Piacenza-Monza 0-1

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 23 dicembre 2017, Serie C, Girone A, 20^ giornata.

In un pomeriggio di sole tiepido in maniera inattesa arriva l’ennesima conferma che questo Piacenza unisce la poca qualità a dosi omeopatiche di spirito guerriero. Finchè l’avversario regala spazi invitanti (vedi Livorno), i biancorossi vi si infilano con un certo successo, ma per sottolineare che il re è nudo basta un qualsiasi Monza che entri in campo accorto avendo cura di raddoppiare dalle parti di Masciangelo. Prende il via allora un giro palla insistito che non riesce a scovare sbocchi, magari ignorando i pochi raddoppi e i non fenomenali tagli dei centrocampisti: tra un cross nel nulla e l’altro (punte impalpabili e mai nessuno che sappia intercettare la palla che esce, neppure per sbaglio) la fiducia va a farsi benedire consentendo all’avversario di apparire più tonico e di arrivare sempre in anticipo sul pallone.
Il vuoto assoluto fa passare anche la voglia di lamentarsi per il mezzo rigore non concesso a Romero dopo un quarto d’ora (abbraccio di Riva su cross da destra): la pessima prova del signor Schirru ben si adatta alla mediocrità generale. Nel primo tempo, il Piacenza è tutto in un tiro da lontano di Segre (centralissimo) e in un paio di conclusioni alte nel finale, una deviazione di testa di Pergreffi seguito da una di destro di Corazza dalla lunetta: i brianzoli fanno poco di più, centrando sì i pali quattro volte, ma senza impensierire Fumagalli (due botte dalla distanza più una girata e un colpo di testa di Cori).
Il centravanti ospite, onesto mestierante di categoria, è sembrato di un altro pianeta rispetto agli avanti di casa, supportato dal movimento di D’Errico e Cogliati nel dar fastidio alla difesa biancorossa: il comportamento a palla ferma degli ultimi due avrebbe peraltro fatto scappare la pazienza a un santo, ma nei loro confronti l’arbitraggio è stato molto benevolo (diciamo così).
La ripresa inizia con un piglio un po’ più brillante – non che ci volesse granchè – ma ciò significa solo che i traversoni sibilano magari nell’area piccola senza comunque trovare un piede che arrivi vicino a deviarli – mentre sul fronte opposto il Monza dà l’impressione di accontentarsi dopo un’incursione di D’Errico che attraversa la metà campo piacentina da sinistra a destra per poi entrare in area e spedire sull’esterno della rete.
Liverani trascorre un pomeriggio tranquillo fino al ventiseiesimo, quando Franchi fa l’unica cosa decente della sua partita: rientra dalla trequarti destra e serve con precisione Segre che si fionda nei sedici metri dall’altra parte: peccato che, sul più bello, il centrocampista manchi l’impatto di testa. Poi uno dice le frasi fatte… Passano sì e no cinque minuti e gli ospiti trovano l’immeritato vantaggio: accanto alla bandierina di destra, Trainotti centra verso il dischetto dove Cori vince il duello volante con Di Cecco (ma perchè il più piccolo su un marcantonio come il numero nove?), stoppa di petto e appoggia all’accorrente D’Errico un pallone impossibile da sbagliare.
Franzini passa al 4-2-4 togliendo un ingodibile Pederzoli e inserendo Zecca largo a destra, ma si resta solo al livello di buona volontà: un traversone basso e teso di Masciangelo viene lisciato da Corazza e dal centravanti aggiunto Pergreffi mentre Romero si ritrova troppo avanti, poi è lo stesso Romero a buttarla in mezzo da destra – paradossale che il suo sia il miglior cross della giornata – ma, come di consueto, non c’è nessuno che lo pigli.
L’occasionissima arriva un po’ per caso solo allo scadere, quando Masciangelo si impone per l’esecuzione di una rimessa laterale dalla trequarti destra: lancio lungo prolungato da Zecca per Corazza che, dal limite dell’area piccola, prende il palo in diagonale e poi sbaglia goffamente la ribattuta. I minuti di recupero sono tutti del Monza, mentre i biancorossi riescono a gettare alle ortiche pure le rimesse laterali rimanendo a decine di metri di distanza dalla porta di Liverani.
Se la contestazione degli ultras è insensata (quelli che si definiscono ‘veri tifosi’ e poi spariscono quando la squadra è in difficoltà anche e soprattutto per motivi ‘politici), i fischi dello scarso pubblico sono ben meritati per una prestazione che conferma come (a meno di miracoli nel mercato di gennaio) si tratti di una stagione sbagliata che ci si può solo augurare di archiviare in fretta. (tabellino a seguire da www.sportpiacenza.it, voti al Piacenza miei)

Piacenza (maglia rossa e pantaloncini bianchi, 4-3-3): Fumagalli 6, Di Cecco 5 (78′ Mora sv), Pergreffi 6, Masciangelo 5,5, Silva 5,5, Pederzoli 4 (81′ Zecca sv), Romero 5, Corazza 5,5, Segre 5,5, Scaccabarozzi 5, Franchi 5. All.: Franzini.
Monza (maglia nera con banda verticale biancorossa, pantaloncini neri, 4-4-2): Liverani, Riva, Guidetti, Cori, D’Errico, Trainotti, Cogliati (69′ Ponsat), Caverzasi, Perini (69′ Galli), Tentardini, Giudici (90′ Carissoni). All.: Zaffaroni.
Arbitro: Schirru di Nichelino (assistenti Biava di Vercelli e Perrelli di Isernia)
Rete: 76′ D’Errico
Note: spettatori 1511 (incasso 2.279 euro); giornata serena e non fredda, campo in buone condizioni di gioco; ammoniti Cogliati (M), Tentardini (M), Franchi (P); corner 5-2; recuperi 1’ e 4’.

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