Jean-Yves Ferri e Conrad Didier. “Asterix e il papiro di Cesare”

Asterix e il papiro di Cesare Se Asterix è nato anche dai ricordi (incubi?) liceali di Goscinny e Uderzo legati alle versioni tratte dai commentarii cesariani, era inevitabile che qualcuno cercasse di chiudere il cerchio: a farlo è la nuova coppia di autori delle avventure del piccolo Gallo e relativa compagnia di giro in questo secondo volume che, dopo il più che discreto esordio di ‘Asterix e i Pitti’, raggiunge un livello qualitativo davvero notevole.
Lo spunto è il libro del ‘De bello gallico’ riguardante i problemi con il ben noto villaggio scritto da Cesare per completezza storica, ma espunto per questioni di marketing: in seguito a una fuga di notizie, il testo carambola fino in Armorica, inseguito dall’editor del condottiero e dagli immancabili legionari più o meno imbranati. Visto che la tradizione gallica è orale, un druido si incarica di memorizzarlo e, di bocca in orecchio, esso giunge nella Parigi degli anni Cinquanta… Continua la lettura di Jean-Yves Ferri e Conrad Didier. “Asterix e il papiro di Cesare”

Kings of Leon: “Walls”

(RCA 2016)

Non so perchè mi intestardisco a dare sempre un’ultima possibilità ai Kings of Leon. Forse in ricordo del piacevole southern rock dell’esordio di ‘Youth & young manhood’, ma nel frattempo è trascorsa una dozzina abbondante di anni e quelle sonorità si sono ormai perse, sostituite da un corporate rock che è innocuo come sottofondo, ma finisce per innervosire a un ascolto attento.
Può darsi che, come orecchiato qua e là, i temi personali influenzino queste dieci canzoni, come l’amicizia con la bottiglia del cantante Caleb Followill, ma la temperatura resta sempre vicina allo zero: i restanti tre fratelli macinano con indubbia dedizione, ma, al netto delle non memorabili parti solistiche di Matthew alla chitarra, ci pensano le tastiere e i sintetizzatori di Liam O’Neil a spandere una patina di monotonia. Continua la lettura di Kings of Leon: “Walls”

Cesare Pavese: “La casa in collina”

La casa in collina Se è vero che, come pare almeno in parte leggendo la vita dello scrittore, siamo di fronte a un romanzo autobiografico, Pavese aveva quantomeno dei grossi dubbi su se stesso, sul suo mondo e su come era andata sviluppandosi la propria esistenza: il protagonista Corrado è infatti non solo un uomo senza qualità, ma mette pure in mostra difetti tali che vien voglia di prenderlo a sberle quasi a ogni capitolo.
Oltre a configurarsi come la rappresentazione dell’intellettuale intento a crogiolarsi nel proprio complesso di superiorità mentre se ne sta chiuso in una torre d’avorio, egli è anche un pusillanime eternamente indeciso che, non riuscendo neppure a riscattare il vile comportamento giovanile nei confronti del primo amore, figurarsi se può far altro che rimanere in pratica paralizzato nell’istante in cui la guerra richiede una presa di posizione tanto che, quando decide di agire, lo fa soltanto per fuggire. Continua la lettura di Cesare Pavese: “La casa in collina”

Piacenza, il sogno finisce qui. Al Tardini vince il Parma e vola ai quarti di finale (www.sportpiacenza.it)

