A tutta B – 19^ giornata

Penso vi ricordiate di ‘Oggi le comiche’. I meno giovani di voi tornavano a casa da scuola di corsa, il sabato, per non perdersi la trasmissione delle comiche anteguerra, mute o sonore che fossero. In bianco e nero, ma intanto anche il televisore era in bianco e nero. Da Charlot a Harold Lloyd, i programmatori RAI riuscivano sempre a preparare un piatto divertente assai. (Ora questi vecchi film paiono scomparsi, a parte Stanlio e Ollio che però, forse per punizione, vengono presentati nell’orribile veste colorizzata).
Ora, il vostro umilissimo non sa perché ci si ostini a far giocare la B al sabato, ma pensa che almeno per il Piacenza un motivo ci sia: rinverdire i fasti della gloriosa trasmissione. E’ vero, l’orario è diverso, ma lo spettacolo è a volte anche più spassoso, vedi l’esibizione di Grosseto. I padroni di casa non vincono da ottobre e, tra infortuni e squalifiche, non hanno una punta in rosa. I biancorossi si presentano comunque tremebondi – il servizio di ‘90° minuto’ parte direttamente dal secondo tempo – e poi beccano due gol da cineteca: un cross sbagliato di Lazzari che sorprende Cassano e, dopo lo splendido pari di Cacia, un tiro da 60 (sessanta) metri dello stesso ex che infila il portiere colpevolmente a spasso. Infine, gran finale: un 3-3-4 con i difensori in attacco per provare a sfruttare i lanci alla spera-in-dio, dimostrazione di una resa totale all’incapacità di far gioco.
Altre considerazioni:
– cade il Bologna, e non gli capitava dalla quarta giornata. Subito in vantaggio a Messina, subisce il veemente ritorno dei padroni di casa, decisi a far dimenticare le ultime, brutte prestazioni. Il pareggio di Giosa è un segno: quando un difensore segna in mezza rovesciata, è una buona giornata. I giallorossi vanno in vantaggio con una gran punizione di Cordova e sono più pericolosi in contropiede di quanto non lo siano i felsinei alla ricerca del pareggio. Pareggio comunque raggiunto, con un gol regolare inspiegabilmente annullato;
– tripletta di Godeas nel Mantova che arriva a cinque successi di fila. Con lo Spezia è stato molto meno facile di quanto dica il 3-1 finale, ma il massiccio e non più giovanissimo attaccante merita comunque la citazione. Se non altro per la bella punizione del terzo gol, che ne testimonia anche le qualità tecniche. Come dicevo, bene i liguri del sempre pericolo Guidetti, autore del gol valido ed anche di uno, non dato per fuorigioco inesistente, quando ancora le squadre dovevano sbloccare il risultato;
– imperioso il Lecce a Bari: partita senza storia e differenza dei valori in campo rispecchiata dal risultato finale. I salentini agganciano il Pisa al secondo posto – per i toscani faticosa vittoria con il Ravenna che sbaglia anche un rigore – e sorpassano l’Albinoleffe, fermato in casa dall’Ascoli e dalle proprie inadeguatezze offensive. Con gli orobici, il Chievo, che vince a Vicenza con la gentile compiacenza del portiere biancorosso e, soprattutto, dell’arbitro Dondarini che ignora un paio di rigori per i padroni di casa. Infine, facile successo del Brescia contro un Rimini nuovamente in involuzione;
– sarà una fissazione dello scriba, ma il gol di Lodi che ha siglato il definitivo 2-2 tra Modena e Frosinone è un gesto di rara precisione. Il risultato accontenta comunque due squadre tranquille che, per non rovinarsi il Natale, hanno smesso di giocare non appena quel pallone è entrato in porta.
– in coda l’Avellino a momenti sbanca Trieste. Avanti di due gol, uno su rigore inesistente, si ritrova pari e con due uomini in meno, eppure trova il modo di colpire un palo a tempo quasi scaduto. Abbandona l’ultimo posto il Cesena, che strapazza un Treviso apparentemente allo sbando: sarà il cambio di dirigenza e allenatore, sarà il rientro di Salvetti dopo due mesi, ma i bianconeri sono ripartiti e sono attesi dalla squadra dei comici alla ripresa del campionato;
– per motivi che sfuggono al cronista, tutti in letargo per due settimane. Non per stare sempre a citare la perfida Albione, ma forse con la gente in vacanza qualcuno in più allo stadio ci sarebbe…

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Grosseto – Piacenza 2-1

Finisce con una sconfitta il 2007 dei biancorossi. Il Grosseto vince e aggancia il Piacenza a 22 punti in classifica.Tante assenze da una parte e dall’altra. Primo tempo incolore, gara scialba e senza grosse emozioni. L’avvio di ripresa è scoppiettante. Andrea Lazzari inventa la rete del vantaggio con un destro fortunoso, una sorta di tiro cross, che beffa Cassano quasi dalla linea di fondo. Dopo pochi minuti Cacia, all’ultima gara con la casacca biancorossa, confeziona il pareggio con una pregevole azione in area culminata con un tiro repentino. Passano solo pochi secondi e ancora Lazzari da metàcampo s’inventa un tiro-pallonetto che sorprende Cassano fuori dai pali. Una vera prodezza che vale tre punti. Inutili i tentativi del Piacenza per pervenire al pareggio. Nel finale espulso Bianchi.

Tabellino

A tutta B – 18^ giornata

Non è che il vostro cronista ce l’abbia particolarmente col Mantova. Certo, se c’è una categoria, fra quelle che ronzano attorno ad una partita di pallone, che si fatica a sopportare, è quella dei presidenti che comprano giocatori come figurine. Costruire una squadra non è come completare gli album Panini: fare l’esempio di Moratti è facile, ma anche il buon Lori sono tre anni che spende e sempre in serie B è rimasto. Sabato, la sua squadra ha agganciato il sesto posto battendo il Chievo a domicilio, sempre che il Brescia non vinca il recupero nella innevata Ascoli. Il modo, però, ancor offende. Il gol del 2-1, segnato con il Calciatore Precedentemente Noto come Eriberto steso a terra al limite dell’area, è stato, diciamo così, una caduta di stile. E’ vero che solo l’arbitro può sospendere il gioco, però non si può pensare che Luciano perdesse tempo e buttando fuori il pallone Tarana avrebbe fatto una figura migliore. Così non è stato, i padroni di casa hanno traballato e il Mantova ha trovato il gol che ha chiuso l’incontro a mezz’ora dal termine.Altre considerazioni:

– il Bologna va in testa da solo battendo, con molta fatica e un po’ di fortuna, il Grosseto, che si rivela sempre squadra difficile da superare. Il solito 1-0 – ancora Marazzina – arriva dopo oltre un’ora di gioco, dopodichè i toscani sono più volte andati vicini al pareggio: niente da fare, ci sono giornate che devi perdere, e perdi. L’altra capolista, l’Albinoleffe, si ferma bruscamente a Lecce e il passivo poteva anche essere più severo del 3-0 finale: l’appannamento dei bergamaschi, che aveva cominciato a mostrarsi nelle ultime gare, è apparso evidente a confronto di una squadra dal gioco brillante e veloce, che con questa vittoria aggancia il terzo posto;

– finisce pari l’ultimo degli scontri diretti in testa alla classifica: Castillo, dopo gli errori del sabato precedente, raggiunge il Rimini a due minuti dalla fine. Padroni di casa superiori, con il solo torto di aver segnato un unico golletto, che non è bastato. I romagnoli sono gli ultimi, adesso come adesso, a poter aspirare alla zona play-off: dietro di loro c’è un gruppetto di squadre che fa dell’incostanza la propria bandiera. Il Frosinone riesce a non battere il Vicenza, che veniva da cinque sconfitte di fila, il Messina perde a La Spezia senza il minimo segno di reazione e il Modena porta a casa un punto contro il derelitto Ravenna, dopo aver sperato in qualcosa in più per metà del secondo tempo;

– anche in coda erano previsti due scontri diretti. In soli dodici minuti, l’Avellino si fa spaventare dal Cesena e ribalta la situazione, per poi arrotondare a tempo scaduto e uscire così dalle ultime quattro. Nella scomoda posizione, torna invece il Treviso, che perde in casa con il Bari che ha due gol di vantaggio dopo soli quaranta minuti: probabile che abbiano influito le voci uscite in settimana sulla crisi finanziaria della società, non la sola ma la messa peggio, e relativa smobilitazione già da gennaio;

– a proposito di soldi, se Superpippa Channel deve essere, che Superpippa Channel sia. Viste le offerte, anche offensive, fatte dai signori di Sky, e considerato che ormai anche dicembre se n’è andato, sarebbe meglio per le società acchiappare i ‘pochi, maledetti e subito’ di Conto TV, anche se il presidente di lega arrossisce e il fratello vescovo disapprova;

– il Piacenza cerca di finire bene l’anno. Aiutato da un gol dopo dieci minuti e da una Triestina inspiegabilmente nervosa, mette insieme quella che è forse la miglior prestazione casalinga, segnando due gol e sfioradone altri, tanto che alla fine il portiere ospite è il migliore dei suoi. Cacia segna il suo ultimo gol al Garilli in maglia biancorossa, ma il merito è di Padalino che trapana la difesa avversaria facendosi l’intera metà campo a velocità vertiginosa. Probabilmente il biondo è più un velocista che un calciatore, ma quando si ricorda di trascinarsi dietro la palla diventa pericoloso. Tutto sommato, uno spettacolo accettabile, malgrado il freddo intenso. Ed ora, prima delle feste, un Grosseto-Piacenza che non promette faville – in due hanno segnato 29 gol in 36 partite – ma che sarebbe meglio non perdere (lo scriba si accontenterebbe anche del secondo pareggio della stagione).

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Piacenza-Triestina 2-0

Piacenza, 15 dicembre 2007 – Stadio L. Garilli.

In una giornata in cui tutto va per il verso giusto, il Piacenza gioca la sua migliore partita interna e si avvia abbastanza tranquillo alla sosta natalizia. Il gol dopo dieci minuti e la Triestina stranamente nervosa – gli ospiti venivano da quattro risultati utili consecutivi e sono in posizione tranquilla – hanno aiutato i biancorossi a costruire una partita giudiziosa e piena di buoni spunti. Fino a che resiste la parità numerica, il Piacenza è pericoloso soprattutto sui calci piazzati – giornata strepitosa di Patrascu – con un gol realizzato e uno annullato per fallo di confusione a Cacia, più un tiro di Kharja dall’area piccola respinto dal mucchio. Per contro i giuliani, assai spigliati in partenza, si fanno notare per le punizioni di Allegretti, che non fa danni solo per la bravura di Cassano. Su una sua respinta, gli alabrdati pareggiano anche, per fortuna che Sgrigna, da posizione irregolare. spinge in porta un pallone già destinato al gol. Il secondo tempo si apre con l’espulsione di Lima e il raddoppio di Cacia: volatona di Padalino da centrocampo alla linea di fondo e appoggio per il centravanti che gira in porta il suo ultimo gol in biancorosso al Garilli. Poi tutto è abbastanza facile, il Piacenza ha un altro paio di occasioni sventate con bravura da Dei, la Triestina una regalata da un erroraccio (l’ennesimo) di D’Anna.
Formazione: Cassano 7 – Nef 5,5, D’Anna 4,5, Miglionico 6,5, Anaclerio 7 – Padalino 6,5 (Gemiti 6), Kharja 6, Patrascu 6,5 (Olivi sv), Bianchi 6, Aspas 6 (Rantier sv) – Cacia 6,5
Reti: 12’ Anaclerio, 51’ Cacia

Piacenza – Triestina 2-0

Il Piacenza torna alla vittoria regolando con il più classico dei risultati una Triestina in serie positiva da 4 turni. Senza capitan Riccio squalificato e con numerose defezioni, Somma si affida a Bianchi ed Aspas.  Un gol per tempo firmati da Anaclerio(nella foto) abile ad insaccare da pochi passi un pallone deviato da Bianchi su punizione di Patrascu, e di Cacia lesto a girare in rete un suggerimento di Padalino. In mezzo qualche buona occasione per i biancorossi ma anche tre belle parate di Cassano sulle solite traiettorie disegnate da Allegretti. Nel finale di tempo annullata una rete a Granoche per fuorigioco.

A tutta B – 17^ giornata

La paura del portiere prima del calcio di rigore è un buon titolo per un film, ma non ha molto a che fare con la realtà. Sui penalty, il portiere ha poco da perdere e molto da guadagnare: se para è bravo, se la palla entra amen. Tutto il contrario del tiratore, che sa che tutti si aspettano che la butti dentro, altrimenti ci fa la figura dell’incapace. Tormentati da tale angoscia, i rigoristi di sabato pomeriggio si son fatti travolgere dall’agitazione ed hanno sbagliato a più non posso: insuperabile Adailton, pure un ottimo tiratore da fermo, che ha spedito il pallone in curva. Al solo Donda è andata bene perchè Taibi, peccando in eccesso di sicurezza, ha provato a bloccare il pallone che gli è sfuggito ed è rotolato in porta, consentendo al Bari di evitare la sconfitta casalinga con l’Ascoli.Altre considerazioni:

– in una giornata abbastanza tranquilla, le squadre di testa rispettano il pronostico, compresi il Bologna a Vicenza, Marazzina rimedia quasi alla fine all’errore di Adailton, e il Chievo, seppur immeritatamente, su un campo difficile come Spezia. Torna alla vittoria il Brescia, e questa volta a restare in dieci sono gli altri: in ogni caso, va ricordato che il Modena sbaglia il rigore del possibile 1-1 quando già era in inferiorità numerica. Il Pisa non va invece oltre il pari in casa con l’Avellino: Castillo sbaglia il rigore e poi è un assedio a Fort Apache, ma gli irpini hanno qualche occasione in contropiede;

– nello scontro diretto con il Lecce, i panzer del Mantova vincono con il minimo scarto – gol del redivivo Fiore – e si avvicinano pericolosamente al sesto posto; i salentini interrompono una striscia positiva che li ha portati in alto, ma già da sabato hanno la possibilità di rifarsi nello scontro diretto con l’Albinoleffe. Finisce anche la serie di vittorie del Rimini: la sconfitta di Trieste è abbastanza inattesa, ma i padroni di casa sono una delle squadre più in forma del momento;

– prima o poi doveva succedere, ed è successo in maniera fragorosa: il Cesena vince la sua prima partita dopo non si sa più nemmeno quanto tempo segnando ben tre gol al Frosinone. Tutto nell’ultima mezzora, e lo scriba si ritiene soddisfatto che sia capitato a qualcun’altro: il Piacenza ci deve ancora giocare e non è nuovo ad empiti di generosità in favore di squadre che attraversano momenti difficili. Con la vittoria, i bianconeri sono ancora ultimi, ma si avvicinano sensibilmente alle dirette concorrenti: delle ultime nove non ha vinto nessuna. Oltre a quelle già citate, solo un punto a testa per Grosseto e Treviso (ancora Beghetto!) nello scontro diretto;

– il Piacenza riprova lo schema-Vicenza, tutti dietro e ritmo lento cercando di far arrivare il novantesimo, e funzionerebbe anche, ma Cellini si inventa un gran gol dai venticinque metri e Cacia si mangia il pari nell’unica (sottolineo: unica) azione pericolosa dei biancorossi. Poi, a furia di far passaggi in orizzontale, Nef ne sbaglia uno e c’è spazio per il raddoppio dell’Albinoleffe. Un’altra prova sconfortante per mancanza di idee ed incapacità di accelerazione: proprio l’occasione fallita dal centravanti mostra che i padroni di casa non sono impermeabili sui palloni in profondità… Somma ridisegna la squadra un paio di volte, ma segnali dal campo niente. Unica consolazione: il distacco sulla quart’ultima resta invariato.

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

AlbinoLeffe – Piacenza 2-0

Vince con merito l’Albinoleffe grazie ad una prestazione corale caratterizzata dalle buone giocate di Carobbio e Cellini, autore della rete iniziale e propiziatore del raddoppio del suo collega di reparto. Piacenza che ha disputato una gara di contenimento e che dopo il vantaggio di Cellini non ha saputo sfruttare l’occasione del pareggio con Cacia la cui conclusione è stata respinta con i piedi da Marchetti. Nel primo tempo traversa su punizione di Carobbio e tiro cross di Colombo non sfruttato in area. Nella ripresa oltre alle due reti almeno tre conclusioni dei padroni di casa che hanno legittimato il successo della capolista.

A tutta B – 15^ giornata

A ben vedere, la scrittura di queste noterelle andrebbe posticipata a mercoledì, quando si saranno disputati i recuperi che riguardano Albinoleffe, Bologna e Lecce. Solo così la classifica potrà dare informazioni precise, e valide almeno fino a sabato prossimo. Per ora, sembrano delinearsi tre grandi gruppi. Quello di testa, nuovamente schiacciato, va dalla capolista Pisa al Brescia, con possibilità di inserimento per il Mantova; tra Frosinone e Grosseto ci sono le squadre al momento tranquille, dal Bari in giù quelle che lottano per salvarsi, con il solo Cesena staccato sul fondo e ancora senza vittorie. Sono tutte indicazioni da prendere con le molle, magari già a Natale le situazioni si saranno rimescolate in modo neppure prevedibile.Altre considerazioni:– il Rimini è l’esempio più evidente di come qualche giornata ti possa cambiare la vita: un mese fa pareva perduto nell’anonimato della metà classifica, ora ha raggiunto l’ultimo posto utile per i play-off. Una serie di vittorie sicure – larghe in casa, di misura ma senza rischi in trasferta – hanno riportato in alto una delle squadre che giocano il miglior calcio della categoria: d’obbligo ora cercare di evitare le amnesie che hanno frenato i romagnoli nel campionato scorso;

– sulla scia arriva anche il Mantova, il cui passo pesante si nota meno adesso che i campi favoriscono la potenza e non la velocità. I dubbi sull’età media della rosa e su come reagiranno i senatori ai tepori primaverili restano, ma intanto la zona play-off è a soli tre punti, il Brescia a due;

– eh sì, la squadra di Cosmi non ne imbrocca più una nemmeno per sbaglio e, al momento, è settima. Il Chievo non aveva ancora vinto uno scontro diretto, eppure passa a Brescia in assoluta scioltezza, dominando dall’inizio alla fine contro un avversario mai veramente pericoloso. Cosa stia succedendo ad una squadra costruita per andare in A non è facile da capire – gli striminziti filmati sulla B mostrano un portiere che si addormenta sui tiri da lontano, il resto è lasciato all’immaginazione – e il cammino è ancora eterno, ma un segnale di vita sarebbe positivo. Magari già dal prossimo turno, in casa con il discontinuo Modena;

– per ora in testa c’è il Pisa, che ha riacchiappato il Lecce solo a due minuti dalla fine malgrado la superiorità numerica per buona parte del secondo tempo: tutto sommato un buon match, che i salentini potevano anche chiudere prima. Peggio ha comunque fatto il Bologna, che a Bari ha disputato una partitaccia, non riuscendo a mantenere il gol di vantaggio trovato un po’ casualmente;

– impossibile trovare un grammo di merito nella vittoria del Piacenza a Vicenza. A esser buoni si può dire che è andata, a parti invertite, come con il Messina in casa, ma l’essenziale è che i biancorossi hanno avuto culo (‘fortuna’ è un termine che non rende abbastanza l’idea). Se Fissore non avesse fatto un autogol da cineteca a tempo scaduto, staremmo a parlare di un punto rubacchiato: figuriamoci tre! Cassano migliore in campo – se nelle uscite alte fa spesso venire l’infarto, tra i pali mette sovente una pezza agli errori dei compagni – e difesa ad oltranza: tutto qui il Piacenza, e per fortuna che un paio di occasioni sono finite ad avversari dal piede approssimativo. Vittorie di tal fatta sono fonte di godimento per qualsiasi tifoso, ma non portano molto lontano e il ‘Culo di Somma’ non potrà durare in eterno. Lo scriba si attenderebbe qualcosa di meglio, se non nell’impervio match di Bergamo sabato prossimo almeno nel successivo turno casalingo con la Triestina.

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Vicenza – Piacenza 0-1

In zona Cesarini Ciarrocchi appena entrato propizia l’autorete di Fissore. Il Piace si riprende con gli interessi quello che non aveva ottenuto sette giorni fa con il Messina.

Somma per questo recupero di giornata schiera forse la formazione tipo che infortuni e squalifiche non gli avevavo mai consentito di schierare. In avanti il tridente Rantier, Padalino e Cacia. L’avvio è più che promettente con i biancorossi che tengono bene il campo e manovrano con estrema facilità e tranquillità. Dalla seconda parte di tempo le migliori occasioni sono per il Vicenza ma Cassano si supera con due strepitosi interventi. Dove non può arrivare il portierone biancorosso ci pensa capitan Riccio a salvare sulla linea. Nella ripresa la gara cala di intensità: Resta vibrante e combattuta ma latitano le emozioni. Nel finale Somma manda in campo prima Aspas e poi Ciarrocchi. I due confezionano il gol vittoria mandando nello sconforto giocatori e pubblico vicentino.Ammonito, D’Anna salterà la trasferta di Bergamo con l’Albinoleffe di sabato prossimo.

Piacenza-Messina 0-1

Piacenza, 25 novembre 2007 – Stadio L. Garilli.

Nell’effetto flou creato da nebbia e pioggia, il Piacenza fa un bel passo indietro rispetto alle ultime esibizioni e, impantanato nei suoi molti difetti di struttura, si fa battere in casa da una squadra del suo livello. Il rientro di D’Anna e la riproposizione del duo Riccio-Patrascu a centrocampo procurano solo guai: il difensore sta a guardare Biancolino girargli attorno nell’occasione del gol, i due centrocampisti fanno solo confusione e un mucchio di errori. Già arrivati senza troppe velleità offensive, dopo il gol gli ospiti si piazzano tutti dietro la linea della palla e per i biancorossi solo arrivare in area diventa un problema. Non si contano i passaggi orizzontali, quando non all’indietro, mentre la maggior parte dei cross sono dalla trequarti: di cercare la profondità neppure a parlarne, se si eccettuano qualche cross di Nef e Padalino ed un paio di percussioni di Gemiti. Nel secondo tempo, entrano prima Cacia, che si costruisce da solo due occasioni, e Kharja, che non fa niente di fenomenale ma la cui presenza coincide con gli unici momenti pericolosi. Poi ci si trascina, Simon spreca una palla interessante colpendo comicamente di tibia invece che di collo ed infine arriva la quinta sconfitta interna. Una partita da zero-a-zero, la cui inerzia è stata cambiata dall’errore di D’Anna: senza attaccanti e senza centrocampisti di qualità – perché Bianco ancora in panchina? – contro avversari chiusi è praticamente impossibile segnare.
Formazione: Cassano 5,5 – Nef 6, D’Anna 5, Miglionico 6, Gemiti 6 (Aspas sv) – Padalino 5,5, Riccio 5 (Kharja 6), Patrascu 5, Nainggolan 5 (Cacia 6,5), Bianchi 5,5 – Simon 4,5
Reti: 17’ Biancolino

A tutta B – 16^ giornata

Fra le tante stupidaggini scritte in questa rubrichetta, comincia a farsi notare quella sul Bologna. Ai tempi della visita a Piacenza, scrissi all’incirca che non si capiva come potesse puntare alla promozione una squadra macchinosa e che aveva vinto per caso – o, meglio, per una serie di errori ripugnanti messi in opera dai padroni di casa. Beh, è che loro sono fatti così: non prendono praticamente mai gol e cucinano tranquillamente l’avversario, sicuri che il notevole potenziale offensivo prima o poi sbroglierà la situazione. Marazzina non è un bomber fragoroso, ma il suo lo fa sempre e Adailton è un lusso per la categoria: se riusciranno ad aggiungere, oltre alla potenza di Bombardini, anche i talenti di Zampagna, i rossoblu rischiano di diventare ingiocabili per la gran parte delle avversarie. Intanto sabato ha dovuto pagar pegno anche l’Albinoleffe, vittima dell’ennesimo 1-0 – però bello il gol in girata di Marazzina – a conferma di una grande regolarità anche e soprattutto negli scontri diretti. Un solo punto separa ora i felsinei dalla vetta, con una partita da recuperare contro il non irresistibile Ascoli.

Altre considerazioni:

– magari adesso il Bologna si imballa e quanto sopra sembrerà una gufata, ma un campionato di 42 partire comporta inevitabilmente degli alti e bassi. Li hanno avuti Napoli e Genoa l’anno scorso, è naturale che ci siano in questa stagione, molto più equilibrata. In un basso mica da ridere è finito il Brescia, che perde la quarta partita delle ultime cinque facendo visita a un Treviso che abbandona per la prima volta gli ultimi tre posti. Erroraccio di Viviano su un tiro innocuo dal limite, solita espulsione e addirittura doppietta di nonno Beghetto. Di solito le pause servono per riordinare le idee, ma si vede che in questo caso non ha funzionato: per non perdere l’allenamento, Santacroce si è fatto buttar fuori anche in Under 21 contro le innocue Far Oer;

– sempre per la serie ‘ex-biancorossi-che-segnano-mentre-il-Piacenza-neanche-tira-in-porta’, doppietta di Jeda nel tiro a segno del Rimini contro il Vicenza: a ripensare alle critiche per partito preso contro il brasiliano, c’è da farsi venire un attacco di bile. Comunque sia, i romagnoli risalgono la classifica e come loro vincono bene e largo Lecce, Frosinone – molto bella l’azione del secondo gol, e Lodi ancora sugli scudi – e Modena. L’altro incontro di cartello della giornata vede il pari con gol tra Chievo e Pisa: altri due gol di Castillo, ma forse marcarlo un po’ più da vicino non sarebbe una cattiva idea. Infine, il match dei disperati è tra Avellino e Spezia: i padroni di casa, in serie positiva, meriterebbero di vincere ma i liguri fanno violenza a se stessi e pareggiano a tempo scaduto con un magistrale sinistro di Gorzegno;

– non è che uno vuol per forza puntare il dito, ma i fatti sono quelli. D’Anna spiana la strada al Chievo, si prende una squalifica di tre turni in cui i suoi compagni fanno sette punti, torna e marca Biancolino come avrebbe potuto fare anche il vostro cronista. Quello stoppa la palla, gli gira intorno e supera facilmente il portiere in uscita ritardata. Su questo gol il Messina costruisce un simpatico catenaccio – ma non chiamatelo così, per carità, anche se stavano tutti dietro la palla come una squadra di rugby. La partita diventa una sorta di minuetto a velocità ridotta, con i biancorossi incapaci di trovare i varchi verso la porta avversaria. In un curioso effetto flou creato dalla nebbia, il match si trascina in una marea di passaggi in orizzontale e di cross dalla trequarti: solo un paio di accelerazioni di Cacia e Kharja danno l’illusione di portare al pareggio, ma Manitta è bravo e fortunato. Un robusto passo indietro in attesa di due trasferte di sapore opposto (Vicenza e Albinoleffe). Vita lunga e prospera

Sonic  Reducer

P.S.: tralasciando la cronaca – è finita a botte per un fallo laterale – un incontro come ‘Real Ippogrifo Sarno – Sibilla Cuma’ ha nei nomi un potere immaginifico mica male. Al confronto, Serpeverde-Grifondoro non dice niente.

Piacenza – Messina 0-1

Come già preannunciato in conferenza stampa Somma dà fiducia al giovane Nainggolan dall’inizio. Torna D’Anna dopo il lungo stop disciplinare. Recuperato Bianchi, Gemiti vince il ballottaggio con Anaclerio. Il terreno regge bene grazie ai teloni. Avvio in sordina. Poi l’episodio del vantaggio siciliano con Biancolino che approfitta dell’indecisione del reparto difensivo biancorosso e insacca. Da questo momento il Messina si chiude nella propria metàcampo e per i ragazzi di Somma diventa difficile trovare spazi per impensierire Manitta. Nonostante tutto nel primo tempo prima Padalino e poi Gemiti sfiorano la marcatura da distanza ravvicinata, ma calciano fuori dai pali. Nella ripresa entra Cacia, e pochi minuti dopo anche Kharja. L’attaccante calabrese si gira bene e tira angolato ma Manitta si supera. Il franco marocchino salta di testa e Manitta si salva repingendo. Nel finale Cacia viene trattenuto in area ma Salati lascia correre.

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A tutta B… senza serie B

Voglio dirlo forte e chiaro: benchè non nero, sono comunque orgoglioso. Orgoglioso di uno spot sul gioco del calcio durato due ore e chiamato, incidentalmente, Scozia-Italia. L’ambientazione fascinosa in una notte di pioggia, uno stadio pieno, con tante donne e tanti bambini,  che ha tifato e cantato fino alla fine, una partita bella su di un terreno difficile, il comportamento irreprensibile di chi è andato in campo (va bene, il ‘secondo assistente’ era un po’ distratto…): il football, quando torna a casa, mostra tutta la sua bellezza di sport semplice e appassionante. Una festa insomma, tutto così emozionante da aver voglia di dire ‘anch’io, anch’io’, ma con un nervoso crescente sullo sfondo. Perchè si sa cosa ci aspetta, a meno di prendere l’aereo e farsi strozzare dalla sterlina: se piove in quel modo, in molti settori ci si bagna anche le mutande; gli spalti spesso semivuoti, popolati in gran parte di maschi adulti, una parte dei quali impegnati ad insultarsi in rima e non;  giocatori isterici che si strappano le vesti in proteste teatrali o, se appena sfiorati, cadono come uomo morto cade. E in più la consapevolezza che, dopo le belle parole, da sabato si ricomincerà con i soliti orrori da stadio: manca la volontà di cambiare, a chi comanda veramente il calcio italiano certi problemi interessano fino ad un certo punto.
Altre considerazioni:
chi comanda veramente sono Sky e pochi club con tanti soldi e, perlopiù, la maglia a righe. L’ipocrita sospensione di ieri è stata per loro a costo zero, e contemporaneamente ha salvato la faccia al presidente di Lega, che altrimenti avrebbe dovuto affrontare la serrata della serie B. Lo squilibrio economico a sfavore delle piccole società rende loro particolarmente gravoso gestire in proprio la sicurezza negli impianti e sarà interessante vedere cosa accadrà da marzo, con gli steward pienamente operativi (qualsiasi cosa voglia dire). Eppure, l’unico modo per far capire la gravità della situazione sarebbe non far uscire poliziotti e carabinieri dalle caserme per qualche fine settimana…;
in un’inutile commissione della Lega sul problema violenza, il presidente della stessa ha cooptato (o ha pensato di cooptare, fa lo stesso) monsignor Bertone. In qualità di che? Tifoso della Sampdoria? Azionista di riferimento dell’ Ancona? Sì, va bene, questo è uno dei pochi argomenti su cui il Vaticano non ha ancora espresso pareri vincolanti, ma anche al ridicolo c’è un limite;
mentre si recava allo stadio sabato scorso, il vostro umile scriba è stato disturbato da una serie molesta di pubblicità, così ripetute da risultare pedanti. Si trattava di una comparsata di quelle che tronisti, isolanti ed altra feccia televisiva fanno di solito nelle discoteche. Il nome di questa poi lo raccomando, ‘New siglo discoclub’ (o qualcosa di simile), erede di ‘El siglo de la reyna’ (o qualcosa di simile) – ad un altra volta il giudizio su questi posti. A furia di veder cartelli, alla fine la faccia da pirla che vi campeggiava ha avuto un nome: Francesco Coco, pedatore di pochi talenti azzerato definitivamente dalla relazione con la Arcuri. Quello che quest’estate disse di voler tornare a giocare, e che un’offerta del Milan l’avrebbe subito accettata. Galliani, quando ci ripensa, si mette a ridere da solo anche quando il Milan perde (spesso negli ultimi tempi): a via Turati sono preoccupati…

Vita lunga e prospera

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A tutta B 14^ giornata …and more

E così ci risiamo un’altra volta. Nove mesi dopo Catania – chi ha ucciso l’agente Raciti? Boh… Mah… – c’è un altro morto di calcio da piangere. E’ assurdo venire ammazzati in autostrada per una rissa, ma il clima di guerra fra bande che si respira la domenica e la tensione che ne consegue fra le forze dell’ordine possono generare solo tragedie. C’è da stupirsi che le vittime non siano di più,  e questo grazie al lavoro mostruoso di sterilizzazione e di divisione fatto ogni fine settimana da migliaia di uomini che potrebbero essere impiegati in compiti più utili.  Oltre alla fortuna, che però, ieri, ad Arezzo, guardava dall’altra parte. Da lì è partita un serie di ritardi, bugie ed (in)decisioni che hanno generato una giornata di guerriglia urbana: il capo della polizia, quello dal nome così evocativo, ha chiesto che si giocasse anche se c’era tutto il tempo di fermare la gente normale prima che partisse per lo stadio: in fondo erano le dieci di mattina. Quello che è successo nel pomeriggio è impensabile altrove: lo stadio di Bergamo in mano a gente che ha fatto entrare un tombino in curva (e i tornelli?), interi quartieri in balia di manipoli mascherati e la polizia asserragliata nei commissariati. Lascia un retrogusto amaro notare che è  più facile far la voce grossa fra gente inerme e semiaddormentata piuttosto che contro duecento energumeni carichi di un odio ingiustificato.
A scanso di equivoci, la colpa principale ricade comunque sulle teste di cazzo che hanno avvelenato le domeniche (e anche i sabati…) calcistici. Interi settori dello stadio come zone franche, logiche da guerra tribale, il pericolo sempre in agguato: andare alla partita è diventato anche questo, e non ci si può stupire che la gente lo faccia sempre di meno. Favoriti per anni dalle società, pesantemente politicizzati a senso unico, i gruppi ultrà sono un problema incancrenito, presente in ogni serie,  che chissà quando si riuscirà a risolvere: però la giornata di ieri ci ha lasciato in eredità un mucchio di immagini che mostrano molti sedicenti guerrieri a volto scoperto. Cominciamo a spazzare via questi, a svuotare per qualche mese la curva dell’Atalanta, in attesa del giorno in cui non ci sarà da morir d’invidia a guardare le partite dei campionati esteri.
Adesso si vieteranno le trasferte. Giusto, per carità, ma di una tristezza infinita. Lo scriba è abbastanza vecchio per ricordarsi di quando i tifosi ospiti si sedevano tranquillamente fra quelli di casa, dopo aver visitato la città ed aver testato la cucina locale. Se proprio non si trattava di Cremonese o Reggiana, la partita veniva vissuta assieme, ed anche le curve incitavano più di quanto non insultassero. Ora, anche in uno stadio svuotato di delinquenti (e non solo…) come il Garilli, viene ritenuto un affronto se qualcuno con la sciarpa sbagliata si sistema in gradinata. La speranza che tutto questo cambi resta, ma per il momento rimango molto pessimista.
Altre considerazioni (in breve):
che il Brescia non fosse molto tonico lo si poteva dedurre dalle partite precedenti, ma la quarta vittoria consecutiva dell’Albinoleffe resta da incorniciare. I bergamaschi si permettono il lusso di sbagliare un rigore, ma hanno anche la forza di non accontentarsi del pari raggiunto dai padroni di casa a meno di dieci minuti dalla fine. Ennesima espulsione fra i bresciani che stanno rifiatando un po’ troppo, facendosi passar davanti e distanziare dalle concorrenti: il Pisa all’ennesima vittoria in trasferta, il Bologna che strapazza il Chievo in modo non prevedibile alla vigilia ed anche il Lecce, se vince il recupero;
il Piacenza gioca a calcio per la prima volta in questo campionato e supera il Ravenna, squadra palesemente inferiore assurta al ruolo di avversaria diretta per gli incerti di queste giornate iniziali. Con gli ospiti arroccati in difesa, i biancorossi disputano un buon primo tempo senza segnare e passano ad un quarto d’ora dalla fine quando sembrano in confusione e senza idee sul come superare la muraglia avversaria. Si chiude con due gol di vantaggio, un altro spettacolo inedito, e l’aspetto più preoccupante restano alcuni sonnellini tra centrocampo e difesa centrale. L’unico zero da cancellare è quello dei rigori a favore: d’accordo che la squadra entra poco in area, ma sarebbe il caso di assegnare quelli che ci sono. Purtroppo il sig. Tommasi si è rivelato l’ennesimo arbitro di scarsa personalità;
nessuno trasmette la serie B, ed anche per vedere le immagini dei gol bisogna fare i salti mortali: e allora, perchè si continua a giocare il sabato pomeriggio alle quattro? Al termine di una giornata di sole limpido e tiepido, il vostro cronista ha patito il freddo, fiaccato dal turbo che spirava dalla Val di Trebbia, per tutto il secondo tempo giocato alla luce dei riflettori. Ulteriore dimostrazione che il calcio italiano è in mano a degli incapaci – del resto basta vedere chi è il presidente di lega…

Vita lunga e prospera

P.S.: vi ricordate la storia del Piacenza tutto italiano? Beh, se ne avete voglia, andate a dare un’occhiata alla formazione di sabato…

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Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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