Il Piacenza prende il primo punto ad Olbia (1-1) e si fa un’iniezione di fiducia (www.sportpiacenza.it)

Un punticino per muovere la classifica e un gol su rigore per alleggerirsi dal fardello dei due grandi zero. Detta così non sembra granché il bilancio della trasferta di Olbia per il Piacenza di Arnaldo Franzini. Ma del resto non si poteva sperare di cancellare con un colpo di spugna tutti i problemi da una domenica all’altra. La prestazione in terra sarda non può e non deve fare scendere il livello di allerta, ma comunque darà fiducia a una squadra che deve costruirsi un’autostima fatta a pezzi dalle sconfitte contro Monza e Cuneo. Per cui il penalty concesso per un fallo di Dametto su Zecca e poi trasformato da Morosini sa di liberazione. I ragazzi di Mereu poi spingono e trovano il pari sempre dal dischetto, la firma è di Ragatzu, che in estate era sulla lista dei desideri della società di via Gorra e che sicuramente avrebbe fatto molto comodo a questo Piacenza. Continua la lettura di Il Piacenza prende il primo punto ad Olbia (1-1) e si fa un’iniezione di fiducia (www.sportpiacenza.it)

Piacenza-Cuneo 0-1

Piacenza, Stadio Leonardo Garilli, 3 settmbre 2017 – Serie C, Girone A, 2^ giornata.

La brutta prestazione di Monza non è stata un caso: con il Cuneo, il Piacenza infila la seconda gara ben al disotto della soglia dell’accettabilità e regala tre punti inattesi ai piemontesi che mettono in mostra sì tanta buona volontà, ma anche una cifra tecnica non certo eccelsa.
Incontrare le neopromosse a inizio torneo non è mai facile, tanto più per una squadra rivoltata come un calzino e con l’intero centrocampo composto da nuovi interpreti: il Piacenza va a sbattere contro l’ordinata difesa ospite mettendo in mostra poche idee e un ritmo troppo compassato. Insomma, quando giochi in casa con il Cuneo e il migliore in campo è il tuo portiere, qualche problema c’è: sta ora a Franzini far quadrare il cerchio, magari inventandosi gli opportuni aggiustamenti nella disposizione in campo.
Malgrado il bel sole e un’aria frizzantina, l’incontro procede nella sonnolenza assoluta: il Cuneo testa i riflessi di Fumagalli (che si tuffa sulla propria sinistra a sventare un colpo di testa di Aperi e un tiro di Boniperti a seguire il corner successivo), mentre ben poco accade dalle parti di Stancampiano che, forse per far tenersi in movimento, trova il modo di accapigliarsi con Romero dopo un’uscita bassa. Continua la lettura di Piacenza-Cuneo 0-1

Piacenza, così non va: il Cuneo sbanca il Garilli (0-1) con un gol di Dell’Agnello (www.sportpiacenza.it)

La rete nel finale di Dell’Agnello regala al Cuneo tre punti e complica notevolmente la settimana del Piacenza che ora ha davvero più di un problema da risolvere. I piemontesi sbancano con fortuna il Garilli – nel senso che giocano una discreta partita ma la vittoria è eccessiva – tuttavia i meriti dei biancorossi terminano qui. Il resto è un replay di quanto visto a Monza, forse un filo meglio perché il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma questo Piacenza non solo ha esposto il cartello “dei lavori in corso” ben visibile, appare anche distratto, con poca anima, completamente diverso da quello dello scorso anno. Per il gioco sarà meglio ripassare tra qualche settimana perché se ne vede poco o nulla, Della Latta e Scaccabarozzi non garantiscono inserimenti, Pederzoli viaggia a scorrimento lento e la difesa, che sembrava essere il punto forte, risente di tutto ciò diventando terra di conquista se presa centralmente. Ancora in difficoltà Bini – che si fa scappare l’uomo da cui nasce l’azione del gol – come tutto il reparto, davanti si vede qualcosa ma le giocate sono sempre imprecise al netto delle quattro palle-gol create (tra cui una traversa di Pergreffi) e tutte quante sprecate malamente. Funzionano a singhiozzo solo gli esterni, però il tempo degli esperimenti è finito da un pezzo e sul campo il Piacenza ci ha già lasciato 6 punti. Continua la lettura di Piacenza, così non va: il Cuneo sbanca il Garilli (0-1) con un gol di Dell’Agnello (www.sportpiacenza.it)

Il Piacenza crolla a Monza (2-0) dove ci lascia molte certezze. Male la prima (www.sportpiacenza.it)

Male la prima per il Piacenza che torna sconfitto, senza alcun appello, dalla trasferta al Brianteo contro il Monza. Brianzoli trascinati da uno scatenato Cori (gol e assist) e sostenuto da una squadra più in generale decisamente in palla, mentre il Piacenza in un solo colpo ha perso le granitiche certezze della difesa e dimostrato di essere ampiamente in deficit nella costruzione di gioco. In pratica la squadra di Franzini ha vissuto solo due fasi positive nell’arco della partita: nei primi 40’ ha sofferto poco (e creato nulla), nella ripresa quando ha accelerato ha dimostrato di poter far male alla squadra di Zaffaroni ma la folata è durata troppo poco. Fumagalli con una paio di miracoli ha evitato un passivo più ampio, male invece molti dei nuovi acquisti tra cui Bini (fallo di mano sul rigore e si perde Giudici sul raddoppio), Scaccabarozzi che non ha mai inciso sulla partita, Morosini (impalpabile) e Pederzoli che tesse sì gioco ma bisogna trovare una soluzione per coprirgli le spalle nella fase difensiva. Continua la lettura di Il Piacenza crolla a Monza (2-0) dove ci lascia molte certezze. Male la prima (www.sportpiacenza.it)

Piacenza da applausi a Crotone, Bini e Fumagalli trascinano i biancorossi ma alla fine vincono i calabresi (www.sportpiacenza.it)

Dura mezzora il sogno del Piacenza e questo è di per sé più che sufficiente per spellarsi le mani dagli applausi perché mettere paura a una formazione di Serie A, per di più in trasferta, è una vera impresa. I ragazzi di Franzini contro il Crotone lottano fino all’ultimo, la rete nella ripresa di Bini e le parate monstre di Fumagalli illudono i 30 eroici tifosi che raggiungono lo stadio Scida, ma è proprio sul traguardo, quando il Piacenza vede i supplementari, che Ceccherini infila il gol che vale partita e qualificazione. Continua la lettura di Piacenza da applausi a Crotone, Bini e Fumagalli trascinano i biancorossi ma alla fine vincono i calabresi (www.sportpiacenza.it)

Piacenza granitico a Novara, piemontesi battuti 1-2 e fuori dalla Tim Cup (www.sportpiacenza.it)

Un Piacenza cinico e spietato batte il Novara in trasferta e si guadagna il pass per il terzo turno di Tim Cup, dove il 12 agosto affronterà il Crotone all’Ezio Scida. Una sfida di lusso contro una squadra di serie A. Una partita vera in più per mettere altra benzina nel serbatoio e affinare l’intesa in vista dell’inizio del campionato. Il Piacenza a Novara la vince con una prestazione difensiva impeccabile e grazie alle super parate di Fumagalli. Ma sono stati vitali pure i due blitz in zona gol: il primo, al 41’ del secondo tempo, è stata una furbata di Pederzoli, abile a far credere a tutti, compreso a Montipò, che avrebbe crossato su punizione per poi tirare una palla a effetto sul primo palo; il secondo, al 27’ della ripresa, con un contropiede da manuale orchestrato da Mora (subentrato a Di Cecco), abile a cercare Romero che tira e poi Morosini ribatte in rete da due passi la corta respinta del portiere piemontese. In mezzo c’è stato un primo tempo molto avaro di emozioni, da una parte e dall’altra, e un secondo tempo frizzante, con tanto Novara, proteso ad annullare il gol di svantaggio maturato prima dell’intervallo. Continua la lettura di Piacenza granitico a Novara, piemontesi battuti 1-2 e fuori dalla Tim Cup (www.sportpiacenza.it)

Tim Cup – Piacenza, con la Massese basta una perla di Scaccabarozzi (www.sportpiacenza.it)

La rete di Scaccabarozzi è una doccia fresca in un pomeriggio arido e afoso. Un tocco a mandare fuori giri l’avversario, poi un destro chirurgico in fondo alla rete. E’ il gol che doma la Massese e porta il Piacenza al turno successivo di Tim Cup, domenica 6 agosto in casa del Novara. Bene per la vittoria, bene alcuni singoli: Fumagalli, Di Cecco e, appunto, Scaccabarozzi. Per il resto c’è ancora molto lavoro da fare per mettere a punto gioco, idee e condizione fisica. Tanti errori nel palleggio, un possesso palla non sempre lucido, intese da oliare. Tutti effetti collaterali dei carichi di lavoro pesanti previsti dalla preparazione estiva. Bisogna ricordare, inoltre, che all’appello mancavano i nuovi acquisti Pederzoli e Della Latta, due centrocampisti sui quali il tecnico conta di fondare l’impalcatura di questo Piacenza completamente rinnovato. Franzini doveva far quadrare i conti come poteva, soprattutto in mezzo. Poiché Saber, con la valigia in mano in direzione Carpi, era seduto in panchina come spettatore non pagante. Continua la lettura di Tim Cup – Piacenza, con la Massese basta una perla di Scaccabarozzi (www.sportpiacenza.it)

In concerto – Leadbelly Rossi

17 giugno 2017 – Monticelli d’Ongina, circolo ARCI ‘Amici del Po’.

Originario di Cardano al Campo in provincia di Varese (un postaccio, a sentir lui), Angelo Rossi si porta a spasso un nome d’arte pesantissimo, ma lo onora in due ore di musica che, malgrado il genere non brilli per immediatezza nei confronti di un pubblico non anglofono, scorrono piacevoli e inavvertite.
Sempre inserito nell’ambito del festival ‘Dal Mississippi’ al Po’, il concerto si svolge in una serata fresca e ventilata (pure troppo) che fa presto dimenticare la calura del giorno: Rossi, fiancheggiato dalla bassista Silvia Preda, inizia che i tavoli sono ancora popolati di commensali e, benché il suo sia un approccio per forza di cose poco invasivo, comincia ben presto a conquistarsi l’attenzione degli astanti che finiscono per appassionarsi tanto che almeno una trentina rimangono fino ai saluti quando è da poco passata la mezzanotte. Continua la lettura di In concerto – Leadbelly Rossi

In concerto – Sula Ventrebianco

15 luglio 2017 – Monticelli d’Ongina, Società Canottieri Ongina.

Grazie all’amicizia con il concittadino Ivan Martani, è insolitamente stretto il rapporto che lega i Sula Ventrebianco, napoletani di Forcella, alla realtà monticellese: dopo l’apparizione sul palco di Eppur Si Muove 2015 e la raccolta esibizione acustica agli ‘Amici del Po’, eccoli dunque impegnati allo Chalet in un concerto incentrato sul nuovissimo ‘Più niente’, uscito proprio quest’anno per la Ikebana Records.
A differenza delle altre due, suona però insolita anche la location: poco ci azzecca l’energico mix di stoner e grunge che il quintetto propone soprattutto dal vivo con una serata in cui predominano famiglie, chiacchierate e partite a carte. Se ci si aggiunge la scarsa pubblicizzazione dell’evento, la conseguenza è inevitabile: quando i giovanotti iniziano a suonare con una quarantina di minuti di ritardo sul comunque improponibile orario delle 21.30, fatica ad arrivare a venti il numero degli interessati, di cui solo la metà in piedi davanti ai musicisti.
Quasi per controbilanciare, i SVB partono imbracciando lo spadone Continua la lettura di In concerto – Sula Ventrebianco

War machine

(War machine, USA 2017)

In casi come questo è assolutamente necessario separare la sostanza del film in quanto tale dalla sovrastruttura creata dalle polemiche: ‘War machine’ è stato prodotto da Netflix e non è mai andato in sala, ma ha una sua dignità cinematografica a prescindere dal sistema di distribuzione. Poi può piacere o non piacere, ma questo è un altro discorso: lo apprezzerà chi si è divertito con la satira cerebrale di ‘Burn after reading’, mentre resteranno delusi coloro che – magari ingannati dai trailer – si aspettano chissà quali matte risate.
Va infatti detto subito che non si ride quasi mai e, quando lo si fa, si rimane comunque a denti stretti: la presa per i fondelli dell’intervento (e dell’atteggiamento) militare sttunitense in giro per il mondo è tanto netta quanto sconsolata. La sceneggiatura è tratta dal reportage pubblicato su Rolling Stones (e dal libro che ne è scaturito) che, a firma di Michael Hastings, costò al generale McCrystal il posto di comandante in capo in Afghanistan: è proprio la voce di un giornalista che accompagna l’intera vicenda, riuscendo a combinare la simpatia di fondo per l’uomo con gli errori (di tutti quanti) in campo militare.
Perché il protagonista Glen McMahon, brillante e famoso generale catapultato a Kabul e dintorni, è una brava persona e crede in quello che fa, circondato da un gruppo di uomini (fra i quali spicca il Greg Pulver di Anthonu Michael Hall) che lo seguirebbero ovunque a prescindere: peccato che sia anche del tutto astratto dalla realtà di un mondo che non conosce e non gli interessa conocere, Continua la lettura di War machine

In concerto – Bayou moonshiners

3 giugno 2017 – Monticelli d’Ongina, circolo ARCI ‘Amici del Po’.

In una delle tappe itineranti del festival blues piacentino ‘Dal Mississippi al Po’, giunge a Monticelli questo duo di origini veronesi dedito al culto della musica di New Orleans.
Stephanie Ghizzoni (voce, rullante con spazzole, washboard e kazoo) e Max Lazzarin (voce e piano) hanno vinto premi in Italia e in Europa e la loro esibizione, sia pure in un angolo un po’ sacrificato alla fine delle tavolate verso la piscina, risulta dapprima convincente e poi trascinante. Tanto è vero che i numerosi commensali presenti iniziano ad ascoltare magari un po’ distratti, ma la loro attenzione viene sempre più catturata fino al coinvolgimento nei cori e nei call-and-responses chiesti dai musicisti.
Seguendo un filo logico temporale, l’esibizione si avvia con Cabbage Head, un ripescaggio di fine Ottocento in cui il duo inizia a mettere in mostra la bella interazione fra le voci, tanto ruvida e fumosa quella di Max quanto profonda ma capace di inaspettato lirismo quella di Stephanie. A stretto giro di posta, il pianista omaggia uno dei suoi idoli nel rifacimento di Big Time Woman di Jerry Roll Morton e di lì prende il via un lungo girovagare tra blues, spiritual, gospel – comunque in vario modo conditi con le spezie della città della Louisiana – che conduce agli anni Sessanta e a Ray Charles, rifatto sia sul versante più confidenziale, sia in quello più scatenato grazie a una brillante riproposizione di Mess Around. Continua la lettura di In concerto – Bayou moonshiners

Gangster squad

(Gangster squad, USA 2013)

Tanto per dirne una: il vero Mickey Cohen verrà arrestato per evasione fiscale dodici anni dopo il 1949 qui raccontato. Una (non tanto) piccola considerazione che illustra bene come questa versione de ‘Gli intoccabili’ un quarto di secolo dopo l’originale finisca per suonare falsa e vuota. Per carità, la confezione è elegante assai: I costumi di Mary Zophres e le ambientazioni di Gene Serdena ricostruiscono la Los Angeles del secondo dopoguerra in maniera quasi iperrealistica, immersa com’è nei colori saturi e squillanti della fotografia di Dion Beebe, mentre la sceneggiatura di Will Beall (tratta dal libro di Paul Lieberman) viaggia abbastanza spedita, almeno fino a quando il livello di sospensione dell’incredulità rimane entro limiti ragionevoli.
Il sergente O’Mara (Josh Brolin) viene incaricato dal capo della polizia Parker (Nick Nolte, trent’anni di più del personaggio reale) di costruire una piccola squadra sotto copertura per contrastare l’affermazione dell’astuto e spietato ex-pugile Cohen (Sean Penn), intento a farsi largo negli ambienti del crimine organizzato a colpi di morti ammazzati. Malgrado le preghiere della moglie incinta (Mireiile Enos), O’Mara recluta il disincantato Wooters (Ryan Gosling) e poi pare scegliersi i suoi in modo da non scontentare le minoranze razziali, imbarcando l’agente nero Keeler (Anthony Mackie) e quello ispanico Ramirez (Michael Peňa) assieme al ‘Cowboy’ Kennard (Robert Patrick). Continua la lettura di Gangster squad

Jean-Yves Ferri e Conrad Didier. “Asterix e il papiro di Cesare”

Asterix e il papiro di Cesare Se Asterix è nato anche dai ricordi (incubi?) liceali di Goscinny e Uderzo legati alle versioni tratte dai commentarii cesariani, era inevitabile che qualcuno cercasse di chiudere il cerchio: a farlo è la nuova coppia di autori delle avventure del piccolo Gallo e relativa compagnia di giro in questo secondo volume che, dopo il più che discreto esordio di ‘Asterix e i Pitti’, raggiunge un livello qualitativo davvero notevole.
Lo spunto è il libro del ‘De bello gallico’ riguardante i problemi con il ben noto villaggio scritto da Cesare per completezza storica, ma espunto per questioni di marketing: in seguito a una fuga di notizie, il testo carambola fino in Armorica, inseguito dall’editor del condottiero e dagli immancabili legionari più o meno imbranati. Visto che la tradizione gallica è orale, un druido si incarica di memorizzarlo e, di bocca in orecchio, esso giunge nella Parigi degli anni Cinquanta… Continua la lettura di Jean-Yves Ferri e Conrad Didier. “Asterix e il papiro di Cesare”

Kings of Leon: “Walls”

(RCA 2016)

Non so perchè mi intestardisco a dare sempre un’ultima possibilità ai Kings of Leon. Forse in ricordo del piacevole southern rock dell’esordio di ‘Youth & young manhood’, ma nel frattempo è trascorsa una dozzina abbondante di anni e quelle sonorità si sono ormai perse, sostituite da un corporate rock che è innocuo come sottofondo, ma finisce per innervosire a un ascolto attento.
Può darsi che, come orecchiato qua e là, i temi personali influenzino queste dieci canzoni, come l’amicizia con la bottiglia del cantante Caleb Followill, ma la temperatura resta sempre vicina allo zero: i restanti tre fratelli macinano con indubbia dedizione, ma, al netto delle non memorabili parti solistiche di Matthew alla chitarra, ci pensano le tastiere e i sintetizzatori di Liam O’Neil a spandere una patina di monotonia. Continua la lettura di Kings of Leon: “Walls”

Cesare Pavese: “La casa in collina”

La casa in collina Se è vero che, come pare almeno in parte leggendo la vita dello scrittore, siamo di fronte a un romanzo autobiografico, Pavese aveva quantomeno dei grossi dubbi su se stesso, sul suo mondo e su come era andata sviluppandosi la propria esistenza: il protagonista Corrado è infatti non solo un uomo senza qualità, ma mette pure in mostra difetti tali che vien voglia di prenderlo a sberle quasi a ogni capitolo.
Oltre a configurarsi come la rappresentazione dell’intellettuale intento a crogiolarsi nel proprio complesso di superiorità mentre se ne sta chiuso in una torre d’avorio, egli è anche un pusillanime eternamente indeciso che, non riuscendo neppure a riscattare il vile comportamento giovanile nei confronti del primo amore, figurarsi se può far altro che rimanere in pratica paralizzato nell’istante in cui la guerra richiede una presa di posizione tanto che, quando decide di agire, lo fa soltanto per fuggire. Continua la lettura di Cesare Pavese: “La casa in collina”

Per i tifosi del Piace i tempi sono sempre duri …

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