A tutta B

Un nuovo allenatore porta almeno i tre punti. Che sia leggenda metropolitana o voglia dei giocatori di mettersi in mostra con il nuovo mister, l’assunto trova spesso dimostrazione, ma non nel caso del Piacenza. Una formazione figlia degli esperimenti tattici di Mario Somma riesce per quasi un’ora a far partita pari contro una squadra di caratura superiore, sfruttando soprattutto la possibilità di infilarsi nella difesa altissima, e non proprio veloce, del Chievo. Chiudi di qui, raddoppia di là, la superiorità numerica ospite a centrocampo quasi non si avverte; purtroppo la coperta dei biancorossi è sempre corta, e questa volta il lato scoperto è la difesa sinistra, dove Anaclerio è lasciato solo da Kharja, che a rientrare non ci pensa nemmeno. Purtroppo, da quelle parti incrocia il Calciatore Precedentemente Noto come Eriberto, che con un paio di accelerazioni fulminanti consente ai suoi prima di pareggiare e poi di andare in vantaggio, complici anche i centrali difensivi che pisolano beatamente. L’espulsione di D’Anna – unica decisione ineccepibile in un arbitraggio mediocre – ha chiuso la partita: Somma ne approfitta per ruotare i giocatori in vari ruoli, ma, more solito, nessuno che arrivi a tirare in porta.
Altre considerazioni:
forse per vendicare Bazzani, gran copia di realizzazioni spettacolari su tutti i campi: si fanno ricordare specialmente i tiri di Tamburini e Dall’Acqua all’incrocio dal limite, il sinistro in diagonale di Biancolino, il pallonetto morbido di Padalino da quasi quaranta metri, la splendida azione del primo pareggio del Rimini e la bella girata di Tucci che ha dato la vittoria al Lecce. Le quotazioni della categoria ne hanno beneficiato, compensando gli scempi tecnici e gli spettacoli non eccelsi che gli spettatori sono spesso costretti a subire;
molto bella Rimini-Lecce, con i padroni di casa che, in dieci, riescono a raggiungere il pari e a mantenerlo sin quasi alla fine; con la vittoria i salentini restano aggrappati alla testa della classifica, dove, oltre al Chievo, rimangono il Brescia, che vince facile con la Triestina, il Bologna, malgrado la difficile trasferta di Frosinone e ritorna l’Albinoleffe. Il Mantova, dopo aver vinto a Brescia solo per fare sbagliare il pronostico allo scriba, si riassesta sui suoi livelli prendendo due gol da belle statuine e così gli orobici possono risalire in quarta posizione;
lì davanti c’è anche il Pisa, che a Grosseto dimentica di giocare, finisce in nove e perde meritatamente. Il perfido sgambetto del massaggiatore di casa a Raimondi, che viene pure espulso, andrebbe punito con eoni di squalifica: già che i derby – specie quelli toscani – sono partite che definire tese è un eufemismo, se ci si mettono anche gli addetti ai lavori non se ne esce più;
a proposito di squalifiche: se Dedic (vedi “A tutta B” della settimana scorsa) fosse stato punito, forse Zalayeta ci avrebbe pensato due volte prima di tuffarsi. Il pianto, in altre serie, di Milan e Juve indica che questi arbitri sbagliano per inesperienza e/o incapacità, non perchè radiocomandati; la giovane età media è sicuramente un’altra attenuante. Ma, nel complesso, la qualità appare scarsa: che il signor Valeri di Roma, neanche trent’anni, arbitri così male una partita innocua come Piacenza-Chievo – e non sto parlando del rigore almeno dubbio – dà il segno di un momento diciamo non felice per i direttori di gara. E poi i guardalinee (aka assistenti) non si capisce bene che ci stiano a fare, se non sbandierano neppure un fallo di mano a cinque metri da loro…

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Piacenza-Chievo 1-3

Piacenza, 27 ottobre 2007 – Stadio L. Garilli.

Mario Somma subentra alla coppia Remondina e Secondini e in quattro giorni non può far altro che appoggiarsi al lavoro dei predecessori. Schiera così un 4231 che presenta come unica novità Padalino al centro, dietro Simon, e Kharja a sinistra: l’esperimento funziona a metà, se lo svizzero è il migliore in campo, anche perché si danna in ogni zona, il marocchino è completamente fuori ruolo. Oltre a non offrire niente in attacco, non ripiega mai lasciando Anaclerio in mezzo a due avversari. Il terzino è presto ammonito, e dalla sua parte gioca un certo Luciano che, guarda caso, mette in mezzo i cross dei primi due gol. La coperta è corta, una volta che la squadra ha un atteggiamento leggermente più offensivo la difesa mostra le magagne nascoste dall’atteggiamento prudente dell’ultimo Remondina: Bentivoglio e Pellissier possono colpire quasi indisturbati due rasoterra provenienti da destra mentre i centrali pisolano e Nef sbaglia clamorosamente la diagonale che avrebbe evitato l’ 1-2. Contro un avversario forte e ben disposto in campo, il Piacenza regge comunque il primo tempo, terminato meritatamente in parità: poi, dopo il gol, D’Anna si fa espellere in preda ad una crisi isterica, il Chievo fa un passo indietro e la porta di Squizzi diventa una chimera. All’allenatore non resta altro che ruotare gli uomini fra i ruoli per vedere l’effetto che fa: alla fine ci si mette anche il mediocre signor Valeri di Roma a regalare agli ospiti un rigore di cui non hanno bisogno. Finisce con la quarta sconfitta interna su sei incontri e un’impressione di impotenza che si fa via via più preoccupante.
Formazione: Cassano 5,5 – Nef 4,5, D’Anna 3, Miglionico 5, Anaclerio 5 – Padalino 7,5, Riccio 5 (Bianco sv), Patrascu 4, Rantier 4,5 (Gemiti sv), Kharja 4 (Olivi sv) – Simon 5,5
Reti: 10’ Padalino, 15’ Bentivoglio, 51’ Pellissier, 79’ Marcolini (rig)

Piacenza – Chievo 1-3

Il vantaggio con Padalino illude i biancorossi di Somma, esordio sulla panchina piacentina, ma l’immediato pareggio di Bentivoglio ispirato da un pimpante Luciano lanciano il Chievo dell’ex Iachini. Nella ripresa ancora Luciano dà l’avvio al raddoppio di Pellissier. Dopo pochi minuti Valeri manda sotto la doccia D’Anna per una gomitata a Gasparetto. Gara in discesa per i veneti che triplicano con un generosissimo rigore trasformato da Marcolini e concesso per un  intervento di Miglionico su Obinna. Nel finale traversa alta di Simon di testa.

I documenti di A tutta B

Per chi voleva sapere com’era andata a finire…

Gara di 3ª Cat. MORTIZZA – GERBIDO SIPA del 14/10/2007
IL GIUDICE SPORTIVO
lettI il referto di gara e il supplemento di rapporto dell’arbitro, dagli stessi si rileva che la società Mortizza non ha
adottato alcuna misura d’ordine a salvaguardia dell’incolumità dell’arbitro; che una ventina di tifosi del Mortizza,
trovando il cancello della gradinata aperto, nel tratto tra terreno di gioco e spogliatoio, hanno cercato di
aggredirlo, non riuscendovi per il pronto intervento dei dirigenti del Mortizza FRESCHI Enrico e MIRTI Mauro
che, comunque, nell’accompagnarlo di forza nel proprio spogliatoio, avrebbero insultato quest’ultimo
accusandolo tra l’altro di “aver rovinato la partita”; che, mentre la porta dello spogliatoio era ancora aperta,
l’arbitro veniva raggiunto da un tifoso che lo colpiva con due schiaffi alla testa; che al momento della notifica
dell’espulsione di un calciatore del Mortizza, FRESCHI Paolo, n. 2 del Mortizza, distante dall’arbitro una ventina
di metri, si avvicinava di corsa a quest’ultimo e, rivolgendogli frase gravemente offensiva, colpiva l’arbitro
stesso con un pugno al petto e con due schiaffi al volto. Riusciva anche a colpirlo con un calcio al polpaccio
destro, mentre il direttore di gara era ancora attorniato dai compagni di squadra.
Inoltre altro tifoso, prima che l’arbitro raggiungesse lo spogliatoio, colpiva violentemente quest’ultimo con un
calcio nella zona lombosacrale. Ritenne per questo fatto di ricorrere al pronto soccorso dell’ospedale di
Piacenza, che gli rilasciò certificato medico.
Dopo tutto quanto premesso, osserva:
la società Mortizza non è responsabile della omessa misura d’ordine né di tutela nei confronti dell’arbitro in
quanto ha comunque cercato di tutelare il medesimo, tanto che i dirigenti Freschi e Mirti, in una situazione di
carattere eccezionale e quindi non facilmente prevedibile, lo hanno letteralmente spintonato nello spogliatoio
affinché non venisse malmenato dai tifosi. I due dirigenti sono invece responsabili delle frasi irriguardose rivolte
nel frangente allo stesso, e quindi devono essere sanzionati..
Va pure sanzionata la società Mortizza responsabile di tutto quanto accaduto, per aver consentito l’accesso
dei tifosi nel tratto tra terreno di gioco e spogliatoi, attraverso un cancello tenuto aperto,
per questi motivi
visti gli artt. 16, 17, 18 e 19 del Codice di Giustizia Sportiva
DELIBERA
– alla società MORTIZZA viene applicata la punizione sportiva della perdita della gara con il punteggio
di 0 – 3;
– alla società MORTIZZA viene irrogata, per i fatti sopra addebitati, la sanzione di € 400 di ammenda;
– i dirigenti FRESCHI Enrico e MIRTI Mauro vengono sanzionati con la inibizione fino al 4 novembre
2007;
– FRESCHI Paolo, calciatore del Mortizza, per i fatti allo stesso addebitati, viene sanzionato con la
squalifica fino al 31 maggio 2010.

Sonic Reducer

Aspas: “Pronto a sfruttare l’occasione italiana”

Presentato l’ex calciatore del Celta Vigo Jonathan Aspas Juncal ingaggiato dal Piacenza dopo un breve periodo di prova. 25 anni esterno destro, Aspas ha sempre militato dalla stagione 1998-99 nel Celta Vigo.

Queste le sue prime parole “italiane”.

“Ho colto l’occasione di venire in Italia e sono molto felice della scelta, quasi in controtendenza visto che sono gli italiani ad andare a giocare in Spagna”.

“Il Piacenza ha un buon gruppo e mi sono subito trovato bene con loro. Fisicamente sto bene e spero di dare il mio contributo al più presto”.

Sono un calciatore a cui piace attaccare e prediligo giocare come laterale destro. In Spagna gli esterni spingono molto, ed io giocavo in un modulo con la difesa a tre. Quindi dovrò abituarmi al nuovo modulo”.

Mario Somma nuovo allenatore del Piacenza

Mario Somma è il nuovo allenatore del Piacenza calcio. L’allenatore in seconda sarà Felice Secondini.

Somma, presentato questa mattina alla stampa, in presenza dell’amministratore delegato Riccardi e del direttore sportivo Castagnini, si è detto entusiasta della nuova avventura. La società emiliana si è affidata au un allenatore esperto. Somma, infatti, dopo una lunga “gavetta” alla guida di squadre dilettantistiche, si è fatto conoscere alla Cavese, che ha portato in C2. A seguire, nel 2004, promozione con l’Arezzo e l’anno successivo, l’approdo in A con l’Empoli. Nel 2006 il passaggio a Brescia e l’esonero nel febbraio 2007.

Queste le prime parole del neo allenatore del Piacenza: “Con la società ho impiegato cinque minuti per trovare l’accordo. Piacenza è una realtà importante, solida dal punto di vista organizzativo, conosco bene molti giocatori. Come inizia il mio lavoro? Con l’entusiasmo della prima volta, con la mente rivolta al prossimo turno, impegnativo, contro il Chievo di Iachini, un allenatore che come me non ama le barricate, piuttosto predilige un gioco veloce, d’attacco, senza attendere l’avversario dietro per ripartire. Noi giocheremo così, non chiedetemi il modulo, quello lo adatterò a seconda delle situazioni. Prediligo il 4-2-3-1 o il 4-3-2-1, a seconda degli uomini che avrò a diusposizione”.

Piacenza vuole risalire in classifica, i tifosi chiedono la svolta. “E’ l’obiettivo per cui lavorerò, questa squadra non merita l’attuale posizione in classifica, può fare molto di più? Dove possiamo arrivare? Nei primi 7-8 posti ci possiamo stare sicuramente, il campionato è lungo ed equilibrato, tutto può accadere. La scorsa stagione ci ha insegnato a non porsi degli obiettivi: all’ultima giornata, poi, si è deciso tutto”.

Su eventuali correttivi, infine, il tecnico si è così espresso.

“Per mia scelta non chiedo giocatori alla società, lavoro con ciò che ho a disposizione. Ho piena fiducia in Castagnini, che ho avuto come direttore sportivo anche quando giocavo. Il Piacenza è una squadra di valore, se la società riterrà opportuno fare dei cambiamenti, apportare modifiche all’organico, sarà padrone di farlo. Il mio compito è allenare, fare risultati, riportare in alto questa squadra. Ci metto tutto l’impegno, i risultati sono la medicina del calcio”.

Il Piacenza calcio ringrazia Gian Marco Remondina per il lavoro di staff svolto con grande professionalità.

A tutta B

Quando ero più giovane di oggi, la fonte primaria di informazione calcistica era ’90° minuto’. Essendo anche cabaret involontario, ne uscivano spesso frasi che passavano nel parlato comune: un discreto produttore di facezie era Vujadin Boskov che, dopo avere allenato qua e là, aveva trovato la squadra della vita nella Sampdoria di Vialli e Mancini. Ora, La Spezia e Genova hanno molte caratteristiche in comune – la regione, il mare… – e, anche considerando gli inevitabili campanilismi, è impossibile che gli spezzini non abbiano mai sentito dire che ‘partita finisce quando arbitro fischia’. Eppure lo Spezia continua a prendere gol nei minuti finali, con una spiccata predilezione per il quarto minuto di recupero: finchè è Tiribocchi passi, ma farsi sorprendere da un terzino del Piacenza o far segnare di testa un argentino bravo ma piccolotto come Ricchiuti è segno di autolesionismo.
Altre considerazioni:
va bene che ‘rigore è quando arbitro dà’, ma quelli assegnati a Ravenna e Frosinone sono abbastanza fantasiosi; nel primo caso, l’attaccante tampona il difensore del Chievo e quest’ultimo, oltre al rigore contro, è pure ammonito: Iachini è stato trattenuto da una decina di persone; nel secondo, Dedic corre parallelo al difensore fino a che non è ben dentro l’area e poi sviene: sarebbe opportuna una squalifica con la prova tv. Se Collina ha detto ai suoi arbitri di fischiare senza guardare in faccia a nessuno, ambedue gli episodi hanno favorito squadre in trasferta, questo non li esime da usare il comune buon senso;
nel Pisa che arriva alla sesta vittoria consecutiva, sta forse nascendo la stella di Alessio Cerci, ragazzo uscito dalle giovanili della Roma che in questo inizio di campionato sta sciorinando un campionario di dribbling, assist e gol addirittura troppo bello per essere vero; magari calerà, come tutta la squadra che è la stessa che l’anno scorso non ha incantato in C, ma le qualità sono tante per uno che ha appena compiuto vent’anni;
il Brescia vince a Lecce confermando di essere, al momento, la più forte della compagnia; i salentini dominano fino a quando passano in vantaggio, poi puff!, spariscono dal campo lasciando almeno una decina di palle-gol agli avversari; sbaglia questa e sbaglia quella, alla fine gli ospiti riescono a centrare la porta un paio di volte, approfittando di spazi immensi. Annullato un gol maestoso a Bazzani, destro al volo dal vertice dell’area all’incrocio dei pali, per fuorigioco da un guardalinee (pardon: assistente) senza senso estetico;
se vince il recupero interno con il Mantova, il Brescia va in testa da solo; a prima vista non un’impresa impossibile contro la delusione dell’anno, soprattutto in rapporto agli investimenti estivi: il Grosseto non è avversario irresistibile, eppure i virgiliani non sono andati più in là di uno 0-0 con poco sugo, sbagliando qualche gol, ma rischiando pure in contropiede. La politica dei giocatori di nome ma oltre i trent’anni paga poco contro squadre che puntano tutta su velocità e pressing;
un accenno alle squadre più vicine a noi; l’Albinoleffe è protagonista di un pareggio pirotecnico in quel di Avellino, con tantissime occasioni da ambo le parti ma nessuno gol: che abbia fatto partita pari con una delle derelitte della classifica può essere un ulteriore segno di rientro nei ranghi; il Piacenza si fa rullare senza speranza dal Pisa, con la tragicomica chicca del primo gol preso in contropiede: campo aperto e difensori posizionati a caso. Lo scrivente non va matto per i cambi di allenatore, ma forse il tempo di Romolo&Remolo dovrebbe essersi compiuto.

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Pisa – Piacenza 3-1

Anche a Pisa arriva l’ennesima sconfitta figlia di un primo tempo incolore e di una prestazione eccellente dei toscani soprattutto in fase offensiva. Secondini, ex di turno, deve rinunciare ancora a Cacia e porta in panchina per la prima volta lo spagnolo Aspen. Fiducia in attacco a Simon con Gemiti a sinistra. L’avvio è di marca nerazzurra con numerose occasioni non finalizzate di un soffio. il gol arriva quasi allo scadere con Castillo in perfetto contropiede. Ad inizio ripresa il raddoppio con Raimondi in contropiede ispirato da un indiavolato Cerci. Macina gioco sulla sinistra anche l’ex biancorosso  Emanuele D’Anna. Il Piacenza con Kharja in campo nella ripresa riapre la gara con Raffaele Bianco lesto ad insaccare una respinta del portiere toscano su conclusione di Simon I biancorossi ci credono e collezionano una lunga serie di angoli che non danno però esito. Punge invece ancora il contropiede sulla destra del Pisa che chiude definitivamente la partita con Castillo che ribadisce a rete una corta respinta di Cassano su tiro di Cerci.   

Piacenza-Bologna 0-1

Piacenza, 14 ottobre 2007 – Stadio L. Garilli.

Una domenica pomeriggio di sole allo stadio: dopo tanti mesi di esilio al sabato, un gradito ritorno che è andato sprecato. Piacenza e Bologna hanno inscenato uno strazio al cui confronto Italia-Georgia va a rappresentare la summa del calcio-spettacolo: andamento lento, eterna circolazione di palla fine a se stessa e, soprattutto, pochissima voglia di cercare il gol. Deludono gli ospiti, che la settimana prima avevano battuto bene il Lecce e sono apparsi macchinosi e opachi, tanto che l’attacco Marazzina-Adailton-Bombardini non ha combinato nulla; si accodano i padroni di casa, ai quali mancano come al solito le idee, ma viene anche meno la corsa con cui si sarebbero potuti mettere in difficoltà avversari così compassati. Una traversa su punizione di Patrascu deviata dalla barriera, il gol, un tiro di Bombardini parato: fine della lista delle occasioni. Il Piacenza tiene in mano il pallino del gioco nel sonnacchioso primo tempo pur non combinando nulla, poi nella ripresa il Bologna accelera appena e guadagna trenta metri di campo: non si muoverebbe comunque nulla se Patrascu non si distraesse a centrocampo e se, sul successivo tiro di Mingazzini, Cassano non si addormentasse nella più classica delle papere. Partita finita, i biancorossi in pratica non reagiscono e i felsinei si limitano a controllare. Unica notizia positiva il rientro di Cacia, comunque lontanissimo dalla migliore condizione: quasi un talismano, nella speranza che la squadra cominci a cercare e trovare la porta, magari su azione.
Formazione: Cassano 4 – Nef 5,5, D’Anna 6,5, Olivi 6, Anaclerio 6 – Padalino 6,5, Riccio 5, Patrascu 5 (Guzman 5), Gemiti 6 – Bianco 5 (Bianchi sv) – Rantier 5 (Cacia sv)
Reti: 70’ Mingazzini

A tutta B

Grazie alla sosta dei campionati minori, il vostro cronista, che non si ricordava più il tempo e l’ora, è tornato ad accomodarsi (insomma…) sui gradoni di uno stadio alla domenica. E’ questa l’unica nota positiva di un pomeriggio di noia che ha fatto sembrare Italia-Georgia il manifesto del calcio-spettacolo. Opposto ad un Bologna macchinoso fino alla paralisi, non si capisce come possa puntare alla A con questi ritmi, il Piacenza ha esibito poche idee, e lo si sapeva, e poca corsa, con la quale avrebbe potuto mettere in crisi i compassati avversari. Il gollonzo su papera di Cassano, brutto fine settimana per i portieri, ha sbloccato lo 0-0 che pareva ormai scritto: reazione zero da parte dei padroni di casa, come del resto i tiri in porta. Il Bologna abbandona la bella consuetudine di perdere al Garilli e avanza in classifica.
Altre considerazioni:
ferme Brescia e Mantova per le nazionali, partita di cartello fra Albinoleffe e Pisa, che i toscani si sono aggiudicati con tre contropiede micidiali, approfittando forse di un calo degli orobici (yeah!) dopo l’inizio di campionato a tutta velocità; inevitabile il brivido al nome del secondo marcatore dell’ Albinoleffe;
per la serie ‘quotazioni in ascesa’, fa ancora bene il Frosinone, contro un Bari in dieci per tutta la partita – e se fa due gol Dedic, vuol dire che va tutto per il verso giusto – mentre il Chievo vince ad Ascoli non proprio meritatamente con un gran gol nei minuti di recupero;
per il resto tanti pareggi, con emozioni e gol anche nei minuti finali; in fondo alla classifica si muovono tutte, comprese quelle impegnate su campi apparentemente impossibili, come l’Avellino a Rimini – quanti gol si è mangiato Vantaggiato? – e lo Spezia a Lecce – ancora fatali i minuti di recupero, ma il gol del 2-1 era stato regalato dal portiere giallorosso;
come match dei disperati era in cartellone Treviso-Vicenza, che gli ospiti si sono aggiudicati facendo tre gol con due tiri e mezzo; sorpasso effettuato, i trevigiani traballano in difesa e sono imprecisi in attacco, brutto segno per una squadra partita con ambizioni di promozione.

Questi uomini
Il Fiorenzuola perde a Fiorano il big match dell’Eccellenza Emilia-Romagna (della serie: chi se ne frega…) e il suo mister non trova nulla di meglio che inveire contro le due (due) guardialinee donna che gli hanno mandato, con una serie di carinerie fra le quali la più lieve è ‘incompetente’.
Lo scriba disapprova questi atteggiamenti prevenuti, soprattutto ora che la gnagnera di Piacenza-Bologna ha neutralizzato l’eclettismo sbandieratorio della signora Cini.

Violenza nel pomeriggio
Ieri doveva esserci un’aria frizzantina. Oltre all’increscioso episodio raccontato dal direttore, ci sono stati altri atti inqualificabili che hanno rovinato la giornata calcistica. Nel derby al quadrato Mortizza-Gerbido (di Mortizza) – 3^ piacentina, una squadra quint’ultima, l’altra quart’ultima – il direttore di gara è stato colpito da un giocatore e poi da un tifoso al rientro negli spogliatoi dopo la sospensione dell’incontro. Dal tono dell’articolo sul quotidiano locale, si direbbe che l’estensore e l’aggressore siano la stessa persona.

L’altro calcio
Dopo una sola stagione di purgatorio, U.S. Monticellese è tornata in VI serie di Hattrick con una giornata di anticipo, grazie ad un grande girone di ritorno con sei vittorie consecutive

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Avellino – Piacenza 0-1

Una precisa punizione di Padalino regala al Piacenza la seconda vittoria consecutiva sul neutro di Grosseto. Il Piace respira. Dopo il successo al fotofinish contro lo Spezia di sette giorni fa, arriva la replica nello scontro salvezza contro l’Avellino degli ex Pellicori e Stella. A far tornare il sorriso a Secondini ci pensa Marco Padalino che a poco più di un quarto d’ora dalla fine di una gara senza grossi sussulti e a tratti mediocre, realizza su precisa punizione il gol vittoria beffando Pantanelli. Senza i soliti noti, gli infortunati Stamilla, Nef e Miglionico e con Cacia e Ciarrocchi “prestati” alla Primavera di Bruni, il Piacenza si schiera con Gemiti sulla mediana sinistra e con Rantier unica punta. Patrascu e Simon partono dalla panchina. L’avvio è di marca biancorossa ma l’unico pericolo verso la porta irpina lo procura Kharja con una punizione dalla lunga distanza deviata in angolo da Pantanelli. Il finale di tempo vede gli irpini di Carboni più intraprendenti ma questa volta Cassano non deve inventarsi proprio nulla. Nella ripresa succede davvero poco. A spezzare la quiete del grigio pomeriggio maremmano ci pensa il biondo che non t’aspetti. Padalino dal limite sorprende l’estremo biancoverde. Il Piace legittima il successo con una traversa di Riccio e una doppia conclusione ravvicinata di Kharja parata con disinvoltura da Pantanelli. Si riprende martedi in vista della gara interna di domenica contro il Bologna.

 

Piacenza-Spezia 1-0

Piacenza, 30 agosto 2008 – Stadio L. Garilli.

Tre punti pesanti contro una diretta avversaria per la salvezza: tutte qui le note positive dell’ennesimo pomeriggio di sofferenza del Piacenza. La vittoria nel recupero va a riequilibrare quanto buttato via quattro giorni prima contro il Lecce, ma al termine di una prestazione inguardabile, ben lontana da quella contro i salentini. E dire che la partita non era cominciata male: il 4-4-1-1 provato martedì ha dato ancora buoni frutti e nel primo tempo la squadra non incantava ma era padrona del campo per lunghi tratti, il gioco aveva un senso e c’era anche un abbozzo di pericolosità. I tiri in porta latitavano sempre ma, al cospetto di uno Spezia ben organizzato e che puntava al pari, il Piacenza dimostrava di avere qualche idea che poteva portare a qualcosa di buono. Poi veniva l’espulsione di Ceccarelli – il sig. Squillace nell’occasione aveva ragione, ma per il resto è stato troppo timido con i cartellini – e, di conseguenza, l’ingresso di Simon: tutti gli equilibri saltavano e l’intero secondo tempo era all’insegna della confusione e della mediocrità. Nessuna occasione, Simon e Kharja del tutto fuori dal gioco mentre lo Spezia cresceva in contropiede, a volte i suoi attaccanti giganteggiavano duettando indisturbati al limite dell’area biancorossa, fino a sfiorare un paio di gol nel recupero. Cassano si superava due volte su Guidetti e Saverino arrivava stremato dopo ottanta metri di corsa e tirava in bocca al portiere. Sul ribaltamento, Bianchi indovinava il dribbling in area e il suo cross era spinto in porta dalla girata di Anaclerio: grande esultanza in campo, un po’ meno sugli spalti dove la contestazione non si fermava.
Formazione: Cassano 6,5 – Iorio 4,5, D’Anna 6,5, Olivi 5,5, Anaclerio 6,5 – Padalino 6 (Guzman 5), Riccio 6, Bianco 6 (Bianchi 6), Gemiti 5,5 (Simon 5) – Kharja 5 – Rantier 5,5
Reti: 94’ Anaclerio

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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