Piacenza, 15 maggio 2010 – Stadio L. Garilli.
In un pomeriggio insolitamente freddo, il Piacenza spreca il primo match-point senza fare granchè per aggiudicarselo e, anzi, rischiando la beffa alla metà del secondo tempo. Costretti a reinventarsi l’attacco per le stupide squalifiche di Cani e Moscardelli, i biancorossi sono pericolosi per una ventina di minuti, poi vanno pian piano spegnendosi. Nella prima metà del primo tempo arrivano l’occasionissima sprecata da Sambugaro, veloce a riprendere la ribattuta di Calderoni su un destro di Sivakov ma sciagurato a calciar fuori, e il bel controllo dello stesso bielorusso con conclusione a girare che sfiora il palo di sinistra: ci sarebbe anche un rigore su Guzman, ma l’improponibile terna arbitrale – indeciso Mazzoleni, disastrosi i segnalinee – si inventa un surreale fuorigioco dell’attaccante. Il tutto dimostra che la difesa della Triestina non è solidissima e si può essere pericolosi pur avendo in campo due che non giocano da una vita, come il paraguagio e Simon. Però, col passare dei minuti il Piacenza dà l’impressione di affievolirsi, i passaggi sbagliati si moltiplicano e l’area ospite diventa un miraggio, così che i giuliani riescono a prendere il controllo della partita: l’impressione che si ha è quella di una squadra stanca, di gambe – e per fortuna che fa fresco – o di testa, che, priva del suo uomo più carismatico, subisce parecchio l’importanza dell’incontro. A parte un’occasione per Guzman, il secondo tempo inizia anche peggio, tra gambe molli e giocatori sempre più fermi. Questa volta anche i cambi servono a poco: Parfait si dribbla da solo, Foti finisce spesso in fuorigioco e si tuffa in area beccandosi un’inevitabile ammonizione. La Triestina capisce che il momento è propizio e prima D’Aversa fa volare Puggioni, poi Godeas sfiora il palo con un colpo di testa che brucia i centrali biancorossi, infine Testini parte dalla trequarti, si infila in area da sinistra e si presenta davanti al portiere ma, per fortuna, il suo tiro finisce sulla faccia inferiore della traversa. A quel punto, Ficcadenti ha già messo Tonucci per Sambugaro, mossa che forse diminuisce l’autostima della squadra ma finisce per bloccare gli attacchi ospiti che a metà tempo si sono fatti preoccupanti: i giuliani decidono che può andar bene così e gli ultimi assalti piacentini fanno solo il solletico, con qualche traversone indirizzato nel vuoto o fra le braccia di Calderoni.
Formazione: Puggioni 7; Avogadri 5,5, Rincon 5,5, Iorio 6, Zammuto 5,5; Sambugaro 5,5 (73’ Tonucci 6), Amodio 5,5, Greco 4,5(52’ Parfait 4); Sivakov 5, Simon 6 (79’ Foti s.v.), Guzman 6 (66’ Foti 5)
Guarda che la Triestina ha avuto le occasioni migliori dopo l’uscita di Sambugaro e non prima; sciagurata la sua sostituzione , come del resto il voto che gli hai dato.A Ficcadenti un bel 3, mette Tonucci sul giocatore piu’ veloce della Triestina e toglie Sambugaro il migliore per tutti gli osservatori.
“A quel punto, Ficcadenti ha già messo Tonucci per Sambugaro”: come vedi l’ho scritto. Il tiro di D”Aversa è stato prima; dopo l’occasione di Testini il Piacenza si è riassestato in campo e la Triestina non è più stata pericolosa (è stata una decisione della Triestina? Chi lo sa…)
Sambugaro è stato molto inferiore ai suoi standard, e mezzo punto in meno se ne è andato per il gol sbagliato.