Archivio per ‘Le Partite 2009-2010’ categoria

Piacenza-Cesena 0-1

31 maggio 2010

Piacenza, 30 maggio 2010 – Stadio L. Garilli.

Il Piacenza è salvo da una settimana, dopo la vittoria di Gallipoli. Il Cesena ha bisogno di vincere per andare in serie A, sperando in un passo falso del Brescia contro un Padova che si deve salvare. La partita va di conseguenza, condizionata dal gran caldo e dal gol che le rondinelle subiscono dopo due minuti. Gli ospiti attaccano senza particolare foga, con schemi anche ariosi ma che, a parte le accelerazioni di Giaccherini, paiono un po’ al rallentatore mentre Antonioli si gode un pomeriggio di assoluto riposo: l’unico tiro biancorosso è uno sfiatato tentativo di Guerra a metà secondo tempo e non centra neppure la porta. Puggioni si esibisce in qualche parata non troppo impegnativa, per il resto ci si difende con ordine, ma andare in avanti è un altro paio di maniche, con il solo Sambugaro che ci mette un accenno di grinta. Il tempo finisce con un nuovo boato della curva ospite per il secondo gol padovano, mentre il Piacenza comincia a perdere i pezzi: si fa male Rincon, come accadrà nella ripresa a Tonucci, Puggioni e Amodio, costringendo la squadra a finire in dieci. Dopo due minuti del secondo tempo, arriva il gol promozione. Su un lancio dalla trequarti, Puggioni esce in maniera scriteriata e Avogadri lo anticipa al limite dell’area: invece che a uscire, il colpo di testa del terzino è indirizzato verso il centro del campo dove Parolo aggancia e lascia partire un tiro che, deviato, vanifica l’affannoso recupero del portiere. Si potrebbe andare tutti a casa: infortuni a parte, nei minuti che mancano si possono ammirare solo un paio di belle parate di Bianchi che evitano il raddoppio ospite. Finale con festa per tutti, ma soprattutto per il Cesena quando la radio conferma la sconfitta bresciana a certificare un ritorno nella massima serie dopo vent’anni.
Formazione: Puggioni 6 (60’ Bianchi 6); Avogadri 6, Rincon 6 (43’ Iorio 6), Tonucci 6 (57’ Capogrosso 6), Bini 6; Greco 6, Amodio 6, Sambugaro 6; Guzman 6, Cani 6, Guerra 6
Reti: 47’ Parolo

Piacenza-Triestina 0-0

17 maggio 2010

Piacenza, 15 maggio 2010 – Stadio L. Garilli.

In un pomeriggio insolitamente freddo, il Piacenza spreca il primo match-point senza fare granchè per aggiudicarselo e, anzi, rischiando la beffa alla metà del secondo tempo. Costretti a reinventarsi l’attacco per le stupide squalifiche di Cani e Moscardelli, i biancorossi sono pericolosi per una ventina di minuti, poi vanno pian piano spegnendosi. Nella prima metà del primo tempo arrivano l’occasionissima sprecata da Sambugaro, veloce a riprendere la ribattuta di Calderoni su un destro di Sivakov ma sciagurato a calciar fuori, e il bel controllo dello stesso bielorusso con conclusione a girare che sfiora il palo di sinistra: ci sarebbe anche un rigore su Guzman, ma l’improponibile terna arbitrale – indeciso Mazzoleni, disastrosi i segnalinee – si inventa un surreale fuorigioco dell’attaccante. Il tutto dimostra che la difesa della Triestina non è solidissima e si può essere pericolosi pur avendo in campo due che non giocano da una vita, come il paraguagio e Simon. Però, col passare dei minuti il Piacenza dà l’impressione di affievolirsi, i passaggi sbagliati si moltiplicano e l’area ospite diventa un miraggio, così che i giuliani riescono a prendere il controllo della partita: l’impressione che si ha è quella di una squadra stanca, di gambe – e per fortuna che fa fresco – o di testa, che, priva del suo uomo più carismatico, subisce parecchio l’importanza dell’incontro. A parte un’occasione per Guzman, il secondo tempo inizia anche peggio, tra gambe molli e giocatori sempre più fermi. Questa volta anche i cambi servono a poco: Parfait si dribbla da solo, Foti finisce spesso in fuorigioco e si tuffa in area beccandosi un’inevitabile ammonizione. La Triestina capisce che il momento è propizio e prima D’Aversa fa volare Puggioni, poi Godeas sfiora il palo con un colpo di testa che brucia i centrali biancorossi, infine Testini parte dalla trequarti, si infila in area da sinistra e si presenta davanti al portiere ma, per fortuna, il suo tiro finisce sulla faccia inferiore della traversa. A quel punto, Ficcadenti ha già messo Tonucci per Sambugaro, mossa che forse diminuisce l’autostima della squadra ma finisce per bloccare gli attacchi ospiti che a metà tempo si sono fatti preoccupanti: i giuliani decidono che può andar bene così e gli ultimi assalti piacentini fanno solo il solletico, con qualche traversone indirizzato nel vuoto o fra le braccia di Calderoni.
Formazione: Puggioni 7; Avogadri 5,5, Rincon 5,5, Iorio 6, Zammuto 5,5; Sambugaro 5,5 (73’ Tonucci 6), Amodio 5,5, Greco 4,5(52’ Parfait 4); Sivakov 5, Simon 6 (79’ Foti s.v.), Guzman 6 (66’ Foti 5)

Piacenza-Vicenza 1-1

2 maggio 2010

Piacenza, 1 maggio 2010 – Stadio L. Garilli.

Può darsi che tutto fosse stabilito in anticipo, oppure no. Secondo chi scrive, no: la partita è durata circa un’oretta, poi, visti anche i risultati degli altri campi, a tutti è parso una bella cosa portarsi a casa un punto senza rischiare di farsi male. Non che fino al quarto d’ora del secondo tempo si fosse visto granchè, con il Piacenza lento e macchinoso oltre ogni dire tanto da far sembrare gli ospiti, malgrado i rattoppi, più brillanti. Emozioni al minimo sindacale che arrivano quando, dopo poco più di trenta minuti passati a pestarsi sui piedi, Ficcadenti toglie l’inutile Guerra per Parfait. Il nuovo arrivato dà un’accelerata alla rappresentazione stoppando un pallone spiovente sulla trequarti avversaria e facendo una cosa sin lì mai vista: un lancio in profondità. Sul quale Cani prolunga per Moscardelli e il gol del vantaggio, che arriva dopo aggiramento del portiere. A quel punto i biancorossi sono praticamente salvi e il pubblico comincia a farci la bocca, anche perché il camerunense pesca poco dopo Sivakov largo a destra per un tiro incrociato che Russo respinge a fatica in mezzo all’area dove non c’è nessuno pronto a ribadire. Degli ospiti si segnala solo qualche palla in profondità per Sgrigna e il pari a inizio ripresa arriva inatteso: il Piacenza si ripresenta in campo a bassa intensità facendosi schiacciare in area, Botta riceve palla poco oltre la lunetta, nessuno esce a contrastarlo e così il centrocampista ospite ha il tempo per spedire un fantastico sinistro prima a toccare il palo interno e poi a finire in rete. Tutto molto bello, ma sarebbe bastato contrastare… C’è spazio ancora per un tentativo piacentino, con un cross di Moscardelli su cui prima Cani e poi Parfait sono contrati dalla difesa ospite, poi, annunciata da un paio di crampi ospiti quando ancora manca tantissimo, arriva la tregua. Si vedono brutture deprecabili, come Moscardelli che passa il pallone a Puggioni da metà campo e il Vicenza che batte all’indietro una punizione vicino al limite dell’area: quando il signor Gallione manda tutti a casa, accorciando il recupero di qualche secondo, fischi e insulti piovono da tutti i settori, mettendo d’accordo due tifoserie che da decenni non si sopportano.
Formazione: Puggioni s.v..; Avogadri 6, Rincon 6, Iorio 6, Melinte 5; Sivakov 5,5 (64’ Sambugaro s.v.), Amodio 5,5, Greco 4,5; Moscardelli 6, Cani 5,5 (79’ Foti s.v.), Guerra 5 (35’ Parfait 6,5)
Reti: 36’ Moscardelli (P), 49’ Botta (V)

Piacenza-Sassuolo 1-3

20 aprile 2010

Piacenza, 19 aprile 2010 – Stadio L. Garilli.

Questa volta le circostanze sono contrarie e il Sassuolo passa con poco merito al Garilli sfruttando due delle pochissime occasioni capitategli (il terzo gol vale solo per le statistiche). Il Piacenza paga carissimi due errori difensivi e una certa stanchezza e confusione nella ricerca del secondo pari, tanto che non c’è modo di vedere un tiro in porta su azione. Al primo affondo, la squadra di Pioli è in vantaggio: Avogadri si perde goffamente Riccio e sul cross Martinetti, non assillato da Rincon, angola preciso di testa. I biancorossi reagiscono bene e dopo un quarto d’ora il pari è fatto grazie a un violento colpo di testa di Cani su corner di Melinte – dev’essere il primo gol su calcio d’angolo dell’annata… A questo punto ci si aspetterebbe di continuare sulle ali dell’entusiasmo e invece il Piacenza si va spegnendo, con il Sassuolo che domina a centrocampo – l’assenza di Amodio si fa sentire parecchio – fino alla fine del tempo ma non costruisce niente di pericoloso. La ripresa si apre più aggressiva, con una punizione di Iorio deviata da Bressan e una palla a mezza altezza in piena area che Greco riesce a sparare sopra la traversa. Annunciato da un errore di Minelli sottoporta, arriva però il secondo vantaggio ospite: in un semi-contropiede, Zampagna trova Martinetti che viene accompagnato da Avogadri fin dentro l’area. Il diagonale è angolato ma non fortissimo, Puggioni ci arriva con un intervento pasticciato, la palla rotola verso Zampagna, dimenticato da Melinte, e per lo stagionato centravanti è un gioco spingerla in porta. A buoi scappati, Ficcadenti mette Zammuto sulla fascia destra, togliendo Parfait che – benché confusionario come al solito – fin lì è stato il migliore dei suoi e spostando Avogadri in mediana. Poi arriva anche Guzman per l’inutile Guerra, ma che la punizione del paraguagio esca di un dito a portiere battutissimo è segno che le stelle non sono amiche. L’assalto finale è generoso, ma sbatte contro il muro, tanto che sovente chi ha la palla non sa dove appoggiare: tutto si risolve in qualche percussione e qualche cross, ma di opportunità vere neppure l’ombra. All’ultimo assalto, Moscardelli batte corto il corner su cui è salito Puggioni e Salvetti può arrotondare un risultato certamente falso, analogo ma in senso contrario, a quello con il Crotone: al tifoso biancorosso resta la magra consolazione che una vittoria e una sconfitta regalano un punto in più rispetto ai due pareggi.
Formazione: Puggioni 5; Avogadri 5, Rincon 6, Iorio 6,5, Melinte 6; Parfait 6,5 (61’ Zammuto 6), Sambugaro 6, Greco 5,5 (71’ Sivakov 5,5); Moscardelli 6, Cani 6 (60’ Sivakov 6), Guerra 5 (58’ Guzman 6)
Reti: 8’ Martinetti (S), 24’ Cani (P), 56’ Zampagna (S), 95’ Salvetti (S)

