Il Piacenza spara a salve a Pontedera (1-1) e ora il Como fa paura (www.sportpiacenza.it)

Alla fine ha vinto la paura di perdere di entrambe le squadre. Il Piacenza è partito forte nel primo tempo ed è riuscito a trovare il vantaggio con il gol di Dossena, poi nella ripresa ha subito il ritorno dei padroni di casa che dopo 9 minuti hanno trovato il pari con un’iniziativa personale di Kabashi. Il Pontedera ha reclamato un calcio di rigore per un presunto contatto Santini-Lanzano, ma l’arbitro Zufferli di Udine, appostato lì a due passi, ha lasciato correre. Uno spavento per i biancorossi, i quali da questo punto hanno badato più che altro a non prenderle. Il finale è stato un lungo torello, con le due formazioni che si sono accontentate: il Pontedera con questo punto è salvo, mentre il Piacenza dovrà giocarsi il sesto posto sabato prossimo al Garilli contro il Prato. Il Como, infatti, ha battuto il Renate in trasferta (0-2) e agganciato a quota 58 la squadra di Arnaldo Franzini. Il Piacenza, tuttavia, è padrone del proprio destino: se batte i toscani, a prescindere dal risultato dei comaschi – impegnati in casa contro la Viterbese – conserverà in ogni caso la sesta piazza in virtù dal bilancio favorevole negli scontri diretti. Attenzione, però, perché non è l’unica combinazione possibile: la Giana Erminio (60) ha perso contro il Prato e affronterà una Lucchese in salute, per cui le due lombarde e gli emiliani, in base ai risultati dell’ultima giornata, potrebbero finire al quinto, sesto o settimo posto. Insomma, un ultimo turno tutto da vivere nel quale si giocheranno solo partite vere. Continua la lettura di Il Piacenza spara a salve a Pontedera (1-1) e ora il Como fa paura (www.sportpiacenza.it)

Il maledetto United

(The damned United, Gbr 2009)

Di norma, al cinema gli sport faticano a funzionare e, fra di essi, il calcio è uno di quelli più difficili da maneggiare. Aggiungendo che il bel libro di David Peace da cui è tratto, con i suoi salti temporali e le variazioni del punto di vista narrativo, non è certo immediato da trasporre sullo schermo, il rischio che questo film fosse un glorioso fallimento non era da sottovalutare: l’abile penna di Peter Morgan è però riuscita a evitare tutti i trabocchetti, raccontando in maniera viva ed emozionante una storia del calcio che fu.
Come nel romanzo, il fulcro è nel passaggio dell’emergente allenatore Brian Clough (Michael Sheen) dal Derby County – portato dai bassifondi della Seconda Divisione al titolo di campione d’Inghilterra in una lunga serie di flashback – all’odiatissimo Leeds United appena lasciato dall’arcirivale Don Revie (Colm Meaney) per la panchina dei Tre Leoni: il suo sogno è portare la sua idea di calcio pulito in un ambiente abituato a qualsiasi bassezza pur di ottenere il risultato, ma l’unico frutto di una tal semina è venire inesorabilmente respinto. Continua la lettura di Il maledetto United

Norman Spinrad. “La civiltà dei solari”

La civiltà dei solari Il romanzo d’esordio di un venticinquenne a metà degli anni Sessanta: si spiegano in questa maniera con facilità le ingenuità nella costruzione della storia e gli sbandamenti idealistici che caratterizzano un libro che offre comunque un discreto intrattenimento contraddistinto da alcuni spunti brillanti.
La Confederazione dei mondi abitati dagli umani sta combattendo un conflitto secolare e perdente contro i feroci Duglaari riponendo l’unica speranza nel sistema solare originario (cioè il nostro) che si è da un paio di secoli come estraniato dall’alleanza (nonché dalla lotta). Quando una piccola nave terrestre compare sostenendo di avere la chiave per la vittoria, sorgono spontanei i sospetti, ma allo striminzito equipaggio di sei persone viene concesso di provare un abboccamento col nemico. Continua la lettura di Norman Spinrad. “La civiltà dei solari”

Piacenza-Livorno 0-0

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 22 aprile 2017 – LegaPro, Girone A, 36^ giornata.

Dire che è andata bene è addirittura riduttivo: il Piacenza è per un’ora in balia di un Livorno tonico e ispirato che ha il solo torto di perdersi una volta arrivato dalle parti di Miori. Sotto un bel sole primaverile e malgrado la continua apologia di fascismo degli ultras biancorossi – che quasi si dimenticano di tifare impegnati come sono nelle scaramucce di appartenenza politica con gli ospiti – la partita un buon campionario di emozioni, peccato solo che i brividi siano a senso unico.
La squadra di Franzini appare lenta e sfilacciata e il ritorno al 4-3-3 le fa solo male: il centrocampo ospite è forte e prende senza incertezze il pallino in mano per poi andare a cercare in profondità i due attaccanti. Dopo pochi minuti, Venturato si ritrova solo sul dischetto dove raccoglie una corta respinta su cross da sinistra di Giandonato: la conclusione infila il varco fra le numerose gambe, ma non supera Miori piazzato sulla linea. Subito dopo, sempre a sinistra Venitucci lancia Lambrughi, il cui cross attraversa tutta l’area di porta senza che nessuno lo tocchi.
Lo spavento sembra regalare un sussulto al Piacenza, ma Mazzoni va a togliere dall’angolo basso alla propria sinistra una conclusione di Saber dai trenta metri, dopo di che i toscani possono riprendere lo scialo. Continua la lettura di Piacenza-Livorno 0-0

Il Livorno crea e spreca, il Piacenza regge l’urto e prova a vincerla. Finisce con un punto a testa (www.sportpiacenza.it)

Buon punto a conti fatti per un Piacenza che prima regge l’urto di un Livorno a trazione anteriore, capace di collezionare tiri in doppia cifra e sfiorare il vantaggio in almeno quattro occasioni (tra cui la traversa di Venitucci), e a metà della ripresa di prendere in mano il gioco per tentare di vincerla. Ai punti meriterebbe qualcosa di più la squadra di Foscarini, tuttavia alcune delle occasioni sbagliate sono state imbarazzanti e si capisce perché questo Livorno non sia lì davanti a giocarsi la promozione: talento e classe ci sono, ma rimane una squadra che va a sprazzi e spreca troppo.
Il Piacenza invece incassa un punto che fa classifica e mantiene il Como a due lunghezze di distanza (ha vinto in rimonta con la Lupa Roma) in attesa di vedere cosa farà la Viterbese nel posticipo di domenica a Siena; i laziali in caso di vittoria si porterebbero a -2 dal Piacenza rendendo gli ultimi 180’ davvero interessanti nella volata per il sesto posto.
Prima del fischio d’inizio il Piacenza ha premiato il direttore generale del Livorno, Paolo Armenia, biancorosso doc che ha lavorato per oltre 20 anni nella sede di via Gorra. Continua la lettura di Il Livorno crea e spreca, il Piacenza regge l’urto e prova a vincerla. Finisce con un punto a testa (www.sportpiacenza.it)

Johan Wolfgang von Goethe: “Le affinità elettive”

Le affinità elettive Solo a un tedesco poteva venire in mente di applicare la chimica ai sentimenti umani in un romanzo che ha lo stesso titolo di un trattato scientifico riuscendo nel contempo così bene nel suo intento da farne un pilastro della letteratura di ogni tempo: Goethe credeva talmente tanto nel progetto da sciverne l’ossatura e la prima parte di getto per poi tornarvi sopra limando e integrando fino a dare all’opera la sua forma definitiva.
Il libro è figlio dell’età matura del suo autore, lontano dagli ardori, ma anche dalla feroce critica sociale del Werther: quest’ulltima non manca, ma è più sottotraccia nella descrizione di un piccolo notabilato di provincia che non ha nulla di meglio da fare che contemplarsi l’ombelico.
L’attenzione è comunque tutta dedicata ai personaggi e alle relazioni che vanno sviluppandosi fra gli stessi: Continua la lettura di Johan Wolfgang von Goethe: “Le affinità elettive”

Julia Holter: “Have you in my wilderness”

(Domino 2015)

Al primo passaggio, magari distratto, ci si chiede se si tratti davvero un disco di Julia Holter: le note accattivanti del pop che sprigiona dall’iniziale Feel You sembrano diffondersi su tutto l’album, regalando un sorriso e una leggerezza inattesi.
Il passare degli ascolti si incarica di mettere in risalto la presenza di non isolati angoli bui già dalla terza traccia, una How Long? spettrale che sarebbe piaciuta a Nico anche per il gusto mitteleuropeo dato dal patetismo degli archi, e qua e là i suoni si prendono le conosciute libertà, come nella lunga e tormentata Vasquez che precede il folk orrorifico di una title track non distante da certe sonorità delle Unthanks e posta proprio in coda, ma nel complesso l’impressione è che Holter abbia voluto questa volta affrontare le comunque infide acque della forma canzone. Continua la lettura di Julia Holter: “Have you in my wilderness”

Il Piacenza s’inceppa a Roma: i biancorossi si fanno rimontare ma Silva agguanta il pareggio (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza s’addormenta a Roma in una partita in cui accade letteralmente di tutto e che i biancorossi gettano al vento almeno tre volte; tuttavia tornano con un buon punto dal campo della Racing perché il Renate è sconfitto dalla Pistoiese mentre la Viterbese si ferma sul pareggio con l’Alessandria. In sostanza non cambia quasi nulla in chiave sesto posto, il Piacenza conserva 4 punti di vantaggio su chi insegue a tre turni dal termine, ma a Roma perde un’occasione d’oro per chiudere invece il discorso. Nobile la sblocca due volte (1-2), gli emiliani però si addormentano concedendo pareggio e sorpasso ai capitolini, prima dell’espulsione di Macellari che porta al successivo pareggio di Silva. Negli ultimi 20’ il Piacenza tenta anche di prendersi i tre punti: questa volta è la traversa – colpita da Franchi – a negare il successo ai piacentini. Continua la lettura di Il Piacenza s’inceppa a Roma: i biancorossi si fanno rimontare ma Silva agguanta il pareggio (www.sportpiacenza.it)

Matteassi incanta e Taugourdeau dipinge: il Piacenza travolge 4-0 il Pro nella stracittadina (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza si scrolla di dosso l’assalto di Viterbese e Como, supera di slancio il Pro Piacenza nella stracittadina con un rotondo 4-0 davanti a 3mila spettatori e si consolida al sesto posto in classifica con un buon margine (4 punti) sulle inseguitrici. E’ soprattutto Franzini a godere, perché in questa stagione entusiasmante si mette in tasca il quarto derby (i due con la Cremonese e i due con il Pro). Fulvio Pea invece deve fare i conti con una rosa troppo stanca per la lunga rincorsa alla salvezza, il Pro che gioca sotto i riflettori del Garilli sembra spompato: è ordinato, vero, ma non riesce a dare ritmo, l’assenza di Aspas nell’economica del gioco si sente, eccome. Il Piacenza invece trova linfa dai suoi pilastri, Taugourdeau, Matteassi e Saber, quando sono in partita la loro classe fa la differenza; se poi ci si mette un gran Romero da pivot e un La Vigna tuttocampista allora è presto spiegato perché gli avversari siano andati in difficoltà nella zona nevralgica del gioco. Continua la lettura di Matteassi incanta e Taugourdeau dipinge: il Piacenza travolge 4-0 il Pro nella stracittadina (www.sportpiacenza.it)

Buongiorno, notte

(Ita 2003)

Dopo un quarto di secolo in cui se ne era detto tutto e il contrario di tutto, rimettere in scena ancora una volta il delitto Moro rischiava di essere un’operazione se non rischiosa quantomeno superflua: Bellocchio, assieme alla sceneggiatrice Daniela Ceselli, evita la trappola in modo brillante dando alla vicenda una lettura molto personale.
E cosa c’è di più personale per il regista piacentino dell’analisi psicologica (o psicanalitica) con cui riveste la sua interpretazione? L’esigenza storica della produttrice Rai resta sullo sfondo e solo come base di partenza viene utilizzato il libro autobiografico di Anna Laura Braghetti: numerose sono le libertà riguardo all’effettivo svolgersi dei fatti perché il vero interesse si incentra sui comportamenti e i pensieri dei singoli personaggi, analizzati nella loro evoluzione e integrati da una dimensione onirica che da fuori potrebbe apparire astrusa e invece si rivela perfettamente (e a volte magicamente) funzionale. Continua la lettura di Buongiorno, notte

Elmore Leonard. “La scorciatoia – Get shorty”

https://www.goodreads.com/book/avg_rating_widget/28245761 Leonard è sempre stato considerato un autore molto ‘cinematografico’ e allora risulta naturale che questo primo volume della breve serie dedicata a Chili Palmer (che farà solo un’altra apparizione in ‘Chili con Linda’) sia ambientato per lo più a Hollywood, seppure sul lato dei pesci piccoli che cercano in qualche modo di vendere i propri progetti agli Studios.
Ne scaturisce un romanzo che si fa leggere con piacere, ma dove non tutto sa convincere appieno, tradendo così, almeno in parte, le aspettative create dai primi, fulminanti capitoli nelle cui pagine si impara a conoscere Chili, strozzino di Brooklyn trasferito a Miami che opera con sua sua sorta di etica del lavoro, ma che va in pressione con facilità (da cui il nomignolo). Continua la lettura di Elmore Leonard. “La scorciatoia – Get shorty”

Giana Erminio spettacolo, Piacenza travolto in 45′ e la rimonta non riesce (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza torna con le ossa rotte da Gorgonzola dove non deve ingannare il risultato finale (Segre e Razzitti segnano a tempo scaduto) perché prende una sonora lezione di qualità, gioco e organizzazione davanti a un centinaio di tifosi (ottimi come sempre) piacentini. Escludendo per una serie di motivi irripetibili il primo tempo giocato con la Racing Roma al Garilli a fine novembre, i primi 45’ di gioco dei biancorossi contro la Giana Erminio sono i peggior visti da quando Franzini guida questa squadra. Sicuramente ci sono molti meriti nella squadra di Albè, tuttavia il Piacenza in campo a Gorgonzola è stato troppo brutto per essere vero, soprattutto incassa la sesta sconfitta contro le squadre di vertice (Alessandria, Arezzo e Giana), segnale di come Matteassi e compagni abbiano ancora molto gap da colmare se vogliono stazionare tra le battistrada. Continua la lettura di Giana Erminio spettacolo, Piacenza travolto in 45′ e la rimonta non riesce (www.sportpiacenza.it)

Piacenza-Arezzo 1-2

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 1 aprile 2017 – LegaPro, Girone A, 32^ giornata.

I troppi cerotti, tra infortunati (Pelizzoli, Abbate, Di Cecco) e recuperati all’ultimo secondo (Nobile), combinati con un avversario obbiettivamente superiore pongono fine alla striscia di sette vittorie del Piacenza in una partita molto tattica che viene decisa dalla qualità dei singoli, ovvero di Moscardelli e, in misura minore, del suo compagno di reparto Corradi.
All’inizio le due squadre paiono temersi a vicenda, ma l’Arezzo realizza infinitamente meglio ciò che già aveva fatto la Carrarese – corsie esterne bloccato, fastidio costante su Taugourdeau (Foglia) e Silva (Moscardelli) – mantenendo il controllo del gioco grazie anche al grande dinamismo di Arcidiacono dietro le punte. L’unica conclusione degna di tal nome diell’intera prima frazione è un diagonale dal limite di Bearzotti che esce di poco alla destra di Miori: per il resto è tutto un gran pestarsi sui piedi che concilia il pisolino al caldo del sole che rispunta dopo una certa prevalenza della nuvolaglia al fischio d’inizio.
Il Piacenza conquista qualche metro nell’ultimo quarto d’ora, ma sull’unica azione pericolosa – dopo il consueto minuetto sulla trequarti tra Taugourdeau, Cazzamalli e Masiello, Nobile può entrare in area sulla sinistra e crossare rasoterra – Castellana cade o viene fatto cadere all’altezza del rigore: non protesta però nessuno, come pure quando Saber, lanciato verso la porta ma rimontato dal difensore, crolla in area venendo graziato da un possibile giallo per simulazione. Continua la lettura di Piacenza-Arezzo 1-2

Il Piacenza non sale sull’ottovolante. Al Garilli passa l’Arezzo 1-2 (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza vede l’ottovolante ma non ci sale. L’Arezzo passa con merito al Garilli, la squadra di Sottili disputa una bella partita consegnando il campo al Piacenza solamente negli ultimi 20’ senza che i biancorossi riescano a produrre qualcosa di veramente concreto. Una sconfitta che risulta parzialmente indolore, perché Como e Renate non vanno oltre al pareggio contro Carrarese e Lucchese e dunque rimangono a -6, mentre la Viterbese si avvicina agli emiliani (-5).
Il campo invece parla di un Piacenza stanco dalla grande corsa iniziata nel derby contro la Cremonese, un giro a vuoto ci sta e forse non è nemmeno necessario cercare troppi demeriti nella squadra di Franzini – se ha perso qualcosa che non ha funzionato c’è – ma è sufficiente guardare la bella prova dell’Arezzo, bravo a chiudere i rifornimenti del Piacenza per 60’ e poi vincere grazie a Moscardelli che spacca la partita con la sua classe, mettendo lo zampino in tutte e due le reti e, più in generale, nelle azioni offensive dei toscani. Continua la lettura di Il Piacenza non sale sull’ottovolante. Al Garilli passa l’Arezzo 1-2 (www.sportpiacenza.it)