La prima volta di Abbate (Tuttosport.com)

PIACENZA (4-3-2-1): Cassano 6.5; Abbate 7, Zammuto 6.5, Olivi 6.5, Anaclerio 6; Wolf 6, Riccio 6, Patrascu 6 (29’ st Rantier ng); Serafini 6.5, Bianchi 6; Tulli 5.5 (18’ st De­dic 6.5). A disp.: Capodici, Cuciula, Gemi­ti, Padalino, Simon. All.: Somma 6.
AVELLINO (3-4-1-2): Gragnaniello 7.5; Maietta 5.5, Mengoni 6, Cherubin 5.5; Si­rignano 5.5 (41’ pt Conticchio 6), Carbone 6.5, Della Rocca 6, Di Cecco 6; Sestu 6.5; Salgado 5.5 (17’ st Pellicori 6.5), Cipriani 6 (32’ st Kenesei 6). A disp.: De Marco, Co­rallo, Nardini, Conticchio, Pellicori, Ke­nesei, Paonessa. All.: Carboni 5.5.
ARBITRO: Salati di Trento 6.5.
MARCATORI: pt 22’ Abbate.
NOTE: spettatori 2.903 per un incasso di 19.411 euro. Ammoniti: Anaclerio, Della Rocca, Abbate, Conticchio per gioco scor­retto, Cassano per condotta non regola­mentare. Angoli: 4-3 per il Piacenza. Re­cupero tempo: pt 2’, st 3’.

GIANLUCA PERDONI

PIACENZA. Il calendario lanciava la fune e il
Piacenza l’ha afferrata. Dopo il blitz di La Spe­zia, la squadra di Somma non ha fallito il se­condo scontro diretto. Fatale all’Avellino la zuc­cata del 25enne Abbate, impiegato al posto del­lo squalificato Nef e al primo gol da professio­nista. Una rete che ha trainato fuori dalla bol­gia il Piacenza e ha spinto giù gli uomini di Car­boni, terz’ultimi con Lo Spezia. Non sono però in vista ribaltoni: «Carboni non si tocca, la squa­dra nel secondo tempo ha dimostrato di essere ancora viva», ha sottolineato il diesse irpino, Lucchesi. Somma, invece, si tiene stretto il suc­cesso in vista del ciclo di ferro con Bologna, Pi­sa, Chievo e Rimini. Contro l’Avellino il Pia­cenza ha capitalizzato al massimo la rete di Ab­bate, dopo che l’Avellino aveva sfiorato il van­taggio già al 4’ con Salgado. Stessa sorte all’11’ per un’incursione di Tulli imbeccato Serafini. Nella ripresa l’Avellino spingeva di più e Cas­sano al 5’ doveva superarsi su un colpo di testa di Cipriani. Sul fronte opposto Dedic ingaggia­va un duello con Gragnaniello, determinante al 20’ e al 39’. Sfortunato l’ex Pellicori: il suo colpo di testa ad anticipare l’uscita di Cassano si stampava sulla traversa. Cassano si riscattava al 45’ deviando una punizione di Kenesei.

Piacenza – Avellino 1-0

Tre punti importantissimi che fanno respirare il Piacenza e lo proiettano a otto punti dalla zona play-out. Decide un difensore Abbate, al suo primo gol con la maglia biancorossa. Somma recupera Patrascu e Bianchi e schiera proprio Abbate per sostituire lo squalificato Nef. Su un traversone di Patrascu dalla sinistra Abbate salta più in alto di tutti e insacca. Ottimo il primo tempo di Riccio e compagni che dopo aver rischiato dopo pochi secondi sull’asse Sestu-Salgado, collezionavano un paio di occasioni con Tulli, due volte e con Serafini su splendido cross di Patrascu. Nella ripresa Avellino grintoso e aggressivo che sfiorava in tre occasioni il pareggio. Bravo Cassano su Cipriani, su Pellicori e sulla punizione di Conticchio. Lo stesso Pellicori colpiva la parte alta della traversa. Sul fronte biancorosso era Dedic con due bordate dal limite a impegnare severamente Gragnaniello. Ammonito, Anaclerio salterà il Bologna.

Tabellino 

A tutta B – 28^ giornata

Nessuno sostiene che giocare a La Spezia sia semplice. L’ambiente dell’ ‘Alberto Picco’ è uno dei più difficili, almeno per quanto riguarda il Nord Italia. Già chi ci giocava quarant’anni fa racconta di un campo piccolo, con il pubblico che ti alita sul collo – sulle rimesse laterali sul coppino può arrivare anche altro – e spinge la squadra di casa fino alla fine. Ciò non toglie che questo Spezia sia poca cosa: una squadra che, nelle nove partite precedenti quella di sabato, aveva raccattato la miseria di tre pareggi, senza società, i giocatori migliori venduti a gennaio e l’unico rimasto, Guidetti, fuori per squalifica. Di fronte a tanto strazio il Piacenza, che pure nello stesso periodo ha fatto solo cinque punti, perdeva ininterrottamente in trasferta dagli inizi di dicembre e aveva qualche problema tra squalifiche ed infortuni, doveva provare a vincere per tirarsi fuori da una situazione che si stava facendo critica. Missione compiuta, senza troppo meritarlo: di fronte alla furia e al cuore dei padroni di casa – uniche armi a loro disposizione, peraltro – che li schiacciano in area per lunghi tratti, i biancorossi costruiscono le occasioni più limpide, purtroppo finite sui piedi del molle Tulli e di gattodimarmo Serafini. In qualche modo, il Piacenza si arrampica sul due a zero – splendida azione personale di Gemiti e raddoppio da calcio-seduto di Nef – e poi rischia di sperperare. Subito il gol di Eliakwu in contropiede su rilancio del portiere (pare di averla già sentita, questa), complici Olivi e Paurantonio, la squadra di Somma viene chiusa nel fortino dall’arrembare degli spezzini. Praticamente invocato ogni cinque minuti, a due dal termine arriva il rigore del possibile pari, per un fallo stupido di Zammuto su Millesi. Quest’ultimo afferra il pallone gridando ‘è mio’ ed va sul dischetto al posto del tiratore designato, lo stopperone Ceccarelli. Tiro a sinistra e Maurantonio (Mauro Antonio, per ’90° minuto’) ci arriva e diventa il salvatore della patria. Sarà una coincidenza, ma,come già con l’Ascoli, il Piacenza torna a vincere non appena manca Patrascu, mentre il suo connazionale Cuciula viene inserito anche troppo tardi.

Altre considerazioni:

– se il vostro cronista fosse davvero tale, e non anche un tifoso, avrebbe dovuto lasciare la copertina a Chievo-Lecce. Però l’accadimento di fatti straordinari va narrato: basti vedere lo stupore del mondo per il loro verificarsi, con stranezze climatiche a non finire;

– a Verona, dunque. Quando Pellissier segna il 3-1 il Chievo pare aver chiuso la pratica: il Lecce sembra vittima designata, anche alla luce della prova opaca della settimana precedente con il Piacenza. L’inserimento della terza punta spariglia le cose e, con tre gol di Valdes, i salentini pareggiano la partita, oltre a dare l’impressione di stare meglio. I padroni di casa finiscono in nove e gli ospiti possono anche vincere con un rigore in pieno recupero. Va Abbruscato – perchè non ancora Valdes? – e Squizzi para, salvando le coronarie di Iachini. Così il Bologna ritrova il primato solitario dopo essersi sbarazzato del Cesena con più fatica del previsto, mentre a fianco dei gialloblù torna l’Albinoleffe, che vince a Bari sul campo di una squadra in salute;

– detto del Pisa, che batte facile il Treviso concedendosi il lusso di sbagliare un rigore, e dell’ennesimo pari del Brescia fuori casa col fanalino Ravenna, non resta che rassegnarsi ad una classifica spezzata in tronconi. Tra la sesta e la settima ci sono ora otto punti e le rondinelle, che appunto occupano l’ultimo posto buono per i play-off, hanno più punti della Juventus l’anno scorso di questi tempi: l’inseguitrice più vicina, il Rimini, raggiunge il pari in casa col Frosinone solo a tempo scaduto con una splendida punizione di Porchia e viene a sua volta raggiunta dal Mantova. Ora, è vero che lo scriba potrebbe scrivere un trattato su come ci si suicida con una serie di sconfitte primaverili, ma pare proprio che i giochi siano fatti;

– d’altra parte, in coda nessuno fa punti: a parte il Piacenza, uno il Ravenna – prezioso, in dieci contro il Brescia – e uno ciascuno Vicenza e Grosseto, impegnate in un brutto scontro diretto con qualche merito in più per i toscani. Particolarmente grave la sconfitta interna dell’Avellino con l’Ascoli: i bianconeri non avevano mai vinto fuori, il girone di ritorno degli irpini è stato finora orribile.

Vita lunga e prospera

Spezia, solo Gemiti in questi giorni da incubo (Tuttosport)

SPEZIA (4-3-2-1): Santoni 6.5; Camorani 4.5, Bianchi 6.5, Ceccarelli 7, Fernandez 6.5 (9’ st Eliakwu 7); Herzan 6.5, Romondini 6, Padoin 6.5; Millesi 5, Di Vicino 5 (20’ st Buda ng); Ziz­zari 6.5. A disp: Dazzi, Zaninelli, Dura, Tede­schi, Iovine. All: Soda 6.
PIACENZA (4-3-2-1): Maurantonio 7.5; Nef 6.5, Zammuto 6.5, Olivi 6, Anaclerio 6; Wolf 6, Riccio 6, Gemiti 6.5 (47’ st Cuciula ng); Sera­fini 5, Dedic 5 (45’ st Simon ng); Tulli 5.5 (24’ st Padalino 5.5). A disp: Cassano, Abbate, Rantier, Bianco. All: Somma 6.5.
ARBITRO: Cavarretta di Trapani 6.
MARCATORI: pt 40’ Gemiti; st 25’ Nef, 28’ Eliakwu.
NOTE: 5.886 spettatori per un incasso di 59.456 euro. Ammoniti Ceccarelli, Gemiti, Tulli, Dedic, Herzan, Buda, Padalino, Bian­chi
e Nef per gioco scorretto. Angoli: 5-2 per lo Spezia. Recupero tempo: pt 1’; st 4’.
ARMANDO NAPOLETANO

LA SPEZIA. C’è chi fa del calcio un fatto di nu­meri, e ne esce vittima. Soda non vince in casa dal 15 dicembre contro il Messina, il suo Spezia ave­va infilato 12 rigori di fila senza sbagliarne uno. Gli hanno venduto tutta una squadra per salvare il salvabile, rigorista (Saverino, 10 su 10) compre­so. Gli manca Guidetti per squalifica, l’altro rigo­rista. Zizzari al Picco non segna da 1550 giorni. Ha dalla sua la gente e la tifoseria, non di certo la for­tuna. Perché a sapere dove sta di casa, andrebbe a dirgliene due. E si farebbe spiegare magari co­me si può perdere una gara che un rigore calciato da Millesi al 90’ poteva per lo meno riequilibrare.

L’ERRORE FATALE
Sul dischetto va l’attac­cante che chiede di battere, Eliakwu insiste, e con lui Bianchi, ma il vice di Guidetti sarebbe Cecca­relli. Alla fine vince Roberto Maurantonio, che pa­ra a terra. Nel tiro di Millesi c’è tutta la fatica boia che fa la squadra per risalire dagli inferi dello 0­2. A lungo, un Piacenza equilibrato, aveva chiuso lo Spezia, retto in avanti da un poderoso Zizzari. La gara è tutta in salita per gli aquilotti, come la sua situazione societaria. Dopo il primo tentativo di Herzan al 2’, il Piacenza si fa deciso. Al 10’ De­dic per Tulli che è solo, Santoni devia. 12’ bravis­simo Zizzari, che va a cercare fortuna dai 25 me­tri. Al 18’ Serafini è solissimo ma risbaglia. Al 41’ la mossa che fa saltare lo stallo: Zizzari perde pal­la non intendendosi con Millesi, cavalcata di Ge­miti che scaglia dentro un sinistro da 25 metri. La reazione c’è: 43’, lancio di Herzan per Di Vicino, Maurantonio esce, Nef toglie il pericolo. 43’ cross di Fernandez, Olivi ci mette un braccio, dubbio.

ASSALTO
La
ripresa è un assalto, con i locali che hanno polmoni fino al 90 ed oltre. 9’ dentro Eliakwu fuori Fernandez. 13’ Serafini è sempre solo, Santoni compie l’altra paratona. L’assedio continua, ma nel bel mezzo, sugli sviluppi dell’an­golo di Wolf , Padoin respinge, Nef cade e da terra colpisce, 0-2. 29’ da un rinvio da 70 metri di San­toni nasce l’assist per Eliakwu che riesce ad anti­cipare Maurantonio e riapre la gara. Al 31’ pa­sticcio arbitrale: testa di Millesi, mani di Anacle­rio sulla riga in tuffo. La parata del difensore ap­pare clamorosa, il guardalinee alza la bandierina indicando un off side, ma l’arbitro non valuta nul­la e lascia correre. Poi il fallo di Zammuto su Mil­lesi per il rigore della disperazione.

Spezia – Piacenza 1 – 2

Il Piacenza di Somma torna alla vittoria in trasferta dopo oltre tre mesi. Decidono Gemiti e Nef. Eliakwu accorcia le distanze, Maurantonio para allo scadere il rigore di Millesi.

Finalmente tre punti, ma quanta fatica. Una gara che i biancorossi potevano chiudere prima si conclude con l’ormai solito pathos finale. Senza gli squalificati Patrascu e Bianchi,Somma schiera Dedic accanto a Serafini e Tulli. Sulla mediana la novità è Gemiti che realizza la rete del vantaggio con un sinistro preciso e angolato dal 25 metri. Nella ripresa i biancorossi sfiorano in più occasioni il raddoppio, per ben due volte Serafini ha sui piedi la palla giusta ma la prima volta si fa parare la conclusione d’esterno da Santoni, nella seconda viene anticipato dalla difesa ligure. Ci pensa cosi Alain Nef , ammonito salterà la sfida con l’Avellino, praticamente da terra ad infilare Santoni per il raddoppio. Tutto finito. Magari. Il Piacenza si fa male da solo perchè Eliakwu riesce ad accorciare le distanze approfittando della dormita difensiva biancorossa. Nei minuti di recupero Cavarretta concede un rigore ai padroni di casa. Millesi calcia angolato ma Maurantonio si supera e in due tempi neutralizza la conclusione dello spezzino.

Tabellino 

A tutta B – 27^ giornata

Capita, alle squadre giovani o profondamente rinnovate. Tutto sembra andare bene e poi, all’improvviso, c’è qualcosa che inceppa il meccanismo e allora scende il buio. L’errore di Masi, il relativo intercetto e la conseguente meta hanno spento la giovane Italia di Mallett per venti lunghissimi minuti, in cui il Galles ha fatto quel che ha voluto, chiudendo con un sonoro +39. L’importante, ora, è non buttare tutto sull’onda di un simile tracollo. L’idea del nuovo allenatore di creare un gruppo senza equiparati, o come diavolo si chiamano gli stranieri riciclati nelle nazionali da un regolamento assai stupido, è valida e va supportata, anche se qualcuno finisce per giocare fuori ruolo e c’è qualche sbaglio in più. In fondo, dopo aver tenuto testa all’Inghilterra, l’Italia ha messo paura ai gallesi per tutto il primo tempo, senza i due calci sbagliati il risultato sarebbe stato di parità, senza l’ennesima palla-saponetta a due metri dalla linea di meta, sarebbe stato vantaggio. E il tutto malgrado che calciatore a ala titolari fossero a casa per infortunio. Dopo la pausa, la squadra va a far visita ai francesi: missione quasi impossibile, anche se i transalpini sono pure loro in fase di trasformazione, e la loro linea verde ha pagato pegno contro gli inglesi, disposti secondo il solito schema ‘vediamo chi mena di più’. Però il black-out di Cardiff può servire a crescere, e poi, per evitare il cucchiaio di legno, ci sarà in casa la Scozia, veramente scarsa sabato a Dublino.

Altre considerazioni:

– in serie B, altra giornata favorevole alle prime della classe. Solo il Bologna perde, nel confronto diretto di Brescia: partita mai in discussione, indirizzata già dopo tre minuti dalla girata di Caracciolo. Le timide speranze degli ospiti hanno fine dopo un’ora di gioco, quando Terzi pasticcia con il pallone tra i piedi e per Possanzini e facile rubarglielo ed andare in porta. Così da solo in testa resta il Chievo, che da Avellino porta a casa un punto non del tutto meritato: dopo essere passati in vantaggio per una papera del portiere avversario, i gialloblù si fanno raggiungere e quasi superare in un faticosissimo secondo tempo. Vista la mala parata, Iachini si copre e i suoi cercano, riuscendoci, di addormentare il match;

– l’Albinoleffe maramaldeggia a Cesena con due gol di Cellini, ora capocannoniere con Castillo e Godeas; il Lecce in casa con il Piacenza e il Pisa a Trieste non convincono del tutto ma vincono (e per i toscani è la decima vittoria esterna). Il ritmo alto mantiene a distanza il Rimini, che a Modena infila il quinto successo di fila ma rimane a cinque punti dalla sesta, il Brescia che deve anche recuperare ad Ascoli. Campo non facile, e rondinelle molto spesso in difficoltà in trasferta, ma comunque occasione buona per raggranellare almeno un altro punticino;

– il pari casalingo con il Bari costa la panchina a Tesser: unica mossa rimasta al presidente Lori, visto che non poteva licenziare se stesso per una campagna acquisti all’insegna dei nomi e non dell’utilità;

– in coda fa sensazione il 6-2 con cui il Treviso cancella il Messina, ma va detto che il rigore del 3-2 l’ha visto solo il signor Squillace. Da lì, i siciliani si disuniscono e prendono dei gol da comica finale, raggiungendo l’apice nell’assist di Manitta a Beghetto. Rotondo anche il successo del Frosinone, che segna quattro gol allo Spezia nei primi venti minuti e poi, giustamente, si siede. Disastrosi i liguri nelle ultime giornate, come anche il Grosseto, a cui non bastano due rigori per battere il fanalino di coda Ravenna, tenuto in vita dal suo bomeber Succi, già autore di 14 reti (un solo rigore);

– per non far sentire soli i romagnoli, il Piacenza perde a Lecce e li raggiunge nel numero di sconfitte. I biancorossi si mangiano una quantità industriale di palle-gol – Benussi è bravo, ma Tulli, che all’andata siglò il gol vittoria dei salentini, sbaglia con costanza raccapricciante. Nel primo tempo è bravo anche Paurantonio in qualche occasione, ma la ripresa è a senso unico finchè su un calcio d’angolo dormono tutti e l’ultimo della fila mette dentro: il classico gol che, se lo scriba fosse l’allenatore, strozzerebbe l’intera linea difensiva. Distacco sulla quart’ultima: cinque. Le prossime due, Spezia e Avellino, quasi fondamentali, almeno la prima con Patrascu squalificato (anche all’andata fu così e i risultati non furono da buttra via);

– Dondarini, eh? Il miracolato di calciopoli in B qualche danno lo ha già fatto – un esempio: Vicenza-Lecce – ma, si sa, la cadetteria non interessa a nessuno.

Vita lunga e prospera

Abbruscato-Tiribocchi, i gemelli-gol del Lecce (Tuttosport)

LECCE (3-5-2): Benussi 8; Schiavi 5 (15’ st Giu­liatto 6), Diamoutene 6, Esposito 5 (1’ st Cottafa­va 6); Angelo 6, Munari 6.5, Zanchetta 6.5, Ardito 6.5, Ariatti 6; Abbruscato 6.5 (22’ st Corvia 6), Ti­ribocchi 6.5. A disp.: Rosati, Boudianski, Polen­ghi, Vives. All.: Papadopulo 7.
PIACENZA (4-3-2-1): Maurantonio 5.5; Nef 6, Zam­muto 5, Olivi 5.5, Anaclerio 6; Wolf 6, Riccio 6 (43’ st Simon ng), Patrascu 5.5; Bianchi 6.5 (33’ st Pa­dalino 6), Serafini 6.5; Tulli 6 (18’ st Dedic 5.5). A disp.: Cassano, Abbate, Rantier, Cuciula. All.: Somma 6.
ARBITRO: Lops di Torino 6.
MARCATORI: pt 3’ Serafini, 20’ Abbruscato; st 32’ Diamoutene, 50’ Tiribocchi.
NOTE: spettatori 5.949 per un incasso di
60.374,95 euro. Espulso Patrascu (49’ st) per dop­pia ammonizione. Ammoniti: Nef, Riccio, Olivi per gioco falloso; Bianchi per comportamento non regolamentare. Angoli: 8-4 per il Lecce. Re­cupero Tempo: 1’ pt; 5’ st.
STEFANO LOPETRONE

LECCE. Vetta di nuovo nel mirino del Lecce. La vitto­ria sul Piacenza, la settima in 10 gare (poi 2 pareggi e la sconfitta di Ascoli), proietta i salentini al doppio scon­tro diretto in piena salute: la prima decade di marzo mette in palio il primato provvisorio, prima a Verona contro il Chievo (2 punti sopra), poi in casa contro il Bo­logna (ora lontano 1 solo punto). Il Piacenza non meri­ta un passivo così pesante: Somma non rinuncia alle due mezzepunte, che creano imbarazzi alla retroguar­dia
leccese all’inizio delle frazioni di gioco. Non è bastato per superare Benussi, di gran lunga il migliore in cam­po, e tornare alla vittoria, che manca agli emiliani dal 26 gennaio (4 sconfitte in 5 gare).

SORPRESA IN AVVIO
Gli ospiti partono a razzo: al primo affondo, sul calcio di punizione di Patrascu (3’), Serafini elude la marcatura di Schiavi e al volo batte Benussi (imbattibilità casalinga del Lecce ferma a 515’). Il Lecce tarda a reagire e soffre a sinistra, dove Bianchi opera in libertà e il giovane Esposito è spaesa­to: l’ex Tulli spara sul portiere al 10’. Il Lecce ha una fiammata e in 5 minuti ristabilisce il pareggio. Al 17’ Munari serve al centro Tiribocchi, che però trova il ri­flesso di Maurantonio. Al 19’ due lampi sono il preludio al gol: Zanchetta sfiora la traversa su punizione; poi serve un assist per Tiribocchi che però tira sul portie­re. Il pareggio arriva al 20’. Sul cross di Ariatti, la tor­re di Munari è corretta dalla rovesciata di Tiribocchi; Abbruscato si avventa e anticipa Zammuto (10° gol del­l’ex torinista).

BRAVO PAPADOPULO
Nell’intervallo Papadopulo fa scacco matto: inserisce Cottafava; al 15’ sostituisce Schiavi con Giuliatto e passa al 4-4-2, spegnendo la ver­ve piacentina; nel finale arretra Corvia (4-5-1) a difesa del vantaggio. Il Lecce soffre ma passa sulle uniche oc­casioni costruite: al 32’, su corner di Giuliatto, colpo di testa di Diamoutene; in chiusura, dopo l’espulsione di Patrascu (doppia ammonizione per proteste), su assist di Munari, Tiribocchi infila un destro rasoterra. Per il Tir, al rientro dopo due settimane, è il 12° centro.

Lecce – Piacenza 3-1

Nonostante l’iniziale vantaggio di Serafini i biancorossi sprecano in fase finalizzativa e cadono sotto le reti di Abbruscato, Diamoutene e Tiribocchi.

Somma schiera l’ex Tulli supportato da Bianchi e Serafini. A centrocampo fiducia a Wolf e in difesa al duo Olivi-Zammuto. L’avvio è tutto biancorosso con Serafini che sotto misura insacca in rete la palla di Patrascu. Tulli sfiora il raddoppio in contropiede Veemente la reazione salentina che porta al pareggio in mischia di Abbruscato. Nella ripresa almeno quattro occasioni da rete per i biancorossi nel giro di pochi minuti. Colpo di testa di Olivi, conclusione ravvicinata di Tulli dopo una travolgente discesa di Bianchi, palo esterno di Tulli e anticipo in extremis su Dedic lanciato in rete. Alla mezz’ora su angolo dalla destra Diamoutene insacca indisturbato di testa in rete. Nei minuti di recupero espulso Patrascu per doppia amminizione entrambe per proteste, e sigillo finale di Tiribocchi dal limite.

Tabellino 

A tutta B – 26^ giornata

La legge del più forte. La cadetteria mette in scena una giornata estremamente banale, ed allora è giusto cominciare con una banalità. Tutte le partite finiscono con risultati ampiamente pronosticabili, se ci fosse stata ancora la schedina ne sarebbe uscito un tredici da poche decine di migliaia di lire (la valuta del totocalcio sono ancora le lire). Le prime in classifica giocano quasi tutte in casa con squadre di posizione medio-bassa e le sistemano con almeno un paio di gol di scarto: una rete per tempo, risultato ‘all’inglese’ – ma perchè il 2-0 è detto ‘all’inglese’? – e via andare. L’unico che fatica un po’ di più è l’Albinoleffe: solo dopo che Coser ha parato a Koffi il rigore del possibile 2-2, i bergamaschi riescono a chiudere con la punizione di Ferrari. Discorso a parte va fatto per Pisa e Brescia: i toscani non vanno oltre il pari in rimonta con il Mantova – splendido gol di Godeas – mentre i lombardi scivolano a Messina contro una squadra intermittente ma pericolosa quando è in giornata. Ad aggravare il giudizio sulle rondinelle va il gol subito a otto minuti dalla fine, ma il sesto posto è ancora ben solido.

Altre considerazioni:

– settimo è il Rimini, che sta attraversando uno dei suoi periodi buoni illuminato da un filotto di vittorie. E’ l’unica squadra, assieme al Mantova, che può ancora sperare di inserirsi nel discorso promozione, ma per entrambe urge trovare un po’ di continuità, altrimenti saranno le sei davanti a giocarsi la Serie A. Buono anche il momento del Bari, che, con nove punti nell’ultima settimana, si è momentaneamente chiamato fuori dal discorso salvezza: gran fatica a Ravenna malgrado la superiorità numerica e nuovo gol di Santoruvo.

– il Cesena ha fatto di tutto per trovare un portiere al mercato di riparazione. Eppure il Sarti visto a Piacenza non era parso male, in media con gli estremi difensori della categoria ma anche con qualche buono spunto. E’ arrivato così questo Arthur dal Brasile – la mania dei portieri brasiliani sarebbe parsa fantascienza solo vent’anni fa – giusto in tempo per depositare sui piedi di Matteini il più innocuo dei corner. A un minuto dalla fine, per di più, consentendo al Vicenza di incamerare tre punti a quel punto insperati;

– tra vari comportamenti più o meno riprovevoli, la scorsa settimana i tifosi bresciani presenti al Garilli si sono lasciati andare a lodi sperticate di Viviano, secondo solo a Buffon, e forse e magari. Ora, va bene che le punizioni di Cordova sono pericolose, ma il numero uno biancoblu si tuffa come un sacco di patate e si fa superare dal rimbalzo del pallone. Siccome non è la prima volta che viene sorpreso da tiri da lontano, viene il sospetto che il ragazzo sia un po’ sopravvalutato: grandi doti, ma, al momento, scarsa concentrazione;

– 9 giugno 1991. Piacenza-Mantova. Domenica: le partite la domenica pomeriggio, gli orari variabili, i guardalinee che si chiamano guardalinee, i numeri dall’1 all’ 11 e tutte le altre considerazioni da vecchio barbogio. Stadio pieno. Lo scriba, arrivato al solito orario, si ritrova a guardare la linea di fondo invece del solito centrocampo: il salto sul carro del vincitore è sempre uno sport frequentato. Sono circa le cinque e cinque del pomeriggio: Cornacchini segna il rigore che si è appena procurato e il Piacenza abbandona virtualmente la serie C. L’ufficialità arriva una quarantina di minuti dopo, quando Cappellini ha messo al sicuro il risultato, e da allora la terza serie è sempre stato un ricordo lontano. Fino a quando? Lo squallido pareggio interno col Treviso – entrambi i portieri chiudono la partita con il medesimo voto, “s.v.” – è un fragoroso campanello d’allarme, e il difficile ciclo di partite che attendono i biancorossi potrebbe trascinarli su una china difficile da risalire. Davanti ad uno stadio deserto, il Piacenza e, soprattutto, il suo allenatore sbagliano tutto, con la ciliegina sulla torta di una conferenza stampa sull’orlo di una crisi di nervi. Mala tempora currunt, ed ora il futuro è un grande punto interrogativo.

Vita lunga e prospera

Piacenza-Treviso 0-0

Piacenza, 16 febbraio 2008 – Stadio L. Garilli.

Un Piacenza quasi inguardabile in una partita orribile dà concretezza per la prima volta allo spettro della serie C. Contrapposto ad una squadra mediocre, che non a caso ha cinque punti di meno ed occupa il quart’ultimo gradino, compie l’impresa di non fare nemmeno un tiro in porta: tutto quello che riesce a produrre sono una bella girata di Dedic, un colpo di testa alto di Zammuto ed un paio di mischie sotto porta. Calderoni se ne va a casa senza voto, così come Paurantonio (il portire più piccolo del mondo) dall’altra parte, e questo basta a descrivere il penoso spettacolo offerto. L’albero di Natale non funziona, anche perché Serafini è impresentabile tanto è fermo, e i servizi per le punte arrivano, come al solito, col contagocce. Ci si mette pure Somma, che toglie due dei meno peggio: se il cambio Patrascu/Wolf non sposta le cose più di tanto, l’inserimento di Rantier vivacizza non di poco l’attacco, portando ad un paio di crosso pericolosi, ma non era Dedic l’uomo da togliere. La difesa se la cava, contro nessuno però, e Anaclerio offre una buona prova in fase di spinta. Si finisce con i fischi dei pochi presenti, che innervosiscono oltre misura il mister: può essere vero che un punticino serve sempre, però, visto il ciclo terribile che attende la squadra e l’involuzione accusata nel 2008 dopo che i primi mesi di Somma avevano acceso qualche speranza, il timore di un pericoloso avvitamento è reale.
Formazione: Maurantonio sv – Nef 6, Zammuto 6,5, Iorio 6, Anaclerio 6,5 – Patrascu 6,5 (Wolf 6), Riccio 5,5, Bianchi 5 – Serafini 4, Dedic 6 (Rantier 6,5) – Tulli 5,5

«A me la squadra è piaciuta» !!! (Solo a lui)

Ai cori piuttosto espliciti («andate a lavorare») di fine gara coi quali i (pochi) fedelissimi presenti al “Garilli” hanno manifestato tutto il loro disappunto in rapporto a una prestazione che certo non può essere archiviata nell’album dei ricordi più belli (eufemismo), il tecnico biancorosso Mario Somma replica con fare a dir poco seccato: «Io faccio l’allenatore e devo rendere conto soltanto alla mia società, dall’amministratore delegato al direttore sportivo, non certo ai tifosi. Chi vuol fischiarci, faccia pure. Per quanto mi riguarda, c’è e ci sarà solo indifferenza nei confronti di chi si rapporta con me con fare irrispettoso e maleducato».
Esternazioni, queste ultime, che hanno messo il pepe sulla coda a una conferenza stampa tutt’altro che animata e che trovano la loro origine non tanto sui fischi piovuti dagli spalti al termine della gara, quanto su quelli che hanno accompagnato le scelte dell’allenatore in merito ai cambi in corso d’opera approntati.
Comunque sia, puntualizzato che chi paga il biglietto merita a sua volta rispetto e tanta considerazione, l’epilogo del consueto scambio di battute tra cronisti e allenatore al termine della gara ha rivelato non poco nervosismo da parte di Somma, il tutto in netto contrasto col fare compiaciuto e soddisfatto che ne aveva caratterizzato l’analisi della prestazione dei suoi. In questo senso Somma ha colto tutti in contropiede:
«Mi chiedete perché non ci si deve preoccupare dopo questo pareggio. Semplice. La squadra ha giocato una partita di grande equilibrio, confortando appieno le mie aspettative. I ragazzi sono stati tutti molto bravi, bravi e poi bravi a non cadere nella trappola architettata dal Treviso, tesa a farci uscire allo scoperto per poi castigarci in contropiede. Siamo stati assolutamente perfetti a non concedere alcuno spiraglio a un’avversaria forte e che sa essere pericolosa giocando di rimessa, pur mantenendo sempre in mano il pallino del gioco e creando diverse situazioni per andare a rete».
«Abbiamo avuto una palla gol clamorosissima – ha aggiunto il tecnico riferendosi al colpo di testa, alto, di Zammuto originato da un’azione d’angolo – mentre in un’altra, nel primo tempo, era stato bravo Dedic a inventarla. Ci è mancato il gol, vero, così come non si può negare che il loro portiere non è mai stato impegnato severamente, ma sotto questo aspetto non posso rimproverarmi nulla. La gara l’abbiamo preparata e interpretata al meglio».
Possibile che lei riesca anche in questa occasione a vedere il bicchiere mezzo pieno?
«Certo che sì, specie in rapporto a quanto ci è successo nella precedente partita di Bari, dove siamo stati beffati, dopo aver fallito tante palle gol, proprio per mancanza di quegli equilibri che abbiamo ritrovato al meglio contro il Treviso. Non dimentichiamo, poi, che eravamo al terzo impegno ravvicinato al termine di una lunga ed estenuante settimana di ritiro. Mica si può pretendere la luna in circostanze come queste. Inoltre la pressione era molto forte: perdere oggi (ieri per chi legge, ndc.) poteva portare effetti devastanti».
Soddisfatto, insomma, su tutta la linea?
«Assolutamente sì. Sono molto contento del lavoro svolto dalla squadra. Di chi ha giocato dall’inizio e di chi è subentrato nel corso della gara».
Possibili variazioni di modulo?
«Il modulo non si tocca. E’ questo, fatto su misura per i giocatori che ho a disposizione, e si va avanti così».
L’utilizzo di Bianchi, in contrapposizione a quanto esternato alla vigilia, dal fischio d’avvio?
«Nelle ultime ore prima della gara le sue condizioni fisiche sono migliorate e scongiurato il rischio di un ulteriore infortunio gli ho riconcesso, giustamente, fiducia». Marco Villaggi

Piacenza – Treviso 0-0

Finisce senza reti la sfida con i veneti di Pillon. Poche emozioni, ma tanta intensità tra i biancorossi che hanno comunque cercato i tre punti a dispetto degli avversari che hanno badato esclusivamente a difendersi. Le occasioni più nitide portano la firma di Dedic nel primo tempo con un tiro dal limite a lato di poco, e nella ripresa con il colpo di testa di Zammuto alto sopra la traversa. Trattenuta su Dedic in area non rilevata dall’arbitro. Somma dà fiducia dall’inizio al tridente arrivato in gennaio, Dedic, Serafini e Tulli. In difesa Maurantonio e Zammuto.

Tabellino 

Piacenza – Treviso 0-0 (Tuttosport)

PIACENZA (4-3-2-1): Maurantonio 6; Nef 6, Iorio 6, Zammuto 6, Anaclerio 6.5; Bianchi 5.5, Riccio 6.5, Patrascu 5.5 (25’ st Wolf ng); Serafini 5.5, Dedic 6 (32’ st Rantier ng); Tulli 6. A disp.: Cassano, Olivi, Bianco, Cuciula, Simon. All.: Somma 6.
TREVISO (4-4-2): Calderoni 6; Baccin 5, Scurto 5, D’Anna 6, Smit 6; Quadrini 5 (39’ st Russotto ng), Gissi 6, Giunti 5 (25’ st Mingozzi ng), Venitucci 5.5; Barreto 4.5, Lupoli 5 (16’ st Beghetto ng). A disp.: Cordaz, Merli, Scaglia, Piovaccari. All.: Pillon 6.
ARBITRO: Marelli di Como 5.5.
NOTE: 2.592 spettatori per un incasso di 14.936 euro. Ammoniti: Bianchi, Serafini, Giunti, Quadrini, Nef, Tulli, Iorio, Beghetto per gioco scorretto. Angoli 11-2 per il Piacenza. Recupero tempo: pt 0’, st 4’.

GIANLUCA PERDONI

PIACENZA. Il Treviso si è accontentato, il Piacenza non poteva permetterselo ma incassa il punticino che, dopo tre sconfitte consecutive, è un utile placebo per il morale. La partita è lo specchio della situazione: tanto fumo e niente arrosto. Barreto e Lupoli, schierati all’inizio, non hanno mai creato problemi. L’ex viola si è visto con un diagonale fiacco deviato in angolo al 6’ da Maurantonio ed è stato anche l’unico “pericolo” creato dal Treviso. Il Piacenza, con Dedic e Serafini, a sostegno di Tulli ha mandato in scena un monologo che ha prodotto una mischia furibonda senza esito davanti a Calderoni (9’), un gran destro dalla distanza di Dedic (19’) che dava l’illusione del gol e un sinistro di Patrascu fuori di poco. Nella ripresa Zammuto al 37’ su angolo di Wolf mandava appena alto il colpo di testa e sempre di testa ci provava al 40’ Tulli senza esito.

A tutta B – 25^ giornata

Piacenza calcio – Stagione 2007-2008 

Complessive:
Giocate: 25
Vinte: 8
Pareggiate: 2
Perse: 15 (60%)
Gol fatti: 21 (0,84 a partita)
Gol subiti: 34

In casa:
Giocate: 12
Vinte: 5
Pareggiate: 1
Perse: 6 (50%)
Gol fatti: 12 (1 a partita, wow!)
Gol subiti: 13

Anno 2008:
Giocate: 6
Vinte: 1
Pareggiate: 1
Perse: 4 (66,7%)
Gol fatti: 5 (0,83 a partita)
Gol subiti: 10

Come dicono i perfidi albionici, enough is enough.
Una pausa di riflessione. E poi il vostro umilissimo odia i turni infrasettimanali.

Per il resto provate qui.

Vita lunga e prospera

Bari – Piacenza 2-1 (Tuttosport)

BARI ( 4- 4- 2): Gillet 5; Galasso 6.5, Esposito 6, Ma­siello 6.5, Marchese 6; Lanzafame 6 ( 21’ st Cavalli 6.5), Donda 5, Rajcic 6, Bonanni 6.5 ( 15’ st Gazzi 6); Santoruvo 6, Ganci 5 ( 23’ st Kamata 8). A disp. Spa­davecchia, Di Dio, Carozza, Desideri. All.: Conte 6.5. PIACENZA ( 4- 3- 2- 1): Maurantonio 6.5; Nef 6, Iorio 6, Olivi 6, Anaclerio 6; Bianchi 5.5 ( 1’ st Dedic 6), Ric­cio 6.5, Patrascu 6; Aspas 6 ( 1’ st Padalino 5), Sera­fini 5.5; Tulli 6. A disp. Cassano, Cuciula, Zammuto, Bianco, Simon. All. Somma 6.
Arbitro: Ciampi di Roma 5.5.
Marcatori: pt 29’ Bonanni; st 14’ Tulli, 46’ Santoruvo. Note: Spettatori: 3.000 circa. Ammoniti: Marchese, Ganci, Padalino per gioco falloso, Anaclerio, Nef, Maurantonio, per gioco non regolamentare. Angoli: 8­4 per il Bari. Recupero tempo: pt 1’; st 3’.

LEONARDO GAUDIO

BARI. Il tecnico del Bari Conte dopo aver con­quistato a Vicenza la prima vittoria sulla pan­china biancorossa, ieri ha sfatato anche il tabùn del San Nicola. I galletti non vincevano in casa dal 25 settembre scorso. A farne le spese è stato
un Piacenza, che non ha affatto demeritato. An­zi, per lunghi tratti gli emiliani hanno avuto in mano il pallino del gioco. La svolta della partita è arrivata al 23’ del st, quando Conte ha inseri­to Kamata il quale ha cambiato totalmente la partita del Bari, mandando in tilt la difesa av­versaria. Ora i pugliesi hanno scavalcato il Pia­cenza risucchiandolo nella zona a rischio della classifica.
Tre partite in otto giorni, così il tecnico barese Antonio Conte concede un turnover a Gazzi e Ca­valli, sostituendoli con Rajcic e Ganci; mentre conferma Lanzafame e Bonanni esterni con Ga­lasso in difesa. Più significativi i cambiamenti apportati da Somma, dopo la pesante sconfitta ( 2- 4) subita in casa ad opera del Brescia. In por­ta Maurantonio è preferito a Cassano, apparso un po’ fuoriforma negli ultimi tempi. In attacco propone la coppia Serafini- Tulli, con l’ex leccese voglioso di bissare la rete inflitta al Bari nel
derby il 22 dicembre scorso.
I calciatori fanno fatica a rimanere in piedi per un acquazzone nel prepartita e molte azioni so­no spezzettate proprio a causa dell’erba bagna­ta. Le prime due timide azioni sono del Piacen­za, ma quella più pericolosa la costruisce il Bari al 10’ con Bonanni, sventato da un provviden­ziale intervento di Maurantonio. Al 18’ è il Pia­cenza a rendersi pericoloso con un colpo di testa ravvicinato di Serafini, terminato di poco alto sulla traversa. Al 29’ è il Bari a passare per pri­mo in vantaggio con Bonanni direttamente su calcio di punizione. Il tiro dell’esterno barese è stato deviato da un difensore piacentino che ha spiazzato il proprio portiere. La reazione degli emiliani non si fa attendere e al 39’ sfiorano il pareggio con Serafini, il quale di testa impegna Gillet in una difficile parata a terra a fil di palo. Nella ripresa Somma prova a ridisegnare la propria squadra inserendo Dedic e Padalino al
posto di Bianchi e di un buon Aspas. E al 14’ ot­tiene il pareggio proprio con l’ex leccese Tulli, il quale ha preso l’abitudine a segnare al San Ni­cola. Anche Conte si gioca le sue carte con Cavalli e Kamata al posto di uno stanco Bonanni e di un deludente Ganci. L’ingresso del franco- angolano è salutato dagli olè del pubblico. Quest’ultimo, si rivelerà l’uomo partita. La sua arma micidiale è la velocità. Sulla fascia è imprendibile, gli av­versari sono costretti a fermarlo solo con le ma­nieri forti e a farne le spese è proprio Padalino, rimediando una ammonizione. Ma al 27’ è Dedic, con un rasoterra a fil di palo, a far venire i bri­vidi alla schiena di Gillet. Minuti finali convul­si. Immediato capovolgimento di fronte ed è Ca­valli a tirare a colpo sicuro con la palla deviata sulla linea da un difensore. Quando la partita sembrava incanalarsi sull’ 1- 1 ecco che Kamata serve su un piatto d’argento a Santoruvo l’assi­st del 2.1, mandando in delirio i propri tifosi.

   

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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