Piacenza-Crotone 1-0

3 aprile 2010

Piacenza, 2 aprile 2010 – Stadio L. Garilli.

Dopo un’ora, anche il più esagitato tifoso biancorosso sarebbe ben contento di portare a casa il pari. In un incontro avaro di emozioni, il Piacenza pare stanco, dominato sul piano del ritmo e del gioco dal Crotone. Gli ospiti hanno però il torto di non concretizzare mai la superiorità a centrocampo, con la cavalleria leggera avanzata incapace di impensierire la difesa biancorossa. Così, in sessanta minuti, tutte le emozioni si concentrano in una traversa per parte. I cambi di Ficcadenti sembrano un’ammissione dell’incerto stato di salute della squadra – via gli attaccanti, dentro un difensore e un centrocampista. Lerda dà una mano, prima togliendo Caruso dalla parte dove Melinte non sa tenerlo, poi sostituendolo con un evanescente Degano. La cronaca continua a restar muta anche dieci minuti dopo, quando l’allenatore biancorosso cerca di sfruttare il minimo calo ospite, mettendo Cani al posto di un inutile Parfait. Ci si trascina così verso un pari che non si capisce come possa essere evitato quando Moscardelli, fin lì inesistente, decide di fare l’unico cross decente della serata: dalla destra, il pallone sembra telecomandato verso il destro di Sivakov che si prepara e… sciabatta indecorosamente. La palla, invece di finire chissà dove, sbatte per terra, prende uno strano effetto che aggira Concetti e va a depositarsi accanto al palo lontano. Il Crotone non ci sta a vedersi sfuggire, in modo così casuale, il punto più che meritato, ma spreca tutto in un’azione che ricorda l’errore di Moscardelli con la Reggina. Su un corner dalla sinistra, nessuno si occupa di Morleo al limite dell’area, malgrado se ne conoscano le qualità balistiche: il difensore ha il tempo di prendere la mira e centrare il palo sulla destra di Puggioni immobile. Sulla ribattuta ci sono solo gli ospiti, ma Beati colpisce malissimo spedendo la palla a metri di distanza dal montante opposto. La partita finisce qui, a parte un’espulsione di frustrazione a carico di Abruzzese, regalando tre punti importanti anche se fortunosi al termine di una prova ben al di sotto delle ultime uscite casalinghe.
Formazione: Puggioni s.v.; Zammuto 6, Tonucci 6,5, Iorio 6,5, Melinte 5; Amodio 6, Sambugaro 6,5, Parfait 4 (70’ Cani 6); Moscardelli 6, Foti 6,5 (60’ Sivakov 6), Guerra 5 (51’ Avogadri 6)
Reti: 77’ Sivakov

Piacenza-Cittadella 1-1

24 marzo 2010

Piacenza, 23 marzo 2010 – Stadio L. Garilli.

Due squadre in buona salute si spartiscono minutaggio, occasioni, gol e punti al termine di un incontro non sempre bello dal punto di vista tecnico, ma incerto e divertente fino alla fine. Per il tifoso piacentino, i primi venti minuti sono un incubo: il Cittadella si piazza nella metà campo avversaria ed è bravo Puggioni in un paio di occasioni. Unico neo nella prestazione ospite, un’entrata omicida di Marchesan, punita solo con un’ammonizione. Il Piacenza si affaccia nell’ area veneta a metà tempo e, guadagnata una manciata di metri, è il vero protagonista fino all’intervallo: peccato che l’unica occasione sia una rovesciata di Sambugaro, di poco alta, a seguire una mischia su calcio d’angolo. L’inizio di ripresa regala emozioni. Pettinari centra il palo alla sinistra di Puggioni con un gran tiro dai trenta metri, poi i suoi compagni per due volte non trovano la porta sull’azione successiva. Ribaltamento di fronte e classico gol sbagliato-gol subito, e che gol! Palla dalla destra, Moscardelli controlla spalle alla porta, con una finta lascia sul posto Nocentini e dal limite dell’area indirizza un destro violento all’incrocio opposto. I veneti subiscono il colpo solo per qualche minuto, poi cominciano a spingere e il pareggio arriva in un quarto d’ora. Da un corner regalato per chiedere un fuorigioco dubbio, nasce un tiro da fuori su cui una ciabattata biancorossa – un po’ sfortuna, un po’ errore – e la lenta risalita di Avogadri rimettono in gioco Ardemagni solo davanti alla porta. Subito dopo, secondo fallo a centrocampo e secondo cartellino giallo per Dalla Bona, così Foscarini decide che il pari va bene: otto dietro la palla, il solo Ardemagni davanti e perdite di tempo da presa in giro che Pinzani non recupererà. Come da cattiva abitudine, il Piacenza va a sbattere contro il muro, incapace di inventare qualsivoglia spunto possa servire per saltarlo: in mezzora di uomo in più, solo un appoggio di Amodio seguito da una torre di Cani per un destro di Moscardelli che disegna un angolo troppo stretto e un sinistro a giro di Greco alto di un niente dopo un’azione solitaria.
Formazione: Puggioni 7; Zammuto 6, Tonucci 6,5, Rincon 5,5, Melinte 5 (51’ Avogadri 5,5); Amodio 6, Sambugaro 6,5, Parfait 6 (81’ Greco 6); Moscadrelli 7,5, Foti 5 (68’ Cani 6), Guerra 6
Reti: 48’ Moscardelli (P), 62’ Ardemagni (C)

Piacenza-Ancona 1-0

20 marzo 2010

Piacenza, 19 marzo 2010 – Stadio L. Garilli.

Malgrado prezzi agevolati e offerte lancio, al Garilli ci sono pressappoco i soliti noti, ma questa volta possono godersi una partita di buon calcio. Merito dell’Ancona, che ci prova da subito con movimenti continui e un gioco di prima votato all’offensiva. E merito anche, e soprattutto, del Piacenza che evita di farsi ubriacare, consentendo agli ospiti solo una minima pericolosità, ed è bravo ad infilarsi negli spazi che vengono inevitabilmente offerti. La cronaca dei tiri in porta è quasi ad esclusivo appannaggio dei biancorossi, con la tattica del lancio in profondità assai efficace contro l’altissima difesa dorica: così nasce il gol di Guerra su preciso assist di Moscardelli, e così arrivano anche le occasioni per chiudere l’incontro, nel cui spreco si segnala particolarmente Foti. Il centravanti è una delle due insufficienze della serata: l’altra è Melinte, vittima di Surraco e di chiunque passi dalle sue parti tanto che Greco prima e Guerra – praticamente quarto di centrocampo nella ripresa – poi sono costretti a retrocedere per aiutarlo. Bene come al solito la difesa, e contro Mastronunzio e Colacone non è facile, questa volta funziona anche la mediana, che nella coppia Amodio-Sambugaro pare aver trovato un assetto di qualità e quantità che va un po’ in difficoltà solo quando al primo pare finire il fiato. Il risultato è una prestazione molto valida, la migliore dalla ‘prima’ di Ficcadenti con il Torino, con l’unico neo di quel mancato raddoppio che regala qualche brivido di troppo, anche perché spesso chi sbaglia, paga. Raddoppio che potrebbe arrivare appena prima che Candussio – buona direzione dopo qualche incertezza iniziale – fischi la fine, quando Moscardelli vede Da Costa fuori dai pali e prova a sorprenderlo al volo da centrocampo: la palla rimbalza davanti alla porta e la scavalca beffarda di pochi centimetri.
Formazione: Puggioni 6,5; Avogadri 7, Tonucci 7, Iorio 7, Melinte 5; Amodio 6,5, Sambugaro 7,5, Greco 6 (79’ Parfait 6,5); Moscadrelli 7, Foti 5 (70’ Guzman 6), Guerra 7,5 (85’ Rincon s.v.)
Reti: 24’ Guerra

Piacenza-Reggina 0-0

9 marzo 2010

Piacenza, 8 marzo 2010 – Stadio L. Garilli.

Settantaquattro minuti di niente. L’importanza del risultato blocca la partita – forse la mente dei biancorossi sarebbe più sgombra senza la figuraccia di Salerno – e gli ospiti hanno buon gioco nella ricerca del punticino. Anzi, nel primo tempo approfittano dell’esangue centrocampo piacentino e si piazzano nella metà campo avversaria, pur non essendo mai davvero pericolosi. Il più insidioso risulta Vigiani sulla fascia destra, dove Melinte non difende bene, ma davanti Cacia e Brienza è come se non ci fossero. Dall’altra parte, il Piacenza non combina nulla, con Sivakov indisponente nel ruolo di attaccante esterno, Paro inesistente e Parfait anche volonteroso, ma sprecone e falloso. L’unico commento possibile lo fa, ad alta voce, un tifoso sconsolato: ‘madonna, che tristezza!’. Ci si trascina così fino a metà ripresa, quando la stanchezza inizia ad ammorbidire le consegne tattiche e i cambi di Ficcadenti rimettono ordine fra i padroni di casa. Sambugaro dà consistenza in mezzo al campo e Greco trova il corridoio per Moscardelli ma il destro del capitano passa ad un metro dall’incrocio. Il sussulto fa uscire il pubblico dall’assopimento, pronto per il colpo del minuto settantacinque. Greco si libera poco oltre la lunetta e fa partire il sinistro verso l’angolino alla destra di Marino: il portiere ci arriva con la punta delle dita, la palla colpisce il palo e poi torna verso il centro dell’area. Accorre Moscardelli, che potrebbe cercare la botta di sinistro o il colpo di testa nella porta vuota: lo sciagurato prova invece un goffo appoggio che si risolve in una sbucciatura di palla su cui rimontano i difensori ospiti. Mentre tutto lo stadio insulta, si sfiora la beffa: Iorio – migliore in campo – è costretto a immolarsi con il corpo su una botta a colpo sicuro dal limite. A quel punto la partita finisce, con la Reggina che si copre ulteriormente e Ficcadenti che si dimentica il terzo cambio (perché non mettere Guzman per punizioni e calci d’angolo?). I calabresi potrebbero passare all’ultimo secondo – l’uomo che la difesa del Piacenza si è dimenticato in area si produce in una girata debole e facile per Puggioni – ma sarebbe premio eccessivo. Resta così il pareggio che muove la classifica, ma i fischi che accompagnano l’uscita dal campo dimostrano che c’è bisogno di ben altro per poter sperare nella salvezza.
Formazione: Puggioni 6; Avogadri 5,5, Tonucci 6,5, Iorio 7,5, Melinte 5,5; Parfait 5, Paro 4 (57’ Sambugaro 6), Amodio 5,5; Foti 5,5, Moscardelli 4,5, Sivakov 4 (57’ Greco 6,5)

Piacenza-Albinoleffe 1-0

23 febbraio 2010

Piacenza, 20 febbraio 2010 – Stadio L. Garilli.

E’ difficile metterla sul piano della critica dopo i quaranta, infiniti minuti di passione passati tra l’espulsione di Tonucci e il fischio finale, durante i quali il Piacenza in inferiorità numerica ed il pubblico tutto difendono tre punti importantissimi. Eppure, il primo tempo è quasi inguardabile, ed il quasi ce lo mettono gli ospiti, ai quali la fragilità a centrocampo dei biancorossi concede di giocare come preferiscono: lunghi minuti ad addormentare la partita spezzati da improvvise accelerazioni per gli esterni o pericolosi tagli per gli attaccanti. Laner e Cristiano, Ruopolo e Cellini sono bei nomi per la categoria, ma non trovano la porta anche quando parrebbe facile, come l’ultimo dell’elenco fa quasi allo scadere. Dopo un simile sonnecchiare, nessuno si attenderebbe tante emozioni: invece il Piacenza va in vantaggio grazie ad un veloce contropiede sull’asse Paro-Foti-Sivakov – errore che sarà costato un travaso di bile a Mondonico, ed anche Pelizzoli non è irreprensibile – e tutto cambia. I biancorossi giocano dieci buoni minuti ma poi restituiscono il favore, con Tonucci costretto ad immolarsi da ultimo uomo su Laner. Inizia così l’assedio, Ficcadenti toglie punte e mette centrocampisti anche perché le forze di alcuni sono al lumicino, ed i ventidue in campo finiscono per accalcarsi nell’area piacentina; per i seriani diventa difficilissimo trovare un pertugio e, quando ci riescono, è bravissimo Puggioni a deviare sulla traversa la botta di Previtali. Quando il pessimo Doveri manda tutti a casa, uno stremato tripudio si leva dal campo e dagli spalti per una vittoria che consente di restare aggrappati al gruppo delle pericolanti e di incrinare una tradizione: dopo anni di vacche magre, sei punti su sei con l’Albinoleffe grazie ad un paio di tiri in porta…
Formazione: Puggioni 7; Zammuto 6,5, Tonucci 6,5, Iorio 7, Melinte 5; Parfait 6, Paro 6 (60’ Rincon 6,5), Greco 5,5; Foti 7 (79’ Sambugaro s.v.), Cani 5 (55’ Amodio 6), Sivakov 6
Reti: 48’ Sivakov

Piacenza-Padova 1-0

7 febbraio 2010

Piacenza, 6 febbraio 2010 – Stadio L. Garilli.

