Aspas: “Pronto a sfruttare l’occasione italiana”

Presentato l’ex calciatore del Celta Vigo Jonathan Aspas Juncal ingaggiato dal Piacenza dopo un breve periodo di prova. 25 anni esterno destro, Aspas ha sempre militato dalla stagione 1998-99 nel Celta Vigo.

Queste le sue prime parole “italiane”.

“Ho colto l’occasione di venire in Italia e sono molto felice della scelta, quasi in controtendenza visto che sono gli italiani ad andare a giocare in Spagna”.

“Il Piacenza ha un buon gruppo e mi sono subito trovato bene con loro. Fisicamente sto bene e spero di dare il mio contributo al più presto”.

Sono un calciatore a cui piace attaccare e prediligo giocare come laterale destro. In Spagna gli esterni spingono molto, ed io giocavo in un modulo con la difesa a tre. Quindi dovrò abituarmi al nuovo modulo”.

Mario Somma nuovo allenatore del Piacenza

Mario Somma è il nuovo allenatore del Piacenza calcio. L’allenatore in seconda sarà Felice Secondini.

Somma, presentato questa mattina alla stampa, in presenza dell’amministratore delegato Riccardi e del direttore sportivo Castagnini, si è detto entusiasta della nuova avventura. La società emiliana si è affidata au un allenatore esperto. Somma, infatti, dopo una lunga “gavetta” alla guida di squadre dilettantistiche, si è fatto conoscere alla Cavese, che ha portato in C2. A seguire, nel 2004, promozione con l’Arezzo e l’anno successivo, l’approdo in A con l’Empoli. Nel 2006 il passaggio a Brescia e l’esonero nel febbraio 2007.

Queste le prime parole del neo allenatore del Piacenza: “Con la società ho impiegato cinque minuti per trovare l’accordo. Piacenza è una realtà importante, solida dal punto di vista organizzativo, conosco bene molti giocatori. Come inizia il mio lavoro? Con l’entusiasmo della prima volta, con la mente rivolta al prossimo turno, impegnativo, contro il Chievo di Iachini, un allenatore che come me non ama le barricate, piuttosto predilige un gioco veloce, d’attacco, senza attendere l’avversario dietro per ripartire. Noi giocheremo così, non chiedetemi il modulo, quello lo adatterò a seconda delle situazioni. Prediligo il 4-2-3-1 o il 4-3-2-1, a seconda degli uomini che avrò a diusposizione”.

Piacenza vuole risalire in classifica, i tifosi chiedono la svolta. “E’ l’obiettivo per cui lavorerò, questa squadra non merita l’attuale posizione in classifica, può fare molto di più? Dove possiamo arrivare? Nei primi 7-8 posti ci possiamo stare sicuramente, il campionato è lungo ed equilibrato, tutto può accadere. La scorsa stagione ci ha insegnato a non porsi degli obiettivi: all’ultima giornata, poi, si è deciso tutto”.

Su eventuali correttivi, infine, il tecnico si è così espresso.

“Per mia scelta non chiedo giocatori alla società, lavoro con ciò che ho a disposizione. Ho piena fiducia in Castagnini, che ho avuto come direttore sportivo anche quando giocavo. Il Piacenza è una squadra di valore, se la società riterrà opportuno fare dei cambiamenti, apportare modifiche all’organico, sarà padrone di farlo. Il mio compito è allenare, fare risultati, riportare in alto questa squadra. Ci metto tutto l’impegno, i risultati sono la medicina del calcio”.

Il Piacenza calcio ringrazia Gian Marco Remondina per il lavoro di staff svolto con grande professionalità.

A tutta B

Quando ero più giovane di oggi, la fonte primaria di informazione calcistica era ’90° minuto’. Essendo anche cabaret involontario, ne uscivano spesso frasi che passavano nel parlato comune: un discreto produttore di facezie era Vujadin Boskov che, dopo avere allenato qua e là, aveva trovato la squadra della vita nella Sampdoria di Vialli e Mancini. Ora, La Spezia e Genova hanno molte caratteristiche in comune – la regione, il mare… – e, anche considerando gli inevitabili campanilismi, è impossibile che gli spezzini non abbiano mai sentito dire che ‘partita finisce quando arbitro fischia’. Eppure lo Spezia continua a prendere gol nei minuti finali, con una spiccata predilezione per il quarto minuto di recupero: finchè è Tiribocchi passi, ma farsi sorprendere da un terzino del Piacenza o far segnare di testa un argentino bravo ma piccolotto come Ricchiuti è segno di autolesionismo.
Altre considerazioni:
va bene che ‘rigore è quando arbitro dà’, ma quelli assegnati a Ravenna e Frosinone sono abbastanza fantasiosi; nel primo caso, l’attaccante tampona il difensore del Chievo e quest’ultimo, oltre al rigore contro, è pure ammonito: Iachini è stato trattenuto da una decina di persone; nel secondo, Dedic corre parallelo al difensore fino a che non è ben dentro l’area e poi sviene: sarebbe opportuna una squalifica con la prova tv. Se Collina ha detto ai suoi arbitri di fischiare senza guardare in faccia a nessuno, ambedue gli episodi hanno favorito squadre in trasferta, questo non li esime da usare il comune buon senso;
nel Pisa che arriva alla sesta vittoria consecutiva, sta forse nascendo la stella di Alessio Cerci, ragazzo uscito dalle giovanili della Roma che in questo inizio di campionato sta sciorinando un campionario di dribbling, assist e gol addirittura troppo bello per essere vero; magari calerà, come tutta la squadra che è la stessa che l’anno scorso non ha incantato in C, ma le qualità sono tante per uno che ha appena compiuto vent’anni;
il Brescia vince a Lecce confermando di essere, al momento, la più forte della compagnia; i salentini dominano fino a quando passano in vantaggio, poi puff!, spariscono dal campo lasciando almeno una decina di palle-gol agli avversari; sbaglia questa e sbaglia quella, alla fine gli ospiti riescono a centrare la porta un paio di volte, approfittando di spazi immensi. Annullato un gol maestoso a Bazzani, destro al volo dal vertice dell’area all’incrocio dei pali, per fuorigioco da un guardalinee (pardon: assistente) senza senso estetico;
se vince il recupero interno con il Mantova, il Brescia va in testa da solo; a prima vista non un’impresa impossibile contro la delusione dell’anno, soprattutto in rapporto agli investimenti estivi: il Grosseto non è avversario irresistibile, eppure i virgiliani non sono andati più in là di uno 0-0 con poco sugo, sbagliando qualche gol, ma rischiando pure in contropiede. La politica dei giocatori di nome ma oltre i trent’anni paga poco contro squadre che puntano tutta su velocità e pressing;
un accenno alle squadre più vicine a noi; l’Albinoleffe è protagonista di un pareggio pirotecnico in quel di Avellino, con tantissime occasioni da ambo le parti ma nessuno gol: che abbia fatto partita pari con una delle derelitte della classifica può essere un ulteriore segno di rientro nei ranghi; il Piacenza si fa rullare senza speranza dal Pisa, con la tragicomica chicca del primo gol preso in contropiede: campo aperto e difensori posizionati a caso. Lo scrivente non va matto per i cambi di allenatore, ma forse il tempo di Romolo&Remolo dovrebbe essersi compiuto.

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Pisa – Piacenza 3-1

Anche a Pisa arriva l’ennesima sconfitta figlia di un primo tempo incolore e di una prestazione eccellente dei toscani soprattutto in fase offensiva. Secondini, ex di turno, deve rinunciare ancora a Cacia e porta in panchina per la prima volta lo spagnolo Aspen. Fiducia in attacco a Simon con Gemiti a sinistra. L’avvio è di marca nerazzurra con numerose occasioni non finalizzate di un soffio. il gol arriva quasi allo scadere con Castillo in perfetto contropiede. Ad inizio ripresa il raddoppio con Raimondi in contropiede ispirato da un indiavolato Cerci. Macina gioco sulla sinistra anche l’ex biancorosso  Emanuele D’Anna. Il Piacenza con Kharja in campo nella ripresa riapre la gara con Raffaele Bianco lesto ad insaccare una respinta del portiere toscano su conclusione di Simon I biancorossi ci credono e collezionano una lunga serie di angoli che non danno però esito. Punge invece ancora il contropiede sulla destra del Pisa che chiude definitivamente la partita con Castillo che ribadisce a rete una corta respinta di Cassano su tiro di Cerci.   

Piacenza-Bologna 0-1

Piacenza, 14 ottobre 2007 – Stadio L. Garilli.

Una domenica pomeriggio di sole allo stadio: dopo tanti mesi di esilio al sabato, un gradito ritorno che è andato sprecato. Piacenza e Bologna hanno inscenato uno strazio al cui confronto Italia-Georgia va a rappresentare la summa del calcio-spettacolo: andamento lento, eterna circolazione di palla fine a se stessa e, soprattutto, pochissima voglia di cercare il gol. Deludono gli ospiti, che la settimana prima avevano battuto bene il Lecce e sono apparsi macchinosi e opachi, tanto che l’attacco Marazzina-Adailton-Bombardini non ha combinato nulla; si accodano i padroni di casa, ai quali mancano come al solito le idee, ma viene anche meno la corsa con cui si sarebbero potuti mettere in difficoltà avversari così compassati. Una traversa su punizione di Patrascu deviata dalla barriera, il gol, un tiro di Bombardini parato: fine della lista delle occasioni. Il Piacenza tiene in mano il pallino del gioco nel sonnacchioso primo tempo pur non combinando nulla, poi nella ripresa il Bologna accelera appena e guadagna trenta metri di campo: non si muoverebbe comunque nulla se Patrascu non si distraesse a centrocampo e se, sul successivo tiro di Mingazzini, Cassano non si addormentasse nella più classica delle papere. Partita finita, i biancorossi in pratica non reagiscono e i felsinei si limitano a controllare. Unica notizia positiva il rientro di Cacia, comunque lontanissimo dalla migliore condizione: quasi un talismano, nella speranza che la squadra cominci a cercare e trovare la porta, magari su azione.
Formazione: Cassano 4 – Nef 5,5, D’Anna 6,5, Olivi 6, Anaclerio 6 – Padalino 6,5, Riccio 5, Patrascu 5 (Guzman 5), Gemiti 6 – Bianco 5 (Bianchi sv) – Rantier 5 (Cacia sv)
Reti: 70’ Mingazzini

A tutta B

Grazie alla sosta dei campionati minori, il vostro cronista, che non si ricordava più il tempo e l’ora, è tornato ad accomodarsi (insomma…) sui gradoni di uno stadio alla domenica. E’ questa l’unica nota positiva di un pomeriggio di noia che ha fatto sembrare Italia-Georgia il manifesto del calcio-spettacolo. Opposto ad un Bologna macchinoso fino alla paralisi, non si capisce come possa puntare alla A con questi ritmi, il Piacenza ha esibito poche idee, e lo si sapeva, e poca corsa, con la quale avrebbe potuto mettere in crisi i compassati avversari. Il gollonzo su papera di Cassano, brutto fine settimana per i portieri, ha sbloccato lo 0-0 che pareva ormai scritto: reazione zero da parte dei padroni di casa, come del resto i tiri in porta. Il Bologna abbandona la bella consuetudine di perdere al Garilli e avanza in classifica.
Altre considerazioni:
ferme Brescia e Mantova per le nazionali, partita di cartello fra Albinoleffe e Pisa, che i toscani si sono aggiudicati con tre contropiede micidiali, approfittando forse di un calo degli orobici (yeah!) dopo l’inizio di campionato a tutta velocità; inevitabile il brivido al nome del secondo marcatore dell’ Albinoleffe;
per la serie ‘quotazioni in ascesa’, fa ancora bene il Frosinone, contro un Bari in dieci per tutta la partita – e se fa due gol Dedic, vuol dire che va tutto per il verso giusto – mentre il Chievo vince ad Ascoli non proprio meritatamente con un gran gol nei minuti di recupero;
per il resto tanti pareggi, con emozioni e gol anche nei minuti finali; in fondo alla classifica si muovono tutte, comprese quelle impegnate su campi apparentemente impossibili, come l’Avellino a Rimini – quanti gol si è mangiato Vantaggiato? – e lo Spezia a Lecce – ancora fatali i minuti di recupero, ma il gol del 2-1 era stato regalato dal portiere giallorosso;
come match dei disperati era in cartellone Treviso-Vicenza, che gli ospiti si sono aggiudicati facendo tre gol con due tiri e mezzo; sorpasso effettuato, i trevigiani traballano in difesa e sono imprecisi in attacco, brutto segno per una squadra partita con ambizioni di promozione.

Questi uomini
Il Fiorenzuola perde a Fiorano il big match dell’Eccellenza Emilia-Romagna (della serie: chi se ne frega…) e il suo mister non trova nulla di meglio che inveire contro le due (due) guardialinee donna che gli hanno mandato, con una serie di carinerie fra le quali la più lieve è ‘incompetente’.
Lo scriba disapprova questi atteggiamenti prevenuti, soprattutto ora che la gnagnera di Piacenza-Bologna ha neutralizzato l’eclettismo sbandieratorio della signora Cini.

Violenza nel pomeriggio
Ieri doveva esserci un’aria frizzantina. Oltre all’increscioso episodio raccontato dal direttore, ci sono stati altri atti inqualificabili che hanno rovinato la giornata calcistica. Nel derby al quadrato Mortizza-Gerbido (di Mortizza) – 3^ piacentina, una squadra quint’ultima, l’altra quart’ultima – il direttore di gara è stato colpito da un giocatore e poi da un tifoso al rientro negli spogliatoi dopo la sospensione dell’incontro. Dal tono dell’articolo sul quotidiano locale, si direbbe che l’estensore e l’aggressore siano la stessa persona.

L’altro calcio
Dopo una sola stagione di purgatorio, U.S. Monticellese è tornata in VI serie di Hattrick con una giornata di anticipo, grazie ad un grande girone di ritorno con sei vittorie consecutive

Vita lunga e prospera

Sonic Reducer

Avellino – Piacenza 0-1

Una precisa punizione di Padalino regala al Piacenza la seconda vittoria consecutiva sul neutro di Grosseto. Il Piace respira. Dopo il successo al fotofinish contro lo Spezia di sette giorni fa, arriva la replica nello scontro salvezza contro l’Avellino degli ex Pellicori e Stella. A far tornare il sorriso a Secondini ci pensa Marco Padalino che a poco più di un quarto d’ora dalla fine di una gara senza grossi sussulti e a tratti mediocre, realizza su precisa punizione il gol vittoria beffando Pantanelli. Senza i soliti noti, gli infortunati Stamilla, Nef e Miglionico e con Cacia e Ciarrocchi “prestati” alla Primavera di Bruni, il Piacenza si schiera con Gemiti sulla mediana sinistra e con Rantier unica punta. Patrascu e Simon partono dalla panchina. L’avvio è di marca biancorossa ma l’unico pericolo verso la porta irpina lo procura Kharja con una punizione dalla lunga distanza deviata in angolo da Pantanelli. Il finale di tempo vede gli irpini di Carboni più intraprendenti ma questa volta Cassano non deve inventarsi proprio nulla. Nella ripresa succede davvero poco. A spezzare la quiete del grigio pomeriggio maremmano ci pensa il biondo che non t’aspetti. Padalino dal limite sorprende l’estremo biancoverde. Il Piace legittima il successo con una traversa di Riccio e una doppia conclusione ravvicinata di Kharja parata con disinvoltura da Pantanelli. Si riprende martedi in vista della gara interna di domenica contro il Bologna.

 

Piacenza-Spezia 1-0

Piacenza, 30 agosto 2008 – Stadio L. Garilli.

Tre punti pesanti contro una diretta avversaria per la salvezza: tutte qui le note positive dell’ennesimo pomeriggio di sofferenza del Piacenza. La vittoria nel recupero va a riequilibrare quanto buttato via quattro giorni prima contro il Lecce, ma al termine di una prestazione inguardabile, ben lontana da quella contro i salentini. E dire che la partita non era cominciata male: il 4-4-1-1 provato martedì ha dato ancora buoni frutti e nel primo tempo la squadra non incantava ma era padrona del campo per lunghi tratti, il gioco aveva un senso e c’era anche un abbozzo di pericolosità. I tiri in porta latitavano sempre ma, al cospetto di uno Spezia ben organizzato e che puntava al pari, il Piacenza dimostrava di avere qualche idea che poteva portare a qualcosa di buono. Poi veniva l’espulsione di Ceccarelli – il sig. Squillace nell’occasione aveva ragione, ma per il resto è stato troppo timido con i cartellini – e, di conseguenza, l’ingresso di Simon: tutti gli equilibri saltavano e l’intero secondo tempo era all’insegna della confusione e della mediocrità. Nessuna occasione, Simon e Kharja del tutto fuori dal gioco mentre lo Spezia cresceva in contropiede, a volte i suoi attaccanti giganteggiavano duettando indisturbati al limite dell’area biancorossa, fino a sfiorare un paio di gol nel recupero. Cassano si superava due volte su Guidetti e Saverino arrivava stremato dopo ottanta metri di corsa e tirava in bocca al portiere. Sul ribaltamento, Bianchi indovinava il dribbling in area e il suo cross era spinto in porta dalla girata di Anaclerio: grande esultanza in campo, un po’ meno sugli spalti dove la contestazione non si fermava.
Formazione: Cassano 6,5 – Iorio 4,5, D’Anna 6,5, Olivi 5,5, Anaclerio 6,5 – Padalino 6 (Guzman 5), Riccio 6, Bianco 6 (Bianchi 6), Gemiti 5,5 (Simon 5) – Kharja 5 – Rantier 5,5
Reti: 94’ Anaclerio

Piacenza-Lecce 0-1

Piacenza, 25 settembre 2007 – Stadio L. Garilli.

Il Piacenza migliora leggermente rispetto alle due disastrose trasferte di Brescia e Treviso, ma cede nel finale dopo essere rimasto in 9. Non è che i ragazzi abbiano fatto stravedere, ma, dopo un primo quarto d’ora di panico, riescono a fare partita pari contro un avversario più forte, divorandosi occasioni da gol in maniera sciagurata. Il 4-4-1-1 pare più equilibrato, Kharja fa vedere qualche lampo di classe e Rantier si danna, anche se non è un centravanti. Anche il Lecce non scherza in fatto di mancanza di mira e così quattro o cinque opportunità per parte vengono buttate via. L’impressione è che il Piacenza possa provare a vincere, anche se in campo nessuno vede la porta, ma prima Abbate e poi Patrascu si fanno espellere per una seconda ammonizione evitabile, due falli da dietro, e allora si va tutti in trincea. Purtroppo, sull’ultimo cross, Naingolan sbaglia il fuorigioco e Tulli può colpire di testa da solo: Cassano tocca ma non riesce a deviare, e buonanotte. E’ vero che il disastroso arbitraggio di Gava da Conegliano non ha aiutato, specie con una gestione dei cartellini a senso unico, ma certe ingenuità non si possono commettere, vista la situazione pericolante.
Formazione: Cassano 6 – Abbate 4, D’Anna 6,5, Olivi 6, Anaclerio 5,5 – Wolf 5,5 (Naingolan 5), Riccio 6, Patrascu 4, Gemiti 5,5 (Bianco sv) – Kharja 6,5 – Rantier 6,5 (Zammuto sv)
Reti: 93’ Tulli

Piacenza – Lecce 0-1

Piove sul bagnato in casa Piacenza. E’ un momento davvero negativo. Lo testimonia la gara con il Lecce affrontata in piena emergenza ma giocata alla pari con i blasonati pugliesi. Gara all’insegna dell’equilibrio anche nelle occasioni, spezzata nel finale da due espulsioni comminate con una certa fiscalità dall’arbitro Gava in meno di tre minuti prima ad Abbate poi a Patrascu. Ottimo l’avvio del Lecce con le favorevoli occasioni sciupate da Tiribocchi e Valdes nella prima mezz’ora. Veemente la reazione biancorossa attraverso le chiare azioni da gol costruite da un attivissimo Kharja, da Gemiti e nella ripresa da Rantier.Secondini deve rinunciare oltre allo squalificato Iorio, agli infortunati Nef, Stamilla, Miglionico e  Cacia. Mancano all’appello anche gli acciaccati Simon e Padalino. Recuperati in extremis Abbate e Olivi. Per un modulo più compatto con Rantier unica punta supportata da kharja. Il Lecce comincia a gran ritmo e  Tiribocchi, per ben due volte fallisce di un soffio il bersaglio. Sul fronte di casa Kharja costringe Rosati ad una respinta di piede e qualche minuto dopo Gemiti fallisce la più clamorosa delle occasioni calciando a lato un assist al bacio di Rantier dalla destra. Nella ripresa è sempre Rantier che solo in area finalizza malamente uno splendido cross dalla sinistra di Riccio. A dieci minuti dal termine entra in scena il fiscalissimo Gava che prima espelle Abbate per doppia ammonizione e  tre minuti più tardi manda sotto la doccia anche Patrascu per un fallo a centrocampo. Fino a quel momento la gara era stata vibrante ma giocata sui binari della reciproca lealtà agonistica. Il Lecce non credeva ai suoi occhi e Papadopulo mandava in campo la terza punta Tulli che in pieno recupero realizzava di testa la rete della vittoria, mandando nello sconforto l’undici biancorosso.

Volti scuri in sala stampa per un finale di gara condizionato dalle due espulsioni di Abbate e Patrascu.

Secondini:” Ci aspettavamo una prova di carattere, la risposta è stata positiva. Non abbiamo concretizzato le occasioni create. In  occasione delle ammonizioni l’arbitro ha esagerato ma accettiamo ciò che ha deciso.

Patrascu:” Anche il primo giallo a centrocampo era un fallo normale. Ci stava il pareggio ma forse se c’era una squadra che poteva vincere quella era il Piacenza”.

Riccio:” La gara è stata condotta con estrema lealtà e correttezza da ambedue le squadre. Peccato per l’eccessiva fiscalità nel giudicare dell’arbitro vista la zona del campo in cui sono stati commessi i falli che hanno generato le due espulsioni ravvicinate. Il Piacenza ha disputato un ottima gara, umile e compatto cosi come deve sempre essere”.

Treviso – Piacenza 1-0

Un rigore di Barreto regala il sorriso al Treviso e condanna il Piacenza alla seconda sconfitta esterna consecutiva, la quarta in cinque gare di campionato.  Non paga il turnover di giovani nel Piacenza anti-Treviso. Al “Tenni” finisce con la vittoria dei veneti in una gara mediocre e con poche emozioni. Centrocampo rivoluzionato con Bianchi, Bianco e Nainggolan a supportare la linea d’attaccanti formata da Rantier, Kharja e Padalino. Capitan Riccio è in panchina, Patrascu in tribuna. Che non sia un momento particolarmente fortunato per il Piacenza lo si capisce dagli infortuni muscolari di Padalino ed Abbate, che costringeranno nel corso della gara l’allenatore biancorosso a due cambi forzati. Ai loro posti Guzman e Gemiti.

Primo tempo con il Piacenza più vivace e meglio disposto in campo ma mai veramente pericoloso negli ultimi sedici metri. Proteste biancorosse per un contatto in area vittima Kharja che cade al momento di concludere. Ripresa con Iorio che ferma Barreto in area, lunghe proteste in campo e sugli spalti ma l’arbitro ammonisce il trevigiano. La scena si ripete nel finale e sarà decisiva. Intorno alla metà della ripresa azione personale di Kharja la cui conclusione da posizione angolatissima termina sopra il montante. Replica pericolosissima  del Treviso con il solito Barreto che tutto solo davanti a Cassano calcia malamente a lato. Negli ultimi venti minuti i padroni di casa si fanno più intraprendenti e complice un vistoso calo dei biancorossi si fanno pericolosi nell’area avversaria. Cassano salva il risultato in almeno due circostanze su conclusioni ravvicinate di Russotto e Barreto. Simon rileva Rantier. A dieci minuti dal termine l’episodio chiave della gara, protagonisti Iorio che viene espulso per fallo da ultimo uomo, e Barreto che si procura e trasforma il rigore assegnato dall’esordiente Cavarretta, facendosi poi espellere durante la “nuda” esultanza per doppia ammonizione. Nei minuti di recupero il Piacenza fallisce con Guzman la palla del possibile pareggio. L’attaccante spara sopra la traversa dopo essersi liberato con astuzia di Viali. Non c’e’ tempo per pensare all’ennesima sconfitta, martedi sera è ancora campionato. Al “Garilli” arriva il Lecce.

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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