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Piacenza, brodino da un punto (0-0) a Formigine (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza è in un vicolo cieco dal quale non riesce a uscire. Anche a Formigine, contro una squadra modesta e trincerata sulla difensiva, la squadra s’inceppa, sciupa tre occasioni da rete e se ne torna a casa con la coda fra le gambe, contestata dai suoi tifosi. Ora la vetta è lontana nove punti. Dal fondo del pozzo, però, non si vede la luce non tanto per la classifica, piuttosto per l’aria irrespirabile che aleggia sullo spogliatoio e per la crisi di gioco, prima ancora che di risultati, della quale sono vittima i biancorossi. Sul campo, un palo e un super Oppici negano un brodino salutare al Piacenza e, quindi, tutto finisce male: con uno scialbo zero a zero e con i tifosi che hanno chiesto a Monaco le dimissioni al termine di un colloquio acceso nel post gara. Il mister, però, risponde: “non mi dimetterò mai”. A dare ancora più pepe, in un quadro già di per sé a tinte forti, l’apertura del caso Marrazzo: lui sta bene, ma Monaco lo tiene in panchina per scelta tecnica. Il presidente Marco Gatti, infine, conferma ancora il tecnico sulla panchina. Continue reading Piacenza, brodino da un punto (0-0) a Formigine (www.sportpiacenza.it)

Guardiani della galassia

(Guardians of the galaxy, USA/Gbr 2014)

Forse sono rimasti sorpresi anche in casa Disney e Marvel: quello che pareva il brutto anatroccolo in mezzo a film di supereroi belli e muscolosi oppure oscuri e complessati si è rivelato l’affare dell’annata, riuscendo nell’impresa di unire qualità e quantità (di biglietti venduti).
Il fatto è che la storia di questo gruppo raccogliticcio di freaks che, come degli Avengers di serie C, dopo aver fatto la reciproca conoscenza se ne vanno a combattere il fellone di turno, funziona alla perfezione in una commedia d’azione costruita in modo intelligente dalla sceneggiatrice di ‘Thor’ Nicole Perlman insieme al giovane regista James Gunn, uno che viene dagli horror fatti con pochi soldi. Il segreto è stato spingere sul lato comico della faccenda così che, tra battute e ammiccamenti, si sorride o si ride in modo aperto lungo quasi tutto il film: in contrasto con il serioso ‘Capitan America’ che li ha preceduti, i Guardiani si prendono poco sul serio anche nei momenti topici. Nati come incursione Marvel nella fantascienza pura, i cinque costituiscono un gruppo raccogliticcio che assomiglia parecchio a Han Solo e compagni di ‘Guerre stellari’: un procione modificato per essere intelligente che nasconde negli sproloqui i traumi che ha subito (Rocket), uno stolido ammasso di muscoli che deve vendicare moglie e figlia (Drax), un albero antropomorfo che ripete solo tre parole (‘Io sono Groot’), una guerriera assassina che si è ribellata ai legami familiari e di potere (Gamora), tutti al seguito di Peter Quill detto StarLord, unico terrestre della compagnia, dall’attitudine sbruffona e dalla fedina non immaccolata, ma che trova la forza di andare oltre un’innata vigliaccheria. Continue reading Guardiani della galassia

Il Piacenza crolla in casa, la Correggese passa 3 a 2 (www.sportpiacenza.it)

Sono un errore del portiere, questa volta Ferrari e non Di Graci, e una difesa letteralmente smarrita, a inguaiare il Piacenza che esce dalla settimana delle tre partite con altrettante sconfitte e notevolmente ridimensionato sul campo. A ciò occorre aggiungere la solita e immancabile vagonata di gol sbagliati, quelli di Orlandi e Girometta su tutti nella ripresa, per rendere un pomeriggio apparentemente tranquillo (piacentini avanti 2 a 0 dopo mezzora) in un vero e proprio incubo. Vero che la Correggese è bravissima a non perdere mai la bussola, ribaltando una situazione drammatica e andando perfino a vincere, tuttavia il Piacenza sembra farsi sempre male con le sue mani. Lo si intuisce dalle parole del tecnico dei reggiani: «Abbiamo vinto, ma il Piacenza è la squadra più difficile affrontata fino a oggi». Tutto vero, però il calcio è fatto di risultati e la terza sconfitta in tre partite, la vetta distante otto punti (comanda l’Este con 29) e gli otto gol subiti in 270′, contro i sette presi nelle prime dieci giornate, sono un campanello d’allarme che si sente forte e chiaro. Serve cambiare rotta finché si è in tempo, anche se il presidente onorario Stefano Gatti al termine della partita va nella direzione contraria: «Da lunedì imporremo un tetto all’investimento che abbiamo fatto, i giocatori che ci vogliono stare bene, a chi non va bene è libero di andarsene. Giocheranno i giovani». Il solito caos insomma, inoltre la sanzione è che ora anche la posizione di Monaco sia in forte bilico, per non parlare del malcontento generale dei tifosi che salutano la squadra al coro «vergognatevi». Due settimane fa si cantava «salutate la capolista», oggi sembra tutto da buttare. Continue reading Il Piacenza crolla in casa, la Correggese passa 3 a 2 (www.sportpiacenza.it)

Interstellar

(Interstellar, USA/Gbr 2014)

Vestito con i sontuosi panni di una space-opera in cui ogni dollaro speso si fa notare, il nuovo lavoro di Cristopher Nolan va ben al dilà del banale film di fantascienza, intrecciando una serie di temi e interrogativi in una struttura complessa che non può non riportare alla memoria il monumento del genere, ovvero ’2001: odissea nello spazio’ (omaggiato a partire dalla forma a ‘monolite’ di TARS e dei suoi gemelli robot senzienti): dove però il film di Kubrick si occupava più che altro di massimi sistemi, qui l’attenzione è invece centrata sul rapporto tra generazioni con quelle attuali che devono sforzarsi di garantire la sopravvivenza di quelle che verranno.
Un rapporto che viene riecheggiato dalle molte relazioni tra padri e figli che caratterizzano una vicenda che, accompagnata dai versi di Dylan Thomas, ha l’amore come uno dei temi più rilevanti: il protagonista Cooper e la figlia Murph fanno la parte del leone, ma non meno importanti sono il legame, meno cristallino di quanto appaia all’inizio, tra il professor Brand e la rampolla astronauta oppure quello cocciuto di Tom che pur di non perdere (il contatto con) la terra è pronto a sacrificare il sangue del suo sangue. Curiosamente, le madri invece latitano, essendo premorte o incapaci di decidere, con la sola, laterale eccezione della cura con cui Brand figlia bada agli embrioni congelati che potrebbero far rinascere la vita su un nuovo pianeta. Continue reading Interstellar

Kenny Wayne Shepherd Band: “Live! In Chicago”

(Roadrunner 2010)

Essendo nato a Shreveport, in Louisiana, nel 1977, il biondo Shepherd ha poco più di trent’anni quando registra questo disco dal vivo in un tempio del genere come la House of Blues di Chicago. Lo fa mettendo in mostra le sue indubbie qualità di chitarrista – grazie alle quali sa essere brillante e, quando serve, travolgente – ma anche con affettuoso rispetto per i maestri, invitandone alcuni fra i numerosi ospiti che si alternano sul palco e mettendosi al loro servizio senza mai andare sopra le righe.
Non che la band che si intesta il lavoro abbia delle carenze, anzi: le tastiere di Riley Osbourne ben si alternano con le sei corde del titolare mentre Noah Hunt, oltre a contribuire con la chitarra ritmica al robusto lavoro in materia dell’accoppiata costituita da Scott Nelson e Chris Layton, si incarica della parte vocale principale.
La prima sezione dell’esibizione è dedicata ai brani autografi che già predispongono per il meglio a partire da una ‘Somehow, somewhere, someway’ che si incarica subito di scaldare l’ambiente. Continue reading Kenny Wayne Shepherd Band: “Live! In Chicago”

Il Piacenza affonda 4 a 2 contro il Thermal (www.sportpiacenza.it)

Serviva una vittoria per archiviare la sconfitta contro il Rimini e invece il Piacenza rimedia un’altra batosta contro il Thermal. La crisi ora è aperta, perché se è vero che la partita di Abano è stata decisa dagli episodi (sempre sfavorevoli), da un arbitro ampiamente fuori ruolo e da un campo impraticabile, è altrettanto corretto dire che il Piacenza deve essere più forte di tutto questo, soprattutto quando affronta una formazione che in undici partite ha messo insieme la miseria di sette reti e ne fa quattro in un pomeriggio solo. «Purtroppo abbiamo pagato gli errori dei singoli – commenta Monaco a fine gara – ora dobbiamo leccarci le ferite e rialzarci subito».
Monaco mescola le carte – in previsione di domenica – e tiene in panchina sia Marrazzo sia Zanardo. In porta confermato Di Graci, come tutta la difesa con Adiansi, Mei, Ruffini e Battistotti. A centrocampo rientra Mauri a far coppia con Tarantino; le vere novità sono in attacco dove cambiano quasi tutti gli interpreti, Orlandi, Saber e Lisi a supporto di Girometta all’esordio dal primo minuto. La Thermal risponde con un 4-3-3 dove Cacurio e Rocco sono i due esterni a supporto della punta Franciosi. Il campo è pesantissimo, ad Abano piove da inizio settimana tanto che il direttore di gara (Kamal Jouness, l’arbitro che ha dato dieci giornate di squalifica per insulti razzisti a Bonazzoli dell’Este) prima del fischio d’inizio compie un paio di sopralluoghi e decide che si può partire. Continue reading Il Piacenza affonda 4 a 2 contro il Thermal (www.sportpiacenza.it)

Jacques Le Goff: “Il corpo nel Medioevo”

Guarda 'Il corpo nel Medioevo' su aNobii Questo leggero libretto, uscito a metà dello scorso decennio, non è un saggio del famoso medievalista, bensì il risultato del riordino di alcune interviste, o chiacchierate, da parte del giornalista Nicolas Truong. Questo fa sì che l’approccio sia molto ‘alto’, con l’enunciazione di una serie di concetti senza che ne sia fornito un approfondimento dettagliato, tanto che anche la citazione delle fonti è ridotta al minimo: così il rapporto con il corpo che contraddistingueva i nostri antenati medievali viene analizzato da tutti i punti di vista (da quello più strettamente fisico a quello religioso – il sacro cuore – o ideologico, come nelle metafore corporali della struttura sociale) in meno di duecento pagine, ma il risultato è come una sorta di lunga introduzione ad argomenti che necessitano di essere rivisti più in profondità. Continue reading Jacques Le Goff: “Il corpo nel Medioevo”

Il Rimini espugna Piacenza, decide Pera (0-1) (www.sportpiacenza.it)

Il Rimini espugna Piacenza grazie a un gol di Pera nei primi minuti di gioco e lancia un messaggio chiaro al campionato: non c’è una corazzata ma, per quel che si è visto fino ad oggi, la squadra di Cari sembra avere qualcosa in più di tutte le pretendenti, Piacenza compreso. La squadra di Monaco viene messa nella centrifuga per tutto il primo tempo: la rete di Pera (valida nonostante le proteste) annichilisce gli emiliani. I romagnoli collezionano un palo e una traversa con Berardi e prima del riposo trovano il raddoppio con una punizione di Tedesco, che il guardalinee annulla perché un giocatore – su punizione diretta – era sulla traiettoria della palla. Decisione giusta da regolamento, ma davvero rara da trovare su un calcio diretto. Nella ripresa c’è più equilibrio, vero, tuttavia il Piacenza si rende pericoloso solo con un tiro sbilenco di Minasola da trenta metri mentre il Rimini sciupa per ben due volte il raddoppio. Poi nel finale potrebbe cambiare tutto, Lisi si conquista un rigore che Marrazzo stampa sulla traversa e qui si chiude un pomeriggio che ridimensiona notevolmente la forza del Piacenza. Regalare due titolari come Mauri e Volpe non è poca cosa, certo, il Rimini però appare nettamente superiore in tutti reparti. Continue reading Il Rimini espugna Piacenza, decide Pera (0-1) (www.sportpiacenza.it)

Volpe e Zanardo, il Piacenza vola col Ribelle (www.sportpiacenza.it)

Al Piacenza serviva un segnale per consolidare la sua leadership in testa alla classifica. A Castiglione di Ravenna, contro una tutt’altro che remissiva Ribelle, il segnale è arrivato forte e chiaro. Ai biancorossi sono bastati 4 minuti per spaccare il tabellino con capitan Volpe, e solo 25 per sigillare il tutto a tenuta stagna grazie a una nuova magia di Zanardo. I padroni di casa, facendo onore al proprio nome, hanno tentato per tutto il secondo tempo di trovare il pertugio giusto tra due colonne d’Ercole come Colicchio e Ruffini, ma alla fine hanno dovuto inchinarsi a un avversario troppo più forte. La nota negativa per la squadra di Monaco, l’unica di una giornata perfetta, è stata l’ammonizione nel finale di gara comminata a Stefano Mauri, sanzione che costringerà il faro illuminante del Piacenza a scontare un turno di squalifica in vista del big match di domenica prossima contro il Rimini.
La piccola tribuna dello stadio “Sbrighi” di Castiglione di Ravenna è gremita. A colorarla di biancorosso è la consueta rappresentanza di tifosi piacentini, giunti in buon numero a sostenere la capolista. Tra il pubblico si scorge anche una vecchia conoscenza dei tempi della serie B: quel Mattia Graffiedi che fece bene con la maglia biancorossa e condivise il dispiacere di una retrocessione maledetta, nella lunga nottata che fu a Bergamo. I tifosi non lo hanno dimenticato, per questo gli tributano un lungo e affettuoso coro nel corso della ripresa. Lui saluta e sorride, così come la gara, fin da subito, fa con i ragazzi di Monaco. Continue reading Volpe e Zanardo, il Piacenza vola col Ribelle (www.sportpiacenza.it)

Tutto può cambiare

(Begin again, USA 2013)

E’ dura essere la donna di una rockstar, specie se quest’ultima è in rampa di lancio e inizia ad assaporare il gusto del successo. Lo impara a sue spese Gretta, sbarcata a New York dalla natìa Inghilterra assieme al fidanzato Dave – interpretato da Adam Levine dei Maroon 5 – che ben presto si volatilizza con malagrazia per riapparire solo nel finale con la presunzione di riappiccicare i cocci. Convinta da un amico (James Corden) a salire su un palchetto con le sue canzoni, la ragazza fulmina sulla via di damasco Dan, produttore ormai in disarmo: con l’aiuto di un bel po’ di alcool, l’uomo riveste nella sua testa con un brillante arrangiamento la melodia per sola voce e chitarra di lei.
E’ l’inizio della ennesima variazione sul tema della seconda possibilità – il titolo, specie quello originale, è esplicito al riguardo – che scaturisce in un ‘feel good movie’ pieno di garbo e dal buon ritmo che fa uscire dalla sala sorridenti e con lo spirito sollevato.
Rifiutati dagli studi di registrazione, Dan e Gretta decidono di lavorare per strada con l’aiuto di un gruppo di amici (impossibile non notare almeno il bassista con la pinza nei capelli) e il supporto anche finanziario del rapper Troublegum (CeeLo Green) che proprio a Dan deve carriera e soldi: la vicinanza forzata fa forse scattare tra i due qualcosa, ma il ritorno in scena della famiglia di lui – moglie fedifraga e figlioletta ribelle – conduce verso una chiusa dolceamara lontana dai clichè del lieto fine. Continue reading Tutto può cambiare

Montemurlo battuto (2-1), Piacenza in vetta (www.sportpiacenza.it)

In una domenica più difficile del previsto si salva solo il risultato, che permette al Piacenza – in virtù dei pareggi tra Este e Porto Tolle, e di quello a Fidenza del Fiorenzuola – di salire in solitaria in vetta a una classifica che rimane comunque cortissima. Non è un gioco di parole dire che i biancorossi pescano il jolly contro il Jolly Montemurlo, che al Garilli fa sudare sette camicie agli emiliani. E sì perché i biancorossi sparano a salve per sessanta minuti, poi sbloccano il match con una magia di Zanardo, se lo complicano da soli (anche questa non è una novità) rimanendo in dieci sull’1 a 1 (rigore per gli ospiti) ma alla fine sfangano la giornata con Marrazzo, che firma l’ottavo centro stagionale dagli undici metri e libera l’urlo del pubblico. Insomma, bene il risultato, ma questi pomeriggi vanno aperti e chiusi prima, possibilmente senza rischiare più di tanto perché il Montemurlo fa la sua onesta partita nonostante evidenti limiti tecnici. Continue reading Montemurlo battuto (2-1), Piacenza in vetta (www.sportpiacenza.it)

Il giovane favoloso

(Ita 2014)

Per realizzare un’idea a lungo accarezzata, Martone decide di seguire un percorso non certo semplice ed evita di blandire il pubblico con una biografia leopardiana che si accontenti di ripetere quanto del poeta è di pubblico dominio. Utilizzandone spesso le parole, il regista e la co-sceneggiatrice Ippolita di Majo restituiscono i tanti tormenti e le poche gioie dell’autore dei ‘Canti’: ne scavano a fondo l’animo, ma non si dimenticano di metterne in risalto una lucidità intellettuale che lo rendeva, per molti versi, in anticipo sui tempi grazie a una rielaborazione cinematografica concentrata sul messaggio universale anche a costo di lasciare in secondo piano, ad esempio, la passione patriottica.
Sono tutti aspetti che danno la misura di un’ambizione notevole, percependo la quale lo spettatore si ritrova a guardare con maggiore indulgenza le pecche che pure ci sono, impedendo al film di raggiungere quel livello complessivo che ci si sarebbe aspettati dando un’occhiata agli ingredienti. Soprattutto nella prima parte, il coinvolgimento emotivo di chi guarda non riesce a scattare e questo malgrado la narrazione della difficile giovinezza nel ‘natio borgo selvaggio’ di Recanati ispezioni con cura la crescente fragilità del poeta nei confronti del mondo e, in special modo, dell’oppressivo padre Monaldo (Popolizio), la cui figura dimostra che a volte la cultura può inaridire l’animo. La ribellione di Giacomo vorrebbe essere urlata e invece è solo sussurrata, come nella splendida scena del faccia a faccia con il genitore e lo zio al confronto della quale altre parti finiscono per risultare assai meno incisive: al disotto delle attese la descrizione del (non-)rapporto con Teresa/Silvia (a parte il bel viso di Gloria Ghergo) e anche la messa in immagini de ‘L’infinito’ non ha la forza delle parole che accompagna.
La scelta di inserire l’intero testo è comunque vincente, dimostrando che si può portare la poesia al cinema così da dimostrare quanto sia viva e attuale Continue reading Il giovane favoloso

Il Piacenza si prende un punto a Rovigo (www.sportpiacenza.it)

Non è stata una partita memorabile tra Piacenza e Delta Porto Tolle. Il risultato, uno 0-0 ci può stare, è la conseguenza di quanto si è visto in campo. Dal punto di vista dei biancorossi, poco male la classifica: l’Este crolla in casa dell’Imolese e adesso il Piacenza è a -1 dalla vetta in coabitazione con il Fiorenzuola. Ma gli aspetti positivi non si fermano solo qua, perché giocare sul campo della principale antagonista e concedere un solo tiro in porta non è cosa di poco conto. Forse, bisogna dirlo, ai ragazzi di Monaco è mancato un pizzico di coraggio in più per centrare il bersaglio grosso, ma se il palo pieno di Marrazzo nel finale fosse finito nel sacco adesso si potrebbe scrivere di una prova di forza del Piacenza. Tra le conferme, oltre alla maturità raggiunta dall’undici di Monaco, va sicuramente inserita anche la certezza che tra le contendenti alla promozione ci sarà sicuramente anche il Delta Porto Tolle. Due belle orchestre, quindi, alle quali oggi sono mancati gli acuti dei rispettivi tenori. Continue reading Il Piacenza si prende un punto a Rovigo (www.sportpiacenza.it)

Perez.

(Ita 2014)

Una delle lamentele ricorrenti riguardo al cinema italiano è che manca il prodotto medio: vuoto che questo apprezzabile noir napoletano va in qualche modo a riempire, anche se è facile credere che una rondine non faccia primavera. Presentato alla Mostra di Venezia fuori concorso, si tratta della rielaborazione non banale di temi conosciuti (la pervasività mafiosa, l’uomo che è caduto e cerca di risorgere, la donna in pericolo) che prende corpo in una Napoli diversa di solito, rappresentata grazie alla bella intuizione di utilizzare i piani verticali e futuristici del Centro Direzionale di Kenzo Tange riprendendoli di preferenza di notte o alle prime luci dell’alba.
Il Perez del titolo è un’avvocato d’ufficio specializzato nei casi che gli altri non accettano: un’esistenza professionale in caduta libera che va in parallelo alla vicenda personale saltata per aria dopo il fallimento matrimoniale. L’unico suo tesoro è la figlia Tea, che però ha l’infelice idea di innamorarsi di un camorrista. Per recuperarala, il protagonista trova la forza di reagire anche a costo di allearsi con un boss che è sotto il tiro degli inquirenti: l’aiuto di quest’ultimo non è, ovviamente, gratuito, dovendo l’avvocato abbassarsi ad andare a recuperare dei diamanti dallo stomaco di una bufala.
Ne scaturisce un film cupo e malmostoso, in cui la luce è poca anche nelle scene in pieno giorno, visto che piove spesso, e il cui scioglimento non appaga con un classico lieto fine Continue reading Perez.

Peggy Sue: “Choir of echoes”

(Wichita 2014)

Va bene che i posti di villeggiatura di massa mettono sempre un po’ di tristezza (specie se fuori stagione, specie se si affacciano su un mare freddo), ma colpisce che più o meno tutti i rivoli musicali che escono da Brighton siano improntati a una sottile inquietudine in cui sono rari i raggi di sole.
Non fa eccezione il terzo album dei/delle Peggy Sue (voci e chitarre di katy Young e Rosa Slade, batteria di Olly Joyce) che mostra il sorriso solo nella ballata pop sporcata di elettrica intitolata – con un certo gusto – ‘Longest days of the year blues’, rallegrata addirittura da coretti doo-wop. Per il resto, invece, sin dalla copertina in bianco e nero l’atmosfera resta autunnale in un disco in cui il gruppo seppellisce le proprie radici folk (che tornano protagoniste solo nella breve ‘How heavy the quiet… eccetera’ con le voci che si intrecciano sugli arpeggi di chitarra) in favore di uno spettro sonoro che si indirizza più deciso verso il rock sporcato in quantità variabile da new-wave e/o tocchi di derivazione dark.
Dopo l’iniziale ‘(Come back around)’ con i suoi neppure due minuti di vocalizzi a cappella, si snodano così dodici brani che, con le eccezioni sopra indicate, si vanno a situate fra due estremi che possono essere indicati nei 10.000 Maniacs (la conclusiva ‘The errors of your ways’ potrebbe uscire dal repertorio del gruppo di Nathalie Merchant) e una Siouxsie aggiornata al nuovo millennio, esemplificata in una ‘Figure of eight’ che incalza con il suo cupo procedere su chitarra ritmica e toms prima di aprirsi in un ritornello quasi pop. Continue reading Peggy Sue: “Choir of echoes”