Debutto amaro - Piace ko, passa il Verona (www.liberta.it)
Amaro debutto in Tim Cup del Piace, costretto alla resa di fronte ad un Verona più spigliato e cinico nel tradurre in gol le occasioni create. Ai biancorossi non è bastato il gran cuore gettato nella mischia dopo l'intervallo, quando la frittata era ormai fatta, anche perché il portiere scaligero è stato più volte miracoloso. Da registrare, soprattutto, gli automatismi di una difesa che sta pagando a caro prezzo la partenza di Olivi. Ma anche a centrocampo ed in attacco si può e si deve fare meglio, magari senza scompaginare le cose come è successo ieri sera, quando Castori non ha cambiato modulo (speculare quello del Verona dell'ex Remondina, con l'altro ex Rantier fermo per pubalgia), ma gli interpreti rispetto alle precedenti amichevoli. Novità sostanziale rappresentata dall'avanzamento di Nainggolan nelle vesti di ala mancina, a supporto dei compagni di reparto Simon e Moscardelli, con Tom Bianchi a rilevarne i compiti nel settore sinistro di centrocampo e Wolf in campo sin dall'inizio, alla destra del capitano-regista Patrascu.<!--more-->
Scaligeri ordinati e già rodati in Coppa, dove hanno fatto fuori al primo turno lo Spezia grazie ad un gol di Selva, punta centrale supportata dagli altrettanto vivaci Gomez e Berrettoni. Circa 700 i tifosi al seguito della compagine ospite, contro i circa duemila piacentini distribuiti tra tribuna e curva Nord. Applausi in tribuna all'indirizzo dell'ex capitano biancorosso Gigi Riccio, venuto a salutare gli amici, ma anche a scrutare la sua prossima avversaria di Coppa visto che ora è protagonista nel Sassuolo di Stefano Pioli, anche lui presente al "Garilli".
Caldo e condizione approssimativa non possono favorire chissà quali ritmi, ma che sia partita vera, senza esclusione di colpi, lo testimoniano le due ammonizioni distribuite da Banti, all'indirizzo di Russo e Patrascu, nel primo quarto d'ora. Berrettoni, dopo una manciata di minuti, fa suonare un campanello d'allarme dalle parti di Puggioni. Poi un tiro cross di Wolf (leggermente deviato) crea soltanto qualche brivido a De Andrade ed il successivo colpo di testa di Bianchi è fuori bersaglio.
La difesa del Piace è colta colpevolmente in controtempo al 15', quando, su rilancio del portiere spizzato da Russo, Berrettoni fila via indisturbato verso Puggioni, freddandolo con un tocco fine. Rabbiosa ma poco lucida la reazione dei nostri, vicini comunque al pari con un destro dal limite di Nainggolan deviato in angolo da un super De Andrade. In seguito, però, gli ospiti piazzano la seconda zampata vincente, sempre con Berrettoni e sempre con la complicità di una difesa che sta a guardare. Quando le squadre rientrano negli spogliatoi, il manipolo di ultras piacentini invita i giocatori a tirare fuori gli attributi, il che è tutto dire. Peraltro non è l'impegno a difettare, quanto l'identità di squadra appena abbozzata. Una squadra che ha ancora bisogno di tempo per esprimersi al meglio e che nella ripresa sfodera un gran cuore, peraltro riveduta e corretta con gli innesti del vivace Piccolo nelle vesti di ala destra e di Tulli al centro dell'attacco, col decentramento di Moscardelli a sinistra e il ripristino della cerniera di centrocampo composta da Bianchi, Patrascu e Nainggolan. E' assalto all'arma bianca quello portato dai biancorossi alla porta di De Andrade, prodigioso tre volte, nei primi 20', nel dire "no" a Tom Bianchi, Nainggolan e Piccolo. Moscardelli, imbeccato dall'ottimo Piccolo, riapre temporaneamente i giochi con un destro secco, poi si fa male e poco prima che rientri in campo Selva, di fino, li richiude. Nel frattempo Zammuto ha rilevato l'infortunato Iorio, nel contesto di una difesa che ha fatto acqua. Russo poi fallisce il poker: sarebbe stato troppo.
Marco Villaggi |