Piace quasi salvo, ma ... E' festa a meta' (www.liberta.it)
Finisce con una festa a metà: piena quella del Bari, che già venerdì notte era in serie A, e che ieri ha fatto più che altro passerella, di fronte ai tanti tifosi che lo hanno seguito; appena accennata quella del Piacenza, che fa un altro passetto verso la salvezza aritmetica (ci tocca sudare anche questa...), ma comincia a pensare che 50 punti possano non bastare, visto che dietro vanno a passo-spinta. Un punto per uno non fa male a nessuno, la giornata è di quelle che fanno pensare a ghiacciolo e ombrellone, la voglia di dannarsi non è quella dei momenti più spasmodici.
Ergo: si corre, per carità, ma a ritmi mai ossessivi: il Piace ha fuori più di metà squadra, il Bari ne lascia a riposo almeno un paio. Il Piace, oltretutto, sa di avere di fronte una corazzata, meglio non esagerare con i colpi di disturbo, meglio stare un po' guardinghi, anche perché Bianchi gioca in una posizione alla quale non è abituato, Riccio non è particolarmente ispirato, Aspas si dà da fare, ma... Comunque, i biancorossi tengono i confronti con la capolista reduce da una notte di bagordi, fa anche la partita per buoni tratti, ma nessuno sembra avere interesse eccessivo ad accendere la mischia.
Si va avanti a colpi isolati: colpise subito Colombo (uno dei tanti ex), pareggia Graffiedi su un rigore non solarissimo (stavolta lo calcia lui dopo io tre errori di fila di Moscardelli), poi una lunga pausa, fino all'eurogol di Aspas, una freccia alata che non dà scampo al debuttante Santoni. Il Bari sente il dovere di firmare il risultato positivo, impresa che riesce a Galasso e sancisce l'armistizio definitivo.
In alto i cuori: manca poco, la salvezza è pressoché servita. Venerdì sera si anticipa a Pisa e Pioli è chiaro: «Di certo, proveremo a mettere la parola fine alla stagione, perché la squadra c'è e non molla di certo».
Pioli recupera Aspas e lo piazza in mediana al posto di Nainggolan, Bianchi va centrale al posto dell'altro squalificato Passoni. Il Bari, ebbro da una nottata in discoteca, lascia in panca Guberti, e lancia gli ex Edusei e Colombo. E fa giocare in porta Santoni, alla prima apparizione in un campionato fin qui dominio di Gillet. Tanto, conta solo la festa...
Ed è festa anche in campo: Lanzafame centra, Barreto anticipa tutti, Cassano respinge, riprende Colombo e infila. Il Piace si mangia il pari: Santoni ribatte su Moscardelli, poi su Apsas che tenta il tapin di forza. Ancora lui su Guzman. Ma al 15' Aspas lancia in area Graffiedi, presunto contatto con Bianco (altro ex), stavolta sul dischetto va lo stesso Graffiedi che non sbaglia. Poi si va al riposo, con il Piace che fa un po' di più la partita, il Bari che non si danna l'anima, insomma il tran tran è quello di fine stagione, passionalità quasi azzerata.
Dopo un po' della ripresa, Pioli richiama lo zoppicante Moscardelli e mette Eramo, chiamando Aspas più avanti, Conte mette Caputo per Colombo. Ed è il Bari a partire leggermente più forte, almeno per qualche minuto. Ma passa ancora poco e Conte richiama anche la stella Barreto (20 gol) e si affida a Bonomi, quindi nel Piace Ferraro per l'impalpabile Guzman. Sono queste, ahimé, le uniche note di cronaca.
Ma Aspas decide che non deve finire così: riceva palla dal bell'anticipo di Avogadri e fa partire un destro strepitoso dai 25 metri: palla che picchia sotto la traversa e s'infila. Caputo si divora il pareggio alzando il pallonetto (la difesa biancorossa tutt'altro che ermetica), ma il pari attesissimo è solo rimandato: lo segna Galasso che fa più o meno quello che vuole nell'area piccola: per lui è addirittura il primo gol stagionale.
Paolo Gentilotti
paolo.gentilotti@liberta.it
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