Un Piacenza cinico e capace si soffrire sbanca il campo di Arezzo tornando alla vittoria (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza sbanca Arezzo con le reti di Corazza e dell’ex Corradi e si prende tre punti che sono ossigeno puro per la classifica. Un successo fatto di concretezza, perché i biancorossi hanno capitalizzato la quasi totalità delle occasioni create, e di capacità di soffrire. Già perché la squadra toscana, soprattutto nel secondo tempo, ha schiacciato nella propria metà campo il Piacenza, che a quel punto è riuscito a chiudere ogni pertugio. La rete dal dischetto di Moscardelli ha acceso il finale di partita, ma alla fine il successo è la giusta ricompensa per i ragazzi di Franzini che avevano lasciato qualcosa per strada nello sfortunato kappaò interno con il Siena. Ora anche la classifica riprende colore e gli emiliani agganciano l’ultimo vagone dei play off in coabitazione con Carrarese e Pistoiese a quota 29 punti. Continua la lettura di Un Piacenza cinico e capace si soffrire sbanca il campo di Arezzo tornando alla vittoria (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza pregusta il colpaccio, ma al Siena bastano 20′ per ribaltare la partita (www.sportpiacenza.it)

Troppo Siena – nella ripresa – per un Piacenza che dura circa 70’ ma poi deve cedere sotto la pressione della squadra di Mignani, svegliata dallo schiaffo preso in avvio di secondo tempo, quando Pergreffi incanala il match sulla via Emilia, ed è brava a ribaltarla grazie a un pizzico di fortuna – il gol di Rondanini è nettamente deviato da Della Latta – e alla classe di Santini che da fuori area fredda (dopo essersi bevuto sempre Della Latta) Fumagalli con una conclusione da stropicciarsi gli occhi. Forse ai punti il Piacenza avrebbe meritato il pareggio, tuttavia non c’è tempo di piangersi addosso perché i biancorossi domenica sono chiamati a una difficile trasferta in casa dell’Arezzo.
Piacenza, dunque, che fallisce l’aggancio alla zona playoff – mentre i toscani sono secondi a -7 dal Livorno – e che rimane in partita, come detto, per 70’ dopodiché i nuovi arrivati esauriscono tutti la benzina in un colpo solo e tornano a galla i vecchi problemi. Si poteva cambiare prima quando il centrocampo – soprattutto i tre davanti – davano la netta sensazione di essere pian piano usciti dalla gara? Probabilmente sì, rimane il fatto che il Siena non a caso è in quella posizione mentre il Piacenza, con tre innesti nuovi e Di Molfetta in arrivo nelle prossime ore, è un cantiere aperto e questo è il prezzo (a volte) da pagare per una necessaria rivoluzione a gennaio. Continua la lettura di Il Piacenza pregusta il colpaccio, ma al Siena bastano 20′ per ribaltare la partita (www.sportpiacenza.it)

Taugourdeau accende la luce al Garilli e il Piacenza supera l’Olbia (www.sportpiacenza.it)

Che dire, miglior inizio non poteva esserci. Prima di raccontare però l’ottima prestazione del Piacenza – tornato alla vittoria con una punizione meravigliosa di Taugourdeau – ci piace pensare che, al successo sull’Olbia, abbiano contribuito anche i due angeli biancorossi volati in cielo in settimana: Bubi Serena e Cristiano Garilli.
La partita: i tre punti sono sicuramente una bella iniezione di fiducia per una squadra uscita con le ossa rotte da dicembre e quasi rivoluzionata dal mercato, e proprio da qui partiamo perché il successo sull’Olbia, oltre a essere una bella prova corale di tutta la squadra per dedizione e disciplina (il gioco è ancora indietro), arriva grazie a una perla su punizione del regista francese. Da sottolineare l’ottimo impatto di Corradi entrato nella ripresa, personalità e tecnica, l’incredibile capacità di Della Latta di ricoprire tre ruoli: mediano, regista e difensore quando deve prendere il posto di Bini che rimane negli spogliatoi dopo il “trattamento” Ogunseye. Bene tutti, la difesa che mette la museruola a una coppia, Ragaztu-Ogunseye, capace di firmare 20 reti, Masciangelo è il solito treno e Di Cecco, sebbene funzioni ancora a intermittenza, sta crescendo. E infine è applaudito anche Romero, con il maggior tasso tecnico del centrocampo arrivano palloni finalmente giocabili e nonostante la presenza in area sia spesso fumosa per il resto lotta, sgomita, si prende i falli e centra quasi tutte le sponde. Continua la lettura di Taugourdeau accende la luce al Garilli e il Piacenza supera l’Olbia (www.sportpiacenza.it)

Slow west

(Slow west, Gbr/Nzl 2015)

Mai piaciuta più di tanto, la Beta Band, ma fa comunque una strana impressione ritrovare Josh Maclean (ai suoi dì addetto a tastiere e sampling) dietro la macchina da presa di questo curioso western che di statunitense ha ben poco: diretto da uno scozzese e girato in Nuova Zelanda con, ad eccezione di Fassbender e pochi altri, un buon gruppo di attori nativi dell’emisfero australe. Se si aggiunge che il regista è al suo esordio sulla lunga distanza – suoi erano i video del gruppo con cui ha iniziato la carriera – la cautela era dovuta e invece il risultato è un racconto breve (ottanta minuti), ma intenso e ben recitato, tanto da meritare alla pellicola il Gran Premio della giuria per i film stranieri al Sundance.
Nel 1870, il giovane scozzese Jay (Kodi Smit-McPhee, il Ragazzo de ‘La strada’) cavalca verso ovest alla ricerca dell’amore della sua vita Rose (Caren Pistorius), fuggita dal Paese natio assieme al padre John (Rory McCann) dopo che quest’ultimo ha ucciso per caso lord Cavendish (Alex Macqueen), zio del ragazzo. Non scamperebbe granchè – ‘una lepre in una tana di lupi’ – se non gli si affiancasse il solitario Silas (Fassbender), uomo di poche parole e grande esperienza che però non arriva a lui per caso: sulla testa di Rose e genitore c’è una succulenta taglia da incassare. Continua la lettura di Slow west

Joe R. Lansdale: “Mucho mojo”

Guarda il libro su Goodreads Se la prima puntata è centrata sul passato di Hap, avendo come motore l’affascinante ex-mogliettina del medesimo, la seconda avventura si concentra sulla famiglia di Leonard, trasferendo protagonisti, armi e bagagli nel quartiere nero della città, povero e inevitabilmente segregato tanto che Hap ha l’occasione per sperimentare una sorta di razzismo alla rovescia.
La morte dello svanito zio Chester, l’uomo che gli ha insegnato come stare al mondo, lascia all’ancora zoppicante protagonista di colore un’eredità alquanto inconsueta, fatta di buoni spesa, vecchi libri e una casa malandata. Siccome la dimora è quella in cui Leonard è in buona parte cresciuto, il duo vi si trasferisce cominciando a risistemarla: durante i lavori, una brutta sorpresa li mette sulle piste di una banda di pedofili, dimostrando che l’avo non era rimbambito come poteva apparire. Continua la lettura di Joe R. Lansdale: “Mucho mojo”