Da una partita in cui il risultato importa più di ogni altra considerazione non c’è da aspettarsi un grande spettacolo. Piacenza e Padova, tenuto conto dei loro limiti e delle loro paure, riescono ad imbastire un incontro accettabile – a parte un orribile passaggio a vuoto a metà del primo tempo – che i biancorossi si aggiudicano con merito. Dopo una partenza pericolosa da parte degli ospiti, favorita da un paio di leggerezze di Rincon, la squadra di Ficcadenti conduce le danze e va vicina al gol tre volte, ma il sinistro di Cani è impreciso e il palo ferma la punizione di Greco. Il tutto pur non giocando un gran calcio, ma ulteriori scusanti possono essere i cinque nuovi in squadra tutti assieme ed il campo appena spazzato dalla neve. Proprio la sollecitudine con cui la bianca seccatura è stata eliminata dice che il Piacenza, sull’onda della vittoria di Trieste, questa partita voleva giocarla: però, dopo l’intervallo si è ancora pari ed allora il Padova prova a mettere fuori il capino. Vantaggiato trova qualche varco ed impegna Puggioni a terra più di una volta: dura poco e Ficcadenti può rischiare un’altra punta. L’assalto finale non è ancora cominciato che arriva il gol: lancio di Zammuto dalla trequarti su cui Moscardelli – fin lì parecchio sotto la media – si avventa e (forse) sfiora ingannando Agliardi. Casuale, ma importa assai poco: gli ospiti patiscono il colpo e non creano nulla, mentre Cani riesce incredibilmente a mangiarsi il raddoppio (ancora il sinistro!) e Greco spreca un paio di ripartenze. Al termine dei cinque minuti di recupero concessi da Giannoccaro – solita mediocre esibizione peggiorata dalle manie di protagonismo – il Piacenza tutto nuovo si ritrova addirittura sopra la zona play-off: l’immagine della partita, disputata tra tensione nervosa e fatica, è Zammuto che crolla al fischio finale dopo una partita magistrale seppur fuori ruolo e gli ultimi venti minuti giocati tra crampi e colpi subiti.
Formazione: Puggioni 7; Zammuto 7, Tonucci 7,5, Rincon 6,5, Melinte 5 (71’ Capogrosso 6); Amodio 6,5, Paro 6, Greco 5,5; Moscardelli 5,5, Cani 6,5 (83’ Sambugaro s.v.), Sivakov 5,5 (58’ Graffiedi 6)
Reti: 75’ Moscardelli

Piacenza-Empoli 0-0

17 gennaio 2010

Piacenza, 16 gennaio 2010 – Stadio L. Garilli.

La paura di perdere fa le partite brutte. L’Empoli deve interrompere il suo bruttissimo andazzo in trasferta, che minaccia di ridimensionarne le ambizioni puntellate invece al Castellani, e pensa bene di intasare gli spazi a centrocampo. Il Piacenza ha l’obbligo di non sbagliare un’altra partita e così si limita al compitino incolore, nessuno che si prenda un rischio e gambe pesanti. Della prima ora di gara si ricorda solo un tiro improvviso di Moscardelli – l’unica sua cosa decente – che dai trenta metri quasi sorprende un Bassi un po’ distratto ma poi pronto con i pugni. Il paziente ed infreddolito pubblico viene ripagato parzialmente dagli ultimi trenta minuti, non trascendentali ma con qualche emozione Il Piacenza prova a vincere e quasi mal gliene incoglie perché gli ospiti sembrano correre di più e gli spazi si aprono: Ficcadenti è costretto a togliere una punta e ad inserire un difensore. Puggioni è miracoloso su un colpo di testa di Angella e Greco sfortunato per un tiro a botta sicura deviato casualmente da un difensore: alla fine il pari è risultato giusto, anche se forse i biancorossi avrebbero vinto di un niente ai punti. Ma è proprio questo il problema: il calcio non è pugilato, per vincere bisogna buttarla dentro e per buttarla dentro bisogna costruire qualche azione decente. Invece il Piacenza è invisibile a centrocampo e timido sulle fasce: solo nel secondo tempo, con Greco che mostra la personalità latitante all’inizio e Avogadri spostato più avanti, si riesce a creare qualcosa, mentre Nainggolan fa il rubapalloni invece di impostare e Bianchi fa rimpiangere (e tanto…) Sambugaro. Dalle punte, poi, poche notizie; a parte Simon – forse il migliore, lodevole nel pressing, nella corsa e nel raccogliere falli ma sempre lontanissimo dalla porta – gli altri si alternano senza risultati apprezzabili. Un insieme di fattori che porta gli spettatori rassegnati a non lamentarsi neppure per i soli due minuti di recupero concessi dal mediocre Peruzzo – in tutto e per tutto all’altezza (bassezza) dell’incontro – sperando con tutto il cuore che si tratti di un punto utile, alla fine.
Formazione: Puggioni 7; Avogadri 5,5, Tonucci 6,5, Rincon 5,5, Anaclerio 5,5; Nainggolan 5,5, Bianchi 5 (61’ Barocelli 5), Greco 6; Moscardelli 5 (89’ Foti s.v.), Simon 6,5 (71’ Bini 4,5), Guerra 5 (46’ Graffiedi 5,5)

Piacenza-Grosseto 0-1

13 dicembre 2009

Piacenza, 12 dicembre 2009 – Stadio L. Garilli.