Il sogno finisce nell’afa del Tardini, decidono Nocciolini e Baraye nella ripresa. Ma se una lacrima può solcare il viso per l’epilogo di una sfida che è stata tutt’altro che scontata, ci sta tutto l’orgoglio per una stagione ampiamente positiva, nella quale, oltre ad aver trovato una squadra che per il futuro può solo crescere, Piacenza si ritrova con una tifoseria ricompattata che anche nella trasferta di Parma ha fatto sentire tutto l’amore per i propri colori. In campo i ragazzi hanno dato tutto quello che era rimasto, di fronte a un Parma che ha saputo colpire nei momenti giusti. Franzini ha poi dovuto fare i conti con episodi che certo non sono girati a favore: il forfait per infortunio di Saber nell’intervallo ha fatto perdere dinamismo alla mediana, mentre l’espulsione ingenua, per doppia ammonizione, di Sciacca ha fatto il resto, complicando una sfida che già di per sé aveva un alto tasso di difficoltà. I tifosi a fine partita cantano alla squadra “orgogliosi di voi”, ed è un coro meritato. Poi chiamano sotto il settore capitan Matteassi, all’ultima partita di una prestigiosa carriera. Un saluto da occhi lucidi, che tuttavia è solo un arrivederci, perché proprio lui avrà il compito di costruire, da ds, il Piacenza della prossima stagione.
Il clima è da brividi, un perfetto remake del match d’andata. Da una parte la curva del Parma, gremita e caratterizzata da cori potenti. Dall’altra non è da meno il settore dei supporter biancorossi, presidiato da un folto gruppo di 600 tifosi, dal quale promana un calore incredibile. Sfida degna, confronto da playoff anche sugli spalti. Contro ogni previsione, Franzini decide di schierarsi in campo con una formazione offensiva. Va in soffitta il 3-5-2 per lasciare il posto a il 4-3-3 che fece faville a inizio stagione: pacchetto arretrato con Sciacca a destra e Masullo a sinistra, coppia centrale con Silva e Pergreffi, mentre a centrocampo trio Saber, Taugourdeau, Cazzamalli; davanti tridente Matteassi, Romero, Franchi. Non ce la fa Abbate, come previsto. Per il Parma Lucarelli è out (si è infortunato al polpaccio nella gara d’andata), per il resto è il 4-3-3 visto all’andata con le novità Corapi e Mazzocchi dal primo minuto. Continua la lettura di Piacenza, il sogno finisce qui. Al Tardini vince il Parma e vola ai quarti di finale (www.sportpiacenza.it)

Torneranno i prati

(Ita 2014)

A un certo punto, si ha l’impressione che manchi solo Marlon Brando intento ad accarezzarsi la pelata mentre mormora: “L’orrore”. Siamo lontanissimi – per ambientazione, impostazione e sensibilità – da ‘Apocalypse now’, eppure Olmi riesce a esprimere con altrettanta efficacia di Coppola la brutalità e l’insensatezza che caratterizzano ogni guerra distillando il proprio sguardo in ottanta minuti di tensione a volte insopportabile fino allo straniamento finale delle ‘confessioni’ dei soldati direttamente alla macchina da presa. Più che una storia, il regista bergamasco è interessato alla ricostruzione di un momento storico: quasi senza progressione narrativa, il suo lavoro è una sorta di fotografia della vita grama e della morte miseranda che i soldati dovettero affrontare al fronte nella prima guerra mondiale.
Dedicato al padre del regista che vi combattè, il film mostra un avamposto sull’Altopiano di Asiago in cui i fanti italiani sono obbligati a tenere la posizione a un passo dal nemico: letteralmente seppellito dalla neve (attesa con pazienza da Olmi prima di girare), il piccolo gruppo deve sopravvivere, oltre che al freddo e alla fame, agli ordini insensati che giungono da chissà dove mentre gli ufficiali intermedi sono ben contenti di mollare la patata bollente al tenentino di prima nomina (Alessandro Sperduti). Continua la lettura di Torneranno i prati

Piacenza-Parma 0-0

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 21 naggio 2017 – Lega Pro, play-off, andata ottavi di finale.

Brutta è stata brutta, con punte di totale inguardabilità sparse per tutto il primo tempo: la tattica è stata assoluta padrona e la prospettiva dei centottanta minuti ha aggravato la situazione.
Franzini imposta la partita come aveva già fatto contro squadre più forti, esempio massimo la Cremonese: avvio con iniziativa lasciata in mano all’avversario che viene pazientemente atteso sulla propria trequarti per poi cominciare a ripartire con sempre maggiore frequenza. Il Parma però non ha fretta, visto che la parità lo favorisce per il miglior piazzamento in campionato: gli ospiti fanno girar palla al ritmo compassato che si confà a una squadra in maggioranza di ultratrentenni, ma si guarda bene dallo scoprirsi più del dovuto.
Un atteggiamento che nasce in parte dall’esigenza di proteggere una difesa abbastanza lenta guidata dalle quaranta primavere di Lucarelli dolorante a un polpaccio, sebbene poco giustificabili siano gli errori a volte marchiani commessi da una squadra con simili nomi in rosa: si registrano diversi cross sballati e almeno un appoggio impreciso direttamente da rimessa laterale.
Il Piacenza si fa vedere in conclusione di tempo Continua la lettura di Piacenza-Parma 0-0

Piacenza e Parma non si fanno male (0-0) ma ora i biancorossi dovranno sbancare il Tardini (www.sportpiacenza.it)

Termina come da pronostico: pareggio a reti inviolate e tutto rimandato a mercoledì sera, al Tardini, quando il Piacenza dovrà osare di più per staccare il pass dei quarti di finale perché costretto a vincere. Che fosse una partita da valutare sui 180’ era noto – e farlo ora sarebbe azzardato – uscire dal campo con un filo di rammarico no. Il Piacenza butta via il primo tempo dove sceglie di contenere un Parma che davanti è davvero poca roba, nella ripresa la squadra di Franzini aumenta i giri, mette a nudo le difficoltà del Parma, crea quattro nitide occasioni con Romero, Taugourdeau (palo esterno su punizione) e Cazzamalli (due volte, mastodontica la sua prova insieme a quella di Saber) traballando solamente nel finale.
In sostanza il Piacenza osando qualcosa di più poteva mettersi in condizione di forza, ora invece dovrà sbancare il Tardini; ma forse questo è anche il tema tattico preparato da Franzini. Non prenderle per non dover rimontare due reti, meglio chiudere l’andata con la porta inviolata e giocarsi tutto nella gara di ritorno. In ogni caso la serata ha regalato una certezza: il Piacenza ha i mezzi per provarci e già non è poco.
Si parte dalla gradinata, esaurita in ogni ordine di posto vendibile e i decibel del tifo si alzano subito nella zona rossa del contagiri. Franzini conferma la formazione anti Como con Abbate, Silva e Pergreffi a protezione di Miori, Cazzamalli a centrocampo con Taugourdeau e Saber, Masullo e Sciacca sono gli esterni, davanti Nobile a supporto di Romero. D’Aversa idem, non cambia una virgola del suo 4-3-3 dove Baraye, Nocciolini e Calaiò sono in terminali offensivi. Continua la lettura di Piacenza e Parma non si fanno male (0-0) ma ora i biancorossi dovranno sbancare il Tardini (www.sportpiacenza.it)

John Doe: “The westerner”

(Pledge Music 2016)

Magari è solo l’ennesima declinazione dell’adagio che si nasce incendiari e si muore pompieri, ma è innegabile che ci sia una nutrita pattuglia di musicisti che hanno brillato sotto le bandiere del punk che si sono avvicinati a una musica più tradizionale o, comunque delle radici. Il fenomeno è a dire il vero soprattutto statunitense e può avvenire con gradi diversi di intensità: nel caso di John Doe la traccia è segnata fin dal titolo e, soprattutto, dallo scoprire che il disco è stato coprodotto da Howe Gelb.
Ne esce un album che è contrassegnato da una fusione di country, rock e blues che pare ispirata da questo e quel luogo sui bordi di una zona desertica del Sud-Ovest, magari in quell’Arizona cantata in una delle tante ballate che caratterizzano il lavoro e intitolata per l’appunto Alone In Arizona. I momenti più rallentati lasciano immaginare un viaggio verso il tramonto o un falò sotto le stelle e si possono ascrivere fra i passaggi più affascinanti: Continua la lettura di John Doe: “The westerner”

Dai Piacenza: andiamo a comandare. Como battuto e ora agli ottavi c’è il Parma (www.sportpiacenza.it)

La resa dei conti va al Piacenza, che batte il Como sul campo per la terza volta in stagione al termine di una partita tesa, esasperatamente tatticamente, con le due formazioni aggrappate alla tensione e che nel finale vive il suo culmine quando Chinellato spaventa gli emiliani timbrando il pareggio e Le Noci rischia di fermare i 3mila cuori piacentini a 1’ dalla fine. Il resto è la rete di Franchi (al Piacenza bastava anche il pareggio) che libera d’incanto l’urlo dei piacentini e lancia la squadra di Franzini negli ottavi di finale. Al Garilli arriva il Parma per l’ennesima edizione del derby del Ducato, ma qui stavolta si gioca su andata e ritorno, e saranno 10 giorni dolcissimi per i tifosi e per una squadra che, dopo i quattro derby, sta provando a scrivere pagine bellissime della nostra storia pallonara. Da quanto sembra col Parma si giocherà sabato 20 maggio, ma data o orario ufficiale si sapranno solamente lunedì quindi la notizia è da prendere con le dovute precauzioni. Continua la lettura di Dai Piacenza: andiamo a comandare. Como battuto e ora agli ottavi c’è il Parma (www.sportpiacenza.it)

Thomas Mann: “La montagna incantata”

La montagna incantata Doveva essere un romanzo breve che raccontasse in chiave sottilmente umoristica la vita nei sanatori montani contro la tubercolosi, di cui l’autore aveva fatto esperienza accompagnandovi la moglie. Ben presto, però, il libro ha forzato la mano, come ricordato dallo stesso Mann, diventando opera richiedente lunghi anni di lavoro sino a trasformarsi nel poderoso (e ponderoso) ritratto di un mondo al tramonto, ovvero la società borghese che uscirà modificata nel profondo dal primo conflitto mondiale.
I tratti originari si notano ancora soprattutto nei primi capitoli, con l’arrivo del giovane ingegnere amburghese Hans Castorp per una visita di tre settimane al cugino Joachim e la sua introduzione ai riti quotidiani e alla varia umanità del lussuoso luogo di cura. Come quella che doveva essere una veloce parentesi nell’esistenza del protagonista muta in un lunghissimo soggiorno di sette anni, la natura del libro cambia: il sorriso dello scrittore è riservato quasi in esclusiva agli inciampi del suo personaggio mentre ne viene descritta la vicenda in un romanzo di formazione spirituale – quanto di tedesco c’è in questo… – staccato in buona parte dalla comune quotidianità. Continua la lettura di Thomas Mann: “La montagna incantata”

Il Piacenza batte il Prato in rimonta e si guadagna i playoff al Garilli contro il Como (www.sportpiacenza.it)

Sarà Piacenza-Como, o sabato 14 o domenica 15 maggio (orario e data di deciderà lunedì in Lega, gli emiliani puntano a domenica ore 18) il playoff in gara secca al Garilli, con la squadra di Franzini che potrà usufruire di due risultati su tre (vittoria e pareggio) al 90’ mentre quella di Gallo dovrà gioco forza vincere. Una gara carica di tensione dopo quanto successo all’andata e soprattutto al ritorno con il “caso” delle magliette dimenticate dal Piacenza. I biancorossi inizieranno a pensarci da martedì anche se Franzini, al termine della gara contro il Prato, ha subito parlato alla squadra – «Lo faccio molto raramente» dirà nel dopo partita.
Al Garilli si è ripartiti dal minuto 41’ del primo tempo giocato sabato e cristallizzato dalla bomba d’acqua che ha costretto al rinvio della gara. Fino al 20’ la partita era stata vibrante, bene il Prato in vantaggio con Moncini e buona la reazione del Piacenza con il pareggio di Silva. Nei restanti 20’, invece, la partita era stata un lento trascinarsi di “palle lunghe e pedalare” con l’unico brivido – per gli emiliani – causato da Moncini che di testa ha chiamato Miori alla paratona. Ventiquattro ore dopo l’arbitro dà l’avvio per disputare gli ultimi 4’ e decretare la fine del primo tempo (durato una manciata di minuti). La partita vera infatti inizia nella ripresa. Continua la lettura di Il Piacenza batte il Prato in rimonta e si guadagna i playoff al Garilli contro il Como (www.sportpiacenza.it)

Viva la libertà

(Ita 2013)

Come il successivo ‘Le confessioni’, questo è un film precisamente politico, ma con la differenza che evita la trappola dell’algida costruzione ideologica attraverso l’azzeccata umanità e la funzionale dinamica dei suoi personaggi. Tanto che, alla fine, laddove il messaggio riguardante i potenti potrebbe essere tacciato di semplicità se non di semplicismo (la casta lontana dalla gente i cui bisogni possono essere compresi da chi li guarda con animo diciamo così innocente, le lotte intestine con tanto di simil-D’Alema visibile in filigrana dietro al De Bellis di Andrea Renzi, il buonismo un po’ veltroniano che spunta qua e là), la storia che vi ruota attorno coinvolge e appassiona preferendo i toni della commedia – sia pur amara – confezionata in maniera mirabile: il risultato è che, benché ne siano successe di ogni nei quattro anni passati dalla prima uscita in sala, l’opera risulta ancora attuale.
Per raggiungere lo scopo, Andò prende spunto dal suo romanzo ‘Il trono vuoto’ e, assieme ad Angelo Pasquini, sfrutta al meglio il vecchio espediente del doppio. Enrico è il segretario disincantato di un grande partito d’opposizione – le citazioni più sopra non sono casuali – che decide di interrompere il traccheggiamento del potere facendo perdere le proprie tracce: per uscire dall’impasse, lo si sostituisce con il gemello Giovanni, professore che non ha tutti i giovedì a posto, ma sa unire a una notevole empatia le parole giuste per farsi ascoltare dall’uomo della strada. Continua la lettura di Viva la libertà

Georges Simenon: “Il cavallante della ‘Providence’”

Il cavallante della «Providence» Alla sua seconda uscita, sempre risalente al 1930, Simenon spedisce subito il suo Maigret in provincia per risolvere il mistero della morte di una bella e ricca signora trovata assassinata sotto un mucchio di paglia in una stalla lungo un canale laterale della Marna, tra Dizy e Vitry-le-François. L’interesse del commissario presto si appunta su due imbarcazioni, un piccolo ma lussuoso yacht al comando di un inglese alcolizzato marito della donna e una chiatta da trasporto trascinata dai cavalli accuditi dall’uomo del titolo.
La storia gialla è, seppur non trascendentale, ben costruita con l’autore che si preoccupa di sviare l’attenzione con falsi indizi per poi incanalare la narrazione verso la soluzione più ovvia: ciò che si rivela di maggior fascino è però la ricostruzione del piccolo mondo in cui si svolgono gli avvenimenti, mondo peraltro conosciuto dallo scrittore che visse per qualche tempo su un’imbarcazione ormeggiata in un canale. Continua la lettura di Georges Simenon: “Il cavallante della ‘Providence’”

Il Piacenza spara a salve a Pontedera (1-1) e ora il Como fa paura (www.sportpiacenza.it)

Alla fine ha vinto la paura di perdere di entrambe le squadre. Il Piacenza è partito forte nel primo tempo ed è riuscito a trovare il vantaggio con il gol di Dossena, poi nella ripresa ha subito il ritorno dei padroni di casa che dopo 9 minuti hanno trovato il pari con un’iniziativa personale di Kabashi. Il Pontedera ha reclamato un calcio di rigore per un presunto contatto Santini-Lanzano, ma l’arbitro Zufferli di Udine, appostato lì a due passi, ha lasciato correre. Uno spavento per i biancorossi, i quali da questo punto hanno badato più che altro a non prenderle. Il finale è stato un lungo torello, con le due formazioni che si sono accontentate: il Pontedera con questo punto è salvo, mentre il Piacenza dovrà giocarsi il sesto posto sabato prossimo al Garilli contro il Prato. Il Como, infatti, ha battuto il Renate in trasferta (0-2) e agganciato a quota 58 la squadra di Arnaldo Franzini. Il Piacenza, tuttavia, è padrone del proprio destino: se batte i toscani, a prescindere dal risultato dei comaschi – impegnati in casa contro la Viterbese – conserverà in ogni caso la sesta piazza in virtù dal bilancio favorevole negli scontri diretti. Attenzione, però, perché non è l’unica combinazione possibile: la Giana Erminio (60) ha perso contro il Prato e affronterà una Lucchese in salute, per cui le due lombarde e gli emiliani, in base ai risultati dell’ultima giornata, potrebbero finire al quinto, sesto o settimo posto. Insomma, un ultimo turno tutto da vivere nel quale si giocheranno solo partite vere. Continua la lettura di Il Piacenza spara a salve a Pontedera (1-1) e ora il Como fa paura (www.sportpiacenza.it)

Il maledetto United

(The damned United, Gbr 2009)

Di norma, al cinema gli sport faticano a funzionare e, fra di essi, il calcio è uno di quelli più difficili da maneggiare. Aggiungendo che il bel libro di David Peace da cui è tratto, con i suoi salti temporali e le variazioni del punto di vista narrativo, non è certo immediato da trasporre sullo schermo, il rischio che questo film fosse un glorioso fallimento non era da sottovalutare: l’abile penna di Peter Morgan è però riuscita a evitare tutti i trabocchetti, raccontando in maniera viva ed emozionante una storia del calcio che fu.
Come nel romanzo, il fulcro è nel passaggio dell’emergente allenatore Brian Clough (Michael Sheen) dal Derby County – portato dai bassifondi della Seconda Divisione al titolo di campione d’Inghilterra in una lunga serie di flashback – all’odiatissimo Leeds United appena lasciato dall’arcirivale Don Revie (Colm Meaney) per la panchina dei Tre Leoni: il suo sogno è portare la sua idea di calcio pulito in un ambiente abituato a qualsiasi bassezza pur di ottenere il risultato, ma l’unico frutto di una tal semina è venire inesorabilmente respinto. Continua la lettura di Il maledetto United

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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