L’amministrazione Bush voleva ad ogni costo far la guerra all’Iraq. Nella disperata ricerca di pezze d’appoggio, gli statunitensi trovano una documentazione taroccata approntata da qualcuno al SISMI (definito più volte, e senza mezzi termini, la peggiore agenzia spionistica dell’Europa occidentale) in cui si parla di una vendita di uranio dal Niger al governo di Saddam e la sfruttano a dispetto della sua implausibilità e degli errori evidenti che contiene.
Con grande facilità, i servizi segreti degli Stati Uniti (un intrico stordente di uffici e sigle che uno non immaginerebbe mai) si piegano al volere dei referenti politici, fornendo solo le notizie che i guerrafondai vogliono sentirsi dire, e in questo sono spalleggiati dal governo britannico e dalla sua intelligence. Tutto sommato, una storia per sommi capi già conosciuta, ma fa impressione leggere come la volontà del potente di turno prevalga sul buonsenso di molti a dispetto anche del ridicolo o del discredito: la vera figura del cattivo qui la fanno il vicepresidente Cheney e il suo circolo di neo-conservatori.
Se il contenuto di questo libro è fondamentale per capire – o ricordare – come funzionano certi perversi meccanismi di potere, la forma non aiuta però il lettore. A parte la marea di sigle e di nomi che si ripetono con frequenza, anche la narrazione segue un percorso tortuoso, tornando più volte sugli stessi concetti o sugli stessi fatti fino a ripresentarli magari modificando pochi dettagli. A questo si aggiunge una lingua che risulta assai poco brillante, complice anche una traduzione che lascia molto a desiderare e infila alcuni svarioni madornali (impagabile ‘separare il grano dall’oglio’).
Infine, restano inevasi due interrogativi: perché una guerra all’Iraq (risposta facile: il petrolio) e perché e su input di chi il SISMI fabbrichi una tale patacca.
Peter Eisner e Knut Royce: “The Italian letter”
24 giugno 2010 di sonicreducer Lascia un commento »
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