Piacenza-Ascoli 2-1

Piacenza, 26 gennaio 2008 – Stadio L. Garilli.

Per un’ora è stata una pena. Si vede che lo spartito è buono, sono gli interpreti a far desiderare. La squadra ormai ha assimilato le idee di Somma, ma, anche per le tante assenze che costringono a schierare un bel numero di panchinari, è difficile metterle in pratica. La difesa ripropone tutti assieme Abbate, Iorio e Olivi e, specialmente i primi due badano soprattutto a non far danni. Il centrocampo è confusionario, specie in Wolf che sbaglia mille appoggi, anche i più semplici. Simon si annulla da solo, fino alla comica di un tentativo di girata al volo che si trasforma in una traballante piroetta. Poi entra Dedic, seconda punta riciclata al centro dell’attacco come l’argentino, ma si vede subito che è tutta un’altra storia: inizia a puntare la difesa ascolana, lenta soprattutto in Ciuffi, si procura e segna il rigore – non limpidissimo – del vantaggio. Mentre piovono le espulsioni – affrettata quella di Wolf e Pesce, giusta la doppia ammonizione di Ciuffi – il Piacenza si mangia un po’ di gol in contropiede e in un altro paio di occasioni viene fermato per fuorigioco inesistenti.
Spreca e rispreca, a quattro dal termine, Sommese trova lo spiraglio per il sontuoso destro del pari: per fortuna che Bianchi riesce a mettere la scivolata, con Taibi non prontissimo, quando il tempo è ormai scaduto. Il distacco sulla quart’ultima sale a 8 punti.
Formazione: Cassano 6 – Abbate 6, Olivi 6,5, Iorio 6, Gemiti 6,5 (Ciarrocchi sv) – Wolf 5,5, Riccio 6, Bianchi 6,5 – Aspas 6,5, Rantier 6,5 (Anaclerio sv) – Simon 5 (Dedic 7)
Reti: 66’ Dedic (rig), 87’ Sommese, 92’ Bianchi

A tutta B – 21^ giornata

Lo scriba non è mai stato nemmeno sfiorato dall’idea di fare l’arbitro. Il caso gliene ha fatto conoscere uno, ormai ex, che, vedete voi la coincidenza, si chiama Russo. Un giorno di qualche anno fa stava dirigendo su un qualche campo in terra battuta della cintura vesuviana – un’ esperienza che, solo a scriverla, fa venire i brividi. Prestazione non memorabile, evidentemente, se uno spettatore, particolarmente scontento, gli gridò che, se fossero piovuti taralli, nessuno sarebbe arrivato al suolo (in dialetto suona molto meglio, ma vi dovete accontentare). L’episodio è tornato alla memoria alla lettura della cronaca di Mantova-Piacenza, in cui il signor Russo di Nola è stato abbastanza indulgente, diciamo così, con i padroni di casa. Già far giocare la partita nel nebbione del Martelli è stata un’idea alquanto balzana. Poi, tra gol annullati, rigori non concessi e cartellini a capocchia, è stato un turbinare di decisioni discutibili prese con la sciagurata collaborazione del secondo assistente – che, magari, sbandierava a caso visto che non ci si vedeva un accidente. Il tutto si è sommato all’impotenza offensiva degli ospiti che, in mancanza di un centravanti decente, si mangiano un paio di gol con i difensori: i virgiliani, in piena emergenza, non combinano praticamente nulla ma segnano in una delle rarissime occasioni favorevoli, si chiudono in difesa e rischiano relativamente poco. Altre considerazioni:

– la storia del calcio è piena di partite di cartello che si rivelano insulse nullità. Pisa-Bologna si accoda a tale compagnia: novanta minuti fatti di noia a dispetto di uno stadio strapieno che chiedeva il sorpasso. Le due squadre decidono – si spera tacitamente – di non farsi del male, e della situazione approfittano le inseguitrici. In testa alla classifica ora c’è anche il Chievo che rimonta il Bari in vena di masochismi: avanti di due reti, i pugliesi subiscono il pareggio con due gol fotocopia – lancione centrale e dormita difensiva – e poi cadono nel finale. Alla pari dei toscani sul secondo gradino arriva il Lecce, che strapazza a domicilio il Vicenza ben oltre i suoi meriti: i lanieri vanno in vantaggio con un tocco delizioso di Masiello e si vedono negare un rigore solare prima di cadere sotto i colpi di Tiribocchi;

– sfruttano il turno casalingo le altre del gruppo di testa: oltre al Mantova, facile il Brescia con l’Avellino – segna Bazzani dopo un lungo periodo di infortuni e Merz – meno l’Albinoleffe contro il Frosinone, che cede solo nell’ultima mezzora: molto bello il raddoppio di Carobbio. Risale anche il Messina, che batte un Rimini in caduta libera con una delle giornate ispirate di Degano: bella partita e tante occasioni da una parte e dall’altra;

– detto del comune destino di Bari e Vicenza (un sospiro di sollievo, in ogni caso), il resto della bassa classifica si muove impercettibilmente. Solo il Grosseto vince, maramaldeggiando contro uno Spezia che pare non reagire più: le altre al massimo pareggiano, e i punti più pesanti sono quelli colti dal Treviso a Modena con un botta e risposta nei primi trenta minuti. Un punto a testa anche nel derby – soprattutto della disperazione – fra Cesena e Ravenna, con gli ospiti in vantaggio con il nuovo arrivato Sforzini e raggiunti solo su rigore;

– finisce così il girone d’andata. Al traguardo della mezza maratona, le prime sette della classifica sembrano essersi staccate dal resto della compagnia, di cui solo un pugno di squadre possono guardare al futuro senza troppe preoccupazioni. Dai 25 punti di Grosseto e Triestina in giù, nessuno può sentirsi troppo sicuro: molto dipenderà da questi dieci giorni di mercato, il resto lo farà la primavera.

Vita lunga e prospera.

Mantova – Piacenza 1-0

Beffato nella nebbia di Mantova: il Piacenza domina per tutto il primo tempo ma viene punito da una rete nella ripresa di Doga. Contestate alcune decisioni arbitrali a danno dei biancorossi. Somma dà fiducia all’undici che ha ben giocato contro il Cesena sette giorni prima. Unica eccezione Bianchi per lo squalificato Patrascu. L’avvio è tutto biancorosso emiliano. In pochi minuti vengono annullate due reti prima a Simon poi ad Anaclerio; giusto il fuorigioco del primo, inesistente quello del difensore. Il Piace domina e va vicino al gol con Riccio, Nef, Miglionico e Aspas. Nel mezzo di questo assedio il fallo plateale di Di Cesare su Simon in area che solo il sig. Russo decide di non sanzionare. Restiamo l’unica squadra col triste record di non aver avuto ancora un rigore a favore. Nella ripresa gara più equilibrata col Mantova che comincia a farsi pericoloso verso la porta di Cassano bravo su un colpo di testa di Corona e sempre attento sulle punizioni di Godeas. Nulla può il portierone biancorosso sulla conclusione nella nebbia dal limite di Doga che colpisce il palo interno e porta in vantaggio i lombardi: Prima ancora Rantier e subito dopo Bianchi avevano fallito la rete del vantaggio piacentino. Nel finale c’è spazio anche per gli ingressi di Dedic e Gemiti al posto rispettivamente di Rantier ed Anaclerio. Il possibile pareggio viene vanificato dall’uscita di Pegolo su Simon lanciato in area. Nef ammonito salterà la prossima gara, prima di ritorno, sabato prossimo al “Garilli” contro l’Ascoli.
Tabellino

A tutta B – 20^ giornata

Si dice ancora ‘giornata interlocutoria’? La fine della pausa abnorme dei campionati è spesso sinonimo di risultati stravaganti e gol a raffica. La serie A ha rispettato la consuetudine, mentre la cadetteria ha dato vita ad un pomeriggio povero di spunti. Cinque pareggi, di cui ben quattro terminati senza reti, e pronostici mantenuti praticamente ovunque per una giornata che non passerà certo alla storia. Ben diversi erano stati i turni disputati prima di Natale, ricchi di gol e di bel gioco. A parziale scusante, va detto che il mercato di gennaio sta spostando giocatori di qua e di là – tutti scambi, soldi non ce n’è – e far giocare insieme gente che non si è mai vista non è facile. A fine gennaio inizierà un campionato in parte diverso: basti pensare a società come lo Spezia e il Treviso, costrette a vendere i pezzi migliori per evitare di saltare per aria.Altre considerazioni:

– riflettori puntati su Bologna e Pisa. I rossoblù ripartono schiacciando il Mantova con una tripletta di Marazzina. Probabile che i panzer virgiliani abbiano la messa in moto lenta – niente paura, sabato ospitano il Piacenza e possono rifarsi – ma la prova di forza dei padroni di casa è stata significativa e cancella il passo falso di Messina. I toscani vanno a passeggio fra le pozzanghere di La Spezia contro una squadra dal futuro nebuloso: doppio vantaggio dopo venti minuti e incontro praticamente finito. Da notare che i nerazzurri sono gli unici ad aver giocato in casa solo nove delle venti partite disputate;

– delle altre di testa, vince solo il Chievo, che batte il Grosseto che ha schierato tutti i nuovi acquisti senza guadagnarci, almeno per ora, più di tanto: due gol ed un rigore sbagliato per i padroni di casa. Penalty fallito anche per il Lecce, che a quattro dalla fine poteva sbloccare il risultato contro un Messina ordinato: l’errore di Valdes fa scivolare i salentini dal secondo al quarto posto. I pareggi a reti inviolate portano un punticino anche a Brescia e Albinoleffe su due campi non facili come Frosinone e Rimini: i romagnoli hanno ceduto Jeda, una mossa che pare limitarne le speranze di inserirsi nella lotta al vertice;

– Avellino, Treviso e Vicenza vincono scontri diretti importanti e rendono la situazione in coda ancor più ingarbugliata. Gli irpini rimontano il Bari con una doppietta di Pellicori – definitivo 3-2 su rigore nel finale – ed escono dalle ulrime cinque, mentre le due squadre venete battono rispettivamente la Triestina in casa e il Ravenna, ora ultimo, in trasferta. Per i biancorossi subito in gol il nuovo arrivato Zampagna, un giocatore che, malgrado gli anni, può fare la differenza in serie B;

– Zampagna, Bucchi, Calaiò; (un gradino più sotto) Guidetti, Santoruvo, Stellone e Fava; (ancora più sotto) Martinetti, Serafini, Piovaccari, Dedic e magari altri ora dimenticati. Qualcuno accasato – mica squadroni, Vicenza, Cremonese, cose così – qualcuno non si vuol muovere e il Piacenza gioca contro il Cesena con una formazione rattoppata e senza una punta vera. Gli ospiti sono scarsi e pensano solo a non prenderle, i biancorossi ci mettono tutto quello che hanno, ma è pochino e non basta: centinaia di passaggi in orizzontale e nessuna profondità. In un incontro meno orribile di quanto possa sembrare, quattro o cinque occasioni ci sono pure e servono a scaldare il vostro cronista e i suoi scarsi sodali, intirizziti dal freddo diabolico. Il portiere ospite para il parabile e lo 0-0 appare inevitabile già quando mancano venti minuti alla fine,

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Piacenza-Cesena 0-0

Piacenza, 12 gennaio 2008 – Stadio L. Garilli.

In un pomeriggio freddo, umido e tormentato da un vento gelido, i pochi spettatori accorsi al Garilli sono stati risparmiati dalla pioggia ma non dall’ennesimo spettacolo mediocre. Il Piacenza va in campo con un 4-3-2-1 essenzialmente spuntato e trova un avversario con l’acqua alla gola e che bada solo a non prenderle. Il risultato è una marea di passaggi in orizzontale alla ricerca di un varco che sarebbe più facile trovare ci fosse qualche piede un po’ più delicato in mezzo al campo. Comunque i biancorossi ce la mettono tutta e, seppur in maniera disordinata, riescono a creare quattro o cinque palle gol su cui è bravo il portiere avversario Sarti. Forse è proprio questo il dato più preoccupante: pur non risparmiandosi e giocando una partita ordinata tatticamente il Piacenza non riesce a superare – e nemmeno a mettere in ansia – la squadra più scarsa vista quest’anno dopo il Ravenna. Alla fine il match non è stato troppo noioso, ma di orrori se ne sono visti tanti, dall’ennesimo errore di D’Anna ad una sublime pallonata tirata da Rantier in faccia a Nef nel tentativo di passargli la palla da circa cinque metri. Un ritorno sul mercato si impone, Somma le ha provate tutte con questa rosa e, se questo è il massimo, la zona retrocessione sembra essere la destinazione obbligata.
Formazione: Cassano 6 – Nef 6,5, Zammuto 6, D’Anna 5,5, Anaclerio (Gemiti sv) 5,5 – Wolf 5,5, Riccio 6, Patrascu 5 (Ciarrocchi sv) – Aspas 6,5, Rantier 6 (Nainggolan sv) – Simon 5,5

Piacenza – Cesena

 

Un pari che sta stretto al Piacenza. I ragazzi di Somma hanno fatto la partita non riuscendo solo a trovare la via del gol complice le decisive parate di Sarti. Tante defezioni da una parte e dall’altra. L’ultimo della lunga lista biancorossa è Miglionico febbricitante solo in panchina. Giocano Zammuto, Wolf, con Simon in attacco supportato da Aspas e Rantier. Quest’ultimo sarà l’assoluto protagonista della gara insieme al portiere avversario. Nel primo tempo proprio il francese calcia alto da ottima posizione dopo un assist aereo di Nef . Risponde capitan Salvetti con una conclusione ravvicinata deviata in angolo da Cassano. Nel finale di tempo la splendida esecuzione dalla lunga distanza di Wolf con Sarti che alza sopra la traversa e con Rantier che prova a sorprendere il portiere con un tiro angolatissimo deviato con disinvoltura dall’estremo difensore cesenate. Nella ripresa dopo una conclusione del solito Salvetti terminata a lato,è solo il Piacenza a fare la partita. Una conclusione perfetta di Rantier dai 25 metri fa gridare al gol, ma Sarti ci arriva e devia in angolo. Lo stesso francese manca poi l’impatto in area con la palla da buona posizione. Nel finale numerosi assalti nell’affollatissima area cesenate. Aspas da due passi si vede ribattuta la conclusione vincente. Tocca poi a Ciarrocchi saggiare le mani di Sarti che gli chiude lo specchio in uscita disperata. Entrati nel finale Gemiti, Nainggolan e Ciarrocchi per Anaclerio, Rantier e Patrascu. Quest’ultimo ammonito salterà la gara di Mantova.

Tabellino 

A tutta B – 19^ giornata

Penso vi ricordiate di ‘Oggi le comiche’. I meno giovani di voi tornavano a casa da scuola di corsa, il sabato, per non perdersi la trasmissione delle comiche anteguerra, mute o sonore che fossero. In bianco e nero, ma intanto anche il televisore era in bianco e nero. Da Charlot a Harold Lloyd, i programmatori RAI riuscivano sempre a preparare un piatto divertente assai. (Ora questi vecchi film paiono scomparsi, a parte Stanlio e Ollio che però, forse per punizione, vengono presentati nell’orribile veste colorizzata).
Ora, il vostro umilissimo non sa perché ci si ostini a far giocare la B al sabato, ma pensa che almeno per il Piacenza un motivo ci sia: rinverdire i fasti della gloriosa trasmissione. E’ vero, l’orario è diverso, ma lo spettacolo è a volte anche più spassoso, vedi l’esibizione di Grosseto. I padroni di casa non vincono da ottobre e, tra infortuni e squalifiche, non hanno una punta in rosa. I biancorossi si presentano comunque tremebondi – il servizio di ‘90° minuto’ parte direttamente dal secondo tempo – e poi beccano due gol da cineteca: un cross sbagliato di Lazzari che sorprende Cassano e, dopo lo splendido pari di Cacia, un tiro da 60 (sessanta) metri dello stesso ex che infila il portiere colpevolmente a spasso. Infine, gran finale: un 3-3-4 con i difensori in attacco per provare a sfruttare i lanci alla spera-in-dio, dimostrazione di una resa totale all’incapacità di far gioco.
Altre considerazioni:
– cade il Bologna, e non gli capitava dalla quarta giornata. Subito in vantaggio a Messina, subisce il veemente ritorno dei padroni di casa, decisi a far dimenticare le ultime, brutte prestazioni. Il pareggio di Giosa è un segno: quando un difensore segna in mezza rovesciata, è una buona giornata. I giallorossi vanno in vantaggio con una gran punizione di Cordova e sono più pericolosi in contropiede di quanto non lo siano i felsinei alla ricerca del pareggio. Pareggio comunque raggiunto, con un gol regolare inspiegabilmente annullato;
– tripletta di Godeas nel Mantova che arriva a cinque successi di fila. Con lo Spezia è stato molto meno facile di quanto dica il 3-1 finale, ma il massiccio e non più giovanissimo attaccante merita comunque la citazione. Se non altro per la bella punizione del terzo gol, che ne testimonia anche le qualità tecniche. Come dicevo, bene i liguri del sempre pericolo Guidetti, autore del gol valido ed anche di uno, non dato per fuorigioco inesistente, quando ancora le squadre dovevano sbloccare il risultato;
– imperioso il Lecce a Bari: partita senza storia e differenza dei valori in campo rispecchiata dal risultato finale. I salentini agganciano il Pisa al secondo posto – per i toscani faticosa vittoria con il Ravenna che sbaglia anche un rigore – e sorpassano l’Albinoleffe, fermato in casa dall’Ascoli e dalle proprie inadeguatezze offensive. Con gli orobici, il Chievo, che vince a Vicenza con la gentile compiacenza del portiere biancorosso e, soprattutto, dell’arbitro Dondarini che ignora un paio di rigori per i padroni di casa. Infine, facile successo del Brescia contro un Rimini nuovamente in involuzione;
– sarà una fissazione dello scriba, ma il gol di Lodi che ha siglato il definitivo 2-2 tra Modena e Frosinone è un gesto di rara precisione. Il risultato accontenta comunque due squadre tranquille che, per non rovinarsi il Natale, hanno smesso di giocare non appena quel pallone è entrato in porta.
– in coda l’Avellino a momenti sbanca Trieste. Avanti di due gol, uno su rigore inesistente, si ritrova pari e con due uomini in meno, eppure trova il modo di colpire un palo a tempo quasi scaduto. Abbandona l’ultimo posto il Cesena, che strapazza un Treviso apparentemente allo sbando: sarà il cambio di dirigenza e allenatore, sarà il rientro di Salvetti dopo due mesi, ma i bianconeri sono ripartiti e sono attesi dalla squadra dei comici alla ripresa del campionato;
– per motivi che sfuggono al cronista, tutti in letargo per due settimane. Non per stare sempre a citare la perfida Albione, ma forse con la gente in vacanza qualcuno in più allo stadio ci sarebbe…

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Grosseto – Piacenza 2-1

Finisce con una sconfitta il 2007 dei biancorossi. Il Grosseto vince e aggancia il Piacenza a 22 punti in classifica.Tante assenze da una parte e dall’altra. Primo tempo incolore, gara scialba e senza grosse emozioni. L’avvio di ripresa è scoppiettante. Andrea Lazzari inventa la rete del vantaggio con un destro fortunoso, una sorta di tiro cross, che beffa Cassano quasi dalla linea di fondo. Dopo pochi minuti Cacia, all’ultima gara con la casacca biancorossa, confeziona il pareggio con una pregevole azione in area culminata con un tiro repentino. Passano solo pochi secondi e ancora Lazzari da metàcampo s’inventa un tiro-pallonetto che sorprende Cassano fuori dai pali. Una vera prodezza che vale tre punti. Inutili i tentativi del Piacenza per pervenire al pareggio. Nel finale espulso Bianchi.

Tabellino

A tutta B – 18^ giornata

Non è che il vostro cronista ce l’abbia particolarmente col Mantova. Certo, se c’è una categoria, fra quelle che ronzano attorno ad una partita di pallone, che si fatica a sopportare, è quella dei presidenti che comprano giocatori come figurine. Costruire una squadra non è come completare gli album Panini: fare l’esempio di Moratti è facile, ma anche il buon Lori sono tre anni che spende e sempre in serie B è rimasto. Sabato, la sua squadra ha agganciato il sesto posto battendo il Chievo a domicilio, sempre che il Brescia non vinca il recupero nella innevata Ascoli. Il modo, però, ancor offende. Il gol del 2-1, segnato con il Calciatore Precedentemente Noto come Eriberto steso a terra al limite dell’area, è stato, diciamo così, una caduta di stile. E’ vero che solo l’arbitro può sospendere il gioco, però non si può pensare che Luciano perdesse tempo e buttando fuori il pallone Tarana avrebbe fatto una figura migliore. Così non è stato, i padroni di casa hanno traballato e il Mantova ha trovato il gol che ha chiuso l’incontro a mezz’ora dal termine.Altre considerazioni:

– il Bologna va in testa da solo battendo, con molta fatica e un po’ di fortuna, il Grosseto, che si rivela sempre squadra difficile da superare. Il solito 1-0 – ancora Marazzina – arriva dopo oltre un’ora di gioco, dopodichè i toscani sono più volte andati vicini al pareggio: niente da fare, ci sono giornate che devi perdere, e perdi. L’altra capolista, l’Albinoleffe, si ferma bruscamente a Lecce e il passivo poteva anche essere più severo del 3-0 finale: l’appannamento dei bergamaschi, che aveva cominciato a mostrarsi nelle ultime gare, è apparso evidente a confronto di una squadra dal gioco brillante e veloce, che con questa vittoria aggancia il terzo posto;

– finisce pari l’ultimo degli scontri diretti in testa alla classifica: Castillo, dopo gli errori del sabato precedente, raggiunge il Rimini a due minuti dalla fine. Padroni di casa superiori, con il solo torto di aver segnato un unico golletto, che non è bastato. I romagnoli sono gli ultimi, adesso come adesso, a poter aspirare alla zona play-off: dietro di loro c’è un gruppetto di squadre che fa dell’incostanza la propria bandiera. Il Frosinone riesce a non battere il Vicenza, che veniva da cinque sconfitte di fila, il Messina perde a La Spezia senza il minimo segno di reazione e il Modena porta a casa un punto contro il derelitto Ravenna, dopo aver sperato in qualcosa in più per metà del secondo tempo;

– anche in coda erano previsti due scontri diretti. In soli dodici minuti, l’Avellino si fa spaventare dal Cesena e ribalta la situazione, per poi arrotondare a tempo scaduto e uscire così dalle ultime quattro. Nella scomoda posizione, torna invece il Treviso, che perde in casa con il Bari che ha due gol di vantaggio dopo soli quaranta minuti: probabile che abbiano influito le voci uscite in settimana sulla crisi finanziaria della società, non la sola ma la messa peggio, e relativa smobilitazione già da gennaio;

– a proposito di soldi, se Superpippa Channel deve essere, che Superpippa Channel sia. Viste le offerte, anche offensive, fatte dai signori di Sky, e considerato che ormai anche dicembre se n’è andato, sarebbe meglio per le società acchiappare i ‘pochi, maledetti e subito’ di Conto TV, anche se il presidente di lega arrossisce e il fratello vescovo disapprova;

– il Piacenza cerca di finire bene l’anno. Aiutato da un gol dopo dieci minuti e da una Triestina inspiegabilmente nervosa, mette insieme quella che è forse la miglior prestazione casalinga, segnando due gol e sfioradone altri, tanto che alla fine il portiere ospite è il migliore dei suoi. Cacia segna il suo ultimo gol al Garilli in maglia biancorossa, ma il merito è di Padalino che trapana la difesa avversaria facendosi l’intera metà campo a velocità vertiginosa. Probabilmente il biondo è più un velocista che un calciatore, ma quando si ricorda di trascinarsi dietro la palla diventa pericoloso. Tutto sommato, uno spettacolo accettabile, malgrado il freddo intenso. Ed ora, prima delle feste, un Grosseto-Piacenza che non promette faville – in due hanno segnato 29 gol in 36 partite – ma che sarebbe meglio non perdere (lo scriba si accontenterebbe anche del secondo pareggio della stagione).

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Piacenza-Triestina 2-0

Piacenza, 15 dicembre 2007 – Stadio L. Garilli.

In una giornata in cui tutto va per il verso giusto, il Piacenza gioca la sua migliore partita interna e si avvia abbastanza tranquillo alla sosta natalizia. Il gol dopo dieci minuti e la Triestina stranamente nervosa – gli ospiti venivano da quattro risultati utili consecutivi e sono in posizione tranquilla – hanno aiutato i biancorossi a costruire una partita giudiziosa e piena di buoni spunti. Fino a che resiste la parità numerica, il Piacenza è pericoloso soprattutto sui calci piazzati – giornata strepitosa di Patrascu – con un gol realizzato e uno annullato per fallo di confusione a Cacia, più un tiro di Kharja dall’area piccola respinto dal mucchio. Per contro i giuliani, assai spigliati in partenza, si fanno notare per le punizioni di Allegretti, che non fa danni solo per la bravura di Cassano. Su una sua respinta, gli alabrdati pareggiano anche, per fortuna che Sgrigna, da posizione irregolare. spinge in porta un pallone già destinato al gol. Il secondo tempo si apre con l’espulsione di Lima e il raddoppio di Cacia: volatona di Padalino da centrocampo alla linea di fondo e appoggio per il centravanti che gira in porta il suo ultimo gol in biancorosso al Garilli. Poi tutto è abbastanza facile, il Piacenza ha un altro paio di occasioni sventate con bravura da Dei, la Triestina una regalata da un erroraccio (l’ennesimo) di D’Anna.
Formazione: Cassano 7 – Nef 5,5, D’Anna 4,5, Miglionico 6,5, Anaclerio 7 – Padalino 6,5 (Gemiti 6), Kharja 6, Patrascu 6,5 (Olivi sv), Bianchi 6, Aspas 6 (Rantier sv) – Cacia 6,5
Reti: 12’ Anaclerio, 51’ Cacia

Piacenza – Triestina 2-0

Il Piacenza torna alla vittoria regolando con il più classico dei risultati una Triestina in serie positiva da 4 turni. Senza capitan Riccio squalificato e con numerose defezioni, Somma si affida a Bianchi ed Aspas.  Un gol per tempo firmati da Anaclerio(nella foto) abile ad insaccare da pochi passi un pallone deviato da Bianchi su punizione di Patrascu, e di Cacia lesto a girare in rete un suggerimento di Padalino. In mezzo qualche buona occasione per i biancorossi ma anche tre belle parate di Cassano sulle solite traiettorie disegnate da Allegretti. Nel finale di tempo annullata una rete a Granoche per fuorigioco.

A tutta B – 17^ giornata

La paura del portiere prima del calcio di rigore è un buon titolo per un film, ma non ha molto a che fare con la realtà. Sui penalty, il portiere ha poco da perdere e molto da guadagnare: se para è bravo, se la palla entra amen. Tutto il contrario del tiratore, che sa che tutti si aspettano che la butti dentro, altrimenti ci fa la figura dell’incapace. Tormentati da tale angoscia, i rigoristi di sabato pomeriggio si son fatti travolgere dall’agitazione ed hanno sbagliato a più non posso: insuperabile Adailton, pure un ottimo tiratore da fermo, che ha spedito il pallone in curva. Al solo Donda è andata bene perchè Taibi, peccando in eccesso di sicurezza, ha provato a bloccare il pallone che gli è sfuggito ed è rotolato in porta, consentendo al Bari di evitare la sconfitta casalinga con l’Ascoli.Altre considerazioni:

– in una giornata abbastanza tranquilla, le squadre di testa rispettano il pronostico, compresi il Bologna a Vicenza, Marazzina rimedia quasi alla fine all’errore di Adailton, e il Chievo, seppur immeritatamente, su un campo difficile come Spezia. Torna alla vittoria il Brescia, e questa volta a restare in dieci sono gli altri: in ogni caso, va ricordato che il Modena sbaglia il rigore del possibile 1-1 quando già era in inferiorità numerica. Il Pisa non va invece oltre il pari in casa con l’Avellino: Castillo sbaglia il rigore e poi è un assedio a Fort Apache, ma gli irpini hanno qualche occasione in contropiede;

– nello scontro diretto con il Lecce, i panzer del Mantova vincono con il minimo scarto – gol del redivivo Fiore – e si avvicinano pericolosamente al sesto posto; i salentini interrompono una striscia positiva che li ha portati in alto, ma già da sabato hanno la possibilità di rifarsi nello scontro diretto con l’Albinoleffe. Finisce anche la serie di vittorie del Rimini: la sconfitta di Trieste è abbastanza inattesa, ma i padroni di casa sono una delle squadre più in forma del momento;

– prima o poi doveva succedere, ed è successo in maniera fragorosa: il Cesena vince la sua prima partita dopo non si sa più nemmeno quanto tempo segnando ben tre gol al Frosinone. Tutto nell’ultima mezzora, e lo scriba si ritiene soddisfatto che sia capitato a qualcun’altro: il Piacenza ci deve ancora giocare e non è nuovo ad empiti di generosità in favore di squadre che attraversano momenti difficili. Con la vittoria, i bianconeri sono ancora ultimi, ma si avvicinano sensibilmente alle dirette concorrenti: delle ultime nove non ha vinto nessuna. Oltre a quelle già citate, solo un punto a testa per Grosseto e Treviso (ancora Beghetto!) nello scontro diretto;

– il Piacenza riprova lo schema-Vicenza, tutti dietro e ritmo lento cercando di far arrivare il novantesimo, e funzionerebbe anche, ma Cellini si inventa un gran gol dai venticinque metri e Cacia si mangia il pari nell’unica (sottolineo: unica) azione pericolosa dei biancorossi. Poi, a furia di far passaggi in orizzontale, Nef ne sbaglia uno e c’è spazio per il raddoppio dell’Albinoleffe. Un’altra prova sconfortante per mancanza di idee ed incapacità di accelerazione: proprio l’occasione fallita dal centravanti mostra che i padroni di casa non sono impermeabili sui palloni in profondità… Somma ridisegna la squadra un paio di volte, ma segnali dal campo niente. Unica consolazione: il distacco sulla quart’ultima resta invariato.

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

AlbinoLeffe – Piacenza 2-0

Vince con merito l’Albinoleffe grazie ad una prestazione corale caratterizzata dalle buone giocate di Carobbio e Cellini, autore della rete iniziale e propiziatore del raddoppio del suo collega di reparto. Piacenza che ha disputato una gara di contenimento e che dopo il vantaggio di Cellini non ha saputo sfruttare l’occasione del pareggio con Cacia la cui conclusione è stata respinta con i piedi da Marchetti. Nel primo tempo traversa su punizione di Carobbio e tiro cross di Colombo non sfruttato in area. Nella ripresa oltre alle due reti almeno tre conclusioni dei padroni di casa che hanno legittimato il successo della capolista.

A tutta B – 15^ giornata

A ben vedere, la scrittura di queste noterelle andrebbe posticipata a mercoledì, quando si saranno disputati i recuperi che riguardano Albinoleffe, Bologna e Lecce. Solo così la classifica potrà dare informazioni precise, e valide almeno fino a sabato prossimo. Per ora, sembrano delinearsi tre grandi gruppi. Quello di testa, nuovamente schiacciato, va dalla capolista Pisa al Brescia, con possibilità di inserimento per il Mantova; tra Frosinone e Grosseto ci sono le squadre al momento tranquille, dal Bari in giù quelle che lottano per salvarsi, con il solo Cesena staccato sul fondo e ancora senza vittorie. Sono tutte indicazioni da prendere con le molle, magari già a Natale le situazioni si saranno rimescolate in modo neppure prevedibile.Altre considerazioni:– il Rimini è l’esempio più evidente di come qualche giornata ti possa cambiare la vita: un mese fa pareva perduto nell’anonimato della metà classifica, ora ha raggiunto l’ultimo posto utile per i play-off. Una serie di vittorie sicure – larghe in casa, di misura ma senza rischi in trasferta – hanno riportato in alto una delle squadre che giocano il miglior calcio della categoria: d’obbligo ora cercare di evitare le amnesie che hanno frenato i romagnoli nel campionato scorso;

– sulla scia arriva anche il Mantova, il cui passo pesante si nota meno adesso che i campi favoriscono la potenza e non la velocità. I dubbi sull’età media della rosa e su come reagiranno i senatori ai tepori primaverili restano, ma intanto la zona play-off è a soli tre punti, il Brescia a due;

– eh sì, la squadra di Cosmi non ne imbrocca più una nemmeno per sbaglio e, al momento, è settima. Il Chievo non aveva ancora vinto uno scontro diretto, eppure passa a Brescia in assoluta scioltezza, dominando dall’inizio alla fine contro un avversario mai veramente pericoloso. Cosa stia succedendo ad una squadra costruita per andare in A non è facile da capire – gli striminziti filmati sulla B mostrano un portiere che si addormenta sui tiri da lontano, il resto è lasciato all’immaginazione – e il cammino è ancora eterno, ma un segnale di vita sarebbe positivo. Magari già dal prossimo turno, in casa con il discontinuo Modena;

– per ora in testa c’è il Pisa, che ha riacchiappato il Lecce solo a due minuti dalla fine malgrado la superiorità numerica per buona parte del secondo tempo: tutto sommato un buon match, che i salentini potevano anche chiudere prima. Peggio ha comunque fatto il Bologna, che a Bari ha disputato una partitaccia, non riuscendo a mantenere il gol di vantaggio trovato un po’ casualmente;

– impossibile trovare un grammo di merito nella vittoria del Piacenza a Vicenza. A esser buoni si può dire che è andata, a parti invertite, come con il Messina in casa, ma l’essenziale è che i biancorossi hanno avuto culo (‘fortuna’ è un termine che non rende abbastanza l’idea). Se Fissore non avesse fatto un autogol da cineteca a tempo scaduto, staremmo a parlare di un punto rubacchiato: figuriamoci tre! Cassano migliore in campo – se nelle uscite alte fa spesso venire l’infarto, tra i pali mette sovente una pezza agli errori dei compagni – e difesa ad oltranza: tutto qui il Piacenza, e per fortuna che un paio di occasioni sono finite ad avversari dal piede approssimativo. Vittorie di tal fatta sono fonte di godimento per qualsiasi tifoso, ma non portano molto lontano e il ‘Culo di Somma’ non potrà durare in eterno. Lo scriba si attenderebbe qualcosa di meglio, se non nell’impervio match di Bergamo sabato prossimo almeno nel successivo turno casalingo con la Triestina.

Vita lunga e prospera

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Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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