Il ritorno sulla terra avviene in un pomeriggio freddo e noioso, dopo che qualche scricchiolio si era già avvertito nei turni precedenti. In una partita in cui fare cronaca è impresa difficile, visto che non è capitato quasi nulla, il Grosseto tiene comunque l’iniziativa e i tre punti vanno a chi ha giocato un po’ meno male: il pareggio sarebbe stato il risultato giusto, ma i toscani, come già un anno fa, raccolgono oltre i loro meriti. Soprattutto, i maremmani possono inserire a metà ripresa uno come Pinilla, che ora come ora la butta sempre dentro e sa essere comunque pericoloso: il gol viene da un calcio d’angolo tirato come dio comanda su cui il cileno si getta bruciando la difesa biancorossa. Il Piacenza, invece, va in campo prudente – anche perché la lista degli assenti è infinita – e finisce per risultare insignificante. Tutto quel che si riesce a produrre sono un tiro da fuori di Moscardelli ed un colpo di testa di Tulli che finisce prima sul palo e poi tra le braccia di Acerbis: per lunghi tratti l’impressione è che i biancorossi non abbiano idea di come superare la prima linea difensiva avversaria. In tutto ciò, non aiuta certo che Nainggolan giochi buona parte della partita defilato a sinistra, dato che Ficcadenti ha deciso di partire rinunciando ad una punta ed inserendo Wolf. Una scelta a cui si aggiunge l’unica sostituzione effettuata – Barocelli al posto di un’inguardabile Bianchi – nel far sorgere qualche dubbio non solo sulla qualità e la quantità della rosa, ma anche sulla sua condizione. L’allenatore ha forse ragione a dire che, visto il materiale a disposizione, si è dato il massimo, ma quel massimo è poco: passare un pomeriggio al gelo ad ammirare il nulla e con la netta impressione che qualcuno fra i giovanotti in maglia biancorossa sia palesemente inadatto alla categoria, tende ad indisporre il tifoso. (E poi, passi per Tulli vista la moria di attaccanti, ma perché sempre Bini e non Avogadri o Caporosso?).
Formazione: Puggioni s.v.; Bini 4, Iorio 6, Rincon 7, Anaclerio 6; Wolf 5,5, Bianchi 4 (61’ Barocelli 5), Sambugaro 6,5 Nainggolan 6,5; Moscardelli 5 Tulli 4
Reti: 81’ Pinilla

Piacenza-Ascoli 2-1

29 novembre 2009

Piacenza, 28 novembre 2009 – Stadio L. Garilli.

Quando, al minuto cinquantotto, Nainggolan sta per battere una punizione dalla trequarti, proprio davanti alla panchina di Ficcadenti, non è un bel momento. Fin lì, l’Ascoli si è fatto preferire, ha costretto i biancorossi a difesa della propria area nel primo e nel terzo quarto d’ora del primo tempo, ha creato e fallito occasioni da gol – anche grazie alle parate di Puggioni – e trovato il vantaggio nella più casuale, con la deviazione di Bernacci sul tiro di Luci. Il Piacenza si è fatto vedere attorno alla mezzora, ma, lungo e timoroso, ha lasciato troppo spazio agli avversari, schiacciato dall’importanza dell’incontro ed appesantito dalle troppe assenze. Addiritura, ad inizio ripresa, ha dovuto subire una trentina di passaggi marchigiani senza riuscire a veder palla. Però i biancorossi sono una squadra diversa da qualche settimana fa, e, pur subendo, non si disuniscono: così, sulla punizione, Rincon avanza, raccoglie la ribattuta del mucchio e spedisce con forza all’incrocio dei pali. Comincia un’altra partita: per il difensore brasiliano – che si trasforma da bersaglio dei tifosi in una sorta di ringhiante Franco Baresi – e per il Piacenza tutto, che diventa padrone della situazione. Fondamentale il cambio tra Simon ed Avogadri: i biancorossi, con due terzini come esterni di centrocampo, trovano più equilibrio mentre l’Ascoli va in confusione. Il più annebbiato di tutti è Micolucci, che svirgola un pallone innocuo e consente a Moscardelli di ribaltare il risultato: l’attaccante prima non si accorge dell’errore ma, invitato dall’intero stadio, fa in tempo a voltarsi ed infilare Frezzolini in uscita. Manca mezzora – anzi di più, perché il signor Romeo recupera sei minuti – ma la squadra di Ficcadenti si difende con ordine, e la migliore occasione ospite è contrata in scivolata dal solito Rincon, mentre dall’altra parte Moscardelli va vicino alla doppietta personale. Sul finale, Micolucci completa la sua orribile giornata rifilando un pestone inutile a Bianchi a centrocampo con conseguente rosso diretto e l’assalto finale marchigiano è ancor meno efficace: sostenuti a gran voce dai non numerosissimi presenti, i biancorossi portano a casa tre punti non splendenti ma importanti e si concedono una mezza festa finale. Perché se è vero che non si è ancora fatto nulla – anche perché le altre continuano a far punti – è importante essere tornati in gruppo con una serie di prestazioni convincenti, o sul piano del gioco o – come questa – su quello del carattere.
Formazione: Puggioni 7,5; Bini 5,5, Tonucci 6,5 (46’ Iorio 7), Rincon 7, Capogrosso 7; Nainggolan 6, Bianchi 6, Calderoni 6,5; Moscardelli 7,5 Tulli 5,5, Simon 5 (58’ Avogadri 6,5)
Reti: 45’ Bernacci (A), 58’ Rincon (P), 61’ Moscardelli (P)

Piacenza-Torino 0-0

16 novembre 2009

Piacenza, 15 novembre 2009 – Stadio L. Garilli.

Uscendo, si sente borbottare il solito incontentabile: il Toro è la peggior squadra presentatasi al Garilli. Sicuramente i granata non sono in gran spolvero, con qualche defezione importante in difesa e qualcuno (vedi Di Michele) che rema contro: però è sempre una squadra che può inserire uno come Vantaggiato a metà ripresa – l’unico a rendersi davvero pericoloso – e a dirlo inferiore a Salernitana, Modena e Mantova ci vuole un po’ di coraggio. A fare la differenza tra questo e quelle è il Piacenza che, praticamente con gli stessi uomini, si presenta trasformato rispetto ad otto giorni prima.
Ficcadenti non fa miracoli ma schiera una squadra ordinata, che riesce a restare corta e collaborativa, così da mettere in difficoltà gli ospiti sul piano del ritmo. Molto bene a centrocampo – Sambugaro e Parfait sembra che giochino insieme da sempre, Nainggolan è più libero di svariare – e sicuri in difesa anche grazie alla collaborazione del Torino, i biancorossi pagano un po’ il dover schierare gli unici tre attaccanti sani della rosa (e non i migliori). Così, le occasioni, che pure ci sono, se ne vanno ora per broccaggine – Guerra, da solo davanti a Sereni, calcia a lato – ora per sfortuna – la punizione di Calderoni che tutti ignorano e che, invece di appoggiarsi nell’angolino, va a sbattere sul palo – ora per il portiere avversario – che, forse, alla fine risulta il migliore in campo. Sicuramente, Moscardelli trae beneficio dal tornare alla posizione che preferisce in appoggio alla prima punta, e forse anche la fascia da capitano contribuisce a farlo uscire da una testarda abulia.
Tutto questo è però ben lungi dal significare resurrezione: in fondo, giocare contro i favoriti è più facile, c’è poco da perdere. Perché questa partita – spettacolo non eccelso in ogni caso – significhi qualcosa, sarà necessario darle continuità nelle prossime settimane: ciò non toglie che ora – visti anche i movimenti societari – ci sia qualche motivo per essere un po’ più ottimisti.
Formazione: Puggioni sv; Bini 6, Tonucci 6,5, Rincon 6,5, Calderoni 6; Parfait 6,5 (72’ Wolf 5,5), Sambugaro 7, Nainggolan 6,5; Moscardelli 7, Simon 6, Guerra 5,5 (81’ Zammuto sv)

Piacenza-Mantova 0-2

8 novembre 2009

Piacenza, 7 novembre 2009 – Stadio L. Garilli.

Sono passati cinquantacinque minuti dell’ennesima partitaccia. Non che ci si potesse aspettare tanto di più, dalle due penultime: squadre mediocri, con palesi difficoltà a far gioco, ed appesantite dall’importanza dello scontro diretto. Il Piacenza è stato superiore per neppure mezzora – più per l’intensità agonistica che per altro, ma riuscendo a creare qualche brivido anche grazie ad un impreciso Bellodi – poi il Mantova ha preso campo senza mai essere pericoloso. In quel decimo minuto di una ripresa fin lì insipida, Zammuto e Rincon controllano una palla facile davanti alla propria area, ma iniziano a pasticciare: Cavalli ci si butta, la ruba ma pare perderla, rientrano un po’ di difensori, poi, proprio quando dovrebbe essere finita, ennesima amnesia e il pallone torna ai virgiliani. Nel mucchio, qualcuno un po’ meno inguardabile allarga a Carrus, che altro non deve fare che prendere la mira e siglare il vantaggio. Un gol da ‘Mai dire gol’ che neppure in terza categoria, e il raddoppio non è da meno con la sfera che fa il tergicristallo davanti alla porta di Puggioni e gli ospiti che ci arrivano sempre per primi: fra i due gol, una traversa di Nassi in contropiede per eccesso di precisione. Con l’ennesima partita della verità trasformata in farsa, si potrebbe anche abbandonare uno stadio umido e freddo: si resta invece, così da poter ammirare Moscardelli e Nainggolan sbagliare due gol facili quando ancora si può riaprire il risultato, il mediocre Stefanini ignorare un rigore su Simon, Castori sbagliare qualche cambio ed Avogadri litigare con il pubblico (o, meglio, viceversa). Se con il Modena pareva di aver toccato il fondo, qui si è cominciato a scavare, e non bastano certo la prima manciata di minuti giocati decentemente a tirar su il morale: ora le terzultime sono a tre punti, e sarebbe necessario vincere qualche partita. Un’idea che, al momento, pare follia.
Formazione: Puggioni 6,5; Zammuto 4 (62’ Avogadri 5), Tonucci 5, Rincon 4, Anaclerio 5; Wolf 4, Sambugaro 5,5 (86’ Silvestri sv); Parfait 6,5 (70’ Simon 6), Nainggolan 5,5, Moscardelli 4, Guerra 4,5
Reti: 55’ Carrus, 63’ Spinale