Piacenza-Alessandria 3-2

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 24 novembre 2017 – Serie C, Girone A, 16^ giornata.

Quando scocca l’ora di gioco nessuno punterebbe un centesimo sul Piacenza. All’interno di una partita orribile vissuta sulla paura che paralizza le contendenti – i biancorossi vengono da un punto in tre partite, i grigi si ritrovano in zona playout dopo esser stati costruiti per la promozione – e minata da un terreno impossibile che non aiuta il già magro spettacolo, la squadra di Franzini è sotto di due gol che si è autoinflitta ridefinendo il significato del termine gollonzo.
A dieci minuti dall’intervallo, Sestu crossa da sinistra in un’area dove i padroni di casa sono sette contro due: forse troppi, visto che Pergreffi sta addosso a Morosini che va in tuffo di testa e infila la propria porta. Fino a quel momento si è visto il nulla quasi assoluto e il quasi ce l’ha messo proprio il Piacenza: se l’Alessandria ha uno sterile maggior possesso, due colpi di testa entrambi sul primo palo mandano il pallone verso Agazzi, ma quello di Della Latta su punizione dalla trequarti sinistra esce in diagonale mentre Romero impatta il cross di Nobile proveniente dalla parte opposta spedendo il pallone fra le braccia del portiere.
Subito il gol, i biancorossi traballano e Sestu può esibirsi in una mezza girata dall’inteno dell’area sulla sinistra con la palla che finisce sopra la traversa, poi il rientro negli spogliatoi può solo schiarire le idee: i padroni di casa rientrano con quello che pare un altro piglio, ma arriva la seconda frittata. Non sapendo bene che combinare col pallone, Gonzales conclude senza pretese da quasi trenta metri: Fumagalli va in presa vicno al palo di destra, ma, probabile complice un eccesso di sicurezza, si lascia sfuggire la sfera umida che rotola in porta. Verrebbe voglia di piantar lì, ma il Piacenza ha comunque un sussulto che frutterebbe un rigore se il signor Perotti non commettesse uno dei pochi errori della sua buona direzione di una partita tranquilla: Romero prova la girata da centro area trovando il braccio di un difensore abbastanza largo da rendere inutile qualsiasi riferimento alla breve distanza.
Ritorniamo così all’ora di gioco, ossia quando Franzini ha appena indovinato i cambi (notoriamente non una sua specialità) inserendo Di Cecco e Corazza al posto dei non pervenuti Mora e Scaccabarozzi; l’ex Novara testa il suo recupero dal grave infortunio rialzandosi dopo una ruvida tamponata di un difensore ospite e inizia a cambiare la partita. Masciangelo mette la ciliegina sulla torta di una prestazione brillante (anche quando i suoi compagni balbettano) con un preciso cross da sinistra che Corazza devia di testa dal limite dell’area piccola piegando le mani di Agazzi.
Il ribaltamento che ne consegue è radicale: l’Alessandria sparisce dal campo mentre il Piacenza alza di continuo i ritmi lavorando sulle fasce e sfondando sovente su quella mancina. Prima Corazza mette al centro un pallone invitante su cui nessuno si trova pronto, poi un trasformato Morosini arriva in area al temine di un’azione personale iniziata quasi a metà campo: per la conclusione c’è poco spazio e Agazzi respinge, ma il primo ad arrivare sulla ribattuta è Romero il cui tocco supera il goffo tentativo del portiere e il difensore piazzato sulla linea di porta.
Il sorpasso è nell’aria e Franzini sprona i suoi perché continuino a spingere in considerazione pure del fatto che gli ospiti non paiono sapere come sfruttare i maggiori spazi: Fumagalli deve solo esibirsi in un volo plastico sulla destra per deviare un colpo di testa da appena dentro l’area, per il resto Silva e Pergreffi difendono senza troppi grattacapi una linea difensiva portata fin quasi a centrocampo. Mirabile visu, il gol decisivo arriva di testa su azione di calcio d’angolo originato dall’ennesima incursione di Morosini sulla sinistra: batte lo stesso centrocampista, Della Latta prolunga sul primo palo e Corazza ha il tempo di prendere la mira e infilare sul secondo.
La reazione grigia sta tutta in una punizione di Gonzales dal limite che finisce alta, mentre il Piacenza potrebbe arrivare a un’inattesa quaterna, ma Segre, dopo essersi fatto tutta la metà campo ospite dribblando mezzo Alessandria, non riesce a superare Agazzi in uscita bassa. I biancorossi portano così a casa una vittoria corroborante in vista di un finale di girone d’andata che, dopo l’abbordabile Pro, presenta le sfide irte di insidie con Siena e Livorno. (tabellino a seguire da www.sportpiacenza.it, voti al Piacenza miei)

Piacenza (maglia rossa e pantaloncini bianchi, 4-3-3): Fumagalli 5, Mora 5 (55’ Di Cecco 6,5), Pergreffi 7, Masciangelo 7,5, Silva 6,5, Nobile 6, Romero 6,5, Della Latta 6, Morosini 6,5, Segre 6, Scaccabarozzi 5 (55’ Corazza 8). All.: Franzini.
Alessandria (maglia grigia e pantaloncini neri, 4-4-2): Agazzi, Cazzola, Sestu (69’ Russini), Nicco, Marconi (69’ Fischnaller), Giosa (46’ Piccolo), Fissore, Gonzalez, Gozzi, Branca (87’ Bunino), Casasola (83’ Celjak). All.: Marcolini.
Arbitro: Perotti di Legnano (assistenti Zingrilli di Seregno e Graziano di Mantova)
Reti: 34’ Morosini (P, aut), 48’ Gonzalez (A), 63’ Corazza (P), 77’ Romero (P), 85’ Corazza (P)
Note: spettatori 1927, incasso 4975 euro; ammoniti Fissore (A), Morosini (P), Cazzola (A), Corazza (P), Fumagalli (P); corner 5-2; recuperi 0’ e 4’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *