Lo chiamavano Jeeg Robot

(Ita 2015)

Come molti esordi, non solo sul grande schermo, il primo lungometraggio di Gabriele Mainetti – quarantenne romano con un passato d’interprete in prodotti televisivi – saccheggia a piene mani l’immaginario infantile e adolescenziale del regista, ma la rielaborazione degli spunti che ne derivano è tutto meno che banale tanto da sfociare in un curioso film d’azione che mischia Gomorra e Gotham City mantenendosi in brillante equilibrio anche là dove parrebbe impossibile. Continua la lettura di Lo chiamavano Jeeg Robot

Georges Simenon: “Il cane giallo”

Il cane giallo Uscito agli inizi degli anni Trenta, il sesto romanzo con protagonista Maigret mette in mostra una serie di temi che Simenon non si stancherà mai di riproporre e approfondire nel corso degli anni e dei millanta libri che seguiranno: la cittadina di provincia come terreno di coltura ideale per i sepolcri imbiancati, la grettezza e la corruzione dei benestanti (siano essi borghesi arricchiti o famiglie di più antico lignaggio), l’umidità spessa e la pioggia battente che lasciano spazio solo raramente ai raggi del sole. Continua la lettura di Georges Simenon: “Il cane giallo”

Il Piacenza si ferma dopo 27 turni: a Lecco è 2-1 (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza riassapora la sconfitta dopo 27 risultati utili consecutivi. E’ il Lecco dell’ex Luciano De Paola a imporre il 2-1 alla corazzata di Arnaldo Franzini, vincendo grazie alle reti firmate da Barzaghi e Cardinio nel primo tempo, separate dal momentaneo pareggio di Saber.
Ha avuto la meglio il Lecco facendo leva su un primo tempo di straordinaria intensità, vissuto sulle giocate di Franca e Cardinio. Il Piacenza si è svegliato solo nella ripresa, sfiorando il gol del pari con Galuppini e un colpo di testa di Silva, ma alla fine è mancata la zampata per strappare almeno un punto.
l fischio d’inizio si nota l’assenza di gran parte dei tifosi biancorossi: il loro treno ha subito forti ritardi e quindi i supporter del Piacenza sono riusciti a prendere posto nel loro settore solo al 27’ del primo tempo. In campo Franzini fa turnover: in panca Matteassi, Sentinelli e Galuppini, dal 1’ Minincleri, Marzeglia e Contini. Subito l’approccio più incisivo è quello dei blucelesti che al 15’ sono già avanti con Barzaghi, bravo a trovare la rete con un piattone nel cuore dell’area che fa secco Boccanera. I biancorossi faticano a reagire, influenzati nella costruzione del gioco da un forte vento, ma riescono comunque a trovare la via della rete con Saber, il cui tiro prima trova la respinta di Lazzarini e poi, alla seconda conclusione, la palla s’insacca beffardamente sul secondo palo. Non c’è tempo per esultare, perché due minuti dopo Cardinio trova un rasoiata vincente sul primo palo, con un Boccanera colto di sorpresa dalla conclusione improvvisa dell’attaccante.
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Flo Morrissey: “Tomorrow will be beautiful”

(Glassnote 2015)

Flo è stata fortunata potendo contare sui soldi di mamma broker a Londra e sulla spiritualità di papà buddista che l’ha iniziata ai misteri del nuovo folk tendenza fricchettona i cui esponenti di punta Devendra Banhart e Joanna Newsom sono stati prodotti dallo stesso Noah Georgeson che ha curato la registrazione di questo debutto inciso per gran parte a Los Angeles.
Tanto per ribadire il concetto, ecco la copertina floreale al cui centro spicca il bel visino della ragazza: una serie di indizi che finiscono per far diventare sospettosi perché la diffidenza nei confronti dei giovani virgulti che saltano troppi gradini è, anche se non sta bene, inevitabile. L’ascolto di questi dieci brani riconcilia parecchio: pur non trattandosi di un capolavoro o della nascita di una stella (almeno per ora), il lavoro conferma che le qualità ci sono e che la sua autrice, avendo solo vent’anni, può lavorarci sopra riducendo il peso dei difetti che appesantiscono la sua musica. Continua la lettura di Flo Morrissey: “Tomorrow will be beautiful”

Vasco Pratolini: “Cronaca familiare”

Cronaca familiare Accompagnato dal ricordo di un’appassionata lettura adolescenziale sono tornato a questo breve scritto pratoliniano per vedere se le trenta abbondanti primavere in più sulle spalle ne potessero aver modificato la percezione da parte mia. La risposta è no: i tre decenni trascorsi avevano lasciato nella memoria solo le grandi linee della vicenda e così il libro si è potuto rivelare come se non l’avessi mai letto, sprigionando dalla sua prosa semplice e intensa un profondo coinvolgimento emotivo. Continua la lettura di Vasco Pratolini: “Cronaca familiare”

Real Piacenza: 90 punti col Seregno è 4-0 (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza si sbarazza con quattro reti della sua bestia nera, quel Seregno mai battuto negli ultimi tre anni, vince la 17esima partita interna su 18, aggancia quota 90 punti in classifica firmando il record assoluto “all time” della categoria e, come se non bastasse, incamera il 27esimo risultato utile consecutivo della stagione. Numeri da capogiro per la capolista che a tratti costruisce giocate da spellarsi le mani per gli applausi e ha il grande merito di divertire il pubblico (in calo) presente sulle tribune del Garilli. Prima del fischio d’inizio i delegati della Lega Nazionale Dilettanti hanno premiato la squadra con la Coppa che si assegna al vincitore del campionato.
Franzini perde Contini alla vigilia per una contusione (c’è Colombini), mentre in attacco Franchi vince il ballottaggio con Minincleri, per il resto è la formazione annunciata con Galuppini al posto di Marzeglia e Cazzamalli che dà il cambio a Porcino. Il Seregno risponde con una squadra decisamente abbottonata e i primi 20’ scivolano via senza alcun sussulto, i primi caldi della stagione impongono il dosaggio delle forze. I lombardi si fanno vivi con un colpo di testa di Capogna, il Piacenza risponde al 23’ con Stefano Franchi: Taugourdeau serve in profondità Galuppini, pallonetto su Bardarò e Franchi sulla linea insacca. L’undici di Andreoletti protesta forte per un tocco di mano volontario dell’attaccante bresciano (che il replay confermerà), ma al 38’ mette d’accordo tutti Cazzamalli con una rasoiata imprendibile per l’estremo difensore ospite. Al Piacenza basta pigiare appena sull’acceleratore per ritrovarsi sul 2-0 e mandare in tilt il Seregno. Continua la lettura di Real Piacenza: 90 punti col Seregno è 4-0 (www.sportpiacenza.it)

Morte a Venezia

(Ita/Fra 1971)

Mettere in immagini un libro come quello di Thomas Mann, benchè fosse uno dei pallini del regista e pur perdendosi l’articolo, è un’impresa non semplice, visto che si tratta di un testo in cui le sensazioni e i moti dell’animo la fanno da assoluti padroni. L’ambientazione decadente e, soprattutto, l’analisi del rapporto fra arte e bellezza ovvero la meditazione sullo scaturire di quest’ultima solo dalla purezza o meno, erano però troppo invitanti per Visconti che fa della pellicola il centro della ‘trilogia germanica’ affinandovi ben precise scelte estetiche in un’atmosfera che varca sovente il confine della morbosità.
La trama è quella, conosciuta, del maturo Aschenbach che si innamora senza speranza dell’adolescente Tadzio (Björn Andrésen), bello e dalle inequivocabili tendenze omoerotiche, fino a superare i limiti del ridicolo Continua la lettura di Morte a Venezia

Amos Oz: “Giuda”

Giuda Quelli che ‘in questo libro non succede niente’ è meglio che si astengano: in ‘Giuda’ l’azione in pratica non esiste, visto che fra le sue pagine scorrono soprattutto fiumi di parole che accompagnano e a volte creano atmosfere o sensazioni che sono all’origine delle appena percepibili evoluzioni dei personaggi.
Shemuel è un giovanottone senz’arte né parte al quale di colpo casca il mondo addosso: la fidanzata lo molla per sposarsi con una vecchia fiamma e la famiglia fa bancarotta, costringendolo a interrompere gli studi. Accantonata l’idea di fare il pioniere (l’azione si svolge in Israele alla fine degli anni Cinquanta), trova impiego come uomo di compagnia ad un anziano malato che vive in una silenziosa casa ai margini della città: un vecchio colto e logorroico che inonda chiunque di chiacchiere. Continua la lettura di Amos Oz: “Giuda”

A Caravaggio il Piacenza eguaglia il record del Montichiari (www.sportpiacenza.it)

Il pareggio a reti inviolate di Caravaggio permette al Piacenza di Franzini di eguagliare il record di punti del Montichiari. Ma per un record che arriva, c’è il traguardo – da extraterrestri – dei 100 punti che sfuma tra le tante occasioni sciupate dai biancorossi. Non è certamente un dramma, non aggiunge e non toglie nulla a una cavalcata che rimane eccezionale, ma sarebbe stato un traguardo che avrebbe fatto sognare ulteriormente i tifosi, che comunque hanno applaudito i propri giocatori al termine della gara in terra bergamasca.
La nota positiva in vista della poule scudetto è stata il recupero completo di Gaetano Porcino, autore di una prova discreta per gli oltre 70 minuti nei quali è stato in campo. Da rivedere, invece, la concretezza sotto porta, visto che il Piacenza, diversamente da quanto fa di solito, a Caravaggio spreca almeno 4 occasioni solari da rete: due con Marzeglia, una con Minincleri e una con Taugourdeau nel finale. E, anche per quanto concerne la fase difensiva, ha concesso forse qualche occasione di troppo a uno dei peggiori attacchi del torneo. Continua la lettura di A Caravaggio il Piacenza eguaglia il record del Montichiari (www.sportpiacenza.it)

Kurt Vile: “b’lieve i’m goin down”

(Matador 2015)

Meglio iniziare facendo chiarezza: malgrado l’assonanza, Kurt Vile non è un nome d’arte che omaggia il musicista collaboratore di Bertolt Brecht, ma la vera anagrafe di questo trentacinquenne riguardo al quale l’impressione iniziale è stata quella di un Lou Reed rurale, spostato molto più a sud e a ovest di quello originale e con in aggiunta una psichedelica propensione per le lunghe code strumentali (Wheelhouse, Lost My Head There).
La considerazione si basa sui primi ascolti del nuovo lavoro di cui qui si discute, non avendo sentito nulla dei precedenti: un parallelo che nasce dal modo di cantare e dalla costruzione dei brani e che, se non altro per quanto riguarda le coordinate geografiche, si rafforza con l’ascolto di Dust Bunnies, la terza e più immediata canzone del disco, che ricorda parecchio Tom Petty dalle parti di I Won’t Back Down. Continua la lettura di Kurt Vile: “b’lieve i’m goin down”

Jean-Claude Izzo: “Chourmo – Il cuore di Marsiglia”

Chourmo: Il cuore di Marsiglia In una Marsiglia di straziante (un po’ troppo, direi) bellezza, Fabio Montale si gode la vita da ex poliziotto tra uscite in mare, utili più ad allontanare la quotidianità che per pescare, e lunghe soste nei bar del porto. Da questo tran-tran fatto fondamentalmente di solitudine – a parte qualche vecchia conoscenza fra le quali una Honorine che è un’Adelina di Montalbano meno acida – lo strappa la cugina che gli chiede di rintracciare il figlio adolescente scomparso dopo una fuga in città (ma il lettore sa già dove è andato a finire).
Da qui prende le mosse un’indagine ondivaga che dai dissapori familiari si allarga alle tensioni razziali con gli arabi, alla polizia doppiogiochista e agli intrallazzi mafiosi in materia di cemento Continua la lettura di Jean-Claude Izzo: “Chourmo – Il cuore di Marsiglia”

Piacenza-Pro Sesto 2-1

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 3 aprile 2016 –Serie D, girone B, 33^ giornata.

In una domenica all’improvviso calda, il Piacenza dimostra che i festeggiamenti per la promozione con sei giornate d’anticipo non hanno inciso sulla tenuta della squadra che, anzi, esce alla distanza nei confronti di avversari (obbligati a far punti per tener lontana la zona playout) che finiscono a corto di fiato. All’inizio, a dire il vero, i ritmi sono da amichevole di fine stagione e nella prima mezzora c’è solo da segnalare una punizione dalla trequarti sinistra indirizzata verso Ruffini sul secondo palo: il tocco di un difensore fa carambola sul biancorosso e la palla finisce sul palo. Il Piacenza fa un po’ fatica anche perchà Marzeglia è finito in tribuna per motivi disciplinare e davanti non c’è un riferimento fisso: nel ruolo si alternano Galuppini e Franchi, ma è inevitabile che sia necessario andare alla ricerca di nuove soluzioni. L’abbondanza di elementi offensivi regala comunque qualche spazio agli ospiti allenati dall’ex Monaco, Continua la lettura di Piacenza-Pro Sesto 2-1

Pro Sesto superata 2-1, Piace a -1 dal record di punti (www.sportpiacenza.it)

Un Piacenza a tratti spettacolare archivia la pratica Pro Sesto incamerando la 16esima (27 in totale) vittoria su 17 partite al Garilli, aggancia a quota 86 il record di punti del Rimini – fissato lo scorso anno – in un girone a 20 squadre e si guadagna anche il match ball, domenica prossima a Caravaggio, per superare il record assoluto (87 nel girone a 18) firmato dal Montichiari nel 1999. Per questo ormai si gioca e per questo il Piacenza ha giocato con tutte le sue forze, sprecando un’infinità di palle gol ma portando a casa il risultato senza problemi nonostante l’assenza di tutti attaccanti: Marzeglia infatti è spedito in tribuna per motivi disciplinari e Gherardi lunedì mattina rescinderà il contratto col club per motivi personali. Continua la lettura di Pro Sesto superata 2-1, Piace a -1 dal record di punti (www.sportpiacenza.it)

Truth: Il prezzo della verità

(Truth, Aus/USA 2015)

Nell’anno dell’Oscar a ‘Il caso Spotlight’ esce l’opera prima di James Vanderbilt che, ‘dramma redazionale’ come il film di Tom McCarthy, è forse meno interessante dal punto di vista cinematografico, ma intriga in misura probabilmente maggiore lasciando lo spettatore a chiedersi dove stia sul serio quella verità che la intitola in originale. Vanderbilt preferisce andare sul sicuro e mette per immagini, oltre che scriverla, una sceneggiatura che rispetta i canoni del genere, ma che procede con il giusto ritmo per tenere avvinta l’attenzione lungo quasi tutte le due ore di durata, appesantendosi di qualche ripetizione solo nel segmento finale.
Mary Mapes – pluridecorata per servizi famosi, fra i quali le rivelazioni su Abu Ghraib – guida una squadra di reporter d’assalto che, basandosi su alcuni documenti di origine incerta, porta sotto i riflettori il modo in cui Bush si imboscò ai tempi del Vietnam: come di prammatica, nell’indagine i passaggi a vuoto si alternano ai momenti di esaltazione laddove i testimoni sono reticenti e gli esperti tentennano, ma infine si va in prima serata con la benedizione (e la faccia) di Dan Rather a poche settimane dalle elezioni del 2004. Continua la lettura di Truth: Il prezzo della verità

Mario Miti: “E ci caricarono su un treno”

E ci caricarono su un treno Ogni paese – con la minuscola – d’Europa che abbia vissuto l’occupazione nazista ha, con ogni probabilità, visto e patito storie come queste, ma oggi, a settant’anni di distanza, troppi hanno dimenticato (o forse nemmeno saputo). Giunge così quanto mai opportuna l’iniziativa di Mario Miti di riportare alla luce le vicende di chi, originario come lui di Monticelli d’Ongina, ha dovuto soffrire una più o meno lunga prigionia in mani tedesche.
Il libro prende in considerazione tutti – internati militari, prigionieri politici, ebrei, espatriati – e il loro alto numero in confronto alle dimensioni relativamente piccole di un comune della bassa piacentina aiuta a farsi un’idea dell’abnorme dimensione del fenomeno, tale che ai giorni nostri si fa fatica a concepirla. Continua la lettura di Mario Miti: “E ci caricarono su un treno”

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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