Lorenzo Mazzoni: “Malatesta – Indagini di uno sbirro anarchico: Nero ferrarese”

Guarda 'Malatesta: indagini di uno sbirro anarchico' su aNobii Uscito per la prima volta nel 2007, questo romanzo breve segna l’esordio di Pietro Malatesta, poliziotto atipico nato dalla fantasia dell’ora quarantenne Mazzoni.
Come ogni esordio, il libro si incarica di fissare gli elementi principali del personaggio e del mondo che lo circonda, così che l’investigazione in se stessa passa in qualche modo in secondo piano. L’intreccio è infatti lineare e, per venirne a capo, Malatesta deve far conto più su di un colpo di fortuna che sulle sue capacità investigative: a quel punto, per scelta dell’autore, il lettore conosce già il colpevole Continua la lettura di Lorenzo Mazzoni: “Malatesta – Indagini di uno sbirro anarchico: Nero ferrarese”

Piacenza sconfitto: le parole di De Paola sanno di addio (www.sportpiacenza.it)

La corsa del Piacenza finisce a Rovigo. Un Delta Porto Tolle con più energie doma una squadra stanca con i gol di Pradolin e Capellupo nel secondo tempo, staccando così il pass per il turno successivo dei playoff. I biancorossi si mangiano le mani per le tre occasioni sciupate da Bertazzoli e chiudono la propria stagione davanti a tifosi encomiabili, che a fine partite hanno comunque applaudito la squadra. Mister De Paola, nel post gara, è amarissimo per quanto riguarda il suo futuro. Le sue parole sanno di addio: «Se rimango? Preferirei una domanda di riserva – tuona il tecnico – i tifosi, questa piazza, meritano rispetto. Erano in tantissimi per questa partita, ma per vincere servono giocatori importanti e investimenti. Questo a prescindere che rimanga De Paola o meno». Frasi che scottano. Sanno tanto di strappo con la società che certamente non apprezzerà le parole dell’allenatore. Tutto nasce da una diversità di vedute con la dirigenza emersa nelle ultime settimane, che vorrebbe puntare su altri giocatori rispetto a quelli indicati dal tecnico calabrese per la prossima stagione. I presidenti a fine gara non parlano di futuro, mandano solo un messaggio ai propri tifosi: «Vogliamo elogiare i nostri tifosi, perché sono e saranno sempre la nostra forza e il nostro vanto». Continua la lettura di Piacenza sconfitto: le parole di De Paola sanno di addio (www.sportpiacenza.it)

Interpol: “El pintor”

(Matador 2014)

El Pintor è il quinto album degli Interpol ed esce a dodici anni di distanza da Turn On the Bright Lights, fulminante esordio che aiutò a traghettare la new-wave nel nuovo millennio con un pugno di brani di impatto immediato sostenuti da chitarre affilate e ritmi danzerini. Il disco dimostra (conferma) che la parola ‘evoluzione’ ha poco significato per il terzetto (nel 2010 se ne è andato il bassista Carlos D.) proveniente da New York: lo stile e la struttura delle canzoni si discostano difatti assai poco da quelli del primo disco, perciò va preso atto che il gruppo questo sa fare e non aspira ad altro.
La constatazione non è un problema di per sé, visto che la storia del rock (e della musica) è piena di gente che ha fatto sempre pressappoco lo stesso disco non negandosi per questo risultati significativi: se le canzoni ci sono, se lo spirito è quello giusto, il risultato sarà comunque positivo. Continua la lettura di Interpol: “El pintor”

Il Piacenza supera l’Este (2-0) e ora c’è il Porto Tolle (www.sportpiacenza.it)

Missione compiuta per il Piacenza che supera l’Este nella semifinale playoff del girone e lancia la sfida al Delta Porto Tolle, prossima avversaria degli emiliani domenica pomeriggio a Rovigo nella finalissima che qualificherà la vincente alla fase nazionale. Vince bene il Piacenza, che sembra aver trovato benzina da immettere nelle gambe dopo un finale di stagione in calando e anche un pizzico di fortuna perché a sbloccare una partita che l’Este aveva iniziato meglio è stata una goffa autorete di Beghin. Nella ripresa una rete di Bertazzoli spegne l’ardore della squadra di Zattarini, peccato solo per la pessima conduzione del direttore di gara che riesce nell’impresa di estrarre otto cartellini gialli e uno rosso (a De Paola dopo 4′ di gioco per proteste) in una partita che è stata tutto tranne che cattiva. Nei playoff le ammonizioni sono azzerate e ogni sanzione equivale a una diffida ma i cinque puniti del Piacenza (e i tre dell’Este) mettono insieme un paio di falli veri in tutto l’arco del match. Continua la lettura di Il Piacenza supera l’Este (2-0) e ora c’è il Porto Tolle (www.sportpiacenza.it)

Se Dio vuole

(Ita 2015)

Nella pletora di film italiani che ogni anno trovano la via delle sale malgrado i talenti veri siano pochi, questo esordio dietro la macchina da presa dello sceneggiatore romano Edoardo Falcone si fa notare certo come uno dei più riusciti. Per carità, non stiamo parlando di un capolavoro e lontani anni luce sono opere del livello di – tanto per far dei titoli – ‘Tutti a casa’ o ‘Il vedovo’, ma la scrittura del regista assieme a Marco Martani funziona: la vicenda mette in mostra una discreta compattezza e un buon ritmo, favoriti anche dall’assai opportuna concisione di una durata sotto i novanta minuti, riuscendo a regalare discrete quantità di divertimento mai volgare e qualche stilla di commozione.
Il risultato è, insomma, quel prodotto medio capace di intrattenere grandi e piccini – e infatti in sala il ventaglio di età era molto vasto – che abbiamo invidiato tante volte ai cuginastri francesi, tanto che si potrebbe ripetere qui quanto scritto per ‘La famiglia Bélier’ ovvero che si tratta di un’opera che non cambierà la (e neppure resterà nella) storia del cinema, ma ha comunque la capacità di rallegrare la giornata. Continua la lettura di Se Dio vuole

Piacenza fermato (0 – 0) a Este (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza chiude il suo campionato al quarto posto. Inizierà i suoi play off dal secondo turno: mercoledì 20 maggio, contro la vincente tra Este e Abano. Un verdetto che non è quello che i biancorossi speravano, maturato dopo uno 0-0 scialbo nel quale la squadra di De Paola – che ha assistito alla partita dalla tribuna perché squalificato – ha sprecato quattro palle gol nitide per passare in vantaggio. Mentre il Piacenza rimaneva impantanato ad Este, il Delta vinceva a Mezzolara (0-1), scavalcando i biancorossi in classifica al secondo posto. Ciò significa che il 20 maggio, se Volpe e compagni dovessero passare indenni il secondo turno, dovranno andare a giocarsi la finale play off del girone a Rovigo sul campo del Delta. Continua la lettura di Piacenza fermato (0 – 0) a Este (www.sportpiacenza.it)

Mia madre

(Ita/Fra 2015)

Margherita è una regista di mezza età in crisi nella vita e nella professione: la faticosa lavorazione di un film resa ancor più complicata dalla presenza del bizzoso attore americano Barry Huggins si accompagna agli ultimi giorni di vita della madre Ada, al cui capezzale si alterna o si affianca al fratello Giovanni.
Il soggetto è tutto qui, ma dietro alle apparenze di una storia intima e semplice, il nuovo film di Moretti dispiega un labirinto di meditazioni e argomenti che ne fanno un lavoro ben più complesso di quanto possa risultare a una lettura superficiale: tutto ciò, insieme a un argomento doloroso (e mettiamoci pure un manifesto bruttarello che non invoglia di certo), richiede nello spettatore una pizzico di predisposizione al sacrificio che però verrà assai ben ripagato.
Il regista romano ormai, specie nelle opere più personali, si limita a suggerire quel che da giovane era solito a proclamare ad alta voce: una scelta sussurrata, sottolineata anche da una colonna sonora costituita in gran parte dalle rarefatte composizioni pianistiche di Arvo Pärt, che si alza di tono solo nel momento dell’autocritica. Quando il suo ormai ex amante (Enrico Ianniello) la accusa apertamente di egoismo e autoreferenzialità, Continua la lettura di Mia madre

Arrigo Petacco: “Ammazzate quel fascista!”

Guarda 'Ammazzate quel fascista!' su aNobii Benchè fosse, per molti aspetti e in molti momenti della sua vita, un cazzone senza pari, Ettore Muti non si meritava di vedersi sporcato il nome dal gruppo di delinquenti raccolti nella Legione Autonoma a lui intitolata. Almeno questo è ciò che si deduce leggendo questo veloce eppure documentato libretto che ne racconta la ‘vita intrepida’, come dice il sottotitolo, nonché la morte misteriosa.
Muti era uno nato per fare il soldato: romagnolo spaccone e con un labile senso del limite, stava bene solo in guerra, dove andò per la prima volta solo quattordicenne sul fronte austriaco per poi farsi passare tutti i conflitti della prima metà del secolo (fu a Fiume, in Etiopia, in Spagna, in Albania, in Grecia) uscendone sempre con la pelle intatta per coincidenze che sfioravano l’inverosimile. Continua la lettura di Arrigo Petacco: “Ammazzate quel fascista!”

Piacenza-Fidenza 1-0, biancorossi al secondo posto (www.sportpiacenza.it)

Una magia di Saber a metà del primo tempo illumina la vittoria del Piacenza sul Fidenza, tre punti che regalano la seconda piazza ai biancorossi insieme al Porto Tolle ma gli emiliani, grazie agli scontri diretti (pareggio a Rovigo e vittoria in casa), sono in posizione di vantaggio. Questo è tutto quello che si salva del pomeriggio, perché c’è la conferma che il secondo tempo di Scandicci e di Fiorenzuola erano stati il campanello di allarme di una squadra che al momento è fiacca e sulle gambe. Nella ripresa infatti il Fidenza si divora l’impossibile e il Piacenza esce dal Garilli con una vittoria solo grazie alle prodezze di Di Graci; inoltre la Curva Nord è inaspettatamente in sciopero, eloquente lo striscione esposto nel secondo tempo: “Noi siamo la storia voi il Museo” contro il Salva Piace. «E’ vero siamo stanchi – dice De Paola – ma sappiamo come uscirne, non dimentichiamo la grande rincorsa fatta, ci è costata molto in termini di energie mentali e fisiche». Continua la lettura di Piacenza-Fidenza 1-0, biancorossi al secondo posto (www.sportpiacenza.it)

Sebastiano Vassalli: “Marco e Mattio”

Guarda 'Marco e Mattio' su aNobii Come già ne ‘La chimera’, Vassalli utilizza la vicenda di una persona (molto) a margine della storia per raccontare un’epoca.
Questa volta tocca a Mattio Lovat, ciabattino della valle di Zoldo destinato a concludere la sua breve e sofferta vita sull’isola di San Servolo a Venezia non perché fosse matto, ma, con ogni probabilità, perché afflitto da una demenza causata dalla pellagra. Suo contraltare è Marco che oppone una sorta di personificazione del male eterno al desiderio di redimere l’umanità di Mattio: peccato che, nel complesso, il suo personaggio risulti sottoutilizzato dato che, dopo un esordio da protagonista che culmina in un momento di inattesa violenza, scompare rapidamente dai radar per riapparire in modo sporadico e, in fondo, poco significativo.
Il vero protagonista del libro sembra essere, al tirar delle somme, l’ultimo quarto del Settecento Continua la lettura di Sebastiano Vassalli: “Marco e Mattio”

Sybille Baier: “Colour green”

(Orange twin 2006)

E’ probabile che l’avvventurosa storia che ci sta dietro abbia contribuito ad accrescere l’effetto e la fama di questa manciata di canzoni che, però, anche al netto di quanto sta loro intorno, sanno affascinare con la loro fragilità e la loro immediatezza.
La tedesca Sybille, ex modella e aspirante attrice, vaga su e giù per l’Europa all’inizio degli anni Settanta allo scopo di uscire da un malessere che assomiglia per tanti versi alla depressione: finito il vagabondaggio (e dopo essere comparsa in ‘Alice nelle città’ dell’amico Wenders) decide di trasferirsi negli Stati Uniti dove, imbracciata la chitarra, registra questi quattordici schizzi sonori ispirati al suo viaggio per poi metterli in un cassetto. Da lì, trent’anni dopo, li ripesca il figlio Robby che li spedisce a J Mascis: il Giovane Dinosauro resta fulminato e arriva il ‘visto si stampi’. Insomma se non è (tutta) vera è comunque ben raccontata e l’ascoltatore può godere di questo cantautorato di stampo folk, che richiama i numi del genere, senza porsi troppe domande su come le qualità della giovane tedesca siano rimaste nell’oscurità o, magari, su chi ha aggiunto gli archi della conclusiva Give Me A Smile se il tutto è frutto di una registrazione casalinga. Continua la lettura di Sybille Baier: “Colour green”

Piacenza sprecone, il Fiorenzuola ringrazia: 2-2 (www.sportpiacenza.it)

E’ un pareggio denso di polemiche quello nel derby tra Fiorenzuola e Piacenza. Con una doppia rimonta consumatasi nel finale, con due episodi tinti di giallo nell’area ospite. Nel primo tempo i biancorossi passano due volte, su gentili concessioni fiorenzuolane, con Girometta e Saber, perdono poi per infortunio proprio l’attaccante e Ruffini amministrando però con autorità fino all’80’ minuto. Qui Tarantino entra in contatto in area con Franchi e per Berger è calcio di rigore, con tanto di seconda ammonizione, quindi espulsione, per il difensore. Dal dischetto trasforma Guglieri e tre minuti più tardi Franchi – che dalla tribuna pareva in fuorigioco – timbra una rete insanguinata dalle polemiche che subito si accendono in campo e sugli spalti.
A questo punto il Fiorenzuola potrebbe approfittarne nei minuti finali, ma le energie latitano per cui finisce con un 2-2 che accontenta più i padroni di casa. Chi ha pagato, forse in modo eccessivo, è stato un Piacenza che ha comandato la gara, avendo però la grossa colpa di non aver affondato il colpo quando la squadra di Mantelli credeva di non potercela fare. Continua la lettura di Piacenza sprecone, il Fiorenzuola ringrazia: 2-2 (www.sportpiacenza.it)

Fast & furious 7

(Furious seven, USA/Jpn 2015)

Arrivo solo ora a incrociare la saga di Dom Toretto e compagni, in un momento in cui le origini come b-movie dedicato alle corse clandestine sono state del tutto dimenticate – a parte una breve sequenza all’inizio – in favore di un film d’azione a tutto tondo piazzato a metà via tra una versione agli steroidi di 007 (viste anche le dimensioni di Diesel e Johnson) e una storia di supereroi con le supermacchine al posto dei superpoteri.
Il risultato resta un prodotto per giovani maschi che sciorina auto sportive, belle donne poco vestite e pure la birra, ma fra le caratteristiche bondiane si possono inserire sia lo svolgimento di molti scontri buono-cattivo (su quattro ruote o a mani nude) e le location esotiche solo labilmente giustificate mentre ricordano assai la Marvel il gruppo di eroi ognuno con la sua caratteristica peculiare (incluso il buffone della compagnia), la capacità di uscire sempre in piedi dalle situazioni più improbabili e la lunga – troppo – sequenza finale in cui un drone sparacchia per mezza Los Angeles senza che nessuno si muova per cercare di fermarlo.
Del resto, già il titolo accorciato in originale strizza l’occhio ad altri ‘sette’ del cinema – magnifici o samurai, peraltro parenti tra di loro – e perciò il gentile spettatore è pregato di accomodarsi, spegnere il cervello per un paio d’ore e lasciarsi andare senza fare troppo lo schizzinoso: da questo punto di vista, l’operazione funziona e il fumettone scorre via tra motori che rombano, gomme che stridono, armi di ogni tipo e qualche bella scazzottata (anche fra femminucce, per non farsi mancare nulla) così che si esce dalla sala un po’ frastornati, ma senza rimpiangere il tempo e/o i soldi. Continua la lettura di Fast & furious 7

Georges Simenon: “Il ladro di Maigret”

Guarda 'Il ladro di Maigret' su aNobii Maigret si gode l’inizio della primavera sulla piattaforma esterna dell’autobus, ma un ladro si incarica di rovinargliela rubandogli il portafogli.
La seccatura si trasforma in complicazione quando, il mattino dopo, rispuntano sia il portafogli, sia il ladro, che si rivela essere poco più che ventenne. Si chiama Ricain e, prima di condurre il commissario nel suo appartamento dove giace la moglie morta, racconta di essere un aspirante sceneggiatore e giornalista che sta affondando in una lacrimevole storia di insuccessi e frustrazioni.
Prende così via l’indagine che si muove per piccoli passi in un ambiente che ha a che fare con il cinema di serie B: una serie di pretendenti artisti e un piccolo produttore che se ne circonda cercando di ricavarne il più possibile. Come spesso accade in Simenon, Continua la lettura di Georges Simenon: “Il ladro di Maigret”

Volpe all’ultimo secondo e il Piacenza vince (www.sportpiacenza.it)

Ci pensa Francesco Volpe, il capitano, a regalare i tre punti a un Piacenza brutto e stanco che riesce a superare l’Imolese solamente al 92′ grazie a una giocata che racchiude un po’ tutto quello che di buono ha questa squadra. La caparbietà con cui Tiboni sradica dai piedi di un avversario l’ultima palla, il cross perfetto di Mauri e il cuore di Volpe che si fa trovare al posto giusto nel momento giusto. Il resto sono 90′ e oltre di affanno, in cui i biancorossi rischiano praticamente nulla ma in compenso faticano tremendamente a creare, tanto che le uniche occasioni degne di nota sono un’azione di Volpe nel primo tempo e una di Tiboni nella ripresa che viene anticipato di un soffio dall’uscita del portiere avversario. Va bene così, perché l’Este perde e il Piacenza non solo si trova in scia alla Correggese (-1) ma allunga sulla rivale nella corsa ai playoff, inoltre scopre il talento del giovane D’Aniello che dopo la bella prova nella partita col Porto Tolle di due mesi fa si ripete anche contro l’Imolese. Continua la lettura di Volpe all’ultimo secondo e il Piacenza vince (www.sportpiacenza.it)

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …