello scrittore attraverso la maggiore importanza attribuita al ruolo di Sortilége (Joanna Newsom) che diventa qui quasi una cantastorie delle vicende di Doc Sportello.
Interpretato da uno strepitoso Joaquin Phoenix in una nuova prova camaleontica, il detective privato si muove su input di una sua ex fiamma che teme per il destino del proprio attuale, ricco amante. Come un sasso in uno stagno, l’indagine che parte da una poco eccitante questione di corna inizia ad allargarsi tra speculazione edilizia, traffico di droga e una holding criminale che, ricordando vagamente la Spectre, sembra allungare i suoi tentacoli ovunque: tra colpi di fortuna e abilità investigativa, Doc trova in qualche modo il bandolo, dimostrando come, malgrado il suo essere sballato per gran parte del tempo, la sua etica sia presa di preso da quella di Marlowe e a spingerlo sia l’amore mai sopito per Shasta Fay (un incantevole Katherine Waterston). Continua la lettura di Vizio di forma

Il Piacenza supera il Porto Tolle (1-0), decide Lisi (www.sportpiacenza.it)

Finalmente il Piacenza sfata il tabù Garilli (ancora inviolato nel 2015) e in un colpo solo lava via anche gli ultimi dubbi rimasti. La squadra di De Paola con la vittoria sul Porto Tolle sale al quarto posto in classifica e dimostra di avere le potenzialità per puntare alla terza o alla seconda piazza in chiave playoff. Tre punti meritatissimi quelli dagli emiliani, che nel primo tempo rischiano poco o nulla mentre nella ripresa annichiliscono gli avversari schiacciandoli nella propria trequarti campo. A decidere il match è una magia di Tiboni, che serve con un tocco delizioso la profondità di Lisi, l’esterno sinistro segna il gol vittoria e suggella una prestazione monstre fatta di accelerazioni, dribbling e assist. Nel finale Tiboni si divora il raddoppio, ma oggi va bene così, era importante vincere per passare i veneti in classifica e agganciare la quarta posizione, soprattutto era fondamentale fare la voce grossa in uno scontro diretto. Continua la lettura di Il Piacenza supera il Porto Tolle (1-0), decide Lisi (www.sportpiacenza.it)

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …