Piacenza-Livorno 0-0

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 22 aprile 2017 – LegaPro, Girone A, 36^ giornata.

Dire che è andata bene è addirittura riduttivo: il Piacenza è per un’ora in balia di un Livorno tonico e ispirato che ha il solo torto di perdersi una volta arrivato dalle parti di Miori. Sotto un bel sole primaverile e malgrado la continua apologia di fascismo degli ultras biancorossi – che quasi si dimenticano di tifare impegnati come sono nelle scaramucce di appartenenza politica con gli ospiti – la partita un buon campionario di emozioni, peccato solo che i brividi siano a senso unico.
La squadra di Franzini appare lenta e sfilacciata e il ritorno al 4-3-3 le fa solo male: il centrocampo ospite è forte e prende senza incertezze il pallino in mano per poi andare a cercare in profondità i due attaccanti. Dopo pochi minuti, Venturato si ritrova solo sul dischetto dove raccoglie una corta respinta su cross da sinistra di Giandonato: la conclusione infila il varco fra le numerose gambe, ma non supera Miori piazzato sulla linea. Subito dopo, sempre a sinistra Venitucci lancia Lambrughi, il cui cross attraversa tutta l’area di porta senza che nessuno lo tocchi.
Lo spavento sembra regalare un sussulto al Piacenza, ma Mazzoni va a togliere dall’angolo basso alla propria sinistra una conclusione di Saber dai trenta metri, dopo di che i toscani possono riprendere lo scialo. Dalla lunetta una bel controbalzo di Venitucci va a scendere contro la traversa, poi Vantaggiato si fa ben trovare nell’area piccola largo a destra, ma il suo appoggio all’indietro viene sprecato dal liberissimo Valiani con una pedataccia che spedisce la palla in curva. Il numero sette ospite prova a farsi perdonare poco dopo con un’incursione sulla sinistra, ma, sul traversone teso, la deviazione all’altezza del primo palo di Maritato viene deviata ancora una volta da Miori.
L’estremo di casa diventa protagonista anche a inizio ripresa, prima non riuscendo a bloccare un cross nato dalla consueta intesa fra Venitucci e Lambrughi sul lato mancino e poi andando a deviare le conclusioni che scaturiscono dall’errore, ovvero il tap-in di Maritato e la botta del (al solito) isolatissimo Giandonato sulla palla vagante. A seguire c’è pure un gol dopo un’altro bell’intervento del portiere di casa, ma non vale perché la palla è uscita sul corner che ha dato il via all’azione: è il momento in cui, a sorpresa, il Livorno sparisce.
Non si sa quanto influisca la stanchezza e quanto la mossa di Franzini che abbassa un Franchi fino a quel momento del tutto inutile sulla linea dei centrocampisti, disegnando un più prudente 4-4-2, sta di fatto che nell’ultima mezzora gli amaranto hanno una singola occasione (bravo Miori a togliere il pallone dai piedi di Maritato lanciato in area) mentre è il Piacenza a farsi avanti, dando l’impressione che, con un po’ più di attenzione, si potrebbe arrivare al colpaccio.
Laddove la punizione di Taugourdeau dopo l’intervallo, parata da Mazzoni sulla sinistra, è un colpo isolato, i contropiede che nascono spesso e volentieri visto l’affanno ospite potrebbero avere miglior sorte solo ci fosse un po’ di lucidità in più: invece, tra appoggi sbagliati e conclusioni velleitarie, l’unica opportunità nasce da un pezzo da solista di Saber sulla sinistra: tunnel a Giandonato, entrata in area e conclusione verso il palo lontano con palla ribattuta sulla quale prova ad allungarsi Romero che però cade a seguito di una lieve trattenuta di un difensore. Il signor Miele non è in gran giornata (fatica ad ammonire persino le trattenute volontarie) ma quello che dal vivo sembra un rigore solare dalle immagini regala parecchi dubbi in più considerando che l’attaccante pare proprio lasciarsi cadere in modo plateale e forse è per questo che le proteste non sono particolarmente vibranti.
In ogni caso, con il passare dei minuti il ritmo cala e le due formazioni fanno intendere che può andar bene così, tanto che il fischio finale arriva con qualche secondo di anticipo. (tabellino a seguire da www.sportpiacenza.it, voti al Piacenza miei).

Piacenza (maglia rossa e pantaloncini bianchi, 4-3-3): Miori 6,5; Sciacca 5,5, Pergreffi 5,5, Silva 5,5, Masullo 5; Saber 6,5 (76’ Cazzamalli 5), Taugourdeau 5,5, La Vigna 6 (80’ Matteassi sv); Franchi 5, Romero 5, Nobile 5,5 (88’ Bertoli sv). All. Franzini.
Livorno (completo oro con bordi amaranto, 4-3-1-2): Mazzoni; Toninelli, Borghese, Gasbarro, Lambrughi (84’ Benassi); Luci, Giandonato (74’ Ferchichi), Valiani; Venitucci; Maritato, Vantaggiato (79’ Mendes Murillo). All. Foscarini.
Arbitro: Miele di Torino, assistenti Di Monte di Chieti e Zanardi di Genova.
Note: giornata soleggiata, campo in buone condizioni; spettatori 1593 compresi gli abbonati, incasso 4.492,50 euro; osservato un minuto di silenzio in memoria del ciclista Michele Scarponi, scomparso in mattinata; tiri: 4-12: corner: 3-6; ammoniti 37′ Venitucci (L), 42′ Taugourdeau (P), 69′ Borghese (L), 90’ Pergreffi (P); recuperi 0′ e 3′